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Melius Club

chi ne capisce di IMU , more e cambi destinazione decisi dallo stesso ufficio ?


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6 minuti fa, domenico80 ha scritto:

Non è possibile recarsi 3 volte in Comune ed ogni volta scoprire una novità 

Facendo profonda violenza a me stesso mi metto per un attimo nei panni degli impiegati comunali:  Dovrebbero far rispettare una selva di norme che non ha uguali al mondo, spesso contraddittorie, dove in molti casi cambiando il "percorso" tra leggi e leggine, cambia il risultato. 

Per sanare una soffitta abusiva (presente a catasto e sui rogiti fin dalla prima vendita da parte del costruttore nel 1951, ma assente nei disegni allegati alla richiesta di permesso edilizio)  intrapresi 3 tentativi con interlocutori diversi dello stesso ufficio, finché non ebbi una proposta che il professionista incaricato (un geom. di lungo corso)  ritenne equilibrata: Riduzione della volumetria con pannelli in cartongesso e, rientrando così nelle % consentite, sanatoria "volumetrica". 

Non ho mai visto un Comune modificare sua sponte dei dati catastali, di solito l'ufficio tributi, o la società esterna incaricata del controllo, fa una visura catastale, calcola l'Imu su quei dati e confronta con i versamenti effettivi.

  • Melius 1

allora quarta visita in comune stamane , consultazione con un dirigente , la dirigente :

della serie , niente da fare , pagare e muti .

cito quanto mi ha stampato circa la legge IMU :

< per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie C2 , C6 , C7 >

e fin qui , ok , sapevo , nulla da eccepire , ma la parte migliore è un'altra  , continuo

< , nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate , anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo >

Con il sottolineato mi riferisco a quanto la dirigente mi ha evidenziato 

Traduco :

la famigerata cantina SUB 4 , facente parte dell'appartamento , pur se accettata come parte integrante l'appartamento , viene trasformata in un costoso boomerang per il cittadino spennandi  come me perchè viene tacitamente considerata C2 , nonostante gli estremi catastali , ma uno strano ed originale C2 che nega in automatico la scelta del cittadino a scegliere quale C2 iscrivere come IMU esente , quindi , un blocco .

In altre parole , una cantina di 6 mq , valore catastale pochi centesimi , occupa e decide per il C2 da esentare IMU , cioè la stessa .

Legge ben pensata con il solito fine ........ aiutare il cittadino che , per una cantina di pochi cent si trova a dover sborsare cifre , almeno per me , importanti , con relative more , perchè le more comunicate e calcolate entro i 5 anni , sono il vero business / pizzo statale

 

Se la prima pertinenza è stata accatastata unitamente all'abitazione principale, è era ammessa un'altra "annessione" della stessa categoria. 

C'è però anche una interpretazione più restrittiva: In caso di pertinenza sul medesimo accatastamento (es. C2) il proprietario avrebbe comunque il diritto di fare 3 "annessioni", ma di categoria diversa da C2.  Solo in questo caso sarebbero quindi ammesse 2 annessioni di pari categoria, dovendo differire tutte dalla C2 iniziale. 

(spero non si diffonda altrimenti tenteranno di inchiappettare anche me) 

 

NI , cioè la puoi sì inserire , ma l'unica esenzione IMU rimane della cantina , almeno così PARE dire la legge

NO , il decreto / legge è blindato , almeno così a me pare .... domattina sentirò il comemrcialista :

la famigerata cantina impedisce al cittadino di scegliere quale C2 esentare in quanto l'ufficio IMU la definisce sola ed unica pertinenza C2 , anche se non definita come tale in rogito.

é un bel kasino , finalizzato sempre monodirezionalmente

Aggiungo : 

l'avvocato capisce o interpreta la legge in maniera ben differnte dall'ufficio IMU , argomentando , ma , pur fidandosi dell'avvocato , chi si mette in una rogna simile ?

ed è su questa leva che l'IMU fa ............ perno e mette paura costringendo a pagare anche se , credo , non dovuto

P.S. 

anni fa feci un ricorso e la D.ssa dell'agenzia delle entrate mi esternò che ero fortunato ............... bah ......... dove ? ........ a non aver fatto fare ricorso ad un avvocato :

traduco , sarebbe stato considerato ......... averci li sordi ............... e non voler pagare

Si  possono avere più cantine e box di pertinenza all'abitazione ma, per quanto di mia conoscenza, solo uno per categoria può  usufruire di vantaggi fiscali.

es.  n.2 box di pertinenza ad abitazione prima casa, solo uno non paga imu (quale ? lo scegli la proprietà)

9 minuti fa, otaner ha scritto:

(quale ? lo scegli la proprietà)

credo si vada per ordine di annessione. Solo in caso di "pertinenziamento" contemporaneo si sceglie l'esente (che godrà anche delle agevolazioni per abitazione principale) 

si ma li secondo me il casino è stato fatto in sede di primo accatastamento cioè perfino io non vedo come una cantina separata possa far parte dello stesso sub dell' appartamento.

entrando nella mente degli esattori *, è come avere una corte comune, spezzettarla in categorie f/1 che non pagano,  per poi occuparle con dei posti auto, che in c/6 pagherebbero. al primo controllo ti piombano.

io pagherei e poi andrei di riaccatastamento, un sub per l' appartamento, uno per la cantina e così via, scegliendo la casistica migliore possibile per i propri interessi. quello che si può è esente, quello che non si può si paga.

( * cit. sun tsu + lo zen e l' arte della sopravvivenza )

“I guerrieri vittoriosi prima vincono e poi vanno in guerra, mentre i guerrieri sconfitti prima vanno in guerra e poi cercano di vincere.”

28 minuti fa, audio2 ha scritto:

si ma li secondo me il casino è stato fatto in sede di primo accatastamento cioè perfino io non vedo come una cantina separata possa far parte dello stesso sub dell' appartamento.

ma così si faceva , da sempre ed ante avvento IMU .

La mia certezza è che la legge IMU sia stata redatta in conformità a questo stato di cose con la sola ed unica finalità di fregare i Cristi come me

si parla di una cantina di circa 6 mq 

38 minuti fa, audio2 ha scritto:

perfino io non vedo come una cantina separata possa far parte dello stesso sub dell' appartamento.

nel mio caso l'interpretazione fu la seguente: Poichè la cantina è accessibile solo dallo stesso vano scale a servizio dell'appartamento, è ammesso l'accorpamento sulla stessa unità catastale. Allo stesso modo i 4 appartamenti dotati di soffitta le vedevano iscritte nella stessa unità*. Successivamente comprai un'ulteriore cantina per metterci gli sterii accumulati invendibili (quindi tutti quelli non collegati) che fu annessa senza problemi, anzi: Dissero che la prima non era nemmeno da considerarsi in quanto era un tutt'uno catastale con l'abitazione. 

Contestarono invece la cosa ai 3 proprietari di cantine accessibili anche dall'esterno, anzi: Furono loro a mettere "el cul n'meso a le peàde"  quando osarono chiedere il passo-carraio.  In pratica i timbratores comunali pretendevano una sorta di "accatastamento separato" delle cantine. 

Ci vollero un paio di lettere scritte in buon avvocatese, che furono però pagate in proporzione all'efficacia.

(ma non ottennero anche il passo carraio: "non spetta a C2". Stremati, non osarono reagire.) 

 

 

 

(*poi scoprimmo che l'intero piano soffitte perfettamente accatastato dal 1951 era abusivo, come pure quello immediatamente sotto, ma questo è uno spinoff del film principale) 

  • Haha 1
9 minuti fa, domenico80 ha scritto:

così si faceva

si ma dalle tue parti, perchè dalle mie no ( autonomia differenziata ante litteram )

poi quando devono dragare risorse è ovvio che si attaccano a tutto.

Più che il rogito, dovrebbe essere l'accatastamento a far testo. Purtroppo ho scoperto a mie spese che il catasto per quasi tutta la sua esistenza non ha mai eseguito alcun controllo di legittimità di quello che vi si andava a iscrivere. E' stato possibile ad esempio accatastare abusi totali.  

Logica vorrebbe che, qualora non fosse possibile avere particelle uniche con vani non contigui e/o su piani diversi, il catasto ne rifiutasse l'iscrizione.

Ma per l' italian-logic il problema è presto risolto: In caso di dubbi, in prima istanza lo piglia sempre nell'orifizio il cittadino.




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