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Melius Club

Il green deal e la crisi economica


briandinazareth

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Gaetanoalberto
3 ore fa, maurodg65 ha scritto:

non le hanno imposte dall’alto vietando di usare i cavalli

 

3 ore fa, maurodg65 ha scritto:

nel contempo offrendo incentivi economici elevati

Mauro, mi sbaglierò ma penso che il processo sia in corso.

Sto dando spesso una bella occhiata alle nuove auto cinesi, e mi viene in mente il processo economico che da sempre porta alla diffusione dei prodotti di innovazione, che hanno un origine ed una successiva diffusione man mano che il prodotto diventa maturo.

Inizialmente l’accessibilità è bassa, successivamente il bene diventa via via più diffuso tra i consumatori, lo stesso vale per le tecniche di produzione.

Le decisioni degli Stati e le loro politiche sono sempre state dietro i cambiamenti: pensate alle strade per le auto, alle infrastrutture per gli idrocarburi…

La diffusione delle auto è stata largamente avvantaggiata dai conflitti mondiali che hanno irrobustito a spese pubbliche le fabbriche.

Sono scelte, direzioni che si possono agevolare od ostacolare, politiche che si sceglie di fare o non fare.

È questione di tempo, e i dazi nella storia non hanno mai impedito il progresso.

Toyota ci ha preceduto in modo visionario.

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36 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Inizialmente l’accessibilità è bassa, successivamente il bene diventa via via più diffuso tra i consumatori, lo stesso vale per le tecniche di produzione.

Certo, questo non è in discussione ed è il processo che sta dietro a tutte le innovazioni.

36 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Le decisioni degli Stati e le loro politiche sono sempre state dietro i cambiamenti: pensate alle strade per le auto, alle infrastrutture per gli idrocarburi…

Appunto, lo ho anche scritto nei precedenti post, sia riguardo alla introduzione dell’auto al tempo sia riguardo all’introduzione della mobilità elettrica.

 

36 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

La diffusione delle auto è stata largamente avvantaggiata dai conflitti mondiali che hanno irrobustito a spese pubbliche le fabbriche.

Sono scelte, direzioni che si possono agevolare od ostacolare, politiche che si sceglie di fare o non fare.

Hai ragione, ma l’introduzione dell’auto al tempo era un notevole passo avanti nella direzione del progresso e dell’innovazione, l’introduzione della mobilità elettrica non è un’innovazione paragonabile sul piano pratico, lo è soprattutto sul piano ambientale, giusto come paragone scegliere l’elettrico oggi per un consumatore rappresenta qualcosa di paragonabile alla scelta tra un’auto a benzina ed una diesel di un decennio fa, stessa funzione, diverso utilizzo e conseguentemente diversa convenienza.

Un’auto elettrica fa quello che fa un’auto tradizionale, quindi la compro se quell’auto si confà al mio utilizzo ed è conveniente.

Sulle infrastrutture e la loro realizzazione e sull’approvvigionamento energetico e la rete di distribuzione il compito è dello Stato e questo è ovvio e scontato, ma non posso pensare di realizzare un parco auto nazionale completamente elettrico, completando la transizione, senza che la base siano le infrastrutture già realizzate e funzionanti,  altrimenti il rischio di replicare il fallimento politico che sta dietro al blackout spagnolo inseguendo le ideologie è molto alto.

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36 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

È questione di tempo, e i dazi nella storia non hanno mai impedito il progresso.

Toyota ci ha preceduto in modo visionario.

Non ho mai parlato di dazi, quelli sono un discorso tattico e non strategico, ma non hanno mai fermato l’innovazione ed il progresso, quello se c’è “ciccia” e non è solo “fuffa”, non si ferma mai.

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5 minuti fa, appecundria ha scritto:

No

Scusa ma di cosa parlerebbe l’articolo del tuo link, qui sotto riportato:

.

“…In Ue, secondo l'Agenzia europea per l'ambiente, il 14% di tutti i decessi è provocato da fattori ambientali, tra cui l'inquinamento.

Partendo da questo dato, è necessario che la legge europea per il ripristino della natura, in vigore da giugno 2024, preveda anche progetti mirati alla salute secondo un approccio One Health, seguendo cioè il modello che riconosce la salute umana come indissolubilmente legata alla salute animale e dell'ecosistema prevedendo interventi a 360 gradi che tengano conto di tale interazione. E' l'appello lanciato alle Istituzioni italiane dalla Fondazione One Health in occasione del convegno che si svolge oggi al Parlamento europeo, promosso dalla Fondazione per fare il punto su questo nuovo modello sanitario.

 La nuova legge prevede il rispristino degli habitat a tutela dell'ambiente e della biodiversità. "Un ottimo provvedimento - sottolinea la Fondazione - che deve essere applicato e reso operativo al più presto in tutti gli Stati Membri. Deve però prevedere un ruolo da protagonista per l'Italia con un impegno forte a promuovere progetti in difesa della salute umana, puntando sulla prevenzione attraverso il miglioramento della qualità ambientale ma anche la promozione di stili di vita sani e le diagnosi precoci delle gravi malattie". Da qui l'incontro al Parlamento europeo, su invito dell'europarlamentare Matteo Ricci, per lanciare proposte concrete per perfezionare la legge comunitaria con un approccio One Health. "La salute e il benessere dell'uomo, degli animali e dell'ambiente sono strettamente collegati e interdipendenti tra di loro - afferma Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e ordinario di oncologia medica all'Università Politecnica delle Marche -. …”

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5 ore fa, maurodg65 ha scritto:

tu possa affossare l’economia di un continente imponendo una transizione

Mauro, questo lo sostenete tu, Salvini e Meloni.

Lo dici come se fosse una sentenza di Cassazione ma non è altro che la versione green de "i nostri titoli sono più affidabili di quelli tedeschi". 

Quanto alle centrali di Salvini che durano 80 anni, vediamo almeno la posa della prima pietra e poi ne discutiamo. Pensa al tempo che abbiamo perso a discutere di secessione, blocco navale, accise, Fornero...

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3 minuti fa, maurodg65 ha scritto:
8 minuti fa, appecundria ha scritto:

No

Scusa ma di cosa parlerebbe l’articolo del tuo link, qui sotto riportato:

Del fatto che il 14% di voi morirà per colpa anche tua. La notizia è questa, non divaghiamo.

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Gaetanoalberto
2 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Un’auto elettrica fa quello che fa un’auto tradizionale, quindi la compro se quell’auto si confà al mio utilizzo ed è conveniente.

Mah. Centrali nucleari e energie alternative, sistemi di distribuzione, riduzione del consumo di idrocarburi etc sono innovazioni che generano domanda ed offerta e richiedono politiche di lungo periodo.  Un conto è discutere dei tempi e dei modi per ottimizzarli, altro è contestare il fine.

Su questa seconda cosa temo daremo una battaglia di retroguardia, amplieremo la forbice, aumenteremo il ritardo, non riusciremo a impedire la direzione presa.

Ci sono tanti inprenditori italiani, concessionari, importatori, trasporti, logistica che si sono inseriti nel nuovo mercato. Fanno parte del PIL e dell'occupazione anche loro.

  • Melius 1
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Adesso, appecundria ha scritto:

Mauro, questo lo sostenete

Bruno, stai interagendo con ma non con la Meloni o Salvini.

La transizione ecologica, che io non discuto, pone dei paletti e dei tempi di realizzazione di cui alcuni rivisti ed altri che hanno cambiato radicalmente il mondo del automotive, spostando ricerca ed investimenti e mettendo fuorigioco l’industria europea dell’auto, a questo aggiungici un ritardo nella realizzazione delle infrastrutture necessarie per rendere completamente fruibili da subito alcune innovazioni, auto elettrica in primis.

Questi sono fatti che prescindono da chi li afferma, possiamo discuterne oppure sono dogmi che vanno accettati senza parlarne? 

4 minuti fa, appecundria ha scritto:

Del fatto che il 14% di voi morirà per colpa anche tua. La notizia è questa, non divaghiamo.

L’articolo parla di un 14% che morirà per un complesso di fattori ambientali, tra le quali figura l’inquinamento, propone delle soluzioni che riguardano il ripristino dell’habitat di molte specie animali e la tutela della biodiversità, miglioramento quindi della qualità ambientale e stili di vita più sani accompagnati maggiore medicina preventiva per diagnosi precoci di gravi malattie, tutto condivisibile, ma mi pare un po’ pochetto per darmi del complice ed attribuirmi la corresponsabilità della morte del 14% , affermi tu, di “voi” (che manco ho capito chi sarebbero sti voi”.)

Poi il legame con il topic sinceramente mi sfugge.

 

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1 minuto fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Un conto è discutere dei tempi e dei modi per ottimizzarli, altro è contestare il fine.

Infatti io discuto tempi e modi, oltre la scelta delle fonti del mix energetico, non il fine.

2 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Su questa seconda cosa temo daremo una battaglia di retroguardia, amplieremo la forbice, aumenteremo il ritardo, non riusciremo a impedire la direzione presa.

Ci sono tanti inprenditori italiani, concessionari, importatori, trasporti, logistica che si sono inseriti nel nuovo mercato. Fanno parte del PIL e dell'occupazione anche loro.

Certo, esattamente come i produttori, nessuno vuole fermare la transizione ma sono proprio loro che stanno soffrendo la mancata vendite delle autovetture prodotte allo scopo, è tutta la filiera in crisi perché le auto elettriche non si vendono, c’entra quanto scritto nei precedenti post e non certo il negazionismo climatico che nessuno mette in discussione. 

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cactus_atomo

l'industra pesante è in mezzo al guado, ha bisogno di energia m l'energia è sempre più cara, politica opec, emabrgo su petrolio e gas russo. la rinuncia tedescaal nucleare è un falso problema, ono state chiuse centrali che avevano terminato il loro ciclo di vita (e che cintinuavani a funzionare  ope legis, ma in cindizini d rischio oggettivo) ma nessuno ha pensato di costruirne di nuove, operazione comunque linga e costosa.il mercato dell'auto era destinato comnnque l collasso, il mercato è saturo (ci sono troppe macchine), quelle nuove costano sempre di più di acquisto ma anche di manutenzione. erano hanno che i numeri mostravano vendite in calo, ma siccome i profitti c'erano bene così, ma la crisi economica frana il cabio macchina, nonostante il mercato sia stato drogato da incentivi a raffica. non ci fossero stati i vari euro 3-46, la gente si sarebbe tenuta le vecchie auto. si continuano a mettere in commercio auto inutili, troppo lunghe, troppo larghe troppo pesanti sempre più difficili da parcheggiare, il tutto per mantenere prestazioni altrettanto inutili, non solo pe i limiti di velocità ma per la vlocità commercile reale anche in autostrada, e non parliamo delle città.che senso hanno decne di suv in cosa sulla nomentana all'ora di punta con dentro una soa persona?

d'altra parte l'economia non può fagocitare tutto, aumentano le malattie respiratorie,  non posssiamo continuare ad ingurgitare veleni per fare ingrassare i big dell'auto

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