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Melius Club

E' importante che gli stati ristabiliscano la supremazia sulle grandi multinazionali.


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extermination
3 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

una questione ideologica, di interessi e politica

Nel privato è fondamentalmente una questione di profitti ( dividendi agli azionisti inclusi) ed in tutti i casi in cui i profitti dovessero diminuire, si agisce inevitabilmente sulla diminuzione dei costi con tutto ciò che ne consegue. 

Gaetanoalberto
1 minuto fa, mozarteum ha scritto:

C’e’ un altro punto di vista possibile: il welfare si fa nei limiti in cui l’economia lo consenta. Non e’ una variabile indipendente.

Bisogna vedere se renda di piu’ il superprofitto reinvestito e promotore d’altra economia o la sabbia mobile dell’intermediazione politica del superprofitto. Io francamente non lo so

Si, questo è il terreno su cui concentrarsi, ma non è solo questione di welfare: ad esempio, se lo stat’ costruisce i binari e gli si lascia la manutenzione a prezzi improponibili, mentre la società si appropria dei profitti finché ci sono, è

ovvio che si tratta di in gioco a fottere il compagno, che è sempre lo Stat’.

Se le crisi cicliche le paga lo stato (anni 30, anni settanta), le autostrade le costruisce lo stato e i pedaggi li prende il privato, il problema è lo Stat’ o il privat’

Perché c’è privat’ e privat’

Comunque, ne riparliamo fra trent’anni.

Per ora smantelliam’ fino in fondo.

12 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Tra venti, trenta anni

Ormai le cose son più veloci. Presente il piano statale di Biden all'economia ? Tra dieci anni in america votano la ocasio cortez direttamente.

😁

  • Melius 1
extermination
16 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Comunque, ne riparliamo fra trent’anni

Da qui ai prossimi 30 anni, avremo anche modo di vedere se il modello "società benefit" si espanderà e se avrà davvero un impatto positivo e rilevante sulla società e sull'ambiente (oltre al profitto) oppure se trattasi dell'ennesima supercazzola. 

Secondo me la questione e’ diversa. Si pensa al welfare attuale come un “sistema” dovuto. Cio’ che serve a mantenerlo andrebbe imposto con la fiscalita’ che pero’ nell’economia liquida e mobile d’oggi che attraversa continenti asimmetrici appare soluzione problematica. Ma il vero convitato di pietra e’ l’IA che rendera’ vana un’ altissima percentuale di occupazione quale oggi la conosciamo. Quindi hai voglia a tassare il fluido e sfuggente mondo digitale quando al tradizionale welfare s’aggiungera’ la necessita’ d’ un reddito di cittadipanza universale.

Sono scenari nuovi che sono oggi decifrati con arnesi vecchi.

un fatto positivo ci sara’ nel lungo periodo: il decremento demografico. Oggi lo stesso e’ visto come un elemento di debolezza (ma d’altro lato ci si lamenta del sovraffollamento del pianeta). Un domani il convergere d’un maggior benessere che spontaneamente abbassa il tasso riproduttivo e la consapevolezza che la forza lavoro e’ drasticamente ridotta porteranno a un riequilibrio demografico e dunque a una svolta green in senso lato.

non tutti i mali vengono alle suocere. Certo sono fenomeni lunghi e chi ci capita in mezzo senza vederne l’esito se ne duole

3 ore fa, Muddy the Waters ha scritto:

In realtà il cumenda margina molto di più, ma a differenza della multinazionale non redistribuisce nulla, se li pappa tutti lui così può comprare la mercede

un pensiero profondo di conosce il mondo delle piccole azienda italiane.

Complimenti!

Gaetanoalberto
5 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Si pensa al welfare attuale come un “sistema” dovuto.

Su questo siamo d’accordo, e lo erano i miei avi.

Però c’è una strana commistione che oggi rende possibile una anomalia, ovvero l’alleanza tra le diverse forme di assistenza, in cui ciascuno tende ad evidenziare quella di cui l’altro fruisce, e non se ne smantella nessuna.

Si attribuisce dunque, semplificando un po’ troppo, la responsabilità ad un ente immateriale: lo Stat’, che è ad esempio quello per il quale lavorano i TAR, in cui numerosi privati approfittano di leggi farraginosamente modificate a volte per facilitare il consolidamento di privilegi.

C’é un welfare da assistenza ed uno da inefficienza, del primo beneficiano poveri e ricchi, e del secondo pure.

Il rischio però è di buttare a mare acqua e piccirillo.

Io sono stato allevato a rispetto della legge e dello Stat’, cioè di quella metà dello Stat’ che consente agli altri di parlarne malamente, beneficiandone a volte di più.

Mi chiedo sempre perché non concentrarsi, davvero, tutti, sul sottrarlo alle manacce di chi ha tutto l’interesse a fare confusione.

Frattanto nessuno cede, tutti pigliano, non solo il welfare, e il debito aumenta.

Non so, faccio fatica a pensare che sia colpa dello stato, e non di quelle persone che periodicamente nella storia lo usano per fregare.

Mi chiedo come faremmo se non ci fosse.

briandinazareth
42 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Quindi si torna al mio ultimo

msg:  La presunta funzione salvafica dello Stato

 

Presunta una minchia. 

 

Sei nato in un ospedale dello stato. Hai studiato grazie allo stato, hai prosperato grazie anche allo stato e se ti ammali di qualcosa di veramente grave ti curerai grazie allo stato.

 

Lasciamo gli atteggiamenti superomisti e di quelli fatti da soli agli sciocchi e agli americani. ;)

Sono due piani che vanno tenuti distinti: tu ti riferisci alla patologia di sistema, e non si puo’ che concordare. Io ponevo una questione di fisiologia di dubbia sostenibilita’ nel nuovo mondo, almeno nel modo e nell’entita’ conosciute finora

53 minuti fa, mozarteum ha scritto:

C’e’ un altro punto di vista possibile: il welfare si fa nei limiti in cui l’economia lo consenta

L'economia non è una legge fondamentale della fisica.

È un'invenzione umana e, in quanto tale, obbedisce alla volontà dell'uomo.

 

1 minuto fa, senek65 ha scritto:

Uno Stato, con le suoi oneri onori, a che serve?

Perché mai ci si mette assieme?

Si senek ma qui non si fa filosofia politica almeno cosi’ ho capito. Il thread e’ sulla possibilita’ e doverosita’ di tassare multinazionali americane che fanno superprofitti e che cambiano e cambieranno la struttura produttiva del mondo.

Se non c’e’ unanimita’ a partire dagli Usa non si va lontano.

Gaetanoalberto
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

il superprofitto reinvestito

In cosa ?

Particolarmente in Italia abbiamo storie di scarsa capitalizzazione delle imprese, di tesaurizzazione, di trasformazione in patrimonio immobiliare e rendita, di trasferimento o cessione esterovestita.

Non dico che ci sia solo questo, ma la questione è molto articolata e non si presta ai nostri “giochi di ruolo”.

Infatti questo TD nasce per discutere dei problemi delle multinazionali, e stavamo un attimo fa a discutere di cosa genera l’assenza di controllo.

Insomma, sono cose di cui ciclicamente si discute.

Il liber”ismo” e la libertà non coincidono, come lo statal”ismo” e lo Stato sono cosa diversa.

Io sono per libertà e Stato, che hanno un enorme bisogno l’uno dell’altra, in un contesto ben regolato.




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