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Dopo la morte c'è un'altra vita?


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Cmq, tanto x capirci, la differenza tra uno scienziato e uno che dice cose a caso mosso da ideologia è questa: posto che le NDE si verificano in pazienti considerati clinicamente morti che poi tornano in vita, Van Lommel afferma  "Quello che finisce con la morte è solo il nostro aspetto fisico. Non vi è inizio né ci sarà mai fine alla nostra coscienza". Può un discorso essere più sconclusionato? Non sarebbe più semplice, anziché inferire conclusioni assurde, dire: forse quello che fino ad oggi consideravamo il confine della vita va spostato un po’ più in là? Forse c’è attività anche quando con i metodi tradizionali non ne registriamo più? Forse dobbiamo cambiare metodo e definizioni? Forse non ne sappiamo abbastanza e dobbiamo rimetterci a studiare, come sempre succede nel mondo scientifico?

Ma no, scherziamo? Lanciamoci in affermazioni dogmatiche ed indimostrabili fondate sul nulla, altrimenti che gusto c’è?

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Mi riportate casi simili a quelli di NDE (OBE) di non vedenti...

Ovvero, tutto ciò spiegato dal punto di vista scientifico

Possibilmente con fonte dell'informazione 

Altra cosa interessante è che anche in situazioni di paura imminente, può sorgere una NDE

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Le parole del professor Enrico Facco (specialista in Anestesiologia e Rianimazione, Specialista in Neurologia, Studioso senior, Studium Patavinum - Dip. di Neuroscienze Università di Padova)

 

https://www.ilgiornale.it/news/farmaci-e-terapie/esperienze-pre-morte-sono-reali-e-non-sono-sogni-ecco-perch-2129147.html

 

 

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Nel Fedone Platone riporta ciò che Socrate disse ai suoi amici il giorno in cui fu costretto a morire bevendo una tazza di veleno: «E cos’è questa cosa che viene definita morte, se non la separazione e la liberazione dell’anima dal corpo?»

I suoi amici osservano: «Ma per quello che riguarda l’anima, gli uomini tendono a non crederci; temono che quando essa lascia il corpo, il suo posto possa non essere da nessuna parte, e che nello stesso giorno della morte essa possa essere distrutta e morire immediatamente nella sua liberazione dal corpo, dissolvendosi come fumo nell’aria e svanire nel nulla»91.

Socrate rispose:

Come bambini, siete ossessionati dalla paura che quando l’anima lascia il corpo, il vento possa davvero spazzarla via e disperderla […] E la morte non è altro che separazione dell’anima e del corpo? […] E essere morti è il compimento di questa separazione; quando l’anima esiste in se stessa, ed è divisa dal corpo e il corpo è diviso dall’anima: ecco la morte […] Allora l’anima è più simile all’invisibile, e il corpo al visibile […] L’anima somiglia al divino, all’immortale, all’intelligibile, all’uniforme, all’indissolubile e all’immutabile; e il corpo invece somiglia all’umano, al mortale, all’inintelligibile, al multiforme, al dissolubile, al mutevole […] Se l’immortale è anche imperituro, l’anima quando è attaccata dalla morte non può perire […] Quell’anima, che io dico, invisibile, si allontana e va verso il mondo invisibile, verso il divino, l’immortale e il razionale: e arrivata là, vive in beatitudine e viene liberata dall’errore e dalla follia degli uomini […] E quando il defunto arriva nel luogo in cui il genio di ognuno lo porta individualmente, prima di tutto riceve una sentenza, se ha vissuto bene, rettamente, o meno […] E queste devono essere le anime, non dei buoni, ma dei cattivi, che saranno costretti a vagare in questi luoghi per espiare la pena del loro precedente cattivo modo di vivere.

---

 

Il libro tibetano dei morti (Bardo Thödol) contiene una conoscenza antica trasmessa oralmente di generazione in generazione. Può essere stato trasmesso in forma scritta fin dall’inizio della nostra era cristiana e probabilmente fu compilato nella sua forma corrente nell’ottavo secolo da Padmasambhava, il fondatore del buddhismo tibetano. In Tibet questi è conosciuto anche come Guru Rinpoche. La seguente citazione presa da questo libro mostra una grande somiglianza con una OBE:

«Quando il principio della coscienza esce dal corpo, dice a se stesso: “Sono morto, o non sono morto?” Non può stabilirlo. Vede i suoi parenti e i suoi conoscenti come era abituato a vederli prima. E ode anche i pianti… In questo momento il defunto può vedere che la sua porzione di cibo viene messa da parte, che il suo corpo viene spogliato degli indumenti, che il suo giaciglio viene rimosso; può udire il pianto e i lamenti dei suoi amici e dei suoi parenti, e anche se può vederli e udirli mentre lo chiamano, loro non possono udire lui che li chiama, e così se ne va via dispiaciuto. A quel punto i suoni, le luci e i raggi – tutte e tre queste cose – vengono sperimentate»prima. E ode anche i pianti… In questo momento il defunto può vedere che la sua porzione di cibo viene messa da parte, che il suo corpo viene spogliato degli indumenti, che il suo giaciglio viene rimosso; può udire il pianto e i lamenti dei suoi amici e dei suoi parenti, e anche se può vederli e udirli mentre lo chiamano, loro non possono udire lui che li chiama, e così se ne va via dispiaciuto. A quel punto i suoni, le luci e i raggi – tutte e tre queste cose – vengono sperimentate»

---

 

Di seguito vi sono alcune citazioni da vari testi delle Upanishad. Il Katha Upanishad parla di uno scambio tra Naciketas, che si offre in sacrificio, affinché il suo povero padre possa conservare i suoi pochi beni materiali, e la Morte, che gli dice:

«Il Sé che tutto conosce non è mai nato,

Né morirà. Al di là della causa e dell’effetto, Questo Sé è eterno e immutabile.

Quando il corpo muore, il Sé non muore.

Se l’assassino crede di poter uccidere

O l’assassinato crede di poter essere ucciso, Nessuno dei due conosce la verità, il Sé eterno Non si uccide, né potrà essere ucciso.

Nascosto nel cuore di ogni creatura

Esiste il Sé, più sottile del sottile,

Più grande del grande. Loro vanno al di là

Di tutta la tristezza che estingue la loro ostinazione e oltre la gloria del Sé

Attraverso la grazia del Signore d’Amore.

[…]

L’immaturo corre dietro ai piaceri dei sensi

E cade nella grande rete della morte.

Ma il saggio, sapendo che il Sé è immortale,

Non cerca l’immutabile nel mondo dei cambiamenti.

[…]

Il Sé supremo è al di là del nome e della forma

Al di là dei sensi, inesauribile, Senza inizio, senza fine, al di là

 

Di tempo, spazio e causalità, eterno, Immutabile. Coloro che realizzano il Sé

Sono per sempre liberi dagli artigli della Morte.

[…]

Quando le catene che legano lo Spirito al corpo sono sciolte e lo

Spirito è liberato, che rimane allora?

[…]

Ciò che è qui è anche là; ciò che è là è anche qui. Chi vede la molteplicità Ma non l’uno, indivisibile Sé.

Deve vagare continuamente da una morte all’altra»86.

La Isha Upanishad fornisce una descrizione quasi letterale della coscienza infinita:

Il Sé sembra muoversi, ma è sempre immobile.

Sembra lontano, ma è sempre vicino.

È all’interno di tutto, e trascende tutto.

Coloro che vedono tutte le creature in se stessi.

E se stessi in tutte le creature non conoscono paura.

Coloro che vedono tutte le creature in se stessi.

E se stessi in tutte le creature non conoscono dolore.

Come può la molteplicità della vita

Illudere l’uno che vede la sua unità?

Il Sé è dovunque. Brillante è il Sé,

Indivisibile, non toccato dal peccato, saggio,

Immanente e trascendente. È

Colui che tiene insieme il cosmo.

 

 

 

 

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Dal basso della mia ignoranza in cose del genere, leggendo questo thread, mi chiedo per quale motivo si tende a cercare la razionalità in qualcosa che apparterrebbe al trascendente e alla dimensione della fede?

Le esperienze di "premorte" sono scientificamente dimostrate, non possono essere una anticipazione o un inizio abortito di vita post mortem.

Perché si dovrebbe ammettere una anomalia nel passaggio dalla dimensione fisica a quella del metafisico?

Come si fa a dare importanza scientifica a queste esperienze di pre morte che ripetono essenzialmente dei luoghi comuni come la visione dall'alto del proprio corpo o il tunnel con la luce alla sua fine?

Il tentativo di "razionalizzare" la fede o il trascendente nasce spesso dal desiderio umano di comprendere e dare un senso anche a ciò che sfugge alla percezione ordinaria. Alcuni cercano punti di contatto, altri vedono un'incolmabile distanza.

Ciò che fa immaginare (e sperare in) una vita dopo la morte è lo stesso meccanismo istintivo di conservazione che ha fatto immaginare costruire il soprannaturale e il divino.

La fede, d'altra parte, si basa sulla rivelazione, non richiede prove scientifiche nel senso stretto del termine. Si fonda sulla credenza in qualcosa che va oltre il misurabile e il dimostrabile, spesso basandosi su testi sacri, tradizioni, rivelazioni personali o un senso profondo di connessione spirituale.

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1 ora fa, simpson ha scritto:

mondo scientifico

Quello scientifico è un mondo di misure, in certi ambiti o misuri o credi, tertium non datur, pure gli scienziati credenti nei campi per cui hanno avuto riconoscimenti si sono attenuti al metodo, al di fuori di quello, per quanto riguarda la loro anima credono e basta, esattamente come l'ultimo, nel senso dell'istruzione, degli uomini.

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21 minuti fa, wow ha scritto:

Alcuni cercano punti di contatto, altri vedono un'incolmabile distanza.

Quasi tutti coloro che hanno subito una NDE, hanno trovato un punto di contatto con la dimensione del trascendente

Magari non vuol dire nulla, ma rimane un fatto

Anche una persona che ho conosciuto personalmente, è giunta alle stesse conclusioni

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32 minuti fa, wow ha scritto:

La fede, d'altra parte, si basa sulla rivelazione, non richiede prove scientifiche nel senso stretto del termine. Si fonda sulla credenza in qualcosa che va oltre il misurabile e il dimostrabile, spesso basandosi su testi sacri, tradizioni, rivelazioni personali o un senso profondo di connessione spirituale.

Sono d'accordo

Per questo, ho riportato anche pagine di testi di filosofi, mistici e religiosi

Anche con tagli interpretativi diversi

L'argomento rimane comunque molto interessante, almeno dal mio punto di vista

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...strano che in un topic del genere nessuno abbia menzionato gli Egizi.

Fautori per antomasia nel credere nell' aldila' quindi per un proseguo della vita a tutti gli effetti con tanto di servi, schiavi, cibo, ed ogni genere di comfort.

Il corpo e' solo un contenitore e veniva svuotato e trattato a mero scopo rappresentativo.

Ma la vera essenza era i cuore, un cuore che veniva pesato con una piuma che rappresentava il peso dell' anima, ne troppo leggero ne troppo pesante.

Loro si che hanno fatto di questa questio uno stile di vita che perdura ancora dopo vari millenni celebrando la vita a 360 gradi e considerando la morte come un naturale proseguimento.

E a scanso di equivoci, le religioni moderne ancora non esistevano.

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13 minuti fa, Plot ha scritto:

...strano che in un topic del genere nessuno abbia menzionato gli Egizi.

Fautori per antomasia nel credere nell' aldila' quindi per un proseguo della vita a tutti gli effetti con tanto di servi, schiavi, cibo, ed ogni genere di comfort.

Il corpo e' solo un contenitore e veniva svuotato e trattato a mero scopo rappresentativo.

Ma la vera essenza era i cuore, un cuore che veniva pesato con una piuma che rappresentava il peso dell' anima, ne troppo leggero ne troppo pesante.

Loro si che hanno fatto di questa questio uno stile di vita che perdura ancora dopo vari millenni celebrando la vita a 360 gradi e considerando la morte come un naturale proseguimento.

E a scanso di equivoci, le religioni moderne ancora non esistevano.

Ci sarebbero anche Maya, Aztechi, pellerossa, gli animisti africani, il Voodoo, gli Aborigeni, taoismo, shintoismo, a’ voglia

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1 minuto fa, simpson ha scritto:

Ci sarebbero anche Maya, Aztechi, pellerossa, gli animisti africani, il Voodoo, gli Aborigeni, taoismo, shintoismo, a’ voglia

...si, ma dobbiamo costruire una sorta di spazio temporale per poterne discutere.

Lo spazio temporale con relative testimonianze e tutt' ora tangibili giocano a favore degli Egizi una delle civilta' piu' evolute ed avanzate al mondo.

Bisogna farsene una ragione benche' un dato di fatto inoppugnabile.

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Teorie sulle cause e sul contenuto della NDE

Molti scienziati pensano che la NDE sia causata da una carenza di ossigeno nel cervello. Questa era anche la mia ferma convinzione. Altri credono che abbiano un ruolo le reazioni psicologiche come la paura della morte, o che la spiegazione si trovi in una combinazione di fattori fisici e psicologici.

 

È molto probabile che il cervello svolga qualche ruolo perché certi fenomeni simili alla NDE possono essere indotti stimolando un punto particolare nel cervello degli epilettici. Anche l’uso di certe droghe allucinogene, come l’acido lisergico (LSD), produce stati alterati di coscienza. Però, questi stati alterati, indotti, in genere consistono in esperienze frammentarie e in ricordi, e non hanno come soggetto visioni panoramiche della vita o esperienze extracorporee. Inoltre, un’esperienza indotta dalle droghe raramente è seguita da cambiamenti nella propria vita.

Qui di seguito, sotto il titolo “Teorie fisiologiche” e “Teorie psicologiche”, presenterò una rassegna sistematica della maggior parte delle ipotesi che sono state pubblicate negli anni successivi all’uscita del primo libro di Moody. Queste due categorie sono complementari, dato che la prima copre certe funzioni fisiche (in questo caso le funzioni cerebrali) e la seconda copre quelle psicologiche. Ogni teoria viene spiegata oggettivamente e poi valutata. Alcuni elementi delle NDE, specificatamente la coscienza lucida e le percezioni verificabili durante la perdita o il grave danneggiamento della funzione cerebrale, mettono in crisi la teoria dominante della relazione tra coscienza e cervello, che vede la coscienza come un prodotto della funzione cerebrale. Questo è il motivo per cui tanti scienziati si stanno impegnando per comprendere le NDE e anche perché la ricerca su questo argomento può essere vista come una minaccia per il dogma scientifico. Gli scienziati fanno tutto quello che possono per spiegare le NDE con l’aiuto delle teorie e dei modelli esistenti e spesso finiscono per dare un resoconto parziale e semplicistico delle NDE nel tentativo di far quadrare ogni aspetto del fenomeno con i sistemi esistenti. Questo ha portato alla formulazione di teorie che possono spiegare uno o più aspetti delle NDE, ma non tutto il fenomeno nella sua completezza. Altre teorie partono da assunti non verificati e non verificabili o da speculazioni basate su pochi studi neurochimici condotti su cervelli animali, che le squalificano già in partenza115.

Una teoria che cerchi di tener conto della speciale natura delle NDE e, dove possibile, di spiegare il fenomeno all’interno di un modello comprensibile dovrà:

•accettare gli elementi empiricamente provati delle NDE anche quando questi non si conformano ai punti di vista comunemente accettati;

•stabilire un legame tra le NDE e le circostanze in cui queste si verificano negli esseri umani;

•determinare la speciale natura delle NDE basandosi su analogie e differenze con fenomeni apparentemente simili.

Le nostre attuali conoscenze sembrano precluderci la possibilità di elaborare una teoria integrata su queste esperienze e ci costringono ad accettare un approccio con molte sfaccettature che ha lo scopo di chiarire gli aspetti individuali delle NDE. Bruce Greyson ha realizzato una bella rassegna dei vari aspetti biologici delle NDE, mentre gli psicologi Edward Kelly ed Emily Williams Kelly hanno fornito una rassegna storica molto ben documentata delle diverse teorie nel capitolo sulle NDE del loro recente libro, Irreducible Mind 116.

Tratto dal testo di cui sopra

Libro che mi sento di consigliare, per l'accuratezza dell'indagine

 

 

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Teorie fisiologiche

Carenza di ossigeno

 

Tuttavia, in caso di “ridotto” apporto di ossigeno al cervello (ipossia), come si verifica in caso di estrema riduzione della pressione sanguigna (shock), nello scompenso cardiaco o in caso di ridotta funzione respiratoria, il risultato non è lo stato di incoscienza, ma uno stato di agitazione e confusione. Anche il danno cerebrale al risveglio dal coma si associa a confusione, paura, agitazione, deficit della memoria e disordini della parola.

Ciononostante, la spiegazione più comune per la NDEè una carenza estremamente grave di ossigeno al cervello che mette a rischio la vita e che dà luogo a un breve intervallo di attività anormale del cervello, seguito da ridotta attività cerebrale fino alla perdita completa della sua attività. Questo ha come risultato il blocco di alcuni recettori cerebrali e il rilascio di endorfine, un tipo di morfina prodotta dall’organismo stesso, che causa allucinazioni e un senso di pace e di beatitudine117.

Ma poiché la NDE è sempre caratterizzata da una coscienza ampliata e lucida, associata a ricordi, e dato che questa esperienza può verificarsi sia nell’imminenza di un incidente stradale sia durante una depressione, entrambe situazioni in cui non si determina alcuna carenza di ossigeno, questa teoria sembra inapplicabile. Inoltre, l’allucinazione è una percezione che non ha fondamenti nella realtà, e che non ha alcuna attinenza con le descrizioni delle OBE, che possono invece essere verificate e confermate da testimoni. In una OBE i pazienti sottoposti a manovre rianimatorie hanno la percezione di trovarsi in un punto al di fuori e al di sopra del loro corpo senza vita, e i dottori, le infermiere e i parenti possono verificare più tardi le percezioni da loro riportate. Possono anche confermare il momento preciso in cui si è verificata la NDE durante il periodo della rianimazione cardiopolmonare (CPR). Inoltre, non ci si dovrebbero aspettare delle allucinazioni quando il cervello non funziona più, perché esse richiedono un cervello attivo

 

Uno studio sui piloti di jet da combattimento è spesso citato come possibile modello di spiegazione delle NDE. Posti in una centrifuga, questi piloti sperimentano una momentanea carenza di ossigeno nel cervello quando l’enorme aumento della forza di gravità fa sì che il sangue defluisca massivamente verso i loro piedi. I piloti dei jet da combattimento possono, infatti, perdere la coscienza e spesso sperimentano convulsioni, come quelle che si vedono nell’epilessia, o un formicolio attorno alla bocca, sulle braccia e sulle gambe e anche confusione quando si riprendono. A volte sperimentano anche elementi che ricordano una NDE, come una specie di visione di tunnel o una sensazione di luce, un piacevole senso di galleggiamento o l’osservazione del passato con immagini brevi e frammentate119. Vedono anche immagini di persone viventi, ma mai di defunti. Non ci sono racconti della visione panoramica della vita o di episodi di OBE. Dopo tali eventi non vengono riferiti cambiamenti nella vita, come spesso dopo una NDE. In altre parole, queste esperienze non sono identiche a una NDE.

Uno stato di incoscienza simile, talvolta associato alle esperienze riferite dai piloti, si verifica dopo uno svenimento indotto da iperventilazione (respirazione violentemente profonda) seguita da una cosiddetta manovra di Valsalva. Quest’ultima si realizza cercando di spingere fuori l’aria dai polmoni tenendo chiusi la bocca e il naso, cosa che rallenta il battito cardiaco e abbassa la pressione sanguigna determinando una carenza di ossigeno al cervello di breve durata. Anche gli effetti di questo tipo di svenimento sono stati erroneamente paragonati alla NDE

 

 

 

 

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Secondo me le NDE sono la chiara dimostrazione che non stiamo vivendo una vita vera, ma una specie di pallosissimo videogioco. Quando la partita finisce, vedi il corpo del tuo avatar dall’alto e il giocatore che ti muoveva torna alla sua vita normale, però a volte trova in tasca un altro euro e continua la partita. Mi sembra talmente chiaro che mi stupisco non l’abbiate già compreso. Non avete una mente abbastanza aperta, probabilmente 

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