Vai al contenuto
Melius Club

Uno spettro si aggira per l'Europa - lo spettro del populismo


Messaggi raccomandati

4 ore fa, wow ha scritto:

Popolari, non populisti 

questione di opinioni e non sono certo l'unico a pensarlo

nel pci ne trovi quanto ne vuoi agli albori e pure dopo, come ora.

quando si vive di promesse irrealizzabili,  è difficile risultarne immuni.

per la Dc la parabola è diversa.

 

 

Ho utilizzato diverse categorie per caratterizzare il populismo al potere: la faziosità, che nasce da una concezione proprietaria dei diritti e delle istituzioni; il maggioritarismo, che distorce il principio di maggioranza per identificarlo con il potere di una maggioranza; dux cum populo, che corrisponde alla rappresentanza come incorporazione; l’antipartitismo, che è la forza trainante dell’olismo popolarista. Per dirla con le parole di Montesquieu, ho attribuito alla rappresentanza diretta la «natura» del populismo e all’avversione all’establishment il suo «spirito». L’interazione di questi fattori genera il seguente fenomeno: l’autorità quasi assoluta del pubblico nel guidare il governo impegna il populismo al potere in una campagna elettorale permanente, che il leader e la sua maggioranza conducono per dimostrare che non sono – e non diventeranno mai – un nuovo establishment. Convincere il pubblico è fondamentale, poiché la fede è per il leader populista l’unica garanzia di tenuta del potere. Infine, Internet è lo strumento che può sostituire l’organizzazione di partito nella costruzione del potere populista, che ho pertanto presentato come una forma di governo rappresentativo funzionale alla «democrazia del pubblico». Non essendo un regime a tutti gli effetti, ma una trasformazione che si produce dentro la democrazia, il populismo al potere tende ad essere precario e soggetto a due rischi di deperimento: diventare una maggioranza come un’altra o tracimare in dittatura.

Servendomi di queste varie categorie, ho tracciato una fenomenologia del populismo delineando quattro inevitabili tendenze e scenari:

Il populismo è refrattario alle tradizionali divisioni partigiane e contempla solo il dualismo di base tra la gente comune e l’establishment. Questo dualismo si traduce in una dinamica di tipo schmittiano o in un antagonismo che trascende le ideologie e nel quale ciò che conta è la posizione delle parti in causa rispetto all’esercizio del potere statale. Il dualismo tra i molti e l’establishment forgia la retorica di tutti i populismi, a prescindere dai contesti specifici. Ciò rende il populismo un esempio di unificazione (della parte per cui pretende di governare) e di sostituzione (delle élite esistenti). È insofferente delle regole e delle procedure utilizzate dalla democrazia rappresentativa, perché è insofferente del pluralismo.

Il populismo conquista il potere attraverso la competizione elettorale, ma usa le elezioni come plebisciti per dimostrare la forza del vincitore. Il voto rivela ciò che esiste già: il popolo «vero». Quando è al governo, il populismo può cercare di costituzionalizzare «la sua maggioranza». Lo fa dissociando «il popolo» da qualsiasi pretesa di imparzialità e mettendo in scena l’identificazione di una parte (il popolo «vero») con il legittimo sovrano (pars pro parte). Qualora riuscisse nell’intento, il costituzionalismo populista colmerebbe la distanza tra legge costituzionale e legge ordinaria – una distanza che è il perno della democrazia costituzionale. In breve, costituzionalizzerebbe una specifica maggioranza.

Il populismo opera questa trasformazione dopo aver respinto l’idea della rappresentanza come articolazione elettorale di rivendicazioni e interpretazioni partigiane, a favore di una rappresentanza come incorporazione di svariate rivendicazioni in un leader, che diventa la voce del popolo «vero». La rappresentanza diretta che sigilla l’unità di leader e popolo situa nell’audience la fonte più autorevole di legittimità, indebolendo il ruolo degli intermediari politici (partiti organizzati e controlli istituzionali) e consentendo al leader di rafforzare l’istanza di contrapposizione all’establishment. La propaganda è una componente essenziale del populismo al potere, definibile come una campagna elettorale permanente.

Il populismo interpreta la democrazia come maggioritarismo radicale. Risolve in questo modo l’indeterminatezza e l’apertura che sono tratti salienti del popolo democratico con il risultato di asservire il potere dello stato alla parte che il leader incarna. L’esito finale è un radicale fazionalismo, un’ammissione senza infingimenti del fatto che la politica è una guerra più che un gioco, una questione di vincitori e vinti, senza alcuna fictio di universalismo e generalità. Il populismo è celebrazione del disincanto politico: la fine di tutte le utopie e idealizzazioni. Rappresenta la vittoria di una visione iperrealista e relativistica della politica come costruzione ed esercizio del potere che ha nella vittoria la sua legittimità.

Questi quattro scenari sono presenti quando è presente il populismo. Il quale è più di un semplice movimento di contestazione o mobilitazione e non deve dunque essere confuso con i movimenti popolari che spesso sorgono nella società civile[1]. Il populismo è un movimento di contestazione dell’establishment politico, ma aspira a conquistare la maggioranza per governare con ambizioni illimitate, pur senza revocare le elezioni o eliminare gli avversari, dei quali ha anzi bisogno come di un tonico. Gli aspetti «benigni» del populismo al potere comprendono l’irrilevanza dell’opposizione e l’umiliazione delle minoranze, non la soppressione; la permanente propaganda contro gli avversari rafforza smisuratamente il potere del suo messaggio, che domina l’opinione pubblica....

Estratto dall'epilogo del testo:

 

 

 

cover.jpg

Questa distorsione per cui il populismo sia solo di destra, cozza con la realtà.

america Latina, eh beh… è lontana.

ma l’abbiamo in Spagna, in Francia, si è affacciata in Germania e l’abbiamo in Italia, il secondo partito dello schieramento oggi a sinistra, in diversi dei cespugli, senza contare diversi personaggi appartenenti al primo.

quindi ne esisterebbe uno buono?

26 minuti fa, extermination ha scritto:

Non fare l’indisciplinato e studia

Sempre disponibile a imparare.

ora, che qualcuno lo neghi o meno, come ho già scritto, la collera, la frustrazione, il senso di rivalsa, erano capitalizzate dalla sinistra in maniera quasi esclusiva fino ad qualche decennio fa.

oggi non più, ma non è esclusiva della destra, basta guardare il panorama politico e non solo quello italiano, e più resistenza al cambiamento si oppone e peggio evolve la situazione, fino a creare instabilità in ambiti fino ad oggi apparentemente immuni, vedi Francia.

non mi dirai che Melenchon non sia populista, e sommato alla Le pen vedi quali numeri si raggiungono.

5 stelle, cespugli e… in modo analogo.

puoi confutare e dire quel che pensi.

 

dimenticavo, è pure facile capire perché non sia più capitalizzato esclusivamente dalla sinistra la voglia di cambiamento.

extermination

@nullo Io vedo un popolo eterogeneo ed un populismo eterogeneo vedi ad esempio il reddito di cittadinanza introdotto dal populista Conte, fatto quasi a pezzi dalla populista Meloni. Persone diverse, con visioni diverse della società e diverso populismo.

Ivo Antonio
15 hours ago, P.Bateman said:

Ai loro tempi DC e PCI erano partiti populisti ma guidati da persone di alto livello.

Si attenevano più o meno ai dettami della costituzione. Fascismo e nazismo per governare hanno sciolto i rispettivi parlamenti. I populisti non lo faranno. Cercano di cambiare articoli della costituzione,  limitare la divisione dei poteri, dare più spazio all'esecutivo e meno agli altri, governare a suon di decreti legge sminuendo l'importanza del parlamento L'opposizione ha il compito di fare l'opposizione, non solo di fare scrivere alla propria stampa che sono indignati. Il populista per eccellenza in USA può dire tanto ma deve attenersi agli equilibri del suo sistema democratico. Fino adesso non è riuscito a smontarli e difficilmente ci riuscirà per realizzare i suoi desideri.




  • Badge Recenti

    • simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

  • 36 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...