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Il lavoro in Italia: fatti e miti


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GianGastone II

@Velvet Mio nipote bio ingegnere e capo progetto quando ha presentato le dimissioni (aveva trovato e poteva scegliere in Germania assieme Svizzera e Inghilterra) ha avuto il passaggio da 1200 euro a 2000. In una sola botta. Che comunque non sono poi una gran cifra visto il ruolo. Fino a quel momento l' azienda non poteva permetterselo.

Poi ha scelto di mettersi in proprio e ha fatto benissimo. Almeno non ci sara' qualcuno che lo sfrutta visto che progetta verso tutto il pianeta e qualcuno che riconosce il corretto c'e'.

Niente, o produciamo somari presuntuosi o sottopagati pesantemente. Per questo comprendo le spese che ha una azienda, in qualsiasi settore, ma spesso siamo all' umiliante.

Chi e' bravo fa bene ad andare via che da noi lavorano essenzialmente somari paraculati o disperati da sfruttare.

Mi riferiferisco ai ruoli qualificati. Quelli no e' un delirio.

 

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8 minuti fa, GianGastone II ha scritto:

Chi e' bravo fa bene ad andare via che da noi lavorano essenzialmente somari paraculati o disperati da sfruttare.

 

Ovviamente sono d'accordo.

Ma è anche chiaro che se uno si presenta in Svizzera o a Colonia e a malapena sa spiccicare "ze pen isondeteibol" è più probabile che lo mettano a saldare tubi piuttosto che nell'ufficio progettazione.

 

Quindi se da un lato in Italia è pieno di aziende che, consapevoli del parco buoi disponibile, sottopagano è anche vero che nel parco buoi è pieno di somari -magari laureati col 110 eh- che hanno la pen ondeteibol.

 

Si tende a parlare dei successi, non di quelli che vengono rispediti al mittente con un calcio nel dedrè.

 

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GianGastone II

@Velvet Certamente, volevo sottolineare che i veramente bravi o solo bravi fanno bene ad andarse.

Al netto dei desideri di altri mondi che i nostri ragazzi hanno molto piu' spiccati di quanto non pensiamo. Alla faccia della demagogia antieuropeista e sovranista.

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Io per un periodo ho lavorato  a contatto con la facoltà di fisica di Palermo, una parte di quei laureati emigrava al nord Italia, ma i migliori sparivano all'estero.

 

Francia, irlanda, Giappone, spagna, perfino Polonia di cui mi raccontavano meraviglie.... Polonia...

 

Quindi si, è questione di stipendi e di ambiente, prospettiva, opportunità, qualità di vita e chissà che altro.

 

O no?

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2 minuti fa, kauko ha scritto:

Quindi si, è questione di stipendi e di ambiente, prospettiva, opportunità, qualità di vita e chissà che altro.

è questione di tutto, ma anche principalmente del fatto che all' estero di media una possibilità te la danno al contrario di qua, fatte salve le eccezioni, e comunque alla fine se una ditta non trova vuol semplicemente dire che l' offerta non è adeguata al mercato esistente, fine di tanti discorsi. parlo per esperienza, sia come lavoratore che come datore di lavoro.

  • Melius 2
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12 minuti fa, kauko ha scritto:

perfino Polonia di cui mi raccontavano meraviglie.... Polonia...

 

Mah, ho un amico che attualmente si divide fra qui e la Polonia e mi racconta tutt'altro che meraviglie.

 

Ma Polonia a parte è fin troppo chiaro come l'Italia sia un paese per vecchi da molti anni. Le opportunità si sono ridotte, l'ascensore sociale si è rotto e ha fuori il cartello "guasto", le stesse aziende -quelle sane- per poter competere devono comprimere il costo del lavoro perchè gravate da un sistema paese che non offre molte alternative.

 

E' un cane che si morde la coda, e l'unica soluzione che si è trovata negli ultimi 15 anni è stata abbassare le pretese del sistema educativo trasformando molte università in diplomifici da 110 per dare qualche opportunità in più ai ragazzi.

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1 ora fa, kauko ha scritto:

facoltà di fisica di Palermo, una parte di quei laureati emigrava al nord Italia, ma i migliori sparivano all'estero.... .... perfino Polonia di cui mi raccontavano meraviglie.... Polonia...

Siete messi veramente maluccio a Palermo....

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captainsensible

@buranide tutto il SUD, non solo Palermo, escluse alcune isole felici che si sono rivelate tali nell'ultimo decennio, ad esempio nella provincia di Bari dove sta maturando un bel polo aerospaziale.

Per il resto la desolazione assoluta.

 

CS

  • Melius 1
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Il 23/5/2021 at 00:04, extermination ha scritto:

Ecco, in lombardia, progetti di questo genere sono stati portati avanti

beh una cosa che ha avuto forte crescita in Lombardia . Emilia, e Piemonte e che adesso si sta espandendo a macchia d'olio sono gli ITS (da non confondere con gli ITIS)

.

Sono scuole biennali di specializzazione post diploma dove ragazzi vanno a imparare a (per esempio) progettare.

Tassi di occupazione dell'ordine del 90%

Vengono battuti solo dai laureati del politecnico di Torino e di Milano che veleggiano a seconda dell'indirizzo scelto, tra il 92 e il 96%

 

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45 minuti fa, stefanino ha scritto:

anche in ambito regionale ci sono differenze


mah, guarda che questo è un fenomeno globale, l'Italia è il terzo al mondo ma subito dietro c'è il gruppone. Non lo puoi affrontare con il solito schema mentale Nord contro Sud (anche perché le aziende maggiormente in difficoltà con questo fenomeno sono proprio quelle del nord est).

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