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Eolico e fotovoltaico superano le fonti fossili


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Nel 2024 l’Europa sta importando più gas dalla Russia di un anno fa


La settimana successiva al vertice del G7, a metà giugno, ne parlava un informato articolo sul sito del think tank britannico Chatham House, vicino al governo di Londra e ben introdotto negli ambienti Nato, partendo proprio dall’Italia: “Anche se sulla carta può sembrare che l’Italia abbia ridotto la sua dipendenza dal gasdotto russo, continua a ricevere elevati volumi di gas attraverso l’Austria, che ha aumentato le sue importazioni di gas dalla Russia dall’80% al 98% in due anni”. Non solo, come Il Fatto ha scritto più volte, il metano di Mosca arriva in Italia e in Europa anche attraverso l’Azerbaigian (il Tap che arriva in Puglia) e la Turchia: “In altre parole viene riciclato”, scrive la ricercatrice Armida van Rij.

 

Statistiche ufficiali, ad oggi, non ce ne sono, ma secondo fonti di una primaria azienda energetica nazionale quest’anno l’import in Europa dalla Russia dovrebbe aumentare di circa il 25%, fino a 30 miliardi di metri cubi totali, 14 dei quali attraverso l’Ucraina: a fine luglio erano già arrivati 17,5 miliardi di mc.

 

 

 

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  • 4 settimane dopo...

 

Il governo sta lavorando alla reintroduzione del nucleare in Italia
 

Lo hanno detto apertamente i ministri competenti, e secondo Bloomberg ci sarebbero già contatti con alcune aziende per la costruzione di nuovi impianti

https://www.ilpost.it/2024/09/09/governo-nucleare-italia/

https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-09-08/italy-is-in-early-talks-for-creation-of-nuclear-power-company?srnd=homepage-africa

 

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  • 2 settimane dopo...

Dal sole24ore di oggi: “Il deposito delle scorie nucleari non lo vuole nessuno? E allora ne facciamo tre: uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud. E i rifiuti più radioattivi, quelli delle vecchie centrali, li lasciamo all’estero. A pagamento. E’ questa la soluzione che il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica sta valutando per risolvere l’annoso problema di dove stoccare i rifiuti nucleari italiani. Il ministro, Gilberto Pichetto Fratin, ha spiegato il piano a margine di una convegno di Confindustria a Roma.”

 

 

e anche per quest’anno le magnifiche sorti del nucleare italiano sono rimandate all’anno prossimo…

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i siti buoni per le scorie li avevano anche individuati, non sono mica molti però.

ma adesso qui nel melius noi caliamo il nostro super jolly, ovvero @gbale

dunque, ma se scavassimo in idoneo terreno non sismico non idrosensibile ecc ecc

un bel buco largo chessò una metrata e profondo un bel kilometro ( si può fare ? ) e ci infiliamo dentro i bidoni con le scorie belli impilati uno sopra l' altro, poi arrivati a 50 metri dalla superficie un bel tappo di cemento e oplà. dici che non si potrebbe mica fare ?

poi tra quattro milionate di anni li troveranno gli alieni ma a quel punto saranno penēs loro

 

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n’artro fenomeno che gira per Milano e respira l’aria di Pechino… maniscalchi ubiqui, uni e bini… forse pure trini a volte, perché pare che qualcuno sia anche capace di respirare pure quella di Mumbay, solo nei giorni dispari però eh

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3 ore fa, audio2 ha scritto:

ma se scavassimo in idoneo terreno non sismico non idrosensibile ecc

Lúltima frase é uno spasso (ma poi ora sapete meglio cosé un Nagra, altro che RtR). Chicche dalla Svizzera:

 

"Un deposito sotterraneo radioattivo per l’eternità.

La Svizzera produce energia nucleare, e dunque dei rifiuti radioattivi che bisogna depositare in sicurezza per dei millenni. Dopo 50 anni di ricerche attive, il luogo dove verranno seppelliti questi pericolosi rifiuti sta per essere determinato. Restano però aperte numerose questioni su questo deposito che costerà 20 miliardi di franchi.

Nel comune rurale di Stadel, nell’Unterland zurighese, non lontano dalla frontiera tedesca, la vita era piuttosto dura nei secoli scorsi. Il paesaggio, modellato dai ghiacciai e circondato da colline boscose, ha un carattere agricolo. Laddove non viene coltivato, si sfruttano essenzialmente ricchi depositi di ghiaia, anch’essi ereditati dalle trascorse ere glaciali.

Oggi Stadel è al centro di un grande progetto. È qui che verrà costruito l'accesso a un enorme deposito sotterraneo per i rifiuti radioattivi. Da quasi 50 anni, la Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive (Nagra) è alla ricerca di un sito per un deposito definitivo. Nel settembre 2022, ha scelto Stadel, con il suo fondale molto stabile. Secondo gli esperti di Nagra, l'argilla Opalinus che vi si trova offre la massima sicurezza possibile per il contenimento di materiali radioattivi. Il loro amministratore delegato, Matthias Braun, osserva che tra tutti i siti esaminati, Stadel è quello con «i maggiori margini di sicurezza». Con questo intende dire che la geologia parla a favore di questo sito, non il fatto che l'opposizione politica sia debole.

Dimensioni temporali inconcepibili

Nelle vicinanze di Stadel si prevede di scavare pozzi profondi fino a 900 metri. Questi pozzi forniranno l'accesso alle caverne dell'argilla Opalinus che ospiteranno i rifiuti radioattivi. Nagra basa questo progetto su dimensioni temporali inconcepibili: secondo le conoscenze attuali, i rifiuti poco e mediamente radioattivi devono essere contenuti in modo sicuro per 30’000 anni, mentre Nagra prevede che i rifiuti altamente radioattivi per circa 200’000 anni. I “margini di sicurezza” dovrebbero quindi garantire che il materiale radioattivo non possa essere portato in superficie in alcun modo per circa un milione di anni.

«Chiusura del coperchio» tra circa 100 anni

La ricerca di un sito di smaltimento definitivo per i rifiuti radioattivi prodotti in Svizzera si è rivelata estremamente difficile. In alcuni luoghi, gli agricoltori arrabbiati hanno inseguito le squadre di rilevamento di Nagra con i loro forconi, come a Ollon (VD). Altrove, i comuni e i cantoni potenzialmente interessati hanno votato contro il progetto. D'altra parte, Stadel e il Cantone di Zurigo hanno pochi mezzi per opporsi alla scelta del sito. A fronte di una forte resistenza, le possibilità di intervento locale e cantonale in materia di smaltimento finale sono state fortemente limitate dalla legge. Ma, anche dopo questa lunga ricerca, molti punti rimangono poco chiari. Per costruire il deposito, Nagra deve dapprima presentare una domanda alla Confederazione svizzera. Questo potrebbe accadere nel 2024. La scelta definitiva del sito sarà fatta solo quando le autorità federali avranno concluso che lo smaltimento sicuro delle scorie nucleari a Stadel è davvero possibile. È improbabile che ciò avvenga prima del 2029. In seguito, anche il popolo svizzero potrebbe essere chiamato a decidere. Pertanto, la costruzione del deposito potrebbe iniziare, nella migliore delle ipotesi, nel 2045. I primi contenitori in acciaio riempiti di rifiuti radioattivi non potranno essere collocati nel deposito prima del 2050. Il "coperchio" verrebbe posto nel 2115, data della sigillatura del sito.

Già nel 1969, la Svizzera ha iniziato a sigillare i suoi rifiuti radioattivi nel cemento e a trasportarli in contenitori d'acciaio attraverso l'Europa con treni merci, per poi scaricarli nell'Atlantico settentrionale. Ha continuato questa pratica contestata fino al 1983".

 

A parte gli scherzi la Normativa europea prevede depositi sotterranei oltre che di superficie per le scorie radioattive: qui, sempre dalla CH, si trova un doc. descrittivo per gli strati geologici profondi:

https://www.ensi.ch/it/smaltimento/depositi-in-strati-geologici-profondi/

 

  • Thanks 1
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14 ore fa, audio2 ha scritto:

un bel buco largo chessò una metrata e profondo un bel kilometro ( si può fare ? )

Bisogna prima creare la voce a listino DEI "scavo a sezione obbligata, su terreno di qualsiasi natura, con profondità fino a 1000mt."  altrimenti non partono le gare. 

Wir sind Italiener: Bürokratie über alles.

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@gbale Il video della RSI parla approfonditamente anche del sito che indichi nel tuo post, anche con computer grafica per illustrare per bene cose vuol dire un sito per lo stoccaggio.

Ma vedo che non se lo cagha nessuno... manco a puntate

  • Melius 1
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