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Intelligenza artificiale


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8 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Spiegati meglio

Se vuoi


No, è chi compie l'affermazione che ne ha l'onere della prova: per quale motivo le sole forme biologiche sarebbero capaci di intelligenza e volontà reali?

Perché lo dice una forma biologica?

La stessa forma biologica che, per inciso, ammette di non aver ancora capito nemmeno la propria, di intelligenza?

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9 minuti fa, Viandante ha scritto:

l'onere della prova:

Tu non sei d'accordo con l'affermazione del prof.

Perché secondo te non è vera, o per meglio dire, corrisponde parzialmente alla realtà?

Immagino che leggendo il suo libro (che purtroppo non ho), spieghi il suo punto di vista

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Non avendo il testo in questione, e non conoscendo in maniera sufficiente il pensiero del prof., ho chiesto lumi a Chatgpt 

In realtà va chiarita una cosa importante: Floridi non sostiene che solo il biologico possa essere intelligente in senso assoluto.
La sua posizione è più sottile.
1️⃣ Distinzione tra “intelligenza” e “simulazione di intelligenza”
Floridi distingue tra:
intelligenza naturale (umana, biologica)
intelligenza artificiale come artefatto progettato
Secondo lui l’AI non è un soggetto intelligente nel senso pieno, ma un sistema che:
esegue compiti cognitivi
manipola informazione
ottimizza procedure
La chiave è che non ha autonomia ontologica, non è un agente morale.
2️⃣ L’idea di “agency” (agenzialità)
Per Floridi l’intelligenza in senso forte implica:
essere fonte originaria delle proprie azioni
avere responsabilità
essere inseriti in una rete etica
Le AI sono per lui agenti artificiali, ma non “agenti morali”.
Sono strumenti sofisticati.
3️⃣ Perché insiste sul biologico?
Non per una ragione mistica, ma perché:
Solo nel biologico osserviamo coscienza fenomenica.
Solo nel biologico vediamo vulnerabilità, bisogni, esperienza vissuta.
Solo nel biologico possiamo attribuire responsabilità morale.
La sua è una posizione di prudenza etica:
non vuole che si scivoli nel trattare le AI come soggetti morali o nel deresponsabilizzare gli umani.
4️⃣ Punto decisivo
Floridi appartiene a una linea filosofica che vede l’AI come:
tecnologia cognitiva avanzata
non
nuova forma di vita
Questo serve anche a evitare due rischi:
antropomorfizzare le macchine
svalutare l’umano
Se hai percepito in lui un’affermazione più radicale (“solo il biologico può essere intelligente”), probabilmente si riferiva all’intelligenza come esperienza cosciente e responsabilità morale, non alla mera capacità di elaborare informazioni.

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1 ora fa, Viandante ha scritto:

Scommetto che se c'è, la spiegazione, non sarà per nulla convincente.

Anche a me sembra una di quelle posizioni filosofiche "assiomatiche" intorno alle quali si costruisce il proprio pensiero. Si nota anche nel suo insistere sull'"agente morale", dando per scontato che l'uomo lo sia, cosa sempre più messa in discussione e comunque assai problematica: ho recentemente ascoltato le lezioni di Sapolsky su Youtube ed ho ancora più dubbi di prima su questa assunzione.

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briandinazareth

C'è una fortissima e comprensibile voglia di salvare l'eccezionalità dell'uomo,  è successo tante volte nella storia,  anche con darwin e Galileo,  ad esempio.  

 

ma si tratta di v affermazioni apoditticbe.

 

alla fine intelligente è ci intelligente fa, a prescindere da quello che vogliamo credere.

 

È dalla famosa mossa 37 che non possiamo negare l'intelligenza... adesso cominciamo a vedere problemi matematici complessi e irrisolti che la ai capisce e risolve in modi totalmente nuovi.  

 

Così come altre caratteristiche emergenti, innegabili e incredibilmente interessanti.  

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Tra l'altro, l'equazione intelligente = biologico è falsa perché anche un'ameba o un organismo con pochissime cellule è biologico eppure rispetto alla meno performante delle AI è più stupido di un diabetico obeso in pasticceria.

 

L'intelligenza può nascere (condizione necessaria ma non sufficiente) oltre un certo livello di complessità, non dipende dal supporto che la ospita.

 

Negare queste evidenze è folle e presuntuoso

 

20 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

fortissima e comprensibile voglia di salvare l'eccezionalità dell'uomo


Mah... fortissima si, comprensibile non mi sembra. Finisce che per preoccuparsi di salvare l'eccezionalità a parole, si condanna l'umanità nei fatti perché non si vuole vedere né affrontare il problema.

 

 

 

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Mi pongo su una via mediana:
è corretto interrogarsi su cosa sia davvero l’intelligenza.
Può essere definita come un singolo elemento, oppure è qualcosa di multifattoriale, composta da più dimensioni interconnesse?
Esiste davvero una sola tipologia di intelligenza, o ne coesistono diverse?
E lo stesso discorso vale per la coscienza, la sua definizione resta aperta e di difficile comprensione

L'uomo, tutto sommato, trattasi di essere eccezionale, se non altro ha progettato l'AI!!!

😁

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7 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

L'uomo, tutto sommato, trattasi di essere eccezionale, se non altro ha progettato l'AI!


Quella non l'ha progettata l'uomo in senso lato, ma un insieme di menti brillanti con enormi conoscenze scientifiche.

Un filosofo non sarebbe stato in grado di farlo.

Chi ha seguito lo sviluppo delle reti neurali prima e della AI in seguito sa bene che nemmeno i progettisti e gli sviluppatori hanno ormai contezza di come essa procede nel dettaglio, e sono i primi a stupirsi di quanto sia veloce e imprevedibile.

Insomma la AI si comporta come un figlio, che "lo fai" ma non lo capisci e nulla ti garantisce che sarà dalla tua parte e la penserà come te.

Con la differenza che un figlio biologico avrà un'intelligenza e una memoria confrontabile con quella dei genitori, dunque sarà un loro pari, mentre per le AI questa parità non è mai stata presa in considerazione.

Anche il progettista di una bomba non può fare nulla una volta che essa esplode; ed averla creata non lo salva, non lo rende invulnerabile

  • Melius 1
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5 minuti fa, Viandante ha scritto:

Quella non l'ha progettata l'uomo, ma un insieme di menti brillanti con enormi conoscenze scientifiche.

Mi pare siano esseri umani, filosofi o non filosofi che siano...

Spero ora non si inizi con le guerre di religione/paradigmi

 

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No, no, per carità, nulla di tutto questo.

 

Solo facevo notare che tutti ci sentiamo rappresentanti di un gruppo quando le cose vanno bene ("le conquiste dell'uomo") ma poi molti vanno ad attaccare certe categorie quando le cose vanno male ("questi cattivoni degli scienziati").

Il discorso non è questo.

 

L'accento è sul fatto che davvero postulare la superiorità umana è una fesseria, sia verso la IA che verso altre forme aliene.

Dovremmo scrollarci di dosso questa presunzione di essere la cosa migliore del creato, e non è una presunzione che in genere ha chi studia davvero la natura, quelli sanno bene che non siamo insuperabili

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5 minuti fa, Viandante ha scritto:

Dovremmo scrollarci di dosso questa presunzione di essere la cosa migliore del creato

Ma forse il reale problema è sentirsi, in qualche modo, superiori agli altri esseri umani

Al narcisismo dilagante (Io sono ok, tu non sei ok), con un ego sempre più protagonista, divisivo e impermeabile verso opinioni diverse dalle nostre

 

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Il problema è quello del 3d: l'Intelligenza artificiale è potenzialmente fuori controllo e nulla garantisce che non possa superarci in capacità e potere decisionale.

Anzi, a giudicare dalla spaventosa velocità del suo progredire, la cosa appare probabile e nemmeno in tempi lunghi.

Chi lo nega, non porta argomenti se non l'incrollabile fede nella superiorità dell'essere umano.

 

Questo atteggiamento dogmatico non è di alcuna utilità e corrisponde a mettere la testa sotto la sabbia.

 

 

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Nessuno ha la verità in tasca: ciascuno di noi può cogliere solo una parte della questione.
Siamo tutti curiosi, in parte anche preoccupati, per l’evoluzione e la crescente diffusione e perfezionamento dell’AI.
Dal mio punto di vista, che conta poco, l’uomo ha soprattutto bisogno di profondità interiore.
L’AI, pur essendo utile e in molti aspetti sorprendente, non può sostituire questo tipo di crescita.
Rimangono inoltre numerosi interrogativi riguardo a etica e uso responsabile dell’AI, che richiedono riflessione e molta prudenza.

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La frase "nessuno ha la verità in tasca" la sento sempre quando l'interlocutore non ha una risposta.

Sarà una coincidenza :classic_biggrin:

Comunque qui non si parla dei bisogni dell'uomo ma dell'eventualità che una nuova intelligenza possa avere potere tale da essere un pericolo per la nostra sopravvivenza.

 

Perché un pericolo in genere non si preoccupa delle nostre necessità ma fa i suoi interessi.

 

Interessi che difficilmente coincidono con quelli dell'umanità, ad esempio continuare ad esistere.

 

 

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