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Roberto M e Roberto Moz: Giustizia e nuova riforma


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cactus_atomo

Il tema dela separazione delle carriere è complesso. come credi di avere già detto fino ad un certo anno il problema non si poneva in modo drastico, dato che le idagini era ffidate alla polizia o ai carabinieri. la figura del magistato inquirente arriva dopo, a tutela dell'inquisito (esattamente come l'avviso di garanzia nasce per avvertire il cittadin che è in corso una idagine che potrebbe coinvolgerlo per cui magari è il caso che si tutli con un avvocato, anche se poi + diventato un indizio di precolpevolezza). se però separiamo le carriere il magistrato inquirente non sarà più un giudice ma una sorta di poliziotto che dioende da un ministero divrso da quello dell'interno. Non so sel'operazione è veramente utile.per me il problema della giustizia sono i tempi lunghi ch da un lato fanno comodo ai veri delinquenti (un mafiuoso, un trafficante di droga preferisce essere otto processo che in carcere  seguito di condanna) mentre è una sorte di morte civile per il cittadino non uso a confrontarsi con la giustizia. in italia abbiamo 3 gradi di giudizio, cosa che non aviene quasi da nessuna parte. ora se almeno per il civile si arrivasse ad un solo grdo di guzio i tempo potrebbero ridursi ad 1/8, dato che i giudici oggi impegnati nei oprocessi di appello potrebbero dedicarsi a quelli in primo grado. e una giustizia veloce rudice anche il contenzioso. ma pare che ridurre la durata dei processi non interessi a nessuno, si preferisce la scociatoia della prescizione (ma già mi aspetto lke levate di scudo se la prescizione dovesse scattare per qualche crimine odioso)

Uno dei tanti problemi, dice sempre il buon Davigo, è che da noi praticamente il 100% delle sentenze vengono appellate perchè è a rischio zero. E dunque si punta alla prescrizione, facendo appello senza alcuna motivazione plausibile.

In altri ordinamenti esiste un principio giuridico secondo il quale, se tu appelli una sentenza solo per guadagnare tempo e senza portare alcun elemento nuovo che potrebbe discolparti nel procedimento, la pena viene aumentata perchè hai causato un'inutile perdita di tempo e aggravio di costi per il contribuente.

cactus_atomo

@gibraltar in molti paesi l'appello è consentito solo in casi particoilari ed il ricorso all0equivalente della nistra cassazione , ossia la corte suprema statle o federale, raramente viene accettata ma una giustizia oenta cinvine agli avvocati, conviene ai giudici (che possono essere chiamati a fare gli arbitri guadagnando più con la profesione,) conviene ai malavitosi ed ai delinquenti incalliti (anche quelli con colletto bianco) non conviene a chi non ha soldi per pagarsi il principie del forto e alla gente comune che resterebbe stritolata da un processo lungo. i legulei dicono che l foema è sostanza, non li voglio contraddire ma se altrove i processi sono più brevi si vede che hanno forme e sistanze più efficineti. Ogni tanto si potrebbe anche copiare, senza inventare o adattare

  • 3 mesi dopo...

"Buonasera, mi dicono che lei spaccia!" (cit.)

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Spaccio largo

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Domenica abbiamo raccontato una storia che dovrebbe scatenare i media e le opposizioni contro le schiforme della giustizia e chi le ha votate. In una località del Sud ad altissima densità mafiosa, la Procura chiede al Gip l’arresto di 12 persone per spaccio di droga. Mentre il Gip esamina la richiesta, passa la legge Nordio che gli impone di avvisare gli arrestandi per interrogarli e solo dopo decidere il da farsi. Quindi convoca i 12 di lì a 20 giorni e deposita per loro il fascicolo d’indagine. Quelli se lo leggono e scoprono tutte le prove a loro carico, incluso il nome del testimone che li accusa di spaccio. Il quale viene subito minacciato di morte e fugge in un’altra città, maledicendo il giorno che ha avuto la bella idea di fare il buon cittadino anziché farsi gli affari suoi. Tutto ciò non sarebbe accaduto senza la legge Nordio, cioè se il Gip avesse potuto arrestare la sporca dozzina (presunta, ci mancherebbe). Intanto i 12 sono sempre a piede libero, in attesa dell’“interrogatorio preventivo” che sarà una passeggiata, perché ci arriveranno preparatissimi, con tutto il tempo che hanno avuto per concordare le versioni. Forse, passato tanto tempo, cadranno anche le esigenze cautelari per arrestarli. E torneranno a spacciare come prima e più di prima. Ogni tanto faranno un giretto sotto casa del testimone, casomai fosse così temerario da rientrare. Ogni sera accenderanno un cero a San Carletto Mezzolitro che ha fatto la grazia. E dormiranno fra due guanciali: sarà dura trovare un altro fesso che racconti alla polizia quello che fanno.

Naturalmente questa storia non l’ha ripresa nessun tg, talk, giornale ed esponente di opposizione. Sono tutti impegnatissimi a parlare del nuovo Cda Rai, dei destini del Campo Largo, del referendum sulla cittadinanza, dello Ius Soli o Scholae o Sòla, delle epiche battaglie civili degli eredi di B. con Pascale incorporata, delle ultime dichiarazioni di Renzi e Tajani e di altri temi che elettrizzano la gente. Intanto, dopo anni di leggi svuota-carceri e chiacchiere sul calo dei reati, i delitti hanno ripreso a salire. E i primi ad accorgersene sono i meno abbienti dei quartieri popolari, che un tempo votavano a sinistra e ora che quella s’è accomodata nelle Ztl si buttano sempre più a destra. In Italia (col freno dei 5Stelle), ma ancor più in Germania, in Austria, in Nord Europa, in America. Riusciranno i nostri eroi dell’opposizione a spiegare a queste fasce di popolazione che la destra più illegalitaria del mondo premia i pusher e punisce i testimoni? O parlano di queste cose, o continuano a blaterare di Campo Largo e magari ci spiegano questa gran fregola di imbarcarvi chi ha votato la porcata Nordio insieme alle tre destre ufficiali: Azione e Iv, cioè le due destre ufficiose.

MT, FQ

 

@UpTo11

Se si scrivono le leggi pensando ai colletti bianchi quali unici soggetti che commettono reati si hanno le conseguenze di cui sopra (che vanno tuttavia approfondite). Se quanto riportato corrisponde esattamente al vero, la questione è grave.

  • 2 settimane dopo...
  • 1 mese dopo...
  • 1 mese dopo...

 

“Ricordatevi sempre che nel governo Draghi c’erano tutti i partiti tranne Fratelli d’Italia, adesso in questo governo c’è pure Fratelli d’Italia, quindi nessuno può dire che non c’entra“. È la premessa del procuratore del Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, alla sua acerrima critica al processo telematico, l’app del ministero della Giustizia che avrebbe dovuto consentire il passaggio da cartaceo a digitale ma il cui uso è stato sospeso da diversi tribunali per numerosi malfunzionamenti.

Ospite della trasmissione In altre parole (La7), Gratteri spiega che il processo penale telematico è previsto nella riforma Cartabia del 2022 e doveva entrare definitivamente in vigore dal 1 gennaio 2025, con un perfezionamento della prima app voluta dall’ex ministra della Giustizia del governo Draghi: “Quel progetto, per il quale abbiamo già incassato i soldi della Comunità europea, prevedeva di camminare per un km e invece abbiamo percorso mezzo metro, perché con quella prima app si poteva fare solo la richiesta di archiviazione. L’app 2, quella successiva – spiega – è invece un atto di arroganza: è stata imposta dal 1 gennaio 2025, ma nessuno ci ha spiegato come funzionasse prima della sua messa in vigore. Alla fine diversi tribunali in ordine sparso hanno dovuto fare dei provvedimenti tampone fino al 31 marzo 2025, il che, tradotto in italiano, significa che siamo tornati alla carta“.

Il magistrato ribadisce: “Quest’arroganza ha portato a una brutta figura. Io vorrei sapere quanto è costato questo rallentamento, visto che prima facevamo le archiviazioni in un minuto e mezzo e con l’app della Cartabia per diversi mesi abbiamo impiegato anche tre quarti d’ora per fare un’archiviazione. Ora con questa seconda app non avete idea di quante cose non funzionino. Abbiamo ricevuto ogni giorno dal ministero della Giustizia circolari e direttive per poi avere un sistema che non funziona. E allora perché tutta questa fretta per applicarlo?”.
Gratteri conclude: “Ma sapete perché sono arrabbiato? Perché nel dicembre del 2024, in una sede istituzionale, ho detto che quell’app non avrebbe funzionato e che saremmo tornati alla carta. E l’ho detto guardando negli occhi chi ha e ha avuto il potere di far entrare in vigore il processo telematico. Non sono stato ascoltato e oggi questo è il risultato”.

 




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