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Letta sdogana Salvini


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briandinazareth

A me nn piace la politica che consiste nello stare sempre al centro del dibattito, però sono anni che diciamo che sarebbe successo.

 

I risultati adesso non sono prevedibili, ma l'andare addosso a letta ormai quotidiano di quelli dall'altra parte potrebbe, tristemente, dire che può funzionare

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1 ora fa, Bazza ha scritto:

Che filo logico c'è nel cercare consensi elogiando il leader della Lega ?

Potranno ancora dire che la sinistra demozizza l'avversario? "uomo vero" poi è una terminologia cara a quei decerebrati. Di primo acchito l'uscita di Letta mi ha spiazzato non poco, ma ripensandoci...

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La saggezza popolare, a volte suffragata dalla scienza, attribuisce al comportamento degli animali dei segni premonitori. 

P.e. quando i topi scappano la nave affonda. 

Copio, volutamente qui questo articolo di Cerasa, sperando che sia di buon augurio, perché evidentemente sta affondando la nave del populismo. 

Un Salvini più ragionevole, che smette (per opportunismo, sia ben chiaro) la maschera del populismo e si dimostra più ragionevole, va in quelle direzione. 

 

 

Il laboratorio dell’anti populismo

 

La lettera di Di Maio illumina un fenomeno che fa dell’Italia un caso unico: il populismo che cerca una verginità combattendo il marcio che ha alimentato. L’algoritmo delle svolte e l’indagine su una nuova stagione con tanti popcorn

Il Foglio Quotidiano 29 May 2021.- Fabio Cerasa

I populisti che combattono il populismo: che sballo! Ci sono molte ragioni per considerare un fatto politico molto rilevante la lettera inviata ieri a questo giornale da Luigi Di Maio. La prima ragione ha a che fare con la portata della svolta che il ministro degli Esteri ha indicato al partito di cui è stato a lungo leader: basta gogne, basta giustizialismo, basta processi sommari, basta considerare un indagato colpevole fino a prova contraria. Si può ironizzare quanto si vuole sul fatto che il M5s, o almeno un pezzo di esso, sia arrivato a considerare il garantismo come un atto dovuto solo dopo aver vissuto sulla propria pelle cosa significhi essere considerati, sulla base di un sospetto, dei furfanti fino a prova contraria. E si può ironizzare quanto si vuole sul fatto che il M5s, o almeno un pezzo di esso, sia arrivato a ragionare sulle conseguenze della gogna dopo aver contribuito ad avvelenare i pozzi a cui si abbevera ogni giorno la democrazia italiana. Ma per un partito come il M5s, cresciuto inseguendo una piattaforma tarata sull’osservanza fideistica del culto giustizialista, rinnegare il giustizialismo è come per un postfascista rinnegare il fascismo. E per certi versi, le parole consegnate ieri a questo giornale da Luigi Di Maio, caro Uggetti, ti chiedo scusa per la gogna che ho contribuito ad alimentare quando sei stato arrestato, non valgono meno – come peso politico non certo come peso storico – di quelle consegnate anni fa da Gianfranco Fini quando in Israele, nel 2003, arrivò a dire che “il fascismo fa parte del male assoluto”. La seconda ragione che rende molto rilevante la lettera di Di Maio ha a che fare con un tema che va ben oltre le ambizioni del ministro degli Esteri e che riguarda una peculiarità del nostro sistema politico che rende l’Italia un laboratorio unico in Europa. La peculiarità è presto detta e coincide con una svolta incredibile di cui la politica si è resa protagonista in questi anni: la presenza di un fronte variegato di partiti populisti che nel tempo si è specializzato nel combattere in modo più o meno esplicito e più o meno paraculo tutto ciò che il populismo ha contribuito ad alimentare. Nel giro di tre anni, con molta disinvoltura, il nostro paese è passato dall’essere la casa di un nuovo travolgente populismo all’essere la casa di una nuova forma di populismo che ha fatto delle abiure del proprio passato il suo principale tratto identitario. In questo senso, le parabole di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini sono molto simili, se non fosse per un piccolo dettaglio. Da mesi, sia Di Maio sia Salvini cercano di costruire per sé stessi una nuova verginità politica provando a far dimenticare o a cancellare tutto ciò che i due hanno combinato insieme ai tempi del governo gialloverde e lo sforzo dei due ex vicepremier del primo governo Conte è a metà tra l’essere titanico e l’essere commovente. Salvini combatte contro la legge Bonafede e contro il Reddito di cittadinanza (da lui approvati ai tempi del governo bipopulista), Di Maio combatte contro il modello Quota 100 e contro la politica dei porti chiusi (politiche entrambe da lui approvate ai tempi del governo bipopulista) ed entrambi oggi si trovano ad appoggiare un governo (quello a guida Draghi) che su un numero incredibile di temi (Europa, euro, immigrazione, concorrenza, giustizia, semplificazioni, grandi opere, politica estera, rapporti internazionali) porta avanti una linea che si trova all’estremità opposta rispetto a quella incarnata dal primo governo Conte. Le svolte dei populismi, quando sono molto repentine, sono svolte spesso dettate dagli algoritmi dell’opportunismo, che si possono dunque smaterializzare alla stessa velocità con cui si sono materializzate (ma di solito le svolte che si smaterializzano più rapidamente, ecco il piccolo dettaglio, sono quelle che vengono accettate senza chiedere scusa per ciò che è stato fatto nel passato, come è il caso della Lega sui temi europei). Ma nonostante questo (e nonostante il fatto che la svolta di Di Maio dovrà essere dimostrata con i fatti) lo spettacolo di fronte al quale si ritrova l’Italia è unico in Europa. E vedere i populisti impegnati a rinnegare ciò che hanno provato a costruire per anni, difendendo ciò che hanno provato a combattere per anni, è uno show formidabile, senza uguali in Europa. Non sappiamo quanto durerà, ma intanto il fatto c’è, il fenomeno esiste, la trasformazione è di fronte a noi. E più che cavillare con i se, i ma, i beh e i chissà conviene mettersi comodi e godersi lo spettacolo

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57 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Ci vuole un genio a parlare di tasse in mezzo a una pandemia quando c’e’ un pil disastroso da recuperare.

Però la sua proposta, se valutata per quel che è anzichè fermarsi al "ha parlato di tasse in mezzo ad una pendemia" va proprio nella direzione della solidarietà, praticamente senza colpo ferire.

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Adesso, briandinazareth ha scritto:

già un passo avanti... E sembra sia troppo, perché se non rutti sei lontano dal popolo

Il passo avanti sarebbe dire cose sensate.

Sta lí il dramma del PD, del fatto che non attira consenso.

Se dici cose a cazxo, puoi pure dirle in rima baciata, ma sempre cazzate rimangono. 

 

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15 minuti fa, Guru ha scritto:

se valutata per quel che è

Se la si valuta per quel che é non ti rimane che pernacchiarla.

Imbarazzante.

E lo dice uno che vorrebbe realmente una ridistribuzione di ricchezza.

Ma sta cazzata non persegue quello scopo. Manco per il caz

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2 ore fa, briandinazareth ha scritto:

E poi basta con questa deriva anti-intellettuale... Sembra che chi ha letto due libri diventi immediatamente un nemico del popolo e inadatto a fare politica. 

E' quello il punto: chi ha letto due libri NON è un intellettuale anche se viene spacciato come tale. E' solo uno che ha imparato a mettere la manina davanti alla bocca mentre rutta, e manco si ricorda sempre di farlo.

 

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22 minuti fa, Guru ha scritto:

Però la sua proposta, se valutata per quel che è anzichè fermarsi al "ha parlato di tasse in mezzo ad una pendemia" va proprio nella direzione della solidarietà, praticamente senza colpo ferire.

Infatti, sono geni anche coloro che vedono nell'istituzione di un prestito d'onore, da finanziare con una tassa sulle successioni superiori a 5 milioni, un aumento delle tasse e non uno spostamento di queste verso i patrimoni più alti. 

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