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E' importante che gli stati ristabiliscano la supremazia sulle grandi multinazionali.


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Però il problema ,che anche in Europa ,e non solo negli stati extraeuropei ,ci sono paradisi fiscali.

Quando gli estremisti di destra vorrebbero tanti piccoli staterelli ,combattendo sia i colossi come Cina e India ,(e speriamo che il malefico trump non vinca le elezioni ) da soli ,non so se mi viene da ridere o da piangere (più la seconda)

Ma noi che con questo governo abbiamo ,o meglio hanno votato contro la Fon der Lien ,cosa pretendono ,che gli metta i tappeti rossi sotto il cul.

Amazon ,Google e company anche in Europa pagano una mazza di tasse ,e quindi si dovrebbe avere un Europa più coesa ,e i nazisti ,che ci sono ,mandarli a scopare il mare o anche peggio.

Viva un Europa Unita e abbasso gli estremismi che abbiamo anche in casa

(Salvini ,Vannacci e company)

6 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

What

Intendo dire che diminuire il carico deducendo spese ed eludendo, non sia proprio la stessa cosa.

Se poi si parte da aliquote gai basse e ad hoc.. 

Tornando in tema, dall'articolo linkato sulla nuova riforma e legislazione:

 

 

Troppe scappatoie

Ma nonostante le promesse, gli esperti temono che la riforma non sia in grado, da sola, di contrastare i paradisi fiscali e di impedire la cosiddetta "corsa al ribasso" della concorrenza fiscale.

Gli Stati possono adeguarsi alla nuova aliquota minima e allo stesso tempo offrire generosi crediti d'imposta e altre detrazioni, riducendo così di fatto il prelievo fiscale ben sotto la soglia del 15%. Molti Stati stanno già introducendo crediti, sovvenzioni e sussidi trasferibili per attrarre gli investimenti delle multinazionali.

"Lo vediamo già, ad esempio con l'Ira (Inflation Reduction Act) negli Stati Uniti. Anche Paesi come l'Irlanda, la Svizzera e le Cayman stanno già ricorrendo a queste scappatoie", ha spiegato Parrinello.

 

briandinazareth
5 minuti fa, Velvet ha scritto:

Mah non saprei non è il mio settore. A portata di mano ho solo un manager Siemens di area tecnica e uno di primaria software house con sede lavorativa in Australia ed entrambi mi hanno raccontato le medesime horror stories. 

Ovvero che per cavare un ragno dal buco da un team di indiani serve 10 volte il tempo e l'energia rispetto ad un team europeo.

Ovviamente costa 20 volte meno perciò c'è margine. 

 

ovviamente bisogna vedere i singoli casi e come scegli le risorse...
ma quello che ho visto io in questi casi, ed è una cosa che conosco molto da vicino, è che c'è una differenza culturale del lavoro molto profonda e gli indiani ragionano all'americana (anche perché tanti si formano negli usa e hanno l'impronta anglosassone della dominazione inglese). 

comunque la differenza di costo non è di 20 volte... ma molto, molto di meno.

 

Ribadisco non è il mio settore, mi limito a raccogliere ciò che raccontano queste due persone (entrambe under 40 e con esperienze, formazione e occupazione globali) e riferirle. 

Io di mio al limite posso fornire dati sul prezzo dei fiori di zucca o poco più. 

Già, un vero spasso @appecundria

abbiamo scoperto solo dopo il 2020 che il dumping fiscale e la concorrenza sleale relativa crei squilibri.

l’avere i paradisi addirittura dentro la Ue ha creato qualcosa di assolutamente imprevedibile.

Era cosa veramente difficile da pensare in precedenza.

rimane da capire se i buoi scappati nel frattempo si siano dispersi nelle praterie o si siano accasati.

qualche timida tarda iniziativa fa presumere che tutto ora vada per il meglio.

Gaetanoalberto

Non so, a me pare che il gioco sia sempre quello da secoli: si fanno affari, si guadagna, si cerca di tenere per se.

Finchè si rispetta la legge nulla da dire.

Gli Stati, più che mai oggi accordandosi a livello internazionale, dovrebbero cercare di creare una cornice di equità senza ammazzare l’impresa.

Gli interessi degli stati sono diversi, quindi bisogna capire dove si riesce ad arrivare ed arrivarci.

Delegittimare gli Stati, la Ue e le altre organizzazioni internazionali è uno dei tanti strumenti per vincere nel gioco di cui al capoverso 1.

Le multinazionali enormi, di cui al TD, hanno strumenti enormi, tanto più se operano sull’immateriale.

La questione non è solo di tassazione dei profitti (un calcolo del 2016 diceva che l’Italia ha perso quell’anno circa 6 miliardi di gettito, tanti, iniqui, ma solo parte del problema).

Bisogna vigilare sulla stesura delle normative: alle volte una riforma del diritto del lavoro e una contrattazione collettiva sulle retribuzioni possono essere anche più rilevanti per gli effetti positivi sull’economia.

  • Melius 1
1 ora fa, Velvet ha scritto:

il costo del personale ingleseparlante

Ingleseparlante indiano ? (con rispetto parlando: Ah ah ah) 

E veniamo alla professionalità di detti "centri di eccellenza" indiani:  Lavorano secondo il principio del "tutti corrono su tutti i palloni". Il personale riceve una paga minima corrispondente a un pugno di riso, poi vanno a cottimo in base al numero di ticket gestiti (badate: Al numero, non alla complicazione degli stessi).

Le conseguenze sono che:

A) Per quasiasi problema si viene assaliti da uno sciame di richieste di informazioni da parte dei più svariati operatori, ognuno cerca il bit in più per chiudere il ticket a suo nome prima degli altri. Poiché credono anche di essere furbi, capita che ti sottopongano loro problemi relativi a un ticket diverso dal tuo, cercando di carpire consigli o persino di fartelo risolvere. Il tutto è ovviamente time-wasting e oltremodo nerve-annoying

B) Cercano in prima battuta di chiudere la richiesta in qualsiasi modo, sopratutto in vista della data di conteggio mensile delle attività diventano frequentissimi i ticket chiusi con un semplice punto (.) nel campo report. Devi richiamare, ma a quel punto la nuova richiesta genererà volumi utili al loro score del mese successivo.

Quanto al modo di lavorare direi che gli indiani sono diversissimi dal tipico inglese o americano. Il centro-servizi global non albionico più "British" col quale lavoro si trova, pensate un po', in Kenya.  (Inoltre i kenyoti parlano un inglese molto più comprensibile e sopratutto sono disposti a comprendere il mio :classic_biggrin:)

  • Haha 1
briandinazareth
13 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Delegittimare gli Stati, la Ue e le altre organizzazioni internazionali è uno dei tanti strumenti per vincere nel gioco di cui al capoverso 1.

 

è un classico, siccome sono molto lontani dalla perfezione, come tutte le cose umane, allora diventano la m.erda e si appoggiano coloro che vogliono affossare le uniche organizzazioni che possono agire. 

insomma, si vorrebbe a parole una maggiore integrazione europea e poi si fa il tifo per i sovranisti delle piccole patrie e degli asti fra paesi confinanti. 

una naturale conseguenza del mugugno totale-globale, con la convinzione da anziano che guarda i cantieri, che lui si che avrebbe saputo come fare, mica questi idioti, scemi, corrotti ecc. :classic_biggrin:

  • Melius 2
10 minuti fa, Martin ha scritto:

Per quasiasi problema si viene assaliti da uno sciame di richieste di informazioni

Questo è il punto sul quale hanno molto battuto i miei due interlocutori: ovvero la continua richiesta di precisazioni per lo più fuori contesto o ripetitive che diventa un vero e proprio fiume in piena all'avvicinarsi della scadenza fissata.

In pratica (secondo quanto mi riferiscono) dimostrerebbero scarsa o nulla capacità di autonomia di pensiero e lavoro, richiedendo di essere accompagnati per manina anche sui processi più elementari con costante necessità di botta-e-risposta: ho scritto questa riga qui, va bene? E si fermano in attesa. 

briandinazareth
11 minuti fa, Martin ha scritto:

Ingleseparlante indiano ? (con rispetto parlando: Ah ah ah) 

E veniamo alla professionalità di detti "centri di eccellenza" indiani:  Lavorano secondo il principio del "tutti corrono su tutti i palloni". Il personale riceve una paga minima corrispondente a un pugno di riso, poi vanno a cottimo in base al numero di ticket gestiti (badate: Al numero, non alla complicazione degli stessi).

 

questa mi pare una conseguenza della cattiva organizzazione p dal tentativo di raschiare il barile dei costi. 

la mia esperienza indiana, molto lunga e profonda,  è totalmente diversa, nessun cottimo, nessuna corsa su tutti i palloni e ovviamente nessun pugno di riso.

sull'accento invece concordo, quando vivevo a bangalore ci ho messo un poco per riuscire a comprendere bene, soprattutto quelli che venivano da alcune parti specifiche dell'india. 

 

11 minuti fa, Martin ha scritto:

Cercano in prima battuta di chiudere la richiesta in qualsiasi modo, sopratutto in vista della data di conteggio mensile delle attività diventano frequentissimi i ticket chiusi con un semplice punto (.) nel campo report. Devi richiamare, ma a quale punto la nuova richiesta genererà volumi utili al loro score del mese successivo.


forse bisognerebbe revisionare i manager (anche i non indiani) che gestiscono la cosa in questo modo... perché se si accettano simili comportamenti il problema mi pare che parta dalla testa.

la prima volta che qualcuno si comporta in modo così poco professionale dovrebbe diventare pure l'ultima.

tra l'altro conteggiare i ticket un tanto al chilo e non sull'effettiva risoluzione è una cosa abbastanza strana, mi chiedo chi ha preparato e firmato  contratti così lontani dalla logica minima ;) 

27 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Delegittimare gli Stati, la Ue e le altre organizzazioni internazionali è uno dei tanti strumenti per vincere nel gioco di cui al capoverso 1.

Gli stati che sono nella Ue, vivono nelle regole della Ue, se le regole sono sbagliate si critica chi le ha stese, il che non significa buttare a mare tutto.

si discute del ritardo semmai ed dei suoi perché.

che ci siano problemi a regolare a livello internazionale tale normativa è cosa chiara, ma ci sarà sempre una isoletta che ti frega, se la lasci libera di farlo, lasciamo?

27 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

 

Delegittimare gli Stati, la Ue e le altre organizzazioni internazionali è uno dei tanti strumenti per vincere nel gioco di cui al capoverso 1.

Le multinazionali enormi, di cui al TD, hanno strumenti enormi, tanto più se operano sull’immateriale.

La questione non è solo di tassazione dei profitti (un calcolo del 2016 diceva che l’Italia ha perso quell’anno circa 6 miliardi di gettito, tanti, iniqui, ma solo parte del problema).

Bisogna vigilare sulla stesura delle normative: alle volte una riforma del diritto del lavoro e una contrattazione collettiva sulle retribuzioni possono essere anche più rilevanti per gli effetti positivi sull’economia

Di grazia e a chi dobbiamo rivolgerci se non a chi governa i processi?

 




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