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Dopo la morte c'è un'altra vita?


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Secondo me le NDE sono la chiara dimostrazione che, quando siamo in punto di morte, delle anime supplenti che normalmente fluttuano nell’etere, prendono il posto della nostra che ha esaurito il suo esprit de vitesse, infatti si registra sempre un cambiamento di comportamento in chi vive questa esperienza.

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Tratto sempre dal testo citato, che non vuole essere in nessun modo dirimente sulla questione, ma rimane molto ben documentato: 

Eccesso di anidride carbonica

Nell’organismo la carenza di ossigeno si associa a un innalzamento dell’anidride carbonica. Questo aumentato livello di anidride carbonica nel sangue è stato indicato come possibile causa di NDE. Più di cinquant’anni fa il neurologo ungherese Ladislas Meduna, cercando una cura per i suoi pazienti, chiese alle persone di respirare dell’anidride carbonica. Alcuni sperimentarono un senso di separazione dal corpo, con racconti occasionali di una luce forte, di un tunnel, di un senso di pace o di rapidi ricordi. Queste immagini erano molto rare, erano di solito estremamente frammentate e non diventavano mai una revisione panoramica della vita o un incontro con persone defunte. Né a queste seguivano cambiamenti nella vita delle persone121. In altre parole, inalare anidride carbonica non fa insorgere nessuno degli elementi caratteristici delle NDE. Un problema pratico è che durante le fasi affannose di una rianimazione è difficile misurare i livelli di questi gas (ossigeno e anidride carbonica) nel sangue ed è impossibile misurarli nei vasi sanguigni cerebrali. Nelle rare occasioni in cui sono stati misurati durante la rianimazione i livelli di questi gas nel sangue, questo avveniva solo dopo che il battito cardiaco e la pressione del sangue erano stati stabilizzati, e con il paziente in stato di incoscienza attaccato a un ventilatore polmonare e mentre riceveva più ossigeno del normale122. In questi casi il campione di sangue era preso da una vena o da un’arteria del braccio o della coscia e, se il paziente aveva avuto una NDE, il livello di saturazione dell’ossigeno nel sangue era eccezionalmente alto e quello di anidride carbonica estremamente basso. 

Le reazioni chimiche nel cervello

Ketamina

Poiché basse dosi di ketamina, un farmaco usato in passato come anestetico, possono causare allucinazioni, è stato ipotizzato che questo tipo di sostanza venga rilasciato nel cervello durante un periodo di stress o di carenza di ossigeno. La ketamina causa allucinazioni perché blocca alcuni recettori cerebrali (NMDA). Una piccola quantità di ketamina determina in alcune persone un senso di distacco dal corpo o un’esperienza di tunnel123. Non sono noti racconti di incontri con persone defunte o di visioni panoramiche della vita e nemmeno racconti di cambiamenti positivi. La ketamina di solito causa immagini così spaventose e bizzarre che vengono riconosciute come allucinazioni, tanto che i soggetti che l’hanno sperimentata preferiscono che non venga loro somministrata una seconda volta. Poiché non sono mai state trovate nel cervello sostanze ketamino-simili prodotte spontaneamente, questa potenziale spiegazione deve essere abbandonata. Tuttavia, non possiamo escludere che in alcuni casi il blocco o il malfunzionamento dei recettori NMDA possano avere un ruolo nelle esperienze di NDE.

Endorfine

Uno dei primi tentativi di spiegare le NDE si basava sul fatto che lo stress causa un rilascio di endorfine che vengono prodotte normalmente nel corpo in piccole quantità e che hanno la funzione di neurotrasmettitori. Sotto stress vengono rilasciate in grandi quantità. Le endorfine in realtà possono eliminare il dolore, indurre un senso di pace e di benessere. Tuttavia, gli effetti delle endorfine in genere durano parecchie ore mentre l’assenza di dolore e il senso di pace durante una NDE svaniscono immediatamente quando si torna coscienti. Le endorfine non possono inoltre spiegare altri elementi delle NDE.

 

Sostanze psichedeliche: DMT, LSD, psilocybina e mescalina

Le sostanze psicoattive quali DMT, psilocybina, e mescalina (ma non l’LSD) si trovano in grandi quantità in natura, specialmente in alcune piante del Sud America e del Messico, ma anche in alcuni funghi (funghi “magici”)124, che sono stati usati per secoli in pozioni, polveri e inalanti per indurre esperienze di espansione mentale. La dimetiltriptamina, o DMT, è attiva solo se iniettata in vena o se viene inalata, ma il suo effetto è estremamente breve perché la DMT viene rapidamente degradata dall’organismo. Tutte queste sostanze psicoattive sono legate strettamente al neurotrasmettitore serotonina, che si trova in grandi quantità nel corpo, e la loro struttura chimica deriva dalla triptamina. Queste sostanze psichedeliche si legano allo stesso recettore S2 cui si lega nel cervello la serotonina. La DMT è prodotta nella ghiandola pineale, o epifisi. La ghiandola pineale, che non è fatta di tessuto cerebrale, è vicina ai centri emozionali, visivi e uditivi del cervello e libera le sostanze che produce direttamente, sia nel cervello che nel sangue. Le sostanze prodotte in questa ghiandola sono responsabili della regolazione dell’equilibrio idrico del corpo, del ritmo sonno-veglia e dello sviluppo delle ghiandole sessuali fino alla pubertà. Forse rivestono anche un ruolo nei sogni. La ghiandola pineale contiene anche sostanze che possono trasformare la serotonina in DMT e sostanze in grado di bloccare la degradazione enzimatica della DMT. Quest’ultima azione, che innalza smisuratamente l’effetto della DMT, è determinata anche da alcune piante che in Amazzonia vengono usate in associazione125.  La DMT non si trova solo in varie parti del cervello, ma anche nei polmoni, nel fegato, nel sangue e negli occhi. La DMT ha una vita molto breve: è rapidamente degradata da certi enzimi ed è in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica. Questa barriera, posta tra i vasi sanguigni e il cervello, impedisce che certe sostanze lascino il sangue, e protegge così il cervello dai loro effetti.

La produzione di DMT è stimolata dagli ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali, cortisolo, epinefrina (o adrenalina), e norepinefrina (o noradrenalina). Questi ormoni si trovano anche nel cervello. Durante importanti stress psicologici o fisici, come incidenti stradali, l’arresto cardiaco, o dolori intollerabili, il corpo rilascia grandi quantità di questi ormoni, che a loro volta attivano una grande quantità di DMT. Durante le fasi della morte, si ritiene che vengano rilasciate grandi quantità di DMT a causa della morte delle cellule della ghiandola pineale. Durante la meditazione profonda, tuttavia, le normali funzioni corporee si modificano; i livelli di serotonina e probabilmente anche quelli di DMT nel sangue aumentano, mentre quelli di cortisolo ed epinefrina (o adrenalina) si abbassano126. L’esperienza indotta dalle sostanze psicoattive è spesso sorprendentemente simile a una NDE, specialmente nel caso della DMT, anche se, a seconda del dosaggio, si possono avere anche confusione o percezioni spaventose. Queste esperienze indotte da sostanze psicoattive comprendono i seguenti elementi: un senso di distacco dal corpo, OBE, pensiero lucido e accelerato, l’incontro con un essere di luce, la sensazione di amore incondizionato, il trovarsi in un ambiente ultraterreno, l’accesso a una profonda saggezza e la capacità di comunicazione telepatica con esseri immateriali. A volte le trasformazioni caratteristiche post NDE, compresa la scomparsa della paura della morte, vengono riportate anche dopo la somministrazione di DMT o di LSD127. È un’ipotesi nuova e sorprendente che la DMT, che è presente spontaneamente nel corpo, possa svolgere un ruolo importante nell’esperienza di una coscienza ampliata durante le NDE. Forse la DMT, rilasciata in seguito a stimoli legati a eventi che coinvolgono la nostra coscienza, elimina le naturali inibizioni del nostro corpo che ci impediscono di sperimentare uno stato di coscienza ampliata, come se fosse in grado di bloccare o interrompere l’interfaccia tra la coscienza e il nostro corpo (e cervello). Bisogna menzionare qui il fatto che lo zinco è essenziale per la sintesi della serotonina e delle sostanze relative come la DMT. Con l’avanzare dell’età, il corpo ha livelli più bassi di questo metallo, e, come detto prima, i racconti di NDE sono meno comuni nell’età avanzata.

 

 

 

 

 

 

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briandinazareth

Essendo le esperienze di nde replicabili senza bisogno di alcun evento soprannaturale, spirituale o simile, mostra quanto sia forte la voglia di credere che in fondo non moriamo e div essere molto speciali.

 

di fronte a spiegazioni concrete e falsificabili e ad effetto di droghe o eventi cerebrali arrabattarsi per cercare motivi del genere é voglia di pensare quello che ci piace, non un ragionamento strutturato e solido

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Se non specificato, le citazioni sono sempre tratte dallo stesso testo

Conclusioni dello studio prospettico

Questo primo studio prospettico su larga scala non ha confermato le possibili cause di NDE descritte fino ad ora, cioè le cause fisiologiche o mediche (come l’anossia), psicologiche (come la paura della morte), o farmacologiche (legate ai farmaci). Fummo particolarmente sorpresi di rilevare che i fattori medici non riuscivano a spiegare il verificarsi di una NDE. Tutti i pazienti nel nostro studio erano stati clinicamente morti e solo una piccola percentuale riferiva uno stato di coscienza ampliata con pensieri lucidi, emozioni, ricordi e a volte percezioni da un punto al di fuori e al di sopra del proprio corpo senza vita durante le manovre rianimatorie. Se questa coscienza ampliata avesse una causa fisiologica, come la carenza di ossigeno al cervello (anossia), tutti i pazienti del nostro studio avrebbero dovuto riferire una NDE. Infatti erano stati tutti privi di coscienza a causa dell’arresto cardiaco, che determina la caduta della pressione sanguigna e la cessazione del respiro e di tutti i riflessi del tronco encefalico. Anche la gravità del quadro clinico, come un lungo coma dopo una rianimazione complessa, non riuscì a spiegare perché i pazienti riferivano o meno una NDE, eccetto nei casi di persistenti difetti della memoria. La spiegazione psicologica è improbabile, perché la maggior parte dei pazienti non sperimentò nessuna paura della morte prima di andare in arresto cardiaco: questo si verificò in modo così improvviso che non se ne resero conto. I più non avevano ricordi della loro rianimazione. Questo è confermato dallo studio di Greyson, in cui i dati soggettivi dei pazienti rianimati mostrano che la maggior parte di loro non si era assolutamente resa conto di aver avuto un arresto cardiaco155. La situazione è paragonabile a uno svenimento: quando le persone tornano coscienti dopo uno svenimento, non hanno idea di cosa sia accaduto. Siamo anche in grado di escludere una spiegazione farmacologica, poiché i farmaci somministrati non influirono sul verificarsi di una NDE.

--

Per quanto ne so, nessun commento negativo fu mai pubblicato in alcun giornale scientifico, con l’eccezione di un commento leggermente critico sullo stesso Lancet. Ricevetti tuttavia alcuni commenti estremamente critici in Olanda dal dottor C. Renckens, ginecologo e presidente della Dutch Association Against Quackery (Associazione Olandese Contro la Ciarlataneria). Oltre che associare il nostro studio a «disturbo da personalità multiple, sindrome da affaticamento cronico, fibromialgia e sindrome da rapimento da parte  degli alieni», mi definì «un profeta fallito con la personalità di un ciarlatano quasi patologico». In Belgio ricevetti alcuni crudi commenti da W. Betz, professore di medicina di famiglia a Bruxelles e membro della Skepp (il gruppo di studio belga per la valutazione critica delle pseudoscienze e del paranormale). La reazione iniziale di Betz al nostro studio apparve in un articolo sulla rivista belga De Tijd del 29 dicembre del 2001: «Quando gli scienziati iniziano a sparare sciocchezze, la gente deve stare in guardia». Secondo la rivista, egli era “furibondo” e tacciava lo studio e me di «frode post-moderna», «pseudoscienza», «sciocchezze»; «Van Lommel appartiene a una setta», scrisse, e associò la ricerca «ai corpi astrali, al paranormale e alla grafologia». Descrivendo le NDE come «allucinazioni», cercò di confutare le esperienze di OBE pubblicate, compresa la storia della dentiera, lasciando intendere che sia l’infermiera che gli autori dell’articolo fossero dei bugiardi: «Ricercatori entusiasti, convinti di essere nel giusto, sono solo troppo solleciti nell’aiutare la vittima di una NDE a ritrovare la sua memoria». Betz suggeriva che i pazienti «possano venir suggestionati per ricordare di aver avuto una NDE» anche anni dopo il loro arresto cardiaco. In un’altra intervista in un’altra pubblicazione, la rivista belga Humo, descrisse il nostro studio come «una totale sciocchezza» e affermò che «la pubblicazione manca di qualsiasi tipo di coerenza». Concludeva dicendo: «Immaginiamo che ci sia qualcosa di vero in ciò che afferma Van Lommel… pur ammettendolo, non sarebbe questo assolutamente strano?

 

 

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analogico_09
Il 16/06/2025 at 09:25, simpson ha scritto:

Vietare la religione è come vietare alcol e droghe, una assurdità 

 

 

Sono d'accordo, ma mi prendo la licenza di osservare come spesso i dogmatismi ed altri "catechismi", teologie e sacramentaltià varie degli impassibili e monolitici apparati dei poteri religiosi, di qualsiasi religione del proselitismo e della centralità assolutistica, quale unica forma di religiosità possibile, compreso il cristianesimo nelle sue declinazioni, nel mettersi anche al servizio potere laico-secolare e fondendosi con lo stesso, si siano rivelati l'oppio, l'alcool ed tanti altri inverecondi "vizi" dei popoli... In fondo il mondo è un'alternanza... 

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analogico_09

Lo scrivevo in uno dei post rivelatisi antipatici al beckup. 

La questione della metempsicosi è fittizia, anzi, inutile, forse dannosa nel senso che fosse vero che l'anima uscita da corpo morto cerca albergo in un nuovo corpo nascente, rischia di non ricordare chi era prima e quindi che beneficio di nuova vita ne trarrebbe.., la vivrebbe inconsapevolmente... Oppure lo spirito potrebbe entrare mel corpo di un animale... brrrr... 

Totale : chi muore giace e chi resta si da' pace smettendola di illudersi ed accettando il fatto che la morte la si vive da vivi non già da morti... 

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3 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

smettendola di illudersi ed accettando il fatto che la morte la si vive da vivi non già da morti... 

Ho cercato anche di fornire quel taglio interpretativo, postando delle pagine di testi, a mio modo di vedere, piuttosto interessanti... ma anche quelle non andavano bene :classic_rolleyes:

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analogico_09
2 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Ho cercato anche di fornire quel taglio interpretativo, postando delle pagine di testi, a mio modo di vedere, piuttosto interessanti... ma anche quelle non andavano bene :classic_rolleyes:

 

 

Non ho letto le pagine cha hai postato, ho letto pochissimo di questo lungo thread, l'idea l'avevo già ventilata in un post di Maggio sparito. La "gente" ha paura della morte e la rimuove, o si inventa una speranza di resurrezione biologica e perde così l'occasione e la possibilità di "viverla" per bella o brutta che sia. La morte la viviamo negli stermini delle guerre, negli assassini, la morte ha sempre ispirato i più grandi poeti, tutta l'arte. L'arte che mette in scena la morte è vita. 

In Spagna, secondo il poeta,  la "gente" è più viva da morta che da viva (che non siano la stessa cosa...)

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