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Si può morire per Danzica?


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16 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Si, perché la Russia ed i suoi oligarchi sono vittime della sopraffazione europea 

L'Europa farebbe meglio a prendere atto che la situazione geopolitica è cambiata da quando Biden era Presidente. Trovo che un po’ di realismo non farebbe male. L'Europa vorrebbe fare la voce grossa senza avere minimamente capito che orami è fuori dai giochi, bisognerebbe che qualcuno lo dicesse a Ursula prima che sia troppo tardi.

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Adesso, Gaetanoalberto ha scritto:

La voce grossa sarebbe aumentare la spesa militare mentre la minacciano da ovest e da est...

A me potrebbe anche andare bene di aumentare la spesa militare, purché ci sia effettivamente una unione politica degli stati membri, spendere di più senza una reale integrazione non serve a molto. La Russia spende molto meno di noi ma ha bombe atomiche a go-go, tre flotte navali e ottimi aerei, noi si spende di più a abbiamo eserciti da operetta.

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6 minuti fa, Savgal ha scritto:

@Gaetanoalberto

Pare si sia radicata la stravgante convinzione che Putin sia una brava persona, piena di buone intenzioni. Ma non ho capito sulla base di cosa.

non hai capito manco la stravangate convinzione, visto che è chiaramente di segno opposto, figuriamoci se puoi capire quali siano le buone intenzioni.

ti tocca portare pazienza mentre continui a stare avvolto nel mantello di ermellino.

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Gaetanoalberto

 

Perché la Cina preoccupa l'Australia

A lanciare l'allarme sulle esercitazioni cinesi sono stati i piloti di aerei commerciali. Non è andato meglio l'apporto della Royal New Zealand Navy, a cui era stato esternalizzato il monitoraggio della flottiglia, che avrebbe impiegato addirittura 90 minuti per avvisare la Difesa. Ebbene, un ritardo del genere come quello messo in mostra da Canberra e Auckland, due importanti partner Usa nell'Indo-Pacifico, in una situazione ostile sarebbe disastroso.

 

Come ha sottolineato il Daily Mail, infatti, il cacciatorpediniere Zunyipotrebbe, da solo, cancellare dalla mappa, in poco più di un'ora, ogni città sulla costa orientale dell'Australia, da Townsville a Hobart, usando i missili da crociera CJ-10 con capacità nucleare. La Zunyi, che l'US Naval Institute descrive come "tra le più formidabili navi da guerra in mare", può infatti lanciare 112 missili da crociera dalla sua serie di lanciatori verticali. Ovvero: la metà del numero totale di Tomahawk che l'Australia ha ordinato per tutte le sue forze armate.

La Cina può contare su otto di queste imbarcazioni, altre due sono state varate di recente e altre risultano essere in costruzione. La fregata che accompagnava la Zunyi, inoltre, è una delle oltre 40 navi cinesi che si affidano a 32 lanciamissili verticali ciascuna. Dall'altro lato, le navi più formidabili dell'Australia, i tre cacciatorpediniere da guerra aerea di classe Hobart, hanno 48 lanciamissili verticali. I suoi sottomarini di classe Collins non hanno capacità di lancio verticale e non ci sono piani per equipaggiarli per sparare altro che missili antinave o siluri. Insomma, la Cina ha dimostrato quanto la RAN sia sotto-equipaggiata in termini di fornitura di un deterrente significativo, in un momento in cui l'equazione strategica nella nostra regione sta diventando sempre più sbilanciata.



Anche in questo caso, il continente Australiano stava minacciosamente avanzando verso la Cina che, sotto la pressione dell’incubo occidentale, s’è fatta un giro panoramico.

Lapacelapacelapacelapacehastatalanato. Australiani nazisti!

Tanto non c’è niente da fare, spendiamo in pensioni.

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1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Anche in questo caso, il continente Australiano stava minacciosamente avanzando verso la Cina che, sotto la pressione dell’incubo occidentale, s’è fatta un giro panoramico.

Lapacelapacelapacelapacehastatalanato. Australiani nazisti!

Tanto non c’è niente da fare, spendiamo in pensioni.

Scontiamo 20 anni di deleteria cultura catto-pacifista.

E pure oggi, di fronte ad una minaccia concreta e tangibile, abbiamo fatto una figuraccia orrenda in Europa dimostrando la nostra totale inaffidabilità.

Tutti, partiti di governo e di opposizione, pure peggio quelli di opposizione che si sono spaccati pure a metà al loro interno,

C’è’ Totale incapacità di vedere il pericolo e terrore di perdere i voti, che nessuno vuole le armi al posto di scuole e ospedali, per cui hanno gioco facile i populisti di destra e di sinistra, oltre ai populisti per definizione, gli sciagurati pentastellati.

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Gaetanoalberto

17 dicembre 2021 - lapacelapacelapacelapacehastatalanato

 

Venerdì 17 dicembre il ministero degli Esteri russo ha pubblicato una serie di richieste ai governi occidentali per allentare le tensioni in corso tra Russia e Ucraina. Le richieste sono contenute in due documenti, uno diretto agli Stati Unitie uno alla NATO, l’alleanza militare che comprende buona parte dei paesi dell’Occidente, in cui si chiedono alcune garanzie per risolvere la crisi al confine con l’Ucraina: tra queste c’è la richiesta che l’Ucraina non entri mai nella NATO e il ritiro di tutte le forze militari dei paesi della NATO da vari paesi dell’Europa centrale e orientale.

Le richieste arrivano in un momento molto delicato per gli equilibri internazionali. Nelle ultime settimane il governo russo ha ammassato decine di migliaia di soldati e mezzi al confine con l’Ucraina, una decisione che ha provocato tra i paesi occidentali fondati timori di una possibile invasione dell’Ucraina o della sua parte orientale, attualmente contesa tra il governo ucraino e milizie filorusse.

Le richieste contenute nei due documenti erano già circolate in parte nei giorni scorsi, e alcune di queste sarebbero state avanzate dal presidente russo Vladimir Putin al suo omologo statunitense Joe Biden durante l’incontro tenuto in videoconferenza il 7 dicembre. I due documenti, secondo il ministero degli Esteri russo, sarebbero stati sottoposti a Stati Uniti e NATO lo scorso 15 dicembre.

Quella di cui si era già parlato molto nei giorni scorsi, dopo una nota pubblicata dal governo russo, era la richiesta di avere una garanzia legale che l’Ucraina non entri mai nella NATO. È una condizione che viene considerata al tempo stesso irricevibile e imbarazzante per l’Occidente e in particolare per gli Stati Uniti: irricevibile perché significherebbe cedere l’Ucraina all’influenza della Russia pochi anni dopo che il paese se n’era allontanato cacciando il governo filorusso di Viktor Yanukovich e cercando di allinearsi con l’Occidente. Imbarazzante perché più di 10 anni fa la NATO promise all’Ucraina che l’avrebbe accolta tra i suoi membri.

– Leggi anche: La promessa della NATO all’Ucraina che nessuno ha intenzione di mantenere

Il documento pubblicato venerdì è però più dettagliato e fa riferimento a tutti i paesi che facevano parte dell’ex Unione Sovietica, non solo l’Ucraina: l’altro paese che verrebbe coinvolto da un eventuale accordo di questo tipo sarebbe la Georgia, tra gli ex paesi sovietici che vorrebbero entrare nella NATO.

Ma nei due documenti vengono avanzate richieste altrettanto pretenziose, che i paesi occidentali difficilmente potrebbero accettare. Innanzitutto si chiede di revocare il dispiegamento delle forze militari della NATO da tutti i paesi che non erano nell’alleanza prima del 1997, quando per la prima volta vennero invitati a entrare nella NATO tre paesi che erano nel blocco sovietico: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria (che entrarono ufficialmente nel 1999).

Oltre a questi tre, l’accordo riguarderebbe tutti gli altri paesi dell’Europa centrale e orientale che negli anni seguenti sono entrati nell’alleanza: Bulgaria, Romania, Slovacchia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Albania, Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord.

Tra le altre richieste c’è il divieto di dispiegamento di navi da guerra e aerei, sia da parte degli Stati Uniti che della Russia, dalle zone che si trovano al di fuori dei territori rispettivi nazionali da cui potrebbero colpire obiettivi dell’altro paese; l’impegno a non dispiegare, sia all’interno dei propri confini che al di fuori, missili a medio raggio che potrebbero colpire il territorio dell’altro paese; e il ritiro di tutte le armi nucleari che sono state dispiegate in paesi esteri, oltre all’impegno a non dispiegarne di nuove.

Secondo Dmitri Trenin, direttore del Carnegie Moscow Center, think tank con sede a Mosca che si occupa di cooperazione internazionale, il fatto stesso che il governo russo abbia deciso di rendere pubblici questi documenti, che in qualsiasi altro caso sarebbero rimasti riservati, significherebbe che la Russia considera improbabile la loro accettazione da parte dell’Occidente.

Nel frattempo gli Stati Uniti non hanno commentato le richieste avanzate dalla Russia nel merito, e la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha detto solo che i due documenti verranno discussi con gli altri paesi della NATO: «Non ci saranno colloqui sulla sicurezza europea senza il coinvolgimento dei nostri alleati europei», ha detto parlando con alcuni giornalisti. «Non comprometteremo i principi chiave su cui è costruita la sicurezza europea, compreso il diritto di tutti i paesi di decidere il proprio futuro e la propria politica estera, liberi da interferenze esterne».

 

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7 ore fa, nullo ha scritto:

se non capisci un tubo di quel che ti scrivono il problema è serio, quindi proseguire è inutile.

ma chi ha scritto e dove è stato scritto che i cattivi siano gli occidentali?

Se nella storia recente riesci a vedere solo delle responsabilità occidentali e non riesci a comprendere ciò che è accaduto realmente il problema a è tutto tuo, l’atteggiamento dell’Occidente dalla caduta del muro ad oggi è stato di autoflagellazione e di colpevolizzazione, a cui è seguito un atteggiamento di accettazione di qualsivoglia rivendicazione ed azione da parte di quegli stessi paesi che oggi stanno mettendo a rischio la pace mondiale, a cui oggi si sono aggiunti gli Stati Uniti di Trump, piaccia o meno la cosa.

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7 ore fa, ferdydurke ha scritto:

Mauro mi fai ridere, quindi la Germania non era libera di comprare il gas russo perché gli USA non volevano. La Germania come stato sovrano doveva sottostare ai diktat USA.

Certo che era libera, gli USA avevano solo avvertito che sarebbe accaduto esattamente ciò che poi è accaduto, l’invasione dell’Ucraina ed il ricatto del gas da parte russa nel pieno della crisi Ucraina che ha messo prima in ginocchio la manifattura tedesca e poi ha definitivamente compromesso l’economia tedesca che, per inciso, ci ha messo del suo chiudendo le ultime tre centrali nucleari nel bel mezzo della crisi del gas. I problemi attuali legati ai costi energetici per l’industria della Germania non credo serva ricordarli.

7 ore fa, ferdydurke ha scritto:

Comunque  vi arrampicate sugli specchi siete sempre in torto. Alla fine il buon Trump non ha tutti i torti…

 Come hai letto il punto è un altro che tu neanche noti.

 

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5 ore fa, appecundria ha scritto:

Una cosa che non è accaduta non è reale per definizione. 

 

Anche ciò che si sceglie di non fare è realtà: 

https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/23_luglio_10/errore-vertice-nato-2008-vilnius-2f176cbc-1f13-11ee-bfca-f44c975a09c3_amp.html

 

Al vertice Nato di Bucarest la crisi finanziaria americana non era ancora scoppiata ma la cacofonia tra alleati era alle stelle. Bush avrebbe voluto offrire all’Ucraina e alla Georgia una mappa di avvicinamento, un percorso a tappe con l’ingresso nella Nato come esito finale. Molti europei, Germania in testa, erano risolutamente contrari. Prevalsero questi ultimi e il summit romeno si concluse nel peggiore dei modi: con ambigue e vaghe promesse sull’allargamento futuro della Nato, ma senza alcuna indicazione concreta sul percorso che avrebbe potuto portare all’ingresso di Ucraina e Georgia. 

Pochi mesi dopo, mentre a Pechino s’inauguravano le Olimpiadi estive, Putin lanciava la sua guerra contro la Georgia: invadendone le regioni dell’Ossezia meridionale e dell’Abkazia, per installarvi dei regimi-fantoccio manovrati da Mosca. 

Nel 2014 sarebbe stata la volta dell’Ucraina, invasa per annettere la Crimea alla Russia. Sull’Ucraina, il vertice di Bucarest verrà ricordato anche perché in quell’occasione Putin cominciò a sfoderare un linguaggio nuovo, negandone l’identità come nazione. Da allora non abbiamo mai smesso di discutere e di dividerci sulle conseguenze di Bucarest-2008. Esiste anche all’interno degli Stati Uniti una corrente di pensiero secondo cui i messaggi pur timidi e confusi di quel vertice provocarono inutilmente Putin, alimentando in lui la convinzione che doveva agire per impedire l’allargamento Nato a Ucraina e Georgia prima che fosse troppo tardi. 

L’interpretazione fin qui prevalente era del tutto opposta. Se la Nato avesse dato una certezza e un calendario preciso per allargare il suo ombrello protettivo a quei due paesi, questo sarebbe stato un deterrente e avrebbe scongiurato le feroci aggressioni di Mosca ai suoi vicini. In base a questa seconda lettura un autocrate come Putin capisce e rispetta solo il linguaggio della forza, ed è solo mettendolo di fronte a un robusto altolà che lo si può fermare. I paragoni più frequenti sono quelli con le prime aggressioni di Hitler, in particolare contro la Cecoslovacchia nel 1938: se le democrazie avessero reagito subito con la forza, forse si sarebbe evitato il ben più spaventoso conflitto mondiale dal 1939 in poi.

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20 ore fa, extermination ha scritto:

Vuoi la libertà? devi essere orgoglioso del tuo Paese? vuoi la democrazia? mantieni la “tua” sovranità. Vuoi la pace? ama la tua nazione. il futuro appartiene ai patrioti, alle nazioni “sovrane” e indipendenti che proteggono i loro cittadini e “onorano” le differenze che rendono ogni Paese speciale e unico; altro che “confini aperti” crudeli e malvagi.

Pensa se eri nato in Burkina faso

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