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Melius Club

La Cina è vicina!


briandinazareth

Messaggi raccomandati

1 minuto fa, permar ha scritto:

non hai la piu' pallida idea

C'é sta strana abitudine a dire agli altri di non avere sta famosa pallida idea..

E lo si dice con alle spalle un cv in cui non se ne é beccata una che sia una di geopolitica degli ultimi anni..

Credo di sapere molto bene come vanno le cose in Cina. Non mi mancano i contatti in quelle zone del mondo e con soggetti (importatori) che operano su piazza italiana ed europea.

 

 

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https://melius.club/topic/22776-la-cina-%C3%A8-vicina/page/16/#findComment-1431052
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3 ore fa, tigre ha scritto:

É l'esatto contrario.

Noi occidente abbiamo vissuto un modello huxleyiano

Orwell descriveva in 1984 proprio il modello sposato in Cina.. militarizzato, costretto per idealismo al controllo piú serrato.

Confermo. Della Cina sai zero. Perché tu voglia parlarne non conoscendo nulla dell'argomento rimarrà un mistero. 

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https://melius.club/topic/22776-la-cina-%C3%A8-vicina/page/16/#findComment-1431088
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  • 6 mesi dopo...

La Cina è (sempre più) vicina!

 

 


Terremoto nel Retail Europeo: MediaMarkt, ora della cinese JD, si accorda con Ikea


Con una mossa strategica da 2,5 miliardi di dollari, il colosso dell’e-commerce JD.com acquisisce Ceconomy, la casa madre di MediaMarkt e MediaWorld. Un’operazione che, unita alla partnership con Ikea, ridisegna gli equilibri del retail europeo e lancia il guanto di sfida diretto ad Amazon.


Una mossa strategica che ridisegna gli equilibri del commercio europeo. Il colosso cinese dell’e-commerce JD.com ha sferrato un doppio colpo, annunciando l’acquisizione della tedesca Ceconomy, società proprietaria delle celebri catene di elettronica MediaMarkt e Saturn, e siglando contemporaneamente un’alleanza con il gigante svedese dell’arredamento, Ikea.

La notizia più dirompente per il nostro mercato è che MediaMarkt è la casa madre della catena italiana MediaWorld. L’ingresso del gigante di Pechino nella proprietà avrà quindi conseguenze dirette e tangibili anche in Italia, preannunciando una nuova era di competizione nel settore dell’elettronica di consumo.


L’Acquisizione di MediaMarkt: una sfida diretta ad Amazon

Con un’offerta da 4,60 euro per azione, che rappresenta un premio del 23% sul valore precedente del titolo, JD.com ha messo sul piatto una cifra complessiva di 2,5 miliardi di dollari. Un’operazione colossale che consegna al gruppo cinese il controllo della più grande catena di elettronica di consumo in Europa: un impero da 1.000 negozi (di cui 112 in Spagna), un fatturato di 22,4 miliardi di euro e oltre 50.000 dipendenti distribuiti in 11 paesi.

L’obiettivo di JD.com è chiaro: sfidare apertamente il dominio di Amazon e degli altri grandi player come Alibaba e Temu. Forte di un fatturato che nel 2024 ha sfiorato i 159 miliardi di euro e di una base di oltre 580 milioni di utenti attivi solo in Cina, JD.com non è un avversario da sottovalutare. Fondata nel 1998 da Richard Liu, l’azienda dispone di una potenza logistica impressionante, con una rete globale di 1.300 magazzini e una flotta di quasi 40.000 veicoli per le consegne, inclusi i droni.

 

L’intenzione è quella di scatenare questa potenza di fuoco sul mercato europeo, promettendo di rivoluzionare il settore con l’impiego massiccio di robotica e intelligenza artificiale per garantire consegne ultra-veloci. Per Amazon e gli altri operatori, la pressione a innovare il proprio modello distributivo è destinata a salire alle stelle.


L’Alleanza Strategica con Ikea

Parallelamente all’offensiva sull’elettronica, JD.comha stretto una partnership strategica con Ikea. Sebbene questa collaborazione sia inizialmente focalizzata sul mercato asiatico, il segnale è inequivocabile: l’ambizione di JD.com è quella di diventare un punto di riferimento globale per la casa a 360 gradi.
 

Yanzhong Yao, Vicepresidente di JD.com, ha commentato: “Questa collaborazione non solo amplia la nostra offerta nella categoria casa, ma offre anche ai consumatori opzioni di acquisto più stimolanti e di qualità superiore”. Sfruttando la propria infrastruttura logistica e le avanzate operazioni digitali, JD.com punta a creare sinergie di crescita esplosive con il marchio svedese. Questo conferma una tendenza già in atto: solo nella prima metà del 2025, il numero di marchi internazionali che si sono uniti alla piattaforma JD Home è cresciuto di oltre il 130% su base annua.

L’arrivo di JD.com in Europa non è solo una notizia finanziaria, ma l’inizio di una nuova, drammatica battaglia per il futuro del commercio al dettaglio. Per MediaWorld e per i consumatori italiani, il cambiamento è appena iniziato. JPD.com in questo modo si propone come l’alternativa a Amazon in Europa anche come dimensione d’offerta, dato che ora dentro c’è il colosso dei mobili Ikea.

https://scenarieconomici.it/terremoto-nel-retail-europeo-mediamarkt-ora-della-cinese-jd-si-accorda-con-ikea/

 

 

 

 

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Il Giappone è senza dubbio diventato democratico, c'è un parlamento, ci sono le opposizioni, c'è una dialettica politica accesa che coi parametri europei lo farebbe classificare tra i "mediterranei" 

Ma nello spirito popolare è rimasto in un certo senso una teocrazia imperiale, lo si vede dal rispetto di qualsiasi tipo di gerarchia, dal sistema castale che resiste nonostante i severissimi tentativi di eradicazione, dal diffuso rispetto per il bene comune in quanto "cosa altrui"  (lo stesso che in Italia ci sentiamo autorizzati a piegare e violentare in quanto "cosa anche mia")

Insomma, i semi danno frutti molto diversi a seconda del terreno nel quale vengono piantati.

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3 ore fa, claravox ha scritto:

La Cina è (sempre più) vicina!

Nulla di nuovo sotto il cielo.

Le vituperate cassandre avevano già previsto che il seppuku europeo nei settori strategici del continente avrebbe lasciato praterie libere ai cinesi, preparatissimi e vogliosi di precipitarvisi. 

La partnership con Ikea è solo un cavallo di Troia, vedremo quanto resisteranno gli svedesi prima di vedersi divorati dal dragone, lì gli equilibri sono sottili e tutti basati su quantità Vs scarso valore aggiunto del valore finale rispetto ai costi produttivi.

Amazon dal canto suo è in perdita sul lato retail ma guadagna somme enormi con i servizi, quindi non è affatto quello del vendite di paccottiglia il terreno vero di scontro.

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@claravox Non è chiaro in base a quale ragionamento acquistare una catena di negozi come Mediaworld sarebbe una sfida ad Amazon (ok MW è anche piattaforma online ma le dimensioni sono anni luce distanti da Amazon).

 

Chissà perché in questa analisi si trascura sempre la cosa più ovvia: se ho tanti soldi cerco di differenziare gli investimenti, se i miei soldi vengono da piattaforme di e-commerce cinesi acquistare una catena di distribuzione al dettaglio in Europa può essere un modo di differenziare sia pure in un settore con prospettive di crescita piuttosto marginali.

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