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Intelligenza artificiale: cosa ne pensano i forumer esperti?


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Professor Luciano Floridi, nel suo ultimo libro “La differenza fondamentale” (Mondadori), offre una prospettiva nuova da cui guardare l’Ai: non va intesa come una forma di intelligenza, bensì come una nuova forma di “agency”. Che cosa significa?

L’intelligenza è propria degli esseri biologici, capaci di dare senso e scopo alle proprie azioni. L’Ai, invece, non pensa né comprende: elabora dati e istruzioni secondo regole statistiche e logiche, producendo risultati che appaiono intelligenti a noi che li interpretiamo perché coerenti o utili. Comprendere questa differenza è fondamentale: solo distinguendo l’intelligenza umana dall’agency artificiale, senza attribuire alle macchine qualità che non possiedono, possiamo orientarne lo sviluppo in modo consapevole e responsabile. Se invece pensiamo all’Ai come a una vera intelligenza, capace di comprendere e decidere come un essere umano, rischiamo di alimentare un falso entusiasmo e aspettative irrealistiche, confondendoci sui problemi reali.

È questo, secondo lei, il meccanismo che sta gonfiando quella che per molti è la bolla dell’intelligenza artificiale?

Il collegamento tra entusiasmo e bolla è particolarmente forte. Chi sostiene che non si tratti di una bolla nel senso classico (come la dotcom o quella dei subprime) offre una chiave di lettura interessante: l’Ai non sarebbe un fenomeno speculativo o passeggero, ma una ristrutturazione profonda, paragonabile più alla rivoluzione industriale o alla costruzione delle ferrovie che non all’arrivo di internet. Se la consideriamo non come un’altra intelligenza, ma come una nuova forma di agency, cioè una forza capace di gestire informazioni, un nuovo motore informativo, allora diventa chiaro perché molti la vedano come una fase inevitabile di riconversione del sistema produttivo globale. In questa prospettiva, l’enorme flusso di investimenti non è solo frutto di euforia, ma parte di un processo di ricostruzione industriale: è come se stessimo elettrificando di nuovo il pianeta. Peccato però che il mondo reale non sembri seguire del tutto questa narrazione.

In che senso?

Se si guardano gli investimenti di chi dovrebbe acquistare e implementare l’Ai, i numeri non sono così alti. La retorica della “nuova reindustrializzazione del mondo” alimenta una corsa all’oro, con aziende come Nvidia che moltiplicano il loro valore, ma questa euforia finanziaria non trova ancora un riscontro proporzionato negli investimenti produttivi effettivi. Il venture capital e le Big Tech investono miliardi, ma le imprese, soprattutto le piccole e medie, si muovono con molta più cautela. L’offerta cresce più rapidamente della domanda: c’è una corsa a sviluppare l’Ai, ma ancora pochi la stanno davvero usando. È qui che si gioca il rischio della bolla. Mi auguro, però, che non esploda ma “sfiati”: che la domanda cresca gradualmente dal basso, permettendo alla tecnologia di radicarsi nel tessuto economico e produttivo invece di implodere sotto il peso dell’euforia.

https://www.huffingtonpost.it/cultura/2025/10/31/news/luciano_floridi_agency_artificiale-20414070/

Notizie sparse....

Voi dite che possiamo stare tranquilli? (chissà i nostri figli)

https://www.corriere.it/economia/lavoro/26_febbraio_26/licenziata-perche-sostituita-dall-ai-il-tribunale-di-roma-legittimo-motivi-e-conseguenze-della-sentenza-40391204-5b8d-4c7f-bef8-017d339f4xlk.shtml
 

Licenziata perché sostituita dall’Ai, il tribunale: «Legittimo».
Il tribunale ha riconosciuto legittimo il licenziamento di una dipendente in un’azienda che ha introdotto l’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza

 

 

«Giugno 2028, la grande crisi: disoccupazione Usa al 10,2% e crollo in Borsa». Cosa c’è nel report sull’Ai che ha scatenato ondate di vendite nei mercati

 

 

L’allarme di Pignataro, l’uomo più ricco d’Italia: «Stiamo insegnando all’AI come renderci superflui»

Il fondatore del gruppo di servizi finanziari avverte che l’utilizzo dei modelli di OpenAI, Anthropic & co sta creando i presupposti per sostituire società di consulenza, studi legali e ogni altro intermediario di sapere

 

 

 

49 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

L’intelligenza è propria degli esseri biologici, capaci di dare senso e scopo alle proprie azioni. L’Ai, invece, non pensa né comprende: elabora dati e istruzioni secondo regole statistiche e logiche, producendo risultati che appaiono intelligenti a noi che li interpretiamo perché coerenti o utili. Comprendere questa differenza è fondamentale: solo distinguendo l’intelligenza umana dall’agency artificiale, senza attribuire alle macchine qualità che non possiedono, possiamo orientarne lo sviluppo in modo consapevole e responsabile. Se invece pensiamo all’Ai come a una vera intelligenza, capace di comprendere e decidere come un essere umano, rischiamo di alimentare un falso entusiasmo e aspettative irrealistiche, confondendoci sui problemi reali.



Questa frase è una delle più cieche, autoreferenziali e meno intelligenti che si possa concepire.

Non c'è nulla che limiti ai soli esseri biologici la capacità di essere intelligenti e scegliere.

Nulla. Quella citata è un'asserzione completamente basata sul nulla, un atto di fede, scarso persino tra gli atti di fede.

Per ottusità come queste il genere umano rischia di finire malissimo, e tanto più ci si convincerà di essere superiori e imbattibili, tanto prima verremo battuti.

 

 

8 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Spiegati meglio

Se vuoi


No, è chi compie l'affermazione che ne ha l'onere della prova: per quale motivo le sole forme biologiche sarebbero capaci di intelligenza e volontà reali?

Perché lo dice una forma biologica?

La stessa forma biologica che, per inciso, ammette di non aver ancora capito nemmeno la propria, di intelligenza?

9 minuti fa, Viandante ha scritto:

l'onere della prova:

Tu non sei d'accordo con l'affermazione del prof.

Perché secondo te non è vera, o per meglio dire, corrisponde parzialmente alla realtà?

Immagino che leggendo il suo libro (che purtroppo non ho), spieghi il suo punto di vista

Non avendo il testo in questione, e non conoscendo in maniera sufficiente il pensiero del prof., ho chiesto lumi a Chatgpt 

In realtà va chiarita una cosa importante: Floridi non sostiene che solo il biologico possa essere intelligente in senso assoluto.
La sua posizione è più sottile.
1️⃣ Distinzione tra “intelligenza” e “simulazione di intelligenza”
Floridi distingue tra:
intelligenza naturale (umana, biologica)
intelligenza artificiale come artefatto progettato
Secondo lui l’AI non è un soggetto intelligente nel senso pieno, ma un sistema che:
esegue compiti cognitivi
manipola informazione
ottimizza procedure
La chiave è che non ha autonomia ontologica, non è un agente morale.
2️⃣ L’idea di “agency” (agenzialità)
Per Floridi l’intelligenza in senso forte implica:
essere fonte originaria delle proprie azioni
avere responsabilità
essere inseriti in una rete etica
Le AI sono per lui agenti artificiali, ma non “agenti morali”.
Sono strumenti sofisticati.
3️⃣ Perché insiste sul biologico?
Non per una ragione mistica, ma perché:
Solo nel biologico osserviamo coscienza fenomenica.
Solo nel biologico vediamo vulnerabilità, bisogni, esperienza vissuta.
Solo nel biologico possiamo attribuire responsabilità morale.
La sua è una posizione di prudenza etica:
non vuole che si scivoli nel trattare le AI come soggetti morali o nel deresponsabilizzare gli umani.
4️⃣ Punto decisivo
Floridi appartiene a una linea filosofica che vede l’AI come:
tecnologia cognitiva avanzata
non
nuova forma di vita
Questo serve anche a evitare due rischi:
antropomorfizzare le macchine
svalutare l’umano
Se hai percepito in lui un’affermazione più radicale (“solo il biologico può essere intelligente”), probabilmente si riferiva all’intelligenza come esperienza cosciente e responsabilità morale, non alla mera capacità di elaborare informazioni.

Ma cosa è la "intelligenza"?

Si discute sull'intelligenza artificiale dando per scontato di aver ben chiaro cosa sia l'intelligenza umana, in quella convinzione infantile che è sufficiente un'etichetta per comprendere un fenomeno.

  • Melius 2
1 ora fa, Viandante ha scritto:

Scommetto che se c'è, la spiegazione, non sarà per nulla convincente.

Anche a me sembra una di quelle posizioni filosofiche "assiomatiche" intorno alle quali si costruisce il proprio pensiero. Si nota anche nel suo insistere sull'"agente morale", dando per scontato che l'uomo lo sia, cosa sempre più messa in discussione e comunque assai problematica: ho recentemente ascoltato le lezioni di Sapolsky su Youtube ed ho ancora più dubbi di prima su questa assunzione.

  • Thanks 1
briandinazareth

C'è una fortissima e comprensibile voglia di salvare l'eccezionalità dell'uomo,  è successo tante volte nella storia,  anche con darwin e Galileo,  ad esempio.  

 

ma si tratta di v affermazioni apoditticbe.

 

alla fine intelligente è ci intelligente fa, a prescindere da quello che vogliamo credere.

 

È dalla famosa mossa 37 che non possiamo negare l'intelligenza... adesso cominciamo a vedere problemi matematici complessi e irrisolti che la ai capisce e risolve in modi totalmente nuovi.  

 

Così come altre caratteristiche emergenti, innegabili e incredibilmente interessanti.  

Tra l'altro, l'equazione intelligente = biologico è falsa perché anche un'ameba o un organismo con pochissime cellule è biologico eppure rispetto alla meno performante delle AI è più stupido di un diabetico obeso in pasticceria.

 

L'intelligenza può nascere (condizione necessaria ma non sufficiente) oltre un certo livello di complessità, non dipende dal supporto che la ospita.

 

Negare queste evidenze è folle e presuntuoso

 

20 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

fortissima e comprensibile voglia di salvare l'eccezionalità dell'uomo


Mah... fortissima si, comprensibile non mi sembra. Finisce che per preoccuparsi di salvare l'eccezionalità a parole, si condanna l'umanità nei fatti perché non si vuole vedere né affrontare il problema.

 

 

 

Mi pongo su una via mediana:
è corretto interrogarsi su cosa sia davvero l’intelligenza.
Può essere definita come un singolo elemento, oppure è qualcosa di multifattoriale, composta da più dimensioni interconnesse?
Esiste davvero una sola tipologia di intelligenza, o ne coesistono diverse?
E lo stesso discorso vale per la coscienza, la sua definizione resta aperta e di difficile comprensione

L'uomo, tutto sommato, trattasi di essere eccezionale, se non altro ha progettato l'AI!!!

😁




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