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Ritardare, Negare, Difendere: gli statunitensi e le assicurazioni sanitarie


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Il 6/12/2024 at 10:48, senek65 ha scritto:

o continuo a non comprendere come una società ( società Insieme di individui o parti uniti da rapporti di varia natura, tra cui si instaurano forme di cooperazione, collaborazione e divisione dei compiti, che assicurano la sopravvivenza e la riproduzione dell’insieme stesso e dei suoi membri. Treccani) possa affidare la salute, e quindi la vita delle persone, a soggetti privati il cui primo e legittimo obiettivo è produrre utile, guadagnare.

il sistema sanitario USA è fallimentare, considerando pure che costa-soldi pubblici-in proporzione più del nostro*. Detto questo, facciamo un po' di chiarezza e sfatiamo alcuni luoghi comuni: non è vero che la sanità negli USA è totalmente privata, il sistema è misto, con due programmi di assistenza pubblica, Medicare e Medicaid. Il primo è di tipo universalistico in quanto riguarda tutti gli over 65 a prescindere dal reddito, il secondo è rivolto alla fascia di popolazione a basso reddito. Per tutto il (tanto) resto-la solita classe media-ci pensa il privato, e, per quanto gran parte delle aziende offra di prassi la copertura assicurativa ai propri dipendenti, gran parte della working class ci deve mettere i suoi di dollari per stipiulare una polizza (in cambio, ovviamente, di avere molte meno trattenute in busta paga), chiaramente più spendi più avrai una assistenza completa e di migliore qualità. Poi che tanti americani siano esasperati non lo metto in dubbio, tuttavia mi sembra che, per la gente comune, la questione riguardi principalmente la qualità e il costo delle polizze, non tanto il principio della assistenza pubblica di tipo universalistico. Trump, per dire, si è sempre dichiarato contro l'Obamacare, riuscendo pure a modificare (parzialmente) alcuni punti di quella legge che, di fatto, ha allargato la fascia di poloazione protetta, eppurre ha vinto due volte le elezioni.

*preferisco di gran lunga un sistema sanitario universalistico come il nostro, tuttavia va preso atto che un sistema di questo tipo va sostenuto e senza risorse-crescita può entrare in crisi, come, di fatto, sta succedendo (lista di attesa lunghissime, qualità del servizio sempre più bassa ecc...).

 

  • Thanks 1

 

USA primi, Italia nella media, ultima la Turchia

Il Paese dove la spesa sanitaria complessiva è più alta sono gli Stati Uniti, con il 15,3% del Pil: quasi il doppio della media Ocse, pari a 6.714 dollari di spesa all’anno pro capite. Seconda classificata la Svizzera, che ha speso 4.311 dollari pro capite, quasi come la Francia, seguita poi da Germania e Belgio. L’Italia si colloca al 15esimo posto, esattamente a metà, con una spesa in cure e medicinali pari al 9% del Pil: quindi poco sopra la media Ocse in termini di percentuale del prodotto interno lordo. In termini reali, in Italia la spesa pro capite è di 2.614 dollari contro i 2.824 della media Ocse. I Paesi che invece hanno speso di meno nella sanità sono stati Corea, Polonia e Turchia, con quest’ultima che ha speso nel 2006 solo 591 dollari a testa (5,7% del Pil).

 

Farmaci, spesa record per l’Italia

Secondo l’analisi dell’Ocse, il minor aumento della spesa negli ultimi anni è dovuto a una contrazione della spesa farmaceutica, che nel 2006 è aumentata solo del 2% rispetto al 6-7% degli anni precedenti. Sono gli Stati Uniti il Paese che eroga più soldi in medicinali, con una spesa di 843 dollari pro capite nel 2006, seguiti da Canada e Belgio e Francia. Gli Usa sono anche l’unico paese Ocse dove la spesa farmaceutica privata supera quella pubblica.

L’Italia si piazza al sesto posto della graduatoria, con 524 dollari: un valore superiore alla media Ocse di 440 dollari. Ai gradini più bassi della classifica della spesa farmaceutica si collocano invece Nuova Zelanda, Danimarca, Polonia e Messico, ultimo Paese con 182 dollari pro capite. Le variazioni nella spesa farmaceutica tra i vari Stati riflettono differenze nei prezzi e nei consumi di medicinali, così come la rapidità e la diffusione di farmaci nuovi e più costosi.

 

https://www.epicentro.iss.it/politiche_sanitarie/ocse08#:~:text=Il Paese dove la spesa sanitaria complessiva è,a 6.714 dollari di spesa all’anno pro capite.

 

 

Dai dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (2020), aspettativa di vita alla nascita USA 78,4 anni, Italia 83,0 anni; la spesa  spesa sanitaria pro capite in Italia è di 2.614 dollari, contro i 6.714 dollari in USA. Considerando che l'aspettativa di vita rappresenta un indicatore importante per valutare la qualità della sanità, ne consegue che il sistema sanitario statunitense è inefficiente.

 

@Superfuzz per me il problema resta etico non economico.Ho citato il significato di società non a caso.

Un privato, del tutto legittimamente sia ben chiaro, deve perseguire un utile: ergo il fine é il guadagno non la salute dell'assicurato.

Personalmente, quindi parere del tutto personale, io prima di "taglaire" in sanità tagliere tutto quello che si può altrove.

Contemporanemente , sempre come Stato, cercherei di preseguire la massima efficienza del settore sanitario in modo da ottimizzare il più possibile le risorse e fornire un servizio all'altezza.

Ma è un mio pensiero: comprendo che ci sia chi la pensa diversamente e che sia più votato all' ognuno per se.

  • Melius 1
6 minuti fa, Savgal ha scritto:

ne consegue che il sistema sanitario statunitense è inefficiente.

Probabilmente è estremamente efficiente per chi se lo può permettere e molto meno per chi non può o può molto di meno.

8 minuti fa, Savgal ha scritto:

ne consegue che il sistema sanitario statunitense è inefficiente

dipende dal punto di vista

dal nostro magari è inefficiente

dal loro è efficientissimo, produce più pil e mantiene maggiormente produttivo lo stock della popolazione con minori costi di mantenimento

il surplus di prodotto e di risparmio può essere indirizzato verso l' industria bellica, quindi guerre

ovunque, sia dirette che in sub appalto.

Gli americani che conosco sono molto critici sul loro sistema sanitario e sulla pelosa cavillosità delle assicurazioni nel concedere i rimborsi, autorizzare interventi etc, ma non al punto di far loro preferire "senza se e senza ma", nemmeno a livello di opinione,  una sanità pubblica di stampo europeo.  L'impressione che ho avuto è che siano fortemente disturbati dall'idea di pagare per altri e/o di pagare per qualcosa di "pubblico" che potrebbero non dover utilizzare, cosa che però accettano tranquillamente da soggetti privati tipo assicurazioni (non solo sanitarie) 

Qualche anno fa assistetti ad una discussione, una turista americana fu operata con esiti eccellenti nell'ospedale locale, dicutendo del fatto che un cittadino italiano avrebbe avuto lo stesso trattamento senza alcun onere agggiuntivo rispetto al carico fiscale obiettò che a lei era andata bene perché aveva avuto la fortuna di trovare medici eccellenti, ma la struttura era fatiscente, poco aggiornata: Cosa sarebbe accaduto se avesse trovato un' equipe "nella media" o persino "scarsa" ? 

A nulla valse osservare che quell'ospedale pubblico era già tale  quando nel suo paese erano ancora cacciatori-raccoglitori...

  • Melius 2
47 minuti fa, audio2 ha scritto:

mantiene maggiormente produttivo lo stock della popolazione con minori costi di mantenimento

ora l'aspettativa di vita è calata rispetto ai dati postati da Sabino.

nota le morti per problemi cardiaci rispetto a noi, con quel che mangiano e bevono ci può stare. 

in paragone è curioso il dato sui tumori come causa di morte.

se vogliono il far west e che far west sia chi siamo noi per impedirglielo e quindi se la vecchia trotta figurarsi i giovani. però ad onor del vero il tipo si è pure scusato.

42 minuti fa, nullo ha scritto:

è curioso il dato sui tumori come causa di morte

i tumori da noi sono più alti perchè la gente vive di più, metti poi che ti fanno pure spesso

l' autopsia, trovano anche un tumore, morto di tumore anche se aveva 88 anni e altre 6 patologie.

se invece li ti paghi tutto, dubito che ti facciano pure l' autopsia a meno che non siano casi penalmente rilevanti; invece resto basito da quello che hanno scritto prima ovvero che ti paghi

il parto, cioè ti paghi il parto ? ma l' assicurazione sanitaria normale non lo copre mica ? mah.

 

1 ora fa, audio2 ha scritto:
1 ora fa, nullo ha scritto:

 

i tumori da noi sono più alti perchè la gente vive di più

E chi lo dice?
Ci sono paesi più longevi del nostro, con percentuali inferiori di tumori.

Le cause dei rumori, sono molteplici e riassumibili in:

- età 

- abitudini

- Fattori genetici 

- Condizioni di salute

- Inquinamento ambientale

 

Fonte Humanitas 

Un fattore di rischio è tutto ciò che può influenzare la comparsa di un tumore. I fattori di rischio possono essere modificabili, come lo stile di vita e l’ambiente, e non modificabili, ad esempio l’età, il sesso o il patrimonio genetico. I principali fattori di rischio sono:

L’età. Il cancro può aver bisogno di molti anni per svilupparsi, anche di decenni; è per questo motivo che le persone a cui viene diagnosticata questa patologia hanno spesso più di 65 anni. Questo non toglie che si tratti di una malattia che può insorgere a qualunque età.

Le abitudini. Un determinato stile di vita aumenta il rischio di tumore: fumare, bere più di una bevanda alcolica al giorno per le donne e due per gli uomini, un’eccessiva esposizione al sole o frequenti scottature, un comportamento sessuale a rischio sono comportamenti che possono contribuire allo sviluppo di un tumore. Cambiare queste abitudini può aiutare a diminuire il rischio.

Il patrimonio genetico. Solo una piccola percentuale di tumori sono causati da fattori genetici ereditari. Se in una determinata famiglia i casi di cancro sono frequenti, è possibile che un’alterazione genetica sia passata di generazione in generazione. In questo caso potrebbe essere utile sottoporsi a un test genetico, per vedere se si è portatori di mutazioni genetiche che possono aumentare il rischio di sviluppare certi tipi di tumore, tenendo però ben presente che possedere una mutazione genetica non significa necessariamente ammalarsi di cancro.

Le condizioni di salute. Alcune malattie croniche, come ad esempio la colite ulcerosa, possono aumentare significativamente il rischio di ammalarsi di certi tipi di tumore.

L’ambiente circostante. L’ambiente in cui si vive può essere contaminato da sostanze chimiche pericolose che aumentano il rischio di tumore. Il fumo passivo e sostanze come l’amianto o il benzene sono associate a un aumento del rischio.

 

 

3 ore fa, Savgal ha scritto:

ne consegue che il sistema sanitario statunitense è inefficiente.

Concordo, tuttavia hanno delle eccellenze che noi ci sogniamo.

 

3 ore fa, Martin ha scritto:

Gli americani che conosco sono molto critici sul loro sistema sanitario e sulla pelosa cavillosità delle assicurazioni nel concedere i rimborsi, autorizzare interventi etc, ma non al punto di far loro preferire "senza se e senza ma", nemmeno a livello di opinione,  una sanità pubblica di stampo europeo.  L'impressione che ho avuto è che siano fortemente disturbati dall'idea di pagare per altri e/o di pagare per qualcosa di "pubblico" che potrebbero non dover utilizzare, cosa che però accettano tranquillamente da soggetti privati tipo assicurazioni (non solo sanitarie) 

 Come scritto nel precedente post, direi che ne ho la stessa identica impressione. Fondamentalmente è un fatto culturale.

 

3 ore fa, senek65 ha scritto:

@Superfuzz per me il problema resta etico non economico.Ho citato il significato di società non a caso.

Un privato, del tutto legittimamente sia ben chiaro, deve perseguire un utile: ergo il fine é il guadagno non la salute dell'assicurato.

Personalmente, quindi parere del tutto personale, io prima di "taglaire" in sanità tagliere tutto quello che si può altrove.

Contemporanemente , sempre come Stato, cercherei di preseguire la massima efficienza del settore sanitario in modo da ottimizzare il più possibile le risorse e fornire un servizio all'altezza.

Ma è un mio pensiero: comprendo che ci sia chi la pensa diversamente e che sia più votato all' ognuno per se.

 la penso come te. Nel caso USA comunque il "problema" non è solo etico, ma pure economico in quanto il loro sistema costa molto più del nostro.




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