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Bocchino e moschetto, fascista perfetto!


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2 ore fa, mozarteum ha scritto:

Ma che dice in sintesi il Bocchino in codesto libro?

Perché l’Italia è di destra

di Italo Bocchino

Saggistica

 

È una costante della nostra storia politica: quando si tratta di elezioni decisive, l’Italia vira sempre a destra. È accaduto nel 1948 con la Democrazia Cristiana, nel 1994 con Silvio Berlusconi, e ancora nel 2022 con Giorgia Meloni. Ma quali sono le caratteristiche di questa nuova destra? Davvero gli italiani vogliono l’uomo forte? E davvero alla sinistra servirebbe una Meloni? Italo Bocchino, dalla prospettiva privilegiata del giornalista e intellettuale d’area, racconta le radici e il futuro di una compagine politica in continua evoluzione, eppure saldamente radicata in una storia. Sfata luoghi comuni come il familismo, l’incompetenza della classe dirigente, il monopolio dell’informazione o il destino di isolamento internazionale e catastrofi economiche regolarmente pronosticate al Paese sotto i governi di destra. E in un’analisi ricca di dati, notizie e vis polemica, riflette in modo originale e provocatorio attorno ai grandi temi da affrontare una volta per tutte nel XXI secolo, prima fra tutti la questione demografica e, strettamente collegata, quella dei flussi migratori.
Si guarderà inevitabilmente meno a Tolkien e più a Scruton, osserva Bocchino, descrivendo «una destra pienamente legittimata nel consenso e negli atteggiamenti», che sappia difendere la cultura italiana, sostenere il merito, ridisegnare le istituzioni nel senso di una maggiore efficienza e vicinanza alle necessità reali di un popolo a cui da sempre la lega un’affinità elettiva. Dal tormentone dell’antifascismo al rinnovamento dell’Unione Europea, dal premierato alla riforma della giustizia, questo libro conduce il lettore attraverso le pieghe più nascoste del sistema-destra e indica la strada del futuro.

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Per chi vuole leggere le prime pagine:

https://books.google.it/books?id=QScmEQAAQBAJ&newbks=0&printsec=frontcover&pg=PT1&dq=Perché+l'Italia+è+di+destra+di+Italo+Bocchino&hl=it&source=newbks_fb&redir_esc=y#v=onepage&q=Perché l'Italia è di destra di Italo Bocchino&f=false

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19 minuti fa, qzndq3 ha scritto:

Sfata luoghi comuni come il familismo, l’incompetenza della classe dirigente, il monopolio dell’informazione

Sfata il familismo dicendo che Lollo e Arianna sono separati? O con un colpo di teatro rivela che le Cecioni non sono sorelle?

Vabbè dai... Poi uno lo vede collezionare sganascioni dal primo che passa a Otto e mezzo e capisce che questa quarta di copertina andava nel thread "Facciamoci una risata".

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@qzndq3

Cita Sir Roger Vernon Scruton, aristocratico ed esponente del conservatorismo tradizionalista.

CONSERVATORISMO

Orientamento culturale e politico che sottolinea il valore della continuità di fronte al cambiamento, e difende l’ordinamento politico-sociale tradizionale dagli impulsi innovatori sostenuti dai fautori del progresso. Emerso verso la metà del Settecento come reazione prima al razionalismo dell’Illuminismo, e poi agli sviluppi politici indotti dalla Rivoluzione francese, il conservatorismo trovò in Edmund Burke il suo primo grande pensatore, ed ebbe in seguito molteplici articolazioni, a seconda dell’epoca e dei paesi. Il conservatorismo (che va distinto dalla reazione, dall’ostinata difesa dello status quo, in quanto stabilisce comunque un confronto critico con il mutamento), non costituisce una dottrina ben definita, ma si mostra spesso refrattario a teorie e ideologie, e la sua critica a ciò che considera astratte costruzioni nasce dall’attenzione per specifiche e concrete circostanze (il cui significato viene però spesso trasfigurato in concetti come “storia”, “tradizione” ecc.). A formare il conservatorismo ottocentesco contribuirono correnti e orientamenti diversi quali il romanticismo, la fedeltà alla chiesa e all’ancien régime e, nella seconda metà del secolo, il nazionalismo (che intorno al 1900 divenne anzi il tratto distintivo del “nuovo” conservatorismo), il razzismo e l’antisemitismo; lo stesso liberalismo ebbe spesso tratti conservatori, che si accentuarono con l’emergere del repubblicanesimo e del socialismo. Nel conservatorismo coesistono tre elementi distinti: un atteggiamento positivo verso la società (considerata una comunità superiore agli individui che la compongono, espressione di valori e tradizioni da difendere dal ritorno a un “astratto” stato di natura o a una “astratta” uguaglianza), un ideale di governo (supremazia delle istituzioni storicamente determinatesi e non fondate su principi astratti), e una prassi politica (fondata sul pragmatismo, sull’idea della centralità delle leggi e sull’attenzione per problemi pratici). Nei partiti politici conservatori (e già nel loro antesignano, il partito tory inglese) i concetti di fondo del conservatorismo si unirono con interessi di specifici gruppi sociali: dapprima grandi proprietari fondiari, in seguito anche alti funzionari e imprenditori.

 

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