Vai al contenuto
Melius Club

"Potevamo vincere! Se solo l’avessimo voluto".


Messaggi raccomandati

analogico_09
Il 17/8/2024 at 09:00, appecundria ha scritto:

E voi, cosa ne pensate? Potevamo vincere?

 

 

Ma certo, il motto era vincere e vinceremo!! Però.., "potevamo"... ovvero, come per l'armata brancaleone, tra il dire

e il fare ci passasse il mare...

Fabio Cottatellucci

@Savgal Beh basta leggersi la lista del materiale bellico chiesto da Mussolini ad Hitler (già citata in questo thread) ... 
è stato calcolato che solo per mandar giù tutti quei treni attraverso il Brennero, ci sarebbero voluti tempi biblici.
Peraltro, Hitler non aveva questa gran voglia di avere l'Italia in guerra.

Il punto, secondo me, è che non puoi prendere un Paese agricolo come l'Italia e precipitarlo in una guerra super industrializzata, dove la differenza la fanno la capacità di produrre in serie in grandi quantità e di ragionare in termini di supremazia industriale.

I nostri aerei non erano progettati per essere prodotti in grandi serie in tempi brevi, mancavano i motori da caccia con cilindri in linea raffreddati ad acqua (avremmo costruito i Daimler su licenza per tutta la guerra).

Come si fa a dire che avremmo potuto vincere.
Avremmo potuto partecipare alla vittoria tedesca, questo sì.

Forse, a inizio guerra, in Africa settentrionale potevamo davvero arrivare ad Alessandria, ma poi come l'avremmo tenuta? 

  • Melius 1

Le forniture militari belliche italiane erano di qualità discutibile, ad esempio nell'artiglieria navale le "sezioni" di lancio (sacchetti di esplosivo che andavano inseriti in numero variabile a seconda della gittata richiesta e tipo del proietto) avevano caratteristiche così variabili che non pochi direttori del tiro li facevano scucire, vuotare, miscelare bene l'esplosivo per avere almeno la q.ta costante, quindi riempire e ricucire (e il solo "aprire" una sezione di lancio era vietatissimo dal regolamento) 

Ovviamente dopo non potevano giustificare delle "salve" di prova per misurare l'efficacia delle cariche riconfezionate, ma potevano solo aggiustare una volta ingaggiati i bersagli e iniziato i tiri.  Il risultato complessivo  non poteva che essere quello di una imbarazzante "dispersione" dei colpi. 

analogico_09
47 minuti fa, Panurge ha scritto:

le memorie degli assi inglesi riconoscono ai colleghi italiani un coraggio che sconfinava con l'incoscienza.

 

 

Peccato però che gli aerei che mostravano al duce sei la luce che passava in rassegna gli aeroporti militari erano sempre gli spetti che si spostavano di qua e di là giusto in tempo... un po' come i soldati italiani che mandati sul fronte russo con stivali dalle suole di cartone finirono per rappresentare la fulgida ed orica speranza dell'italico eroe fascista finito congelato sprezzato di tedeschi...

Fabio Cottatellucci
1 minuto fa, Martin ha scritto:

Il risultato complessivo  non poteva che essere quello di una imbarazzante "dispersione" dei colpi. 


Forse dipendeva dal tipo di pezzi da servire, magari per le navi scorta ad esempio era così.

Gli Inglesi però più volte espressero disappunto per la precisione del tiro italiano dalla lunga distanza.
Una corazzata italiana mise una palla a bordo di una inglese a Punta Stilo (se ben ricordo tutti i dettagli) da una ventina di chilometri di distanza.
Gli Inglesi fecero sparire il fatto da tutti i loro documenti, ed è riemerso solo di recente.
L'Ammiraglio Bergamini (affondato con la Roma) era un'autorità a livello internazionale anche nella teoria del tiro navale.
   

briandinazareth

per non parlare dei sommergibili... che avevamo in gran numero ma tecnologicamente ridicoli... con ancora il puntamento dei siluri fatto con carta e penna. poi i tedeschi ci prestarono un po' dei loro tdc

inoltre si aprivano spesso come scatolette anche solo con le onde (ci sono diverse foto e tesimonianze)


però quando emersero tutti assieme nel golfo di napoli impressionarono hitler... erano un centinaio.

@Fabio Cottatellucci Il 381 italiano era probabilmente il pezzo più potente operativo nel teatro mediterraneo, tuttavia non era scevro di difetti: La scarsa elevazione rendeva impossibile il tiro con angolo di caduta bersaglio prossimo alla verticale (Bucare un paio di ponti e magari arrivare alle caldaie voleva dire fare bingo)  - La cadenza di tiro era relativamente lenta anche considerando il calibro, infine la decarburazione dell'acciaio indotta dal tipo di esplosivo usato per le cariche di lancio, che sviluppava gas caldissimi e reattivi nei confronti del carbonio legato al ferro costituente le canne, il che le rendeva poco durevoli e limitava ulteriormente le cadenze di tiro. 

Quindi, anche se probabilmente un tiro teso ben piazzato sarebbe stato in grado di mettere fuori uso un'unità maggiore ingaggiata a 25km di distanza*, la probabilità che questo avvenisse era molto inferiore a quella dover piazzare un colpo spiovente a 8-15 km. 

 

* Tener conto della carenza di mezzi di avvistamento e telemetria a lungo raggio.

Fabio Cottatellucci
9 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

per non parlare dei sommergibili... che avevamo in gran numero ma tecnologicamente ridicoli... con ancora il puntamento dei siluri fatto con carta e penna. poi i tedeschi ci prestarono un po' dei loro tdc

inoltre si aprivano spesso come scatolette anche solo con le onde (ci sono diverse foto e tesimonianze)

Brian, però io a quest'aneddotica tafazziana da primo dopoguerra tendo a credere poco... gli italiani i battelli li sapevano fare, che si sfasciassero con le onde mi pare davvero troppo.

Poi, ripeto, nel dopoguerra la letteratura e la cronaca italiane furono invase da aneddotica (anche politicamente interessata) su quanto eravamo straccioni eccetera, ma spesso si è esagerato.
Nella classifica dei primi 50 sommergibili per tonnellaggio affondato di tutte le nazioni in guerra, "Gli u-boot tedeschi occupano, uno dietro l’altro, i primi 27 posti, e qui, al 28°, sorpresa delle sorprese, ritroviamo un sommergibile italiano il Leonardo Da Vinci, poi altri u-boot. Solo al 35° posto appare il primo sommergibile americano, il Flasher".

Non ottieni questi risultati con macchine che si aprono con le ondate.

(https://www.marinaiditalia.com/wp-content/uploads/2013/02/recensioni_2012.pdf)

  • Melius 2
Fabio Cottatellucci
5 minuti fa, Martin ha scritto:

Gli inglesi avevano anche la simpatica tradizione di sfilare di controbordo le navi appena vinte e sventagliare col mitra il personale in coperta che le stava abbandonando. 

Avevano molte simpatiche abitudini oltre questa, ma avendo vinto la guerra la storia l'hanno scritta, per tanti anni, loro.




  • Badge Recenti

    • Membro Attivo
      simo15
      simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Contenuti Utili
      Sognatore
      Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

  • 36 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...