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Melius Club

E' importante che gli stati ristabiliscano la supremazia sulle grandi multinazionali.


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1 minuto fa, briandinazareth ha scritto:

conteggiare i ticket un tanto al chilo e non sull'effettiva risoluzione è una cosa abbastanza strana

E' tipicamente british. Anche prima dell'ingresso dei centri servizi indiani, ad esempio, i KPI interni andavano sul numero di righe SAP irrisolte a scadenza. La conseguenza era ad esempio che un ordine al limite di delega del CTO italiano (5M di euro) "pesava" esattamente come una rettifica d'importo-fattura da 16 euro (mi ricordo le cifre perché il caso all'epoca "fece storia" sui tavoli-alti proprio per questo :classic_biggrin:)

  • Haha 1
Gaetanoalberto
2 minuti fa, nullo ha scritto:

e a chi dobbiamo rivolgerci

Agli Stati (politica che li governa), individuando con precisione le disfunzioni e proponendo cambiamenti. Un clima generale di sfiducia, imho, genera effetti opposti.

Guarda che non voglio condannare nessuno, ho un obiettivo esattamente opposto.

  • Melius 1
briandinazareth
10 minuti fa, Velvet ha scritto:

Questo è il punto sul quale hanno molto battuto i miei due interlocutori: ovvero la continua richiesta di precisazioni per lo più fuori contesto o ripetitive che diventa un vero e proprio fiume in piena all'avvicinarsi della scadenza fissata.

 

che però ha anche a che fare con il modo di lavorare di tantissimi italiani... 

ad esempio:

la documentazione scarsa,  spesso trascurata  o assente (a cosa serve? (pippo lo sa già fare, mica devo scrivere tutto).

la responsabilità sempre molto sfumata e poco precisa (vabbè non è nelle tue mansioni, ma lo sai fare, dai risolviamo la cosa)

il tuo orario di lavoro è finito da 2 ore (ma dai, siamo una grande famiglia, risolviamo e poi in futuro sarai ricompensato)

che poi sono le difficoltà che molti manager italiani incontrano quando incontrano gli americani, potrei raccontarne mille sugli usa (ad esempio fare la figura dei cretini nel rimanere in ufficio oltre l'orario senza una ragione grave)

d'altro canto è vero che questa maniera un po' cantinara di ragionare di molti italiani permette in molte situazioni di trovare una soluzione, magari quick and dirty, che risolve casini in tempi rapidi. negli usa o in india puoi ritrovarti ad essere l'eroe proprio perché non hai la mentalità del on the book.

purtroppo però spesso queste sono soluzioni a problemi che ci creiamo da soli per la scarsa organizzazione e struttura.... e nelle organizzazioni complesse rischiamo spesso di lavorare il doppio per lo stesso rsultato.

@briandinazareth Ribadisco, non è il mio settore né ho le competenze ovviamente.

Chi mi riferisce queste cose lavora con team di mezzo mondo in contesti multinazionali, quindi non precisamente vecchi manager italiani cresciuti nella tornitura del bresciano.

E il confronto è fra un certo modo di lavorare europeo e anglosassone (a loro dire ormai piuttosto uniforme nelle aziende big, italia compresa) e un modo di lavorare di altri continenti. 

Altro non saprei, sicuramente tu hai l'esperienza per valutare e giudicare che io non ho. 

6 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

la responsabilità sempre molto sfumata e poco precisa

E' una precisa strategia aziendale. La teoria è che quando i margini di competenza sono nettamente delineati, la naturale tendenza a fare qualcosa di meno farà mancare l' "overlapping" (termine originale degli albionici) con conseguente stallo dei processi: Le cose si impiantano,  ma formalmente  "todos son caballeros". 

Viceversa, con competenze volutamente "sfumate" il dubbio individuale farà si che questa sovrapposizione si verificherà spontaneamente, almeno da parte dei soggetti aziendalmente "proattivi", cioè quelli che sulla lavagna aziendale stanno sotto la colonna dei "buoni". :classic_dry:

  • Melius 1
19 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:
24 minuti fa, nullo ha scritto:

e a chi dobbiamo rivolgerci

Agli Stati (politica che li governa), individuando con precisione le disfunzioni e proponendo cambiamenti. Un clima generale di sfiducia, imho, genera effetti opposti.

Guarda che non voglio condannare nessuno, ho un obiettivo esattamente opposto

Un cane che si morde la coda.

era nelle premesse tanto della costruzione della Ue, quanto in quelle della globalizzazione, che una armonizzazione dovesse essere oggetto di grande attenzione.

spronare e delegittimare sono all’opposto.

questa cosa che qualunque critica, anche fondata, debba essere relegata fra le pretese di chi voglia demolire l’ordine mi pare non coerente con i tuoi obiettivi, che poi sarebbero anche miei e di molti altri.

se ogni volta che si opera una critica si attua la lesa maestà al governo, togliamo pure anche l’opposizione e aspettiamo che si sveglino da soli, in fondo parliamo di soli 24 anni dalla introduzione dell’euro, per non parlare dei trattati che sono precedenti

Gaetanoalberto
1 minuto fa, Martin ha scritto:

E' una precisa strategia aziendale. La teoria è che quando i margini di competenza sono nettamente delineati, la naturale tendenza a fare qualcosa di meno farà mancare l' "overlapping" (termine originale degli albionici) con conseguente stallo dei processi: Le cose si impiantano,  ma formalmente  "todos son caballeros". 

Viceversa, con competenze volutamente "sfumate" il dubbio individuale farà si che questa sovrapposizione si verificherà spontaneamente, almeno da parte dei soggetti aziendalmente "proattivi", cioè quelli che sulla lavagna aziendale stanno sotto la colonna dei "buoni". :classic_dry:

Ah, cacchio, non ci avevo pensato. Il disordine proattivo.

I miei impiegati, di fronte a questa mia evoluta strategia anglosassone, adottano la contromossa di accalcarsi nel 50% non proattivo, e siccome la matematica non è il nostro forte, sto 50% teorico diventa 80% pratico.

Il 28/7/2024 at 08:09, nullo ha scritto:

Le intenzioni, ancorché buone, si scontrano con la sostenibilità di un sistema concorrenziale.

se gli altri si mettono assieme con canoni tali da essere molto più agili ed efficaci dal punto di vista economico, tu perdi competitività, perdi mercato, e ti affoghi letteralmente nei debiti per sostenere ciò che la concorrenza ti impedisce di sostenere, e poi crolli malamente sotto tale peso.

e noi…..

quindi le affermazioni di principio contano fino ad un certo punto, poi la realtà arriva a portare il conto, con le conseguenti problematiche di scontro sociale se qualcuno cavalca l’onda.

un sistema che non crea sufficiente ricchezza non può sostenere un welfare che la filosofia politica disegna e vorrebbe determinare a prescindere da quel parametro.

non si può riuscire a capire come si possa sostenere il contrario.

unica strada alternativa sarebbe quella di prelevare ricchezza dai sistemi concorrenti, e questa la voglio proprio vedere, manco nella Ue ci si mette d’accordo, figuriamoci a livello mondiale.

Mi ripeto: l'economia è un'invenzione non una legge della natura.

Ergo può essere guidata dove si vuole.

Mi pare fin troppo ovvio che tra il pensiero e la realtà di acqua ce ne corra parecchia.

Ma , e mi ri ripeto: gli stati ,  la politica , cosa ci stanno a fare?

Se è solo l'economia a guidare le scelte allora possiamo tranquillamente diventare come ipotizzato da Lumet nel film Quinto Potere:

"Lei è un vecchio che pensa in termini di "nazioni" e di "popoli"… Non vi sono nazioni, non vi sono popoli; non vi sono russi, non vi sono arabi; non vi sono Terzi Mondi, non c’è nessun Ovest.
Esiste soltanto un Unico, un Solo Sistema di Sistemi: uno, vasto e immane, interdipendente, intrecciato, multivariato, multinazionale, dominio dei dollari: petroldollari, elettrodollari, multidollari, reichmark, sterline, rubli, franchi e shekels!
È il Sistema Internazionale Valutario che determina la totalità della vita su questo pianeta.
Questo è l’ordine naturale delle cose, oggi.
Questa è l’atomica e sub–atomica e galattica struttura delle cose oggigiorno."

 

La politica dovrebbe tornare a fare la politica e non un membro di un consiglio d'amministrazione. Uno Stato dovrebbe pensare al bene dei propri cittadini.

Capisco che tutto ciò appaia come molto più che utopico, ma questo gli Stati dovrebbero fare.

 

  • Melius 2
3 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

adottano la contromossa di accalcarsi nel 50% non proattivo

Se l' "ambiente di lavoro" glielo consente, questa è la naturale conseguenza. 

Un po difficile quando l'azienda (ovvero gli albionici modello di organizzazione)  pressa con simpatiche iniziative tipo "performance dialogue", "quarter-check" e "mid-year-check" etc, etc, 

(bisogna anche dire che la variabile sul tavolo, un mix tra risultati aziendali e individuali, può arrivare a un +20% della RAL) 

Gaetanoalberto
11 minuti fa, Martin ha scritto:

quando l'azienda (ovvero gli albionici modello di organizzazione)  pressa con simpatiche iniziative

Ah, si, da noi è il sindacato, che pressa con simpatiche iniziative tipo: lei perché chiede solo a lui, ma nel piano delle attività lei non lo ha scritto specificamente, ma il comma 24576432189 non lo prevede, ho scritto all’UST, ho scritto all’USR. 
Seguono tre lettere di risposta alle tre richieste di chiarimenti (Sindacato, USR, UST) etc etc. e certificato di malattia del lavoratore, che vorrà essere risarcito per i problemi di depressione derivanti dal metus verso il datore di lavoro.

7 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

il sindacato, che pressa con simpatiche iniziative tipo: lei perché chiede solo a lui, ma nel piano delle attività lei mon lo ha scritto specificamente, ma il comma 24576432189 non lo prevede, ho scritto all’UST, ho scritto all’USR. 

Conosco bene. Negli anni '80 (ancora preda di idealismi di stampo post-adolescenziale)  ero rappresenatante sindacale (Fiom-Cgil).  Ho rinunciato all'incarico non appena mi sono reso conto che una parte non trascurabile delle attività  consisteva nella difesa sistematica dei lavativi e, in qualche caso, pure di ladri. 

  • Melius 2



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