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Melius Club

Il diritto di andare al ristorante senza consumare


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56 minuti fa, goerzer05 ha scritto:

Ma anche al ristorante sono stato spesso respinto per asserita mancanza di posti liberi quando la mia sensazione era che mal sopportassero un tavolo con un unico consumatore

C'è chi è single o viaggia per necessità. Non dovrebbe succedere.

  • Haha 1
1 minuto fa, djansia ha scritto:

La trattoria per lavoratori mi mancava.

Ce ne sono sicuramente anche da te, e spesso si mangia molto bene, casareccio. È una caratteristica come altre, si mangia bene, si spende max 15 euro. Il servizio è velocissimo, c'è sempre qualcosa di pronto subito.

Non capisco lo scandalo.

  • Melius 1

A Copenaghen ( capitale nella quale il cibo è mediamente da buono a molto  molto buono ) ho cenato recentemente  in cinque ristoranti  e  a parte uno di questi ( ma con cucina francese / danese) il  menu indicava  chiaramente  l’ordinazione minima di due portate  (alcuni  tre portate  ma il dolce e’  sempre considerato una portata) 

E’ solo una questione di informazione preventiva, se questa nel menu non è’  presente ha ragione il cliente che ordina una singola portata.

  • Melius 2
3 minuti fa, appecundria ha scritto:

Non capisco lo scandalo.

Ma parlate di quelle che, almeno fino a qualche tempo fa, si chiamavano "tavola calda" o delle trattorie di trasmissioni tipo a spasso col camionista e il veterinario?

Appe, non pago 15 euro in trattoria da anni ormai. Le trattorie alla Roma di Fellini da anni non esistono più. Poi ci sono i "turistici", ma appunto nelle zone turistiche.

Dai, trattoria da lavoratore non so proprio che definizione possa essere. Spesso poi ci sfugge che molti ristoranti sono più "convenzionati" che da lavoratori. Operai e muratori in trasferta spesso hanno alberghi e ristoranti in convenzione. Molti medici in reperibilità ce l'hanno e si tratta di alberghi, b&b o ristoranti di tutto rispetto.

 

A mio avviso il ristoratore ha il diritto di porre tutte le condizioni che ritiene opportune, a patto di comunicarle chiaramente all'ingresso del locale. Al tavolo è già tardi, il cliente è in condizione di sottomissione psicologica (non vuole passare per borsellato andandosene)

Detto questo, non so come si ponga la questione con le norme generali che regolano il commercio, secondo le quali la vendita non può essere rifiutata a chi esprime volontà di acquisto e intende corrispondere il prezzo . Probabilmente la scappatoia potrebbe essere quella diun "coperto" che comprenda il prezzo di due portate medie, o un listino gonfiato tipo importatoredi sterii, uno sconto individuale successivo sulla base delle portate effettivamente ordinati è sempre possibile e perfettamente legale.

36 minuti fa, Muddy the Waters ha scritto:

Ma a voi i ristoratori fanno lo scontrino?

All'inizio ... diciamo il 50-60% dei casi, ..sì.

Più di quello che succedeva una volta, non c'è dubbio.

Percentuale che aumenta  vertiginosamente appena tiro fuori il bancomat (ormai lo faccio comunque dappertutto).

Comunque è indiscutibile che negli ultimi..diciamo 2 anni, la qualità è spesso diminuita, e i prezzi aumentati. almeno del 30%, in molti posti anche di più.

E nonostante questo se in un posto si mangia discretamente/bene/benissimo posto non ne trovi, a meno di prenotare con molto anticipo, perlomeno qui da noi.

Crisi "culinaria", per chi sa fare il suo lavoro qui non ce n'è.

Come al solito ci vuole un po' di equilibrio; assurdo sedersi in 5 e mangiare 2 primi e 1 secondo..., e altrettanto inaccettabile "imporre"  il numero delle pietanze; se lo fanno mi alzo e me ne vado.

15 minuti fa, djansia ha scritto:

trattoria da lavoratore non so proprio che definizione possa essere

e si che te lo ha anche spiegato

sono trattorie che qua da noi ce ne sono ancora tante, che hanno la proposta del menu fisso in genere appunto di tipo tradizionale casalingo. costo 14/16 euro per primo secondo contorno mezzo litro di acqua un quartino di vino e caffè, scontrinato o fatturato per il rimborso spese.

non sono tavole calde o robe per turisti, sono ristoranti veri che se vuoi hanno anche il menu alla carta tipo se si presenta il cumenda con la segretaria e c'ha la grana da spendere.

i clienti sono quasi tutti artigiani in cantiere, nello specifico appunto muratori, pittori, falegnami, idraulici ecc ecc oltre a maestranze di ogni sorta, ordine e grado.

in genere si mangia come si deve, e cioè seduti con gambe comode sotto un tavolo tovagliato, servito in modo appropriato e senza troppi e quantomai indesiderati sbattimenti.

@audio2 Ho capito adesso, ma no davvero credo di non averne mai visto. Cioè, a Roma le chiamiamo tavola calda. La sera neanche sono aperti, fanno solo il pranzo con la formula che   descrivi tu. Nelle zone con grande presenza di studi professionali, uffici, ecc., spesso gli stessi bar organizzano il pranzo così.




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