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Differenze tra Streaming online e riproduzione di files in locale?


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12 minuti fa, PietroPDP ha scritto:

Non penso che hanno taroccato i dati e per me le differenze di 0,1 e 0,2 erano presenti perfettamente allora

Su Qobuz non ci metterei la mano sul fuoco

A me balena l'ipotesi che anche allora erano identici (almeno quelli di Qobuz)

Il software che hanno usato causa queste piccole escursioni, lo vedi dal valore dinamics(PLR) dal quale escono differenze piccole a fronte di un segnale perfettamente bit-perfect

 

46 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Su Qobuz non ci metterei la mano sul fuoco

A me balena l'ipotesi che anche allora erano identici (almeno quelli di Qobuz)

Il software che hanno usato causa queste piccole escursioni, lo vedi dal valore dinamics(PLR) dal quale escono differenze piccole a fronte di un segnale perfettamente bit-perfect

 

Tu hai sottomano il sw, io non lo conosco e le pagine degli articoli su rivista non hanno una qualità così alta da capire eventuali differenze, ti assicuro che molti grafici anche sulla stampa sono piuttosto sfuocati.

7 ore fa, PietroPDP ha scritto:

Tu hai sottomano il sw, io non lo conosco e le pagine degli articoli su rivista non hanno una qualità così alta da capire eventuali differenze, ti assicuro che molti grafici anche sulla stampa sono piuttosto sfuocati.

Si va bene, ma affinché potessi verificare con attendibilità ho acquistato perfino il medesimo programma che ha usato AR

 Se oggi i brani sono identici su entrambe le piattaforme e il corrispettivo CD, nel periodo in cui AR ha condotto il confronto posso ipotizzare con un elevato grado di certezza che CD e Qobuz lo fossero pure....mentre per TIDAL non si possono trarre conclusioni perentorie per via di alcuni valori che effettivamente vanno bene oltre la norma 

MQA ?....forse...

Taroccanento ??? ... molto meno probabile 

Comunque pare che oggi anche Tidal si può considerare allineata ad offrire il prodotto completamente intonso

Qobuz per conto mio lo è sempre stato 

1 ora fa, loureediano ha scritto:

Per quale motivo tecnico Tidal o Qobuz non possono trasmettere file con tanta dinamica?

Ci sono delle politiche specifiche sulle LUFS https://www.elysia.com/mastering-for-spotify-youtube-tidal-amazon-music-apple-music-and-other-streaming-services/

  • Melius 2
13 ore fa, PietroPDP ha scritto:

Sull'articolo non hanno parlato esplicitamente di MQA, altrimenti la soluzione era a portato di mano, era anche normale fossero diversi, visto che è una elaborazione particolare.

All'epoca, che io ricordi, su Tidal esisteva solo MQA che ha la caratteristica di essere "suonabile" anche senza decodifica ma il file ovviamente era lontano dall'essere bit perfect come l'originale appunto per via della codifica. 

  • Melius 1
7 ore fa, loureediano ha scritto:

Per quale motivo tecnico Tidal o Qobuz non possono trasmettere file con tanta dinamica?

 Calma... Non facciamo passare informazioni scorrette e fuorvianti. 

Le piattaforme "consigliano" dei livelli di riferimento atti ad ottimizzare l'ascolto su tutti i dispositivi. Ciò non implica che non possano "trasmettere" qualsiasi cosa.

Ne è prova che in database c'è di tutto, da titoli con pochissima dinamica a titoli con ampie escursioni (vedi classica, ma non solo). È l'editore che decide il mastering, non il distributore, che si limita a dare consigli generici, e ad offrire la possibilità di normalizzazione per rendere omogenei gli ascolti nel caso d'uso si dispositivi mobili o nel caso di playlist in cui siano presenti brani con differenti livelli di volume.

14 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Si va bene, ma affinché potessi verificare con attendibilità ho acquistato perfino il medesimo programma che ha usato AR

 Se oggi i brani sono identici su entrambe le piattaforme e il corrispettivo CD, nel periodo in cui AR ha condotto il confronto posso ipotizzare con un elevato grado di certezza che CD e Qobuz lo fossero pure....mentre per TIDAL non si possono trarre conclusioni perentorie per via di alcuni valori che effettivamente vanno bene oltre la norma 

MQA ?....forse...

Taroccanento ??? ... molto meno probabile 

Comunque pare che oggi anche Tidal si può considerare allineata ad offrire il prodotto completamente intonso

Qobuz per conto mio lo è sempre stato 

 

Non credo sia taroccamento, ma più come se passa in qualche loro sw di controllo e poi ci mette o ci metteva qualcosa, non saprei.

Il discorso MQA non credo, perchè lo avrebbero scritto negli articoli in modo specifico, in quel caso sarebbero state ovvie delle differenze.

 

12 ore fa, granosalis ha scritto:

All'epoca, che io ricordi, su Tidal esisteva solo MQA che ha la caratteristica di essere "suonabile" anche senza decodifica ma il file ovviamente era lontano dall'essere bit perfect come l'originale appunto per via della codifica. 

 

Non mi pare, ci sono sempre stati almeno da quando lo uso, circa 2 anni fa, i file a 44,1 in flac e MQA, non ho idea nel caso di quei brani nello specifico, ovviamente parlo in generale.

 

7 ore fa, one4seven ha scritto:

 Calma... Non facciamo passare informazioni scorrette e fuorvianti. 

Le piattaforme "consigliano" dei livelli di riferimento atti ad ottimizzare l'ascolto su tutti i dispositivi. Ciò non implica che non possano "trasmettere" qualsiasi cosa.

Ne è prova che in database c'è di tutto, da titoli con pochissima dinamica a titoli con ampie escursioni (vedi classica, ma non solo). È l'editore che decide il mastering, non il distributore, che si limita a dare consigli generici, e ad offrire la possibilità di normalizzazione per rendere omogenei gli ascolti nel caso d'uso si dispositivi mobili o nel caso di playlist in cui siano presenti brani con differenti livelli di volume.

 

In realtà le piattaforme c'è scritto anche nell'articolo ti obbligano a limitare alcune cose almeno su brani nuovi.

Non ho idea con musica più datata, quindi se uno studio con brani nuovi deve inviare file limitati non è detto che le versioni cd o in vinile non siano di qualità maggiore.

Poi magari stampano in cd lo stesso file, ma potrebbe anche non essere lo stesso.

Il fatto che avete controllato una manciata di brani conta poco, li si tratta di milioni di brani, non si può essere certi con quelle quantità.

Non è tutto bianco o nero, a volte ci sono le scale di grigi.

37 minuti fa, PietroPDP ha scritto:

Il discoro MQA non credo, perchè lo avrebbero scritto negli articoli in modo specifico, in quel caso sarebbero state ovvie delle differenze.

...non so a cosa si riferiscono ma nell'articolo relativo a TIDAL il termine MQA l'ho intravisto...

 

mqa.jpg

@ilmisuratore Credo che si tratti di spiegazione della piattaforma, perchè altrimenti sarebbe stato normale che ci fossero differenze, anche se ripeto quasi 2 dB boh mi sembra troppo in qualunque caso.

E non capisco neanche come abbiano potuto farlo, mah.

1 minuto fa, PietroPDP ha scritto:

quasi 2 dB boh

Occhio Pietro che il true peak non viene rilevato da molti software, si tratta di un interpolazione "virtuale" ricostruita sulla base di un intersample tra due campioni adiacenti

Se per ipotesi l'analisi fosse stata fatta tramite Adobe Audition il file sarebbe "passato come uguale" in quanto Audition NON rileva e non calcola il true peak

Non sono "2 dB" entro l'ampiezza del brano, almeno fino allo 0dBFS, ma "2 dB" che valicano (vanno oltre)  la soglia dello zero digitale nel momento in cui l'interpolatore del DAC riceve il segnale da ricostruire

Alcuni hardware a fronte dei fenomeni ISP impazziscono (vedi ad esempio le schede audio per PC) mentre su altri DAC di ultima generazione, l'ISP viene trattato in modo molto morbido...direi anche inavvertibile...ma che cambia sicuramente i parametri di rumore (che si eleva vistosamente) e con la formazione di alcune righe spettrali oltre la frequenza di cut-off

Tali "true peak" hanno durata brevissima...fulminea...e se non ripetuti almeno per 100ms manco si avvertirebbero

Diverso...assai diverso...se i 2 dB si fossero posizionati sotto la soglia dello 0dBFS, in quel caso anche un mezzo sordo se ne sarebbe accorto

7 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Occhio Pietro che il true peak non viene rilevato da molti software, si tratta di un interpolazione "virtuale" ricostruita sulla base di un intersample tra due campioni adiacenti

Se per ipotesi l'analisi fosse stata fatta tramite Adobe Audition il file sarebbe "passato come uguale" in quanto Audition NON rileva e non calcola il true peak

Non sono "2 dB" entro l'ampiezza del brano, almeno fino allo 0dBFS, ma "2 dB" che valicano (vanno oltre)  la soglia dello zero digitale nel momento in cui l'interpolatore del DAC riceve il segnale da ricostruire

Alcuni hardware a fronte dei fenomeni ISP impazziscono (vedi ad esempio le schede audio per PC) mentre su altri DAC di ultima generazione, l'ISP viene trattato in modo molto morbido...direi anche inavvertibile...ma che cambia sicuramente i parametri di rumore (che si eleva vistosamente) e con la formazione di alcune righe spettrali oltre la frequenza di cut-off

Tali "true peak" hanno durata brevissima...fulminea...e se non ripetuti almeno per 100ms manco si avvertirebbero

Diverso...assai diverso...se i 2 dB si fossero posizionati sotto la soglia dello 0dBFS, in quel caso anche un mezzo sordo se ne sarebbe accorto

 

Parto da un preupposto, se prima viene rilevato e poi no, vuol dire che c'erano e non credo fosse uno solo.

Non credo che un sw si inventi di sana pianta un qualcosa che poi con rilevazioni successive non c'è.

Oltretutto è un sw che fa solo quello o almeno credo, se lo fa pure male non ha ragione di essere, mentre Audition fa molte più cose, tra l'altro sw eccezionale e molto pesante.

Poi "di più nin zo", ne so quanto te, possiamo fare solo supposizioni.

7 minuti fa, PietroPDP ha scritto:

Parto da un preupposto, se prima viene rilevato e poi no, vuol dire che c'erano e non credo fosse uno solo.

Non credo che un sw si inventi di sana pianta un qualcosa che poi con rilevazioni successive non c'è.

Oltretutto è un sw che fa solo quello o almeno credo, se lo fa pure male non ha ragione di essere, mentre Audition fa molte più cose, tra l'altro sw eccezionale e molto pesante.

Poi "di più nin zo", ne so quanto te, possiamo fare solo supposizioni.

ma infatti ho specificato che, se nel caso di Qobuz li avrei ipotizzati uguali, mentre per Tidal (allora) qualche differenza sicuramente c'èra

Ho spiegato soltanto cosa potrebbe provocare un true peak, non che TIDAL (allora) fosse incontrovertibilmente identico a quello che ho rilevato oggi

L'autorevole parere di David Chesky:

 

Cita

WHY DOWNLOADS ARE BETTER THAN STREAMINGS

The Audiophile's Dilemma: Streaming Convenience or Sound Quality?

To me, streaming is simply a modern variation of FM radio. In my experience, it doesn’t sound as good as playing a local file: a conclusion shared by other respected audio critics. While streaming is convenient and accessible, it falls short as a true audiophile experience.

Here’s how I arrived at this observation.

My son, Lucca, is starting a speaker company, and I’ve listened to countless versions of his speakers, testing various brands and sizes of internal speaker cables from the crossover to the drivers. Despite identical setups, we consistently hear significant differences between wire configurations, even when measurements suggest they should sound the same. To clarify, we’re not conducting formal double-blind testing here; one person plays the files while the other listens, drawing on our experiences as listeners. With over 50 years as a pianist, composer, orchestrator, and producer of nearly a thousand albums, I trust my musical memory, which I believe extends to tonality as well. In music, we accept pitch memory as valid: so why not tonal memory? I believe that all serious audiophiles who have done critical listening to hi-fi systems over time have developed tonal memories, which is why we might prefer one amp over another.

While testing the speakers, we began comparing streaming audio to local audio files using the same listening methods we applied to the cables. In every case, local files consistently sounded richer and more nuanced, much like live music. On one occasion, we noticed an even greater degradation in streaming quality when another computer in the house was uploading simultaneously. And this listening was done with state-of-the-art audiophile D/A converters that re-clock the data. In spite of this, the stream and local files still sounded different.

This raises a key question: What defines "better," and why do local files sound better to my ears? For a benchmark, I rely on the sound of live music. Streaming files often have an "etched" quality, a kind of artificial resolution, like turning up the contrast on a TV. By contrast, local files offer subtle, rich tones without exaggerated sharpness. Think of it this way: apparent resolution is like fluorescent colors, while real resolution is akin to examining the fine weave of a sweater in real life, where every detail is visible, but nothing unnaturally jumps out. This brings up an aesthetic question as well: do people prefer the "etched" sound of streaming (like canned peas) or the natural, fuller sound of a local file (fresh peas)?

The real mystery to me is that when we capture both files in a Digital Audio Workstation, they null out. So what causes the difference in sound? Even though it’s a digital signal, could it be some triboelectric effect over long wires? Could all the complex connections across the web be picking up electrical noise along the way, degrading the sound during playback?

After downloading and confirming that the files were identical, the streamed version still sounded different in real-time playback. Perhaps there's an "X factor" not yet captured in current scientific testing. But with my extensive experience in live and recorded music, I trust my ears over any graph. The new question for me is are there limitations in current digital audio measurement techniques that fail to capture all perceptible differences in sound quality?

In the end, for casual background music, streaming is fine. But when I want to truly listen and assess the quality of a system, I’ll always opt for a local file.

David Chesky

 

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