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Enorme blackout in tutta la Spagna, in Portogallo e in Francia


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1 ora fa, Martin ha scritto:

@UpTo11 Ho appena intimato uno "Zitterbewegung!" a madame ed ho rimediato un ceffone... :classic_rolleyes:

Tu fai affidamento sulla dilatazione del tempo, ma ricorda che è sempre accompagnata dalla contrazione delle lunghezze. Mica le freghi così facilmente le signore :classic_biggrin:.

  • Haha 1
4 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Se non credi a me che sono quasi di casa, o prova fare un giro in lungo e in largo nelle varie regioni della terra di Don Chisciotte (Orson Welles volle la sua tomba a Malaga) molte delle quali autonome. 

Ci sono stato molte volte, da nord a sud e da est a ovest.

Luci ed ombre come ovunque del resto.

Catalani e Baschi ancora oggi nella maggioranza se potessero scaverebbero un profondo fossato tra loro e il resto della penisola, per dire.

Il paradiso in terra non esiste, ogni paese ha le sue problematiche chi più chi meno.

Alla Spagna va dato atto dell'enorme progresso degli ultimi 40 anni, d'altronde è normale che un'economia compressa ed isolata per i precedenti 35 si estendesse come una molla. 

Sul turismo ad esempio ci stracciano sia per numeri che per PIL generato. Ma la rete stradale minore per dire fa più spavento che in Italia (e noi già siamo presi male).

Poi ciascuno ha il suo paese straniero del cuore... per me è la Germania, per te magari la Spagna, per altri Francia o UK.... E al cuor non si comanda. :classic_smile:

2 minuti fa, Velvet ha scritto:

Ma la rete stradale

Confronta Madrid e Roma/Milano poi ne parliamo, da oltre 20 anni hanno tre anelli a tre corsie concentrici più altro, ingressi in città da molte autostrade con mega parcheggi per auto e stazioni di interscambio con metropolitane, se poi confrontiamo anche la metro di Madrid non ci resta che piangere

  • Melius 1
Il 29/04/2025 at 12:21, wow ha scritto:

non tanto, perché, ascoltata la rassegna stampa, prevale l'opinione di esperti energetici e di reti elettriche di scuola feisbucchiana che afferma che il blackout sia stato provocato dall'uso di fonti rinnovabili. 

 

Il Primo Ministro, @sanchezcastejon , sta mentendo sulle centrali nucleari o dimostra la sua ignoranza in materia di tecnologia elettrica accusandole di aver peggiorato il blackout del 28 aprile 2025.

Le centrali nucleari forniscono inerzia al sistema elettrico, contribuendo a prevenire blackout dovuti a fluttuazioni di frequenza, come quello verificatosi ieri. Al momento del blackout, metà dell'energia nucleare era ferma, in gran parte a causa dei bassi prezzi dell'elettricità e di un onere fiscale sproporzionato sull'energia nucleare, che è aumentato del 71% dal 2019, come spiegato da @PwC_Spain : pwc.es/es/publicacion…

@RedElectricaREE , che dipende dal Governo, è stato colui che ha autorizzato queste chiusure, essendo quindi responsabile del fatto che non c'era abbastanza potenza costante dai generatori sincroni che avrebbe potuto evitare il blackout. Il rapporto finanziario annuale di Red Eléctrica, redatto da Ernst & Young, mette in guardia dal rischio di blackout in Spagna a seguito della chiusura delle centrali nucleari: "Maggiori difficoltà nel funzionamento del sistema: riduzione della potenza continua e delle capacità di bilanciamento e aumento del rischio di incidenti operativi che potrebbero influire sulla fornitura". Numero di rapporto 20462, datato 26/02/2025 e pubblicato dalla Commissione nazionale per il mercato dei valori mobiliari (CNMV): cnmv.es/portal/consult…

Il Consiglio generale degli ordini ufficiali degli ingegneri industriali @CGCOII ha inoltre avvertito il governo che la chiusura delle centrali nucleari avrebbe aumentato l'instabilità del sistema a causa della perdita di energia elettrica continua, nonché le emissioni di anidride carbonica e il prezzo dell'elettricità, a causa della loro sostituzione con centrali a gas: ingenierosindustriales.es/wp-content/upl…

Quando le centrali nucleari vengono scollegate dalla rete, vengono alimentate da essa. Quando si è verificato il blackout, i generatori diesel si sono avviati automaticamente, fornendo energia a tutti i sistemi essenziali e di emergenza fino al ripristino della corrente. Lo spiega @CSN_es nel suo comunicato stampa n. 1: csn.es/noticias-csn/2…

Il mix elettrico spagnolo è equilibrato e ogni tecnologia ha una funzione. Le centrali nucleari non sono progettate per ripristinare il servizio dopo un blackout (né lo sono gli impianti eolici o solari fotovoltaici), ma contribuiscono a prevenirlo grazie alla loro inerzia, come ho spiegato, cosa che le energie rinnovabili variabili non fanno.

16 ore fa, wow ha scritto:

a) non si può più fare a meno delle fonti energetiche rinnovabili, tra l'altro, anche per ragioni economiche. 

 

 

Ecco il PUN di domani in Italia: è la prima volta in assoluto che vale circa zero per 7 ore. Altrove in Europa il valore è negativo (in Italia non è consentito). 
Accade perchè domani la domanda sarà la metà del solito (attesi circa 22 GW di picco) e abbiamo 13 GW eolici e 38 GW fotovoltaici installati, che in quelle 7 ore producono tutti insieme (tanto fotovoltaico e abbastanza eolico) una quantità di energia maggiore o uguale alla domanda. Sicchè, se lavorassero a mercato, quegli impianti, per 7 ore (proprio quelle di maggior produzione), non sarebbero remunerati.
Niente paura: sono quasi tutti incentivati sino a oltre 350 €/MWh. Ma il "segnale di prezzo" è chiarissimo: non serve più produrre in quelle ore! A meno che Pantalone (che poi saremmo noi con le nostre bollette) non continui a remunerare ad libitum energia che non serve.

Rimane da chiedere a @TernaSpA, visti i numeri delle potenze installate e del picco di domanda, quanto eolico e solare ha dovuto "tagliare" (leggi "buttare via dopo averlo pagato ai produttori") per evitare domani il rischio di ripetere il disastro spagnolo, senza sufficiente inerzia rotante. Prima o poi lo sapremo. 

Nel frattempo, tutto questo ci sia di monito, per comprendere almeno due cose:
1) l'irrazionalità e l'inadeguatezza di continuare a installare solare ed eolico per ulteriori circa 70 GW da qui al 2030;
2) l'urgenza di varare una strategia energetica basata esclusivamente sulle caratteristiche delle diverse fonti e tecnologie a basse emissioni: nucleare, idroelettrico, geotermico, solare, eolico, batterie e, in transitorio, anche gas. 
Smettendo di procedere per inerzia, inseguendo obiettivi irraggiungibili, impiegando tecnologie inefficaci e inefficienti.

Quousque tandem... ?


IMG_4929.thumb.jpeg.932d1f0a8a375779abc1dabb7064d094.jpeg

Da quello che ho capito, da ignorante in materia leggendo in giro sull’argomento anche prima del blackout spagnolo, il problema come evidenziano i post qui sopra è rincorrere una produzione energetica che abbatta od azzeri la produzione di CO2 basandosi solo sull’ideologia, rifiutandosi di prendere atto del fatto che l’obiettivo sarà raggiungibile solo se si punterà ad effettuare un mix tra le diverse tecnologie che permettano il corretto funzionamento dei sistemi elettrici dei diversi paesi, il caso spagnolo sembra essere esemplificativo del problema che sembra essere stato causato da problemi alla frequenza di rete che solo una percentuale minima stabilita di energia prodotta dal nucleare può garantire, che è l’unica fonte modulabile nella produzione, ma che nel contempo garantisce anche la stabilità del sistema.

Le rinnovabili non fanno nessuna delle due cose, non sono modulabili e non garantiscono la stabilità del sistema.

Programmare quindi la chiusura delle centrali nucleari, addirittura penalizzarle tassando l’energia da esse prodotte, puntando poi a botte di sovvenzioni pubbliche a coprire i costi di realizzazione e di produzione energetica delle rinnovabili quando i prezzi crollano perdendo di vista l’obiettivo rischia di creare questi problemi.

13 ore fa, briandinazareth ha scritto:

quando si parla di fonti rinnovabili dimentichiamo spesso due punti molto importanti:

diminuisce la dipendenza energetica da altri stati


diminuisce drasticamente l'inquinamento a livello locale, sono migliaia di morti in meno. 

questo oltre la co2, avere meno oscillazioni del costo, crescere grazie agli investimneti, la ricerca che c'è dietro ecc.

Quello lo fa anche il nucleare, le rinnovabili hanno problemi nella continuità-modulabilità della produzione, non puoi decidere dove realizzare e non puoi decidere quando realizzare, vanno benissimo ma solo se integrate ad altri sistemi, con una percentuale massima di quota di produzione ad esse affidate.

5 minuti fa, captainsensible ha scritto:

@maurodg65 Questo vale allo stato attuale delle tecnologie. Se verranno realizzati in qualche modo sistemi di accumulo efficienti le cose possono cambiare decisamente.

CS

La realizzazione dei sistemi di accumulo dell’energia adeguati per stoccare l’energia prodotta dalle rinnovabili comporterebbe anche costi esorbitanti per la realizzazione di un sistema di trasporto di quella energia prodotta che sia funzionale ed efficiente, costruzione che però non risolverebbe ma acuirebbe il problema che ha causato il blackout spagnolo, cioè il mancato mantenimento della frequenza di rete che ha fatto collassare il sistema intero spagnolo.

Quanto prima evidenziato in relazione alla necessità di equilibrare il mix della produzione energetica tra le diverse fonti di produzione a zero CO2 prodotta resterebbe sempre valido come principio, anzi sarebbe una necessità ancora più evidente.

15 ore fa, Giu_seppe ha scritto:

Nel 2024 in Spagna la quota di fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico è stata del 56%

Nel 2024 le emissioni di gas serra della Spagna sono calate del 16%

Nel 2024 la Spagna ha goduto di una crescita del 3,2% a fronte dello 0,8% della media nella Zona euro, grazie anche alla decarbonizzazione dei consumi energetici.

A gennaio il prezzo dell’energia in Italia è stato di 0,193€ al chilowattora, in Spagna è oscillato tra 0,085€ e 0,133€

L'incidente che sta galvanizzando i nemici della transizione verde (vedi i titoli odierni di alcuni nostri quotidiani)  ha messo in luce debolezze dell'infrastruttura iberica che dovranno essere risolte. Resta il fatto che, numeri alla mano, dove il "Green deal" è visto non come obbligo ma come opportunità di crescita, i risultati ci sono.

Non è un tema ideologico.

l’Andalusia, la regione che investe di più nella transizione (leader nella corsa alle infrastrutture per l’idrogeno verde) è governata dal PPE.

Raramente mi è venuto più spontaneo dire BRAVO a qualcuno per un post.

Addirittura ora si punta il dito contro le energie rinnovabili.

Il povero cittadino medio, ignorante, le vede come una magia “non essendoci il fuoco”… 🤣

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captainsensible

@maurodg65 ma assolutamente no, è una tecnologia che è ancora in fase di sperimentazione, ma è una cosa assolutamente fattibile.

Per i costi bisogna vedere. Il sistema di trasporto di energia è inefficiente già di suo, per via delle perdite sulle dorsali che vanno dai grossi impianti di produzione fino alle cabine di trasformazione primarie.

Per questo realizzando dei sistemi di accumulo locali le perdite di trasporto si riducono.

 

CS

 

  • Melius 1
4 minuti fa, captainsensible ha scritto:

ma è una cosa assolutamente fattibile.

A leggere cosa riportano nel report sul sistema spagnolo gli ingegneri che l’hanno realizzato direi assolutamente no, avevano evidenziano le criticità e le avevano denunciate ma sono stati ignorati, poi che si voglia pensare ad un ipotetico futuro nel quale si ipotizza che il problema potrebbe essere risolto va bene come auspicio, ma non si progetta un sistema sulla base di ipotetiche scoperte scientifiche future ancora da realizzare, non se non si vuole andare a sbattere contro un muro quantomeno.

captainsensible

@maurodg65 non sono scoperte a divenire, sono tecnologie esistenti che devono essere scalate per renderele commerciali.

Altro che la fregnaccia dei "reattori nucleari di quartiere" che qualcuno ogni tanto tira fuori per dare aria alla bocca.

Quella si che è roba da fantascienza. 

CS




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