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Melius Club

Intelligenza artificiale: cosa ne pensano i forumer esperti?


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LUIGI64
16 minuti fa, Viandante ha scritto:

andrà tutto bene"

Non te lo dico, perché non possiamo saperlo 

Ma neanche che andrà certamente male

Pertanto, soprattutto per le questioni che travalicano le nostre possibilità, meglio non pensarci troppo e viviamo, per quanto ci è possibile, nel qui ed ora

 

Viandante
6 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Pertanto, soprattutto per le questioni che travalicano le nostre possibilità, meglio non pensarci troppo e viviamo, per quanto ci è possibile, nel qui ed ora

 

Anche qui, impossibile contraddirti.

 

La mia valutazione personalissima (e quindi potenzialmente fallace) è che comunque non essere preoccupati in contesti come quello attuale sarebbe il segno di una scarsa sensibilità. Una persona abituata a darsi da fare in genere pianifica delle cose, altrimenti sarebbe una fogliolina al vento con poche aspirazioni. Non tutti ci sono portati.

 

E poi già avere un figlio è più che sufficiente per farsi domande e previsioni di scenari futuri.

 

Quindi capisco ciò che consigli e lo condivido anche, ma che non diventi un vizio :classic_laugh:

Viandante
1 minuto fa, PL-L1000 ha scritto:

E' entrato in funzione alla fabbrica HAL di Urbana, Illinois , il 12 gennaio 1992.

:classic_biggrin:

 

Se mai ci sarà un raduno di forumisti ti prego presentati perché devo come minimo offrirti un caffé per questa!


Grandiosa e mi riempie di nostalgia per quelle letture di tanti anni fa

 

:classic_laugh:

Viandante
6 minuti fa, PL-L1000 ha scritto:

Liofilizzato però! :classic_biggrin:


... e a gravità simulata :classic_wink:

PS: lo sapevi che, decenni prima, la sigla HAL avrebbe preceduto di esattamente una lettera per ogni carattere quella IBM?

Clarke ne ha previste di cose che in confronto Paolo Fox al massimo gli avrebbe messo le pantofole in ordine. Forse

LUIGI64
25 minuti fa, Viandante ha scritto:

poi già avere un figlio è più che sufficiente per farsi domande e previsioni di scenari futuri.

Quindi capisco ciò che consigli e lo condivido anche, ma che non diventi un vizio 

Anche io ho un figlio....

Sarà che per ciò che non posso cambiare, ho maturato la convinzione che è inutile preoccuparsi

Poi, praticando meditazione ci ripetono continuamente di cercare di non svolazzare troppo tra futuro e passato...alla fine, mi hanno quasi convinto

😎😅

Viandante
14 minuti fa, PL-L1000 ha scritto:

Non ho letto ''La sentinella'', credevo il gioco dell' acronimo lo avesse introdotto Kubrick.

 

L'hanno sempre smentito con forza entrambi.

 

Una coincidenza, poco probabile certo ma una coincidenza.

 

M'hai fatto venire voglia di rivedere il film, dovrei avere il blu-ray da qualche parte... grazie!

LUIGI64

Interessante articolo su coscienza, AI e scuola

La coscienza come esperienza incarnata
Ogni tradizione filosofica che abbia riflettuto seriamente sulla mente ha riconosciuto che la coscienza non è un semplice deposito di dati, ma un’esperienza incarnata che intreccia memoria, emozione, linguaggio e corpo. Le neuroscienze contemporanee hanno mostrato quanto il pensiero sia radicato nella dimensione
corporea e relazionale, quanto le emozioni orientino i processi decisionali, quanto l’apprendimento sia inseparabile dall’ambiente e dall’altro.
L’intelligenza artificiale, per quanto potente, non possiede questa densità esistenziale. Non è situata nel mondo come un soggetto che agisce e soffre, non costruisce una biografia, non porta in sé la stratificazione delle ferite e delle scoperte che modellano una persona nel tempo. Essa opera attraverso correlazioni statistiche, ottimizzazioni matematiche, reti neurali artificiali che, pur ispirate al cervello umano, non condividono la complessità dell’esperienza cosciente.
La scuola, se vuole restare fedele alla propria missione, deve custodire questa consapevolezza e trasmetterla. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di impedire che essa venga mitizzata. L’educazione non può ridursi a una competizione con la macchina sul piano della velocità o della quantità di informazioni, perché l’essere umano non è definito dalla rapidità del calcolo, bensì dalla profondità del senso che attribuisce a ciò che vive.

...La coscienza matura non nasce da una risposta immediata, ma da un dialogo interiore che richiede tempo, silenzio, ascolto di sé. In questo senso l’intelligenza artificiale può diventare paradossalmente uno specchio che costringe la scuola a riscoprire la propria vocazione più profonda. Di fronte a macchine che simulano il pensiero, l’educazione è chiamata a coltivare la capacità di sentire, di interrogarsi, di riconoscere la propria vulnerabilità come parte integrante dell’essere umano.

https://www.andis.it/2026/03/02/intelligenza-artificiale-e-coscienza-la-scuola-davanti-al-nuovo-enigma-della-mente/

extermination

A mio modo di vedere, il massimo potenziale impatto negativo derivante dall’uso dell’AI è rendere fortemente più ignorante e incapace l’umano di quanto lo sia oggi e di conseguenza renderlo fortemente più “inutile” alla civiltà di quanto lo sia oggi. 

Viandante
31 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Ogni tradizione filosofica

 

Luigi, se chiunque avesse chiesto a qualunque filosofo un secolo fa se un pallottoliere avrebbe permesso di fare quello che fanno oggi i computer (i normalissimi computer senza AI), tutti in coro avrebbero risposto "impossibile" e lo avrebbero insultato.

Già un filosofo non è in grado di dare giudizi sulle AI perché non ne sa un tubo, ma da quello che ricordo dei corsi di filosofia non ce n'erano due di quelli famosi che fossero d'accordo nemmeno su cosa fosse l'Uomo, la Realtà, l'Universo.

 

Sai già dove voglio arrivare: questi saggi di persone in buona fede ma non competenti in materia valgono poco o niente.

Con tutto il rispetto per la categoria dei filosofi senza i quali la nostra civiltà non sarebbe iniziata.

L'autore dell'articolo è un pedagogista, di computer ed AI ne sa meno di un filosofo...

Viandante
23 minuti fa, extermination ha scritto:

A mio modo di vedere, il massimo potenziale impatto negativo derivante dall’uso dell’AI è rendere fortemente più ignorante e incapace l’umano di quanto lo sia oggi e di conseguenza renderlo fortemente più “inutile” alla civiltà di quanto lo sia oggi. 

 

Sono d'accordo con te, la dipendenza più che un rischio è una certezza

faber_57
3 minuti fa, Viandante ha scritto:

Già un filosofo non è in grado di dare giudizi sulle AI perché non ne sa un tubo

Sono d'accordo che articoli come il precedente fanno parte delle ormai stereotipate tesi difensive/propositive che molti di noi costruiscono per avere sollievo psicologico :classic_biggrin:. Però permettimi un appunto sulla tua affermazione: gente con Nick Bostrom o Susan Schneider sono filosofi, ma di IA ne sanno parecchio. Sta nascendo una categoria di studiosi "cross" che hanno competenze miste indispensabili per parlare con un po' di cognizione di causa di questo fenomeno.

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