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La Cina è vicina!


briandinazareth

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briandinazareth
6 ore fa, keres ha scritto:

Si ma... qui i cinesi che vedo sono quasi tutti giovani e a questo punto mi chiedo perché mai scappino dal bengodi per venir rinchiusi a lavorare qui 12 ore al giorno per una miseria. 

Qualcosa non torna. 

 

la prospettiva numerica, la questione che posti tu è emersa in una chiacchierata di questi giorni e stavo cadendo anche io nell'errore di prospettiva che abbiamo tutti sul fenomeno.

i tassi di emigrazione dalla cina sono bassi e costanti negli ultimi 20 anni, però tassi bassi su una popolazione di quasi un miliardo e mezzo di persone sono un sacco di persone.

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https://melius.club/topic/22776-la-cina-%C3%A8-vicina/page/9/#findComment-1368144
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8 ore fa, briandinazareth ha scritto:
10 ore fa, CarloCa ha scritto:

Non è vero per te occidentale europeo. Ma dove sta scritto cche è così?

È proprio nella definizione di dittatura. 

Definizione che hai fatto tu occidentale di una cosa occidentale che non piace a una parte degli occidentali. 

Già se chiedi a quello seduto nel tram di fronte a te ti dice che Mussolini ha fatto tante cose buone e tu lo vuoi dai cinesi?

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https://melius.club/topic/22776-la-cina-%C3%A8-vicina/page/9/#findComment-1368174
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briandinazareth
Adesso, CarloCa ha scritto:

Definizione che hai fatto tu occidentale di una cosa occidentale che non piace a una parte degli occidentali. 

Già se chiedi a quello seduto nel tram di fronte a te ti dice che Mussolini ha fatto tante cose buone e tu lo vuoi dai cinesi?

 

come definisci tu la dittatura?

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https://melius.club/topic/22776-la-cina-%C3%A8-vicina/page/9/#findComment-1368175
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@briandinazareth avevo ignorato questo thread come tutti quelli che apri in quanto principalmente non di mio interesse per gli argomenti trattati e per altri motivi che non cito per non alimentare inutili polemiche.

Mi ritrovo in tutto e per tutto con il tuo scritto rispetto a quanto mi ha riferito qualche mese fa un amico che lavora da oltre 20 anni vicino Shanghai.

Tranne sul fatto degli automobilisti, almeno dove vive lui: se sgarri minimamente te la fanno pagare molto salata, così che ti passa la voglia di ripetere l' infrazione; che viene registrata, per cui se sei recidivo sono guai ancora peggiori.

Altra cosa che mi diceva e' l' assoluto senso di sicurezza che si ha girando anche di notte; capita non di rado di vedere anche donne e ragazze da sole camminare per strada o salire sui mezzi pubblici.

Anche a casa non ha sistemi di sicurezza particolari: una semplice serratura, può anche lasciarla aperta che nessuno entra.

Mi ha invitato ad andarlo a trovare, ma data la mia fittissima agenda non so se ci riuscirò prima di un paio di anni: sono comunque curioso di andarci, anche per provare un' esperienza con il mag-lev. 

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https://melius.club/topic/22776-la-cina-%C3%A8-vicina/page/9/#findComment-1368197
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briandinazareth
33 minuti fa, piergiorgio ha scritto:

Mi ritrovo in tutto e per tutto con il tuo scritto rispetto a quanto mi ha riferito qualche mese fa un amico che lavora da oltre 20 anni vicino Shanghai.

Tranne sul fatto degli automobilisti, almeno dove vive lui: se sgarri minimamente te la fanno pagare molto salata, così che ti passa la voglia di ripetere l' infrazione; che viene registrata, per cui se sei recidivo sono guai ancora peggiori.

Altra cosa che mi diceva e' l' assoluto senso di sicurezza che si ha girando anche di notte; capita non di rado di vedere anche donne e ragazze da sole camminare per strada o salire sui mezzi pubblici.

 

sulle sanzioni stradali avevo fatto una breve ricerca per un motivo:

in molte occasioni abbiamo visto persone passare col rosso, in auto o scoter, di fronte alla polizia che non ha fatto una grinza, mi dicevano che, soprattutto a pechino, se vai piano e stai attento c'è abbastanza lassismo, shangai mi dicono sia mediamente più quadrata come approccio. 

in realtà però le nostre sanzioni sono più dure anche se probabilmente molto meno applicate (la vera deterrenza è sempre qui). 

in generale a pechino vanno piano e tendono a non arrabbiarsi anche se qualcuno passa col rosso, ad esempio, ma senza correre o cose simili.

dagli input che ho avuto, da cinesi in italia e persone che vivono li, mi sono fatto l'idea che però, sia la questione del rispetto delle regole stradali che della sicurezza in generale, sia cutlurale, più profonda e precedente al regime.
qui si aprirebbero dei discorsi interessanti sul livello di violenza e aggressività intragruppo dei gruppi etnici con maggiore neotenia e minore dimorfismo sessuale, ho avuto alcune conferme sperimentali molto evidenti su alcune idee inriganti, ma che necessitano di basi più solide.


comunque non ho mai avuto la sensazione di abitudini dettate dalla circospezione di qualcuno che controlla, su questo aspetto sono stato molto attento e ho pure  fatto domande indirette sulla questione. anche perché non c'è molto controllo e non è così rigido.

in generale ero sempre io  il più circospetto dell'intorno:classic_biggrin: e non sono uno che lo è particolarmente, ero ovviamente carico di pregiudizi che anche una realtà così evidente ha messo un po' a scalfire.

degli italiani che vivono la da tempo mi hanno raccontato qualche esperienza con la polizia, non negativa, per la solita questione che saresti sotto l'asticella del radar dell'interesse del regime, un concetto importante di questa evoluzione della dittatura cinese.
forse non cercano più di combattere il dissenso in modo capillare, battaglia persa nel mondo tecnologico, ma di svuotarlo da dentro.

dl punto di vista machiavellico di mantenimento del potere potrebbe essere più efficace della repressione feroce.

dettaglio curioso:  la polizia è disarmata ma dotata di uno stranissimo strumento che a vista sembra l'essenza dell'inefficacia, ma probabilmente non è così (un bastone metallico con una mezzaluna alla fine, forse per bloccare una persona, boh...) 


 

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briandinazareth
1 ora fa, piergiorgio ha scritto:

avevo ignorato questo thread come tutti quelli che apri in quanto principalmente non di mio interesse per gli argomenti trattati e per altri motivi che non cito per non alimentare inutili polemiche.

 

però se la metti così vorrei sapere il perchè, anche in privato se vuoi.

non avevo percepito da parte tua questo disagio o quello che è, anche rispetto agli argomenti.

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briandinazareth
3 ore fa, CarloCa ha scritto:

io sono occidentale e sono d'accordo con te ma ci stanno miliardi di persone che vengono da altre civiltà con altre mentalità. È tanto facile da capire.

 

ma prima dele opinioni dobbiamo accordarci sui termini. 

a me sembra che scondo ogni definizione che conosco di dittatura, la cina vada inclusa. 

usando quale definizione di dittatura ti sembra che possiamo escluderla? 

questo a prescindere dai giudizi, differenze culturali ecc. 

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briandinazareth
16 ore fa, mchiorri ha scritto:

molto interessanti le tue osservazioni... ma dimmi, senza polemica, eri il solito turista con guida intruppato o sei andato da solo in giro? Mi è parso di capire che fosse la seconda, nel caso sarebbe interessante che ci raccontassi di più.....

Io andai nel 1988 a Honk Kong e in qualche dintorno nella repubblica socialista, ma ero turista intruppato.... il paese mi affascinò comunque e mi ripromisi si tornarci e visitarlo seriamente. Purtroppo il tempo è trascorso ed ora non sarà più possibile...

Resta in me l'immagine di un grande e bel paese, anche se governato da una dura dittatura. Da quello che dici son molto cambiati...

Racconta ancora qualcosa, ma di piccolo e della vita quotidiana, se hai potuto approfondire.......

La loro cucina è stupenda, non i "all can heat" che vanno di moda da noi...

 

mi pareva di averti già risposto ma non vedo l'ntervento... 

comunque:

ho girato completamente da solo e anche programmando il meno possibile, oltre le vsite di rito. 

è molto facile, oggi, com i traduttori automatici che funzionano benissimo e che loro hanno tutti e usano con scioltezza. io ho usato sia google translate che chat gpt in versione traduzione vocale simultanea, è una bomba. 

l'obiettivo era prorio di vedere uno scampolo di vita vera e perdersi un po'

la cucina è speciale ed estremamente vaia, molto difficile annoiarsi. poche le cose che troviamo qui e spesso mangiate in modo diverso (come l'anatra alla pechinese). ho provato dal 3 stelle vegetariano con la cameriera che ci ha tenuto tanto a farmi vedere il guestbook con mattarella, fino ai posti più tipici stile camionisti, come occorre fare in ogni viaggio che si rispetti.
non c'è stata una volta che non ci abbia più che soddisfatti e spesso stupiti. 

tranne i posti top i prezzi sono molto bassi ovunque. 

è una cucina molto più leggera di quella che sperimentiamo noi, ma se vedi scritto anche solo "poco piccante" comincia a scappare anche se sei calabrese :) 

però i dolci, come quelli giapponesi, arabi e indiani, raramente sono nelle mie corde; anche quando mi piacciono non mi danno quelle sensazioni dei grandi dolci europei.

sono sinceramente incuriositi dagli occidentali e spesso siamo stati fermati per fare foto o due chiacchiere. 

praticamene tutte le bambine ci guardavano, soprattutto la mia compagna, con uno stupore totale, è stato molto divertente, anche perché pure i genitori condividono questa curiosità e si finiva spesso a ridere con loro che parlavano in cinese lentamente sperando che capissimo. probabilmente ridevamo per cose molto diverse ma non lo sapremo mai.

pochi parlano inglese, a spanne direi in percentuali simili ai giapponesi. 
i bambini invece studiano tutti inglese da quando sono molto piccoli, quindi ogni volta che ci vedevano, anche scolaresche intere, ci parlavano immediatamente in inglese: hallo, what's your name, naturalmente rispondevamo sempre e finiva costantemente in caciara.

tutto questo è molto meno evidente, ma non assente, a pechino.

sembrano molto aperti e sinceramente interessati agli altri, anche fra di loro la socialità è molto importante, su questo avevo già parlato spesso con cinesi. mi sembra che non siano così lontani da noi come pensiamo sotto molte cose importanti della vita. 
anche quella sorta di ipocrisia verso il potere e sulle regole un po' mediterranea.

insomma, come mi ha detto in anticipo una mia amica cinese: togliti l'immagine mentale dei cinesi in italia e degli emigrati in genere, aveva ragione ma non capivo fino a che punto.

poi la loro concezione della privacy è molto diversa dalla nostra, ad esempio in pubblico puoi fotografare lepersone senza alcun problema ed è fonte di divertimento.
vale anche al contrario, oltre a chiederti di fare foto, la gente fotografa chiunque senza problemi e apertamente. 
c'è una grande passione in generale per la fotografia, anche con le cose di ncchia, tipo medioformato, polaroid vintage ecc. 

gli showroom nikon, canon ecc. sono molto belli e c'è tantissimo lusso, anche ne

nei posti "cool" di qualunque tipo si trovano facilmente diffusori kef, B&W e Sonus Faber.

pure loro hanno il mito delle cose italiane, abbigliamento e arredamento innanzitutto.





 

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5 ore fa, briandinazareth ha scritto:

me sembra che scondo ogni definizione che conosco di dittatura, la cina vada inclusa. 

 

Cinesi ne conosco pochi. Ho conosciuto molti filippini, vietnamiti, malesi, Bangladesh, egiziani, un poco di tutto ma più asiatici.

Ho passato insieme mesi. Ho parlato di Enrico Caruso, di Salvatore Di Giacomo, di Eduardo De Filippo non capiscono niente. Ho fatto la genovese, la bolognese, la cacio e pepe non capiscono niente. 

La dittatura e la democrazia sono come le fettuccine alla bolognese, le capiamo noi perché ce le faceva mammà, ma per loro è una pastrocchia senza significato.

Meglio di questo non lo so dire.

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