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Overtourism? La realtà è diversa.


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Scontrini pazzi a Bari, cinquanta centesimi in più per una spolverata di pepe sulla pizza. L'indignazione sui social.

La foto dello scontrino pubblicata sui social, ha creato indignazione nel solco della tradizionale polemica che, puntuale e da diversi anni, si scatena in Puglia per l’aumento incontrollato e talvolta ingiustificato dei prezzi.

 

 

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https://scenarieconomici.it/turismo-il-paradosso-italiano-spiagge-vuote-ma-prezzi-alle-stelle-il-mercato-e-rotto/

 

Turismo, il paradosso italiano: spiagge vuote ma prezzi alle stelle. Il mercato è rotto?

Mentre si discute di “overtourism”, molte località italiane, come la Riviera Romagnola, registrano un crollo del turismo interno. Le famiglie italiane, a causa del calo del potere d’acquisto, disertano le spiagge, ma i prezzi, inspiegabilmente, non scendono.
Un cortocircuito che mette a nudo le fragilità del settore.

 

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Il post-Covid ha dato alla testa a molti e pure a molti settori economici e/o produttivi che hanno goduto di condizioni molto particolari ed irripetibili.

A distanza di quasi 3 anni siamo proprio sulla fine dell'onda, ora parte la risacca. 

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7 ore fa, Velvet ha scritto:

Il post-Covid ha dato alla testa a molti e pure a molti settori economici e/o produttivi che hanno goduto di condizioni molto particolari ed irripetibili.

A distanza di quasi 3 anni siamo proprio sulla fine dell'onda, ora parte la risacca. 

Esattamente, vuoi per la voglia di vacanze della gente, vuoi per rifarsi economicamente dal fermo del covid, il turismo in Italiano, dopo Covid, ha approfittato di questi due fattori, per specularci, e non poco. Ma, a furia di tirare la corda, là si sta spezzando, e questi sono i risultati: prezzi volati alle stelle, che non possono essere sostenuti dalle famiglie Italiane. 

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Andate a mangiare in appennino parmense, e vedete quanti pre conti,volano, su 3 trattorie dove sono stato in queste settimane, gli ho rifatto fare il conto, pagando con bancomat, altrimenti sono arrivati a tirare giù 6 euro su un conto di 81,euro, ma la finanza,logicamente, non ne sa niente,"mangiano"tutti a casa.

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@ferdydurke Dal rumore pare l'auto di un sudamericano, o di un bergamasco: mi immagino alettone, lucette assortite, indicatori posticci appiccicati sul cruscotto, tubo della stufa al posto dello scarico, e una mezza pippa al volante. Basta un'auto della polizia locale, due controlli, e sequestri il veicolo. 

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Ieri al Tg1 si diceva che i posti turistici erano praticamente  completi. 
Ma, come sempre, la realtà è un po’ diversa:

 

 

“Dice un’indagine di Demoskopica che il 2025 si chiuderà per il turismo italiano con numeri lusinghieri: oltre 65 milioni di presenze con una crescita del 3,4%; Confcommercio fa eco prevedendo che tra giugno e settembre 30 milioni di italiani faranno almeno una settimana di vacanza al mare o sui monti. Peccato che gli operatori del settore  tutto questo bendidio non lo vedano: a Rimini, sostengono i balneari, gli arenili si sono riempiti finora solo durante i fine settimana; sul Garda  rimpiangono i turisti del Nord Europa e anche in Toscana denunciano il crollo degli arrivi: a Firenze il 50% delle camere di Airb&b sono vuote. Ma allora chi ha ragione? In compenso abbiamo due certezze: il costo di lettini e ombrelloni è cresciuto oltre l’inflazione e gli stipendi di chi lavora in hotel e ristoranti restano i più bassi dell’intero mercato dell’occupazione. 

Come andrà in archivio l’estate del 2025 che si avvicina al suo zenith?  Antonio Capacchione, presidente del sindacato dei balnearidenuncia che a luglio le presenze sono calate del 15% rispetto al mese precedente mettendo in dubbio le ottimistiche previsioni fatte da Confcommercio ma anche quelle del Ministero del turismo(«Volano spesa, permanenza media e presenze, trainate dai viaggiatori stranieri. A giugno, saturazione Italia top su competitor europei» si legge sul sito istituzionale). 
A quali numeri dare retta? Il «barometro» del turismo di Federalberghi mostra un segno opposto rispetti ai balneari: «Il secondo trimestre 2025 è stato positivo per le presenze alberghiere che complessivamente hanno superato quelle del 2024 del 4,3%. Se si guarda la situazione dall'inizio dell'anno la variazione è del +0,9%, con gli italiani in leggera diminuzione rispetto all'anno scorso (-0,8%)». Il ministero del turismo insiste nel vedere il bicchiere mezzo pieno: «A luglio 2025, a fronte di un aumento delle tariffe medie sul 2024, l’Italia si colloca ai vertici del mercato turistico nel Mediterraneo: da un lato, il Belpaese guida per tasso di saturazione OTA (vale a dire le prenotazione che avvengono online attraverso piattaforme come Booking, ndr), segnando un 43,2% contro il 27,8% della Francia, il 35,1% della Grecia e il 39,2% della Spagna».  Insomma un dato incoraggiante ma non certo esaustivo. 

La flessione resta sorprendente visto che l’anno scorso avevamo imparato ad armeggiare un nuovo vocabolo vacanziero: «overtourtism», il sovraffollamento dei luoghi che dovrebbero essere dedicati al relax ma che così più non sono. Certo, Venezia ha registrato picchi giornalieri di 170.000 turisti a fronte di 50.000 residenti; certo, Capri è stata stravolta da 30.000 sbarchi giornalieri ma si calcola che il sovraffollamento riguardi solo il 4% del territorio deputato alle ferie.  

Ora il caos dei numeri può diventare anche amena chiacchiera da ombrellone e dunque ci si interroga sulle cause delle ferie rarefatte. Alessandro Gassmann, udite le lamentele degli operatori del settore non ha trattenuto uno sfogo social: «Forse avete un po' esagerato con i prezzi e la situazione economica del paese spinge gli italiani a scegliere una spiaggia libera? Abbassate i prezzi e le cose, forse, andranno meglio». E un’indagine condotta da Altroconsumo sui lidi più popolari della penisola sembra dare ragione all’attore. 

L’indagine, condotta in forma anonima in 213 stabilimenti distribuiti in una decina di località ha portato a queste conclusioni: nel 2025 il costo per un ombrellone e due lettini ha avuto un incremento del 5,5% in un anno, ben al di sopra dell’inflazione. La meta più costosa si è rivelata Alassio dove per la formula due lettini più ombrellone si pagano 340 euro a settimana (354 per la prima fila). A Gallipoli se ne pagano 316, ad Alghero 251. Al capo opposto della graduatoria ecco Rimini (150) e Lignano (154). Altroconsumo fa notare che al budget vanno spesso aggiunte altre voci: docce, intrattenimento da spiaggia, pranzo (molti stabilimenti vietano di portare cibo da casa) rendendo la vacanza di mare ancor più salata.   

Viviamo tempi incerti e instabili, insomma, ma in tutto questo un punto rimane fermo: il turismo sarà anche il «petrolio d’Italia» ma le retribuzioni di chi vi lavora non sono certo da sceicchi. Le tabelle Istat collocano gli stipendi lordi nel settore della alberghiero e della ristorazione al gradino più basso: 26.000 euro di media l’anno contro i 38.000 della manifattura. «Stiamo diventando un Paese di baristi e camerieri» ha commentato l’ex manager Fiat Giorgio Garuzzo. E non era precisamente un complimento. “
 

https://www.corriere.it/economia/lavoro/25_agosto_09/vacanze-2025-spiagge-vuote-cosa-dicono-i-numeri-alassio-la-piu-cara-gli-stipendi-che-restano-bassi-e526e546-b214-467e-bf84-b59aff447xlk.shtml?refresh_ce

 

 

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