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Una intelligente riflessione sull'utilizzo cialtronesco dell'intelligenza artificiale


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briandinazareth
22 minuti fa, Velvet ha scritto:

Lo è, e anche piuttosto soggettiva. 

O secondo te le ai hanno imparato a "disegnare" come miyazaki senza aver prima digerito, elaborato e memorizzato migliaia di frames disegnati dal maestro?

No, appunto. Se non vuoi chiamarlo DB chiamalo Cicciobello oppure memoria pseudoneurale ma è la stessa cosa. 

 

Non è la stessa cosa. È totalmente diverso dal punto di vista concettuale e pratico.

 

La ai impara ma non ha dentro di se un db o memoria dichiarativa. 

 

Impara in modo simile a come facciamo noi, non è strano perché le reti neurali artificiali sono costruite basandosi su quelle naturali. 

 

Se chiedi ad un disegnatore professionista umano, può farti una cosa nello stile di... 

 

Funziona esattamente così. 

 

Poi riposto lo spiegone perché è importante capire come funziona intimamente per comprendere cosa significa nel mondo reale

50 minuti fa, Velvet ha scritto:

Nel mondo reale dove la committenza è alla costante ricerca del minimo risultato col minimo costo casca il palco e il fine ultimo dell'ai diventa la sostituzione in toto della parte creativa  con la fotocopia delle fotocopie. Un po' come oggi avviene già da un decennio con 3d e Cgi.

Questo concetto e' un ni'.

Dubito che chi commissioni possa risolvere semplicemente con un taglio dei costi applicando il self-made scavalcando la fase progettuale pensando di risolvere tutto con a.i.

Ce lo vedo il committente a generare da solo tutto quello che gli serve "pensando" di bypassare determinati concetti, potrebbe andare bene per un approccio puramente sperimentale ma la vedo dura ai fini di un risultato decente se non sai esattamente cosa vuoi ottenere.

Anche perche'  non puoi "generare" cosa non conosci, devi avere comunque delle conoscenze inerenti, non puoi semplicemente attenerti al prompt e chiedere fammi questo o quello ignorando cosa sia un piano americano, un close up, una panoramica, luce laterale, illuminazione a farfalla, diffusione, diffrazione, profondita' di campo ecc..ecc..ecc.. e questo vale anche nel campo musicale e non solo ovviamente.

Ti ci voglio a sostituire programmi 3D come Blender che utilizza modelli fisici ambientali, situazioni atmosferiche basati sulla luce o al comportamento dei liquidi.

Insomma, sto dicendo che per un uso casareccio il committente puo' farsi tutto quello che desidera, ma non puo' diventare automaticamente regista, fotografo, musicista, architetto.. e' pura utopia pensare in questo modo e dovra' per forza di cose demandare

34 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

riposto lo spiegone perché è importante capire come funziona intimamente per comprendere cosa significa nel mondo reale

Ma anche no dai. Il punto del thread è tutt'altro. 

Compreso il fatto che se chiedi ad un disegnatore X di farti una disegno nello stile di qualcuno te lo fa ma sarà difforme perché includerà qualcosa del proprio di stile (nel tratto, nelle proporzioni, nei colori ecc), inevitabilmente.

È la ragione per cui ad esempio tutte le decine di disegnatori Disney chiamati a perpetuare nei decenni i medesimi personaggi sono immediatamente riconoscibili nello stile personale. 

Invece le Ai generano fotocopie con in aggiunta qualche allucinazione randomica di tanto in tanto. 

briandinazareth
Adesso, Velvet ha scritto:

Compreso il fatto che se chiedi ad un disegnatore X di farti una disegno nello stile di qualcuno te lo fa ma sarà difforme perché includerà qualcosa del proprio di stile (nel tratto, nelle proporzioni, nei colori ecc), inevitabilmente.

 

Esattamente come funziona la ai, incapace di riprodurre una copia perfetta, anche meno di come può fare un uomo. 

9 minuti fa, Plot ha scritto:

Questo concetto e' un ni'.

Dubito che chi commissioni possa risolvere semplicemente con un taglio dei costi applicando il self-made scavalcando la fase progettuale pensando di risolvere tutto con a.i.

Ce lo vedo il committente a generare da solo tutto quello che gli serve "pensando" di bypassare determinati concetti, potrebbe andare bene per un approccio puramente sperimentale ma la vedo dura ai fini di un risultato decente se non sai esattamente cosa vuoi ottenere.

Non conosci il mercato e ciò che già avviene oggi nell'ambito della comunicazione visiva. Io un po' si. 

9 minuti fa, Plot ha scritto:

pura utopia pensare in questo modo e dovra' per forza di cose demandare

Affatto utopico, quotidiano direi, te lo può confermare chiunque lavori nel settore. 

1 minuto fa, briandinazareth ha scritto:

Esattamente come funziona la ai, incapace di riprodurre una copia perfetta, anche meno di come può fare un uomo. 

'nsomma. Lo stile è pedissequamente ricalcato in tutto e per tutto senza che ci aggiunga nulla di "proprio" (perché di proprio non ha nulla, né tantomeno un vissuto). Col progredire delle capacità strumentali verranno meno anche le allucinazioni e i difetti perciò avremo la fotocopia perfetta. 

briandinazareth
1 minuto fa, Velvet ha scritto:

nsomma. Lo stile è pedissequamente ricalcato in tutto e per tutto senza che ci aggiunga nulla di "proprio" (perché di proprio non ha nulla, né tantomeno un vissuto).

 

Solo se gli dici di farlo. Come se lo dici ad un disegnatore che paghi per rifare Raffaello.

Come i tantissimi che fanno copie dei quadri. 

 

Se lo lasci più libero ci mette anche molto del suo(qualunque cosa possa significare) .

 

L'idea che sia una fotocopia ecc. Non ti permette di capire cosa stia succedendo realmente. 

 

Ed è un fenomeno totalmente diverso da una copia

 

 

Cari amici, 20 anni fa secondo i sacerdoti del web 2.0 (di cui i social sono il frutto più evidente}l'umanità avrebbe fatto un salto quantico, non ci sarebbe stata più ignoranza, l'informazione sarebbe stata a disposizione di tutti e la democrazia partecipata si sarebbe diffusa in modo naturale ovunque. Per non parlare dei progressi sociali e dell'uno vale uno. 

Come è andata a finire lo vedete da soli.

Perché i sacerdoti scordano sempre di guardare al fine ultimo di molte cose che è sempre quello: accumulo di potere e di denaro nelle mani di pochi. 

  • Thanks 1
13 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

molto del suo(

Che non esistendo un "suo"  è molto "di altri". 

Non ha sogni, non ha aspirazioni, non ha pulsioni fisiche, non soffre, non si innamora né ha paura della morte o del buio.

Ma di cosa state a parlare? 

briandinazareth
3 minuti fa, Velvet ha scritto:

Che non esistendo un "suo"  è molto "di altri". 

Non ha sogni, non ha aspirazioni, non ha pulsioni fisiche, non soffre, non si innamora né ha paura della morte o del buio.

Ma si cosa state a parlare? 

 

Il "suo" è il suo bagaglio, sto cercando di evitare la antropomorfizzazione anche se è complicato, quando impara e collega le cose. 

 

Inoltre L'idea romantica dell'artista che crea perché soffre e simili è estremamente moderna e per nulla detto sia reale. 

Per gli artisti di quasi tutta la durata dell'umanità sembrerebbe un concetto assurdo. 

 

Ma a parte tutta la filosofia, nella vita pratica, nello stesso momento in cui produce "arte" indistinguibile e bella come quella umana (o in n futuro magari di più), occorre accettare che l'eccezionalità umana è più nel nostro volersi sentire speciali che nella v realtà di quello che siamo nell'universo

3 minuti fa, Velvet ha scritto:

Non conosci il mercato e ciò che già avviene oggi nell'ambito della comunicazione visiva. Io un po' si. 

 

4 minuti fa, Velvet ha scritto:

Affatto utopico, quotidiano direi 

Ma e' questa l' idea che sta "cercando" di passare, come ho spiegato prima non ci si puo' "sostituire" .

L 'idea di risparmiare e' del tutto fittizia e non portera' benefici a lunga scadenza come cercavo di spiegare sopra.

Non mi sembra che photoshop abbia creato degli artisti dell 'ultimo momento, un semplice fotografo non lo sara' mai se non ha ben chiari determinati concetti e' inutile spostare i cursori a +20 o ridurli a -10 se non sai cosa stai facendo, poi quando ti affidi a chi veramente fa postproduzione i risultati si vedono eccome...ma questo dovresti saperlo

4 minuti fa, briandinazareth ha scritto:
5 minuti fa, Plot ha scritto:

Non mi sembra che photoshop abbia creato degli artisti dell 'ultimo momento

Però la ai non ha nulla a che fare con n questo 

in un ottica di riduzione dei costi come dice @Velvet ci entra eccome

 

È proprio questo il punto: ridurre la realtà complessa a un'unica dimensione è un'operazione discutibile. La scienza è uno strumento potente per comprendere il mondo, ma non è l’unico. C’è sempre un margine di mistero, di esperienza soggettiva, di elementi qualitativi che sfuggono alla quantificazione e all’analisi algoritmica.

Forse il problema non è la scienza in sé, ma il "riduzionismo scientista" che pretende di spiegare tutto solo con i suoi strumenti. Un po’ come voler descrivere un’opera d’arte solo in base alla chimica dei pigmenti, senza considerare l’intento dell’artista o l’effetto che ha su chi la osserva.

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