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Si può morire per Danzica?


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20 ore fa, nullo ha scritto:

questo però è una pietra tombale sul presente amico mio.

qui vogliamo fare la guerra agli Usa di rimessa, poi ai russi, ai cinesi...

morto quello da dove si ricomincia?

dalla guerra paventata coi  russi che ti invadono?

mi sa che la strada sia quella sbagliata...

senza contare la sbornia del dirittismo e del tutto è dovuto, una sbornia che lascia il segno una volta preso contatto con la realtà.

Ma ce lo vuoi dire almeno una volta cosa ti bevi di cosi' alcoolico?

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6 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

17 dicembre 2021 - lapacelapacelapacelapacehastatalanato

Venerdì 17 dicembre il ministero degli Esteri russo ha pubblicato una serie di richieste ai governi occidentali per allentare le tensioni in corso tra Russia e Ucraina. Le richieste sono contenute in due documenti, uno diretto agli Stati Unitie uno alla NATO, l’alleanza militare che comprende buona parte dei paesi dell’Occidente, in cui si chiedono alcune garanzie per risolvere la crisi al confine con l’Ucraina: tra queste c’è la richiesta che l’Ucraina non entri mai nella NATO e il ritiro di tutte le forze militari dei paesi della NATO da vari paesi dell’Europa centrale e orientale.

Le richieste arrivano in un momento molto delicato per gli equilibri internazionali. Nelle ultime settimane il governo russo ha ammassato decine di migliaia di soldati e mezzi al confine con l’Ucraina, una decisione che ha provocato tra i paesi occidentali fondati timori di una possibile invasione dell’Ucraina o della sua parte orientale, attualmente contesa tra il governo ucraino e milizie filorusse.

Le richieste contenute nei due documenti erano già circolate in parte nei giorni scorsi, e alcune di queste sarebbero state avanzate dal presidente russo Vladimir Putin al suo omologo statunitense Joe Biden durante l’incontro tenuto in videoconferenza il 7 dicembre. I due documenti, secondo il ministero degli Esteri russo, sarebbero stati sottoposti a Stati Uniti e NATO lo scorso 15 dicembre.

Quella di cui si era già parlato molto nei giorni scorsi, dopo una nota pubblicata dal governo russo, era la richiesta di avere una garanzia legale che l’Ucraina non entri mai nella NATO. È una condizione che viene considerata al tempo stesso irricevibile e imbarazzante per l’Occidente e in particolare per gli Stati Uniti: irricevibile perché significherebbe cedere l’Ucraina all’influenza della Russia pochi anni dopo che il paese se n’era allontanato cacciando il governo filorusso di Viktor Yanukovich e cercando di allinearsi con l’Occidente. Imbarazzante perché più di 10 anni fa la NATO promise all’Ucraina che l’avrebbe accolta tra i suoi membri.

– Leggi anche: La promessa della NATO all’Ucraina che nessuno ha intenzione di mantenere

Il documento pubblicato venerdì è però più dettagliato e fa riferimento a tutti i paesi che facevano parte dell’ex Unione Sovietica, non solo l’Ucraina: l’altro paese che verrebbe coinvolto da un eventuale accordo di questo tipo sarebbe la Georgia, tra gli ex paesi sovietici che vorrebbero entrare nella NATO.

Ma nei due documenti vengono avanzate richieste altrettanto pretenziose, che i paesi occidentali difficilmente potrebbero accettare. Innanzitutto si chiede di revocare il dispiegamento delle forze militari della NATO da tutti i paesi che non erano nell’alleanza prima del 1997, quando per la prima volta vennero invitati a entrare nella NATO tre paesi che erano nel blocco sovietico: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria (che entrarono ufficialmente nel 1999).

Oltre a questi tre, l’accordo riguarderebbe tutti gli altri paesi dell’Europa centrale e orientale che negli anni seguenti sono entrati nell’alleanza: Bulgaria, Romania, Slovacchia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Albania, Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord.

Tra le altre richieste c’è il divieto di dispiegamento di navi da guerra e aerei, sia da parte degli Stati Uniti che della Russia, dalle zone che si trovano al di fuori dei territori rispettivi nazionali da cui potrebbero colpire obiettivi dell’altro paese; l’impegno a non dispiegare, sia all’interno dei propri confini che al di fuori, missili a medio raggio che potrebbero colpire il territorio dell’altro paese; e il ritiro di tutte le armi nucleari che sono state dispiegate in paesi esteri, oltre all’impegno a non dispiegarne di nuove.

Secondo Dmitri Trenin, direttore del Carnegie Moscow Center, think tank con sede a Mosca che si occupa di cooperazione internazionale, il fatto stesso che il governo russo abbia deciso di rendere pubblici questi documenti, che in qualsiasi altro caso sarebbero rimasti riservati, significherebbe che la Russia considera improbabile la loro accettazione da parte dell’Occidente.

Nel frattempo gli Stati Uniti non hanno commentato le richieste avanzate dalla Russia nel merito, e la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha detto solo che i due documenti verranno discussi con gli altri paesi della NATO: «Non ci saranno colloqui sulla sicurezza europea senza il coinvolgimento dei nostri alleati europei», ha detto parlando con alcuni giornalisti. «Non comprometteremo i principi chiave su cui è costruita la sicurezza europea, compreso il diritto di tutti i paesi di decidere il proprio futuro e la propria politica estera, liberi da interferenze esterne».

Scusa, mi citi la fonte? Sull'ANSA leggo cose diverse.

Rileggendo, ma è nà roba del 2021? Pare che le richieste siano cambiate.

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6 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

lapacelapacelapacelapacehastatalanato

vabbè, niente pace.

proviamo a fare un poco di conti.

forza di interposizione efficace capace di agire su tutto il confine dalla Romania fino ai paesi Baltici.

occorre pure una sorta di air dome distribuito su tutta la Ue,  capace di rispondere senza essere sarurato da un attacco missilistico multiplo.

per i quattini, per ora, avevamo solo uno che si era offerto di pagare il biglietto a fantomatici e immaginari  putinisti, ma il post successivo aveva subito ripiegato su una proposta di colletta per paura che qualcuno gli rispondesse che avrebbe accettato.

torrnando seri, e non tenendo in considerazione le inutli sparate da fenomeni da tastiera, direi che la.proposta VDL di armarsi a pēnis e ognun per sé non abbia un gran senso, occorrerebe invece ragionare su scala continentale se si vuole un sistema del tipo citato sopra.

il costo di un tale ambaradan sarebbe tale da trasformare l'economia della Ue e il debito da conseguire per la formazione e il mantenimento sarebbe letteralmenti mostruoso.

un vera economia di guerra ci aspetta dietro l'angolo.

per quanto saremmo in grado sostenere un simile carico e con quali risvolti sociali?

e quali elettorali?

come faranno i mestri del dirittismo, del tutto è dovuto?

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Per tutti coloro che hanno la

memoria labile, sarà per l’età:

 

https://it.euronews.com/2022/06/17/taglio-del-gas-a-italia-germania-problema-tecnico-ricatto-energetico-le-regole-di-gazprom

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Dal Forum economico di San Pietroburgo, Alexey Miller, Direttore Generale di Gazprom, manda un messaggio all'Europa: "Le regole le decidiamo noi". Ma, ufficialmente, la riduzione del gas a Italia e Germania è solo per motivi tecnici. Draghi ribatte: "Menzogne"

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Ragionare in modo ottocentesco unipolare in un mondo che è multipolare, con l'aggiunta ed aggravante di non essere nemmeno uno dei poli politici del multipolarismo è essere fuori dalla storia e non averne nemmeno coscienza. Il rearm Europe è posporre sine die l'unificazione militare e politica della Unione europea. Se non lo si capisce, è un limite grave che ci condanna all'irrilevanza definitiva. Lo dice meglio di me Domenico Quirico sulla Stampa di oggi.

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