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Intelligenza artificiale: cosa ne pensano i forumer esperti?


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Replicare il funzionamento della mente umana appartiene all'AI dei pionieri ed è solo parzialmente l'obiettivo attuale perche, in larga misura si usa per fare altro. Fino a 18 mesi fa, occhio ai tempi perché è la misura di quello che stiamo vivendo, AI serviva a definire il modello di un fenomeno, allenare il modello sui dati del fenomeno reale ed usare il modello allenato per cercare di "imitare" la realtà a fini previsivi o altro. Ottenere modelli affidabili, quanto ho descritto sopra, è stato un processo evolutivo di circa 30 anni che è andato di pari passo con lo sviluppo dell'hardware a disposizione. Questa era l'AI che cercava di fare quello che avrebbe fatto un cervello umano più rapidamente e con affidabilità simile. Negli ultimi 18 mesi lo sviluppo dei modelli linguistici ha esasperato la crescita dell'AI generativa. Imposto un tema e l'AI ne sviluppa lo svolgimento in maniera totalmente automatica attenendosi ai vincoli ed hai paletti dell'owner del processo. Va da se che la parte "generativa" deve avere regole precise perché può essere pericolosa; IBM e penso anche Google ad esempio, non lavorano su modelli che riconoscono i volti umani....

Ciao

D.

@damiano

Mi piacerebbe sapere quali sono le applicazioni dell'intelligenza artificiale, oltre a quelle in ambienti quasi deterministici o in cui si applicano metodi statistici.

Quanto a cosa si intenda per intelligenza riporto una citazione di Galimberti.

"Schematicamente le varie definizioni si lasciano suddividere in tre gruppi: 1) definizioni generali dove l'intelligenza è vista come quel processo che consente all'uomo o all'animale dotato di struttura cerebrale evoluta di risolvere nuovi problemi che implicano una ristrutturazione del rapporto di adattamento con l'ambiente; 2) definizioni specifiche che considerano l'intelligenza come un insieme di processi mentali specificamente umani che investono il ragionamento logico, la capacità di formulare valutazioni, la capacità di perseguire uno scopo anche a lungo termine scegliendo i mezzi appropriati, la capacità di auto-correzione e autocritica; 3) definizioni operative nate dalla difficoltà di approdare a una definizione univoca di intelligenza, per cui si preferisce sottoporne alcuni aspetti a determinati test la cui soluzione definisce di volta in volta il comportamento intelligente".

briandinazareth
25 minuti fa, Savgal ha scritto:

Quanto a cosa si intenda per intelligenza riporto una citazione di Galimberti.

 

questa definizione è specifica per animali e uomini, forse dovremmo inventare un nuovo termine per la ia. 

anche se nel momento in cui non sono distinguibili (quella naturale e quella artificiale), dovremmo trovare un'altra maniera per distinguerle.

Penso invece che l’IA

possa avere infinite applicazioni purche’ si seguano le tre regole stabilite dal Consiglio di Stato con riferimento alle (limitate) applicazioni in tema di gare (modelli matematici, algoritmi che operano valutazioni ecc.)

1) intellegibilita’ dei criteri e dei fini con cui e’ impostata e guidata l’ia in un certo campo;

2) riserva umana (nel senso che l’ultimo referente, il “bottone ultimo”deve essere sempre l’uomo);

3) non mi ricordo 

 

briandinazareth
15 minuti fa, mozarteum ha scritto:

3) non mi ricordo 

 

chiedilo alla ia :classic_biggrin:

 

15 minuti fa, mozarteum ha scritto:

2) riserva umana (nel senso che l’ultimo referente, il “bottone ultimo”deve essere sempre l’uomo);

 

ha senso, purtroppo quando la ia funziona sufficientemente bene questa parte diventa il timbro dell'ufficio postale e diventa velocemente una pratica burocratica che non garantisce molto.

@Savgal la base è sempre quella statistica. L'IA è statistica all'ennesima potenza dove N diventa grande secondo la potenza di calcolo. La battuta intelligente di @mozarteum su Nvidia fa capire dove è il limite. Oggi tutto lo scibile umano che si basa su regole e manuali ed ha storia sufficiente può essere surrogato da applicazioni AI. Tanto per restare vicino a @mozarteum, le professioni forensi potrebbero essere surrogate abbastanza agevolmente; ci sono i manuali (i codici con le regole) e miliardi di sentenze dalle quali imparare. Per allontanarsi un po', prova a pensare al lavoro dei controllori di volo, hanno regole (procedure) ed immagini di quello che succede....e gestiscono le attività di macchine a loro volta gestite da processi automaticim

AI act EU è il primo tentativo di regolare qualcosa di molto grande, guarda caso solo le applicazioni militari sono escluse dall'act e, a naso, non mi pare positivo.

Ciao

D.

10 minuti fa, damiano ha scritto:

miliardi di sentenze dalle quali imparare

Gia’ oggi per la verita’ i data base dai quali attingiamo sono completi, sia per le norme che per le sentenze che ne hanno fatto applicazione.

Il punto e’ che difficilmente un precedente si attaglia esattamente al caso concreto nuovo. 
la realta’ ha un’articolazione infinita di sfumature e dettagli che modificano in continuazione l’asse interpretativo di una norma. Senza considerare che le norme cambiano di continuo e le nuove che si affiancano, innestano sulle vecchie danno una diversa luce anche a queste ultime rendendo i precedenti poco calzanti.

Infine, non di rado l’evoluzione della giurisprudenza si realizza attraverso la critica e il superamento dei precedenti.

Non so quanto una IA per quanto creativa (quella compilativa e’ fuori gioco) possa sopperire a questo lavoro da liceo classico.

Vedremo. Per ora non vedo significativi contraccolpi

briandinazareth
2 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Gia’ oggi per la verita’ i data base dai quali attingiamo sono completi, sia per le norme che per le sentenze che ne hanno fatto applicazione.

Il punto e’ che difficilmente un precedente si attaglia esattamente al caso concreto nuovo. 
la realta’ ha un’articolazione infinita di sfumature e dettagli che modificano in continuazione l’asse interpretativo di una norma. Senza considerare che le norme cambiano di continuo e le nuove che si affiancano, innestano sulle vecchie danno una diversa luce anche a queste ultime rendendo i precedenti poco calzanti.

Infine, non di rado l’evoluzione della giurisprudenza si realizza attraverso la critica e il superamento dei precedenti.

 

molto di questo è alla portata della ia. 

non è una banale ricerca dei precedenti, ma maneggia i concetti e le relazioni in modo già notevole. 

questa è la differenza con l'altro software

Vabbè, non ho resistito...

 

La questione se la psicoanalisi sia superata è complessa e dipende da diversi punti di vista: teorico, clinico e culturale.

**1. **Evoluzione teorica**: La psicoanalisi, sviluppata da Sigmund Freud alla fine del XIX secolo, ha avuto un'enorme influenza sulla psicologia, la psichiatria, la filosofia e la cultura in generale. Tuttavia, molte delle teorie originali di Freud, come quelle legate alla sessualità infantile o all'inconscio come entità dinamica, sono state contestate o modificate da successive generazioni di psicoanalisti e psicologi. Nuovi approcci, come la psicologia cognitivo-comportamentale (CBT), hanno guadagnato popolarità, in parte perché si basano su modelli teorici considerati più scientificamente rigorosi.

**2. **Evidenza empirica**: Un'altra critica alla psicoanalisi riguarda la mancanza di prove empiriche a sostegno delle sue teorie e tecniche. La CBT e altre forme di terapia breve hanno dimostrato una maggiore efficacia in studi clinici controllati, portando molti a preferire questi approcci. Tuttavia, ci sono anche ricerche che sostengono l'efficacia della psicoanalisi, specialmente in trattamenti a lungo termine e per problemi complessi o di personalità.

**3. **Rilevanza culturale**: La psicoanalisi ha anche una dimensione culturale che va oltre l'efficacia clinica. Il concetto di inconscio, i meccanismi di difesa e altre idee psicoanalitiche sono profondamente radicati nella cultura popolare e continuano a influenzare vari campi, dalla letteratura all'arte, fino alla critica sociale.

**4. **Continua evoluzione**: La psicoanalisi non è rimasta ferma. Si è evoluta in molte scuole di pensiero diverse (ad esempio, la psicologia del Sé, la teoria delle relazioni oggettuali, la psicoanalisi lacaniana), che continuano a contribuire al dibattito su questioni fondamentali come la natura della mente e il trattamento della sofferenza psicologica.

**Conclusione**: In definitiva, se la psicoanalisi è superata o meno dipende dal contesto in cui viene considerata. Non è più l'approccio dominante nella psicologia o nella psichiatria, ma ha ancora un posto significativo nella teoria psicologica e nella pratica clinica, specialmente per trattamenti a lungo termine e per l'esplorazione di problemi profondamente radicati. Inoltre, la sua influenza sulla cultura e sul pensiero occidentale è indiscutibile e continua a essere oggetto di discussione e reinterpretazione.

Chat Gpt

 

La facemmo se ricordi. Niente di che un compitino che riepilogava lo stato dell’arte piu’ o meno. Ma non e’ cosi’ che si risolve un caso nuovo. Leggi il mio primo msg

Permetti che io parli del mio mondo con cognizione maggiore della tua?

extermination

@briandinazareth Nella grande azienda in cui lavori, lA ha forse sostituito posizioni in organigramma. Non credo proprio. Ma manco posizioni impiegatizie. Ad oggi ci "supporta" quando va bene ( vedi sviluppo sistemi informatici) ! Ne dovrà ancora passare di acqua sotto i ponti!




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