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Enorme blackout in tutta la Spagna, in Portogallo e in Francia


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sto pensando a uno che ha la casa domotica, che senza energia dopo che si sono scaricate le batterie 

manco riesce ad entrare nell' abitazione. telefonino per auto senza chiave, idem. tralasciamo pure le robe

dei provincialotti che hanno buttato via frighi interi di alimentari, e quelli che nel frigo tengono alcune medicine,

idem, e i negozi, pure. tutto bene avanti così.

Penso si confondono i termini di "continua" e "alternata" al posto di produzione elettrica "programmabile" o "non programmabile".  Una volta fatta la distinzione, vi è da dire che anche le fonti non programmabili hanno una loro gradualità: L'eolico è peggio del solare, che a sua volta è peggio dell' idroelettrico.  Quest'ultima fonte è importantissima per la stabilità di rete, in quanto molto "agile" nella attivazione, ma la sua programmabilità pluristagionale* va attentamente valutata, tanto più quanto più grossi sono gli impianti. È un tema decisamente complesso.

 

* idroelettricamene, non disponiamo di fiumi amazzonici o di una densità di popolazione scandinava o canadese 

  • Melius 1
  • Thanks 1
33 minuti fa, Martin ha scritto:

Penso si confondono i termini di "continua" e "alternata" al posto di produzione elettrica "programmabile" o "non programmabile".  Una volta fatta la distinzione, vi è da dire che anche le fonti non programmabili hanno una loro gradualità: L'eolico è peggio del solare, che a sua volta è peggio dell' idroelettrico.  Quest'ultima fonte è importantissima per la stabilità di rete, in quanto molto "agile" nella attivazione, ma la sua programmabilità pluristagionale* va attentamente valutata, tanto più quanto più grossi sono gli impianti. È un tema decisamente complesso.

* idroelettricamene, non disponiamo di fiumi amazzonici o di una densità di popolazione scandinava o canadese 

Grazie, ma che l’idroelettrico sia la fonte rinnovabile più simile nella gestione dei picchi e della stabilità di rete alle fonti tradizionali adesso è chiaro, con i limiti che sottolinei sui problemi legati alla stagionalità, ma le mie domande sono due, una riguarda il mix energetico, una base consistente di produzione elettrica “tradizionale” con gas o nucleare rende intrinsecamente più stabili le reti in virtù della stabilità delle stesse anche sul piano delle frequenze di rete? La seconda con il mix di cui sopra si può risparmiare nella realizzazione di stabilizzatori di rete rotanti che possano aiutare la rete a non collassare come accaduto alla rete spagnola? 

LA domanda è se si possono ottenere reti elettriche stabili con alta prevalenza di generazione da fonti rinnovabili ? 

La risposta è SI.    La Germania ad esempio ci riesce benissimo per molte ore all'anno e con una potenza trattata e un grado di interconnessione/magliatura di ben altro ordine che la rete ispanoiberica. 

Il passaggio da rete tradizionale a rete "a generazione" diffusa prevede però la gestione di numerose complessità, anche perché il servizio elettrico non può venir meno (ovvero: Non si può "spegnere e rifare tutto in un altro modo") 

Si tratta di complessità che possono e devono essere gestite.

 

(Attenzione però che il gioco delle lobbies dei fossilisti-nuclearisti è prevedibilmente quello di paventare terribili conseguenze delle reti a generazione rinnovabile per "spingere" la politica verso cospicui investimenti sui settori che fanno comodo a loro, e l' opinione pubblica verso l'accettazione degli stessi come inevitabili.)

 

  • Melius 1
2 ore fa, audio2 ha scritto:

che senza energia dopo che si sono scaricate le batterie 

manco riesce ad entrare nell' abitazione

invece uno che le batterie manco le ha? che fa? accende il fuoco con i legnetti e si siede davanti all’uscio di casa tutto tronfio che lui le batterie non le ha? 

uno tipo te per dire 😂😂

34 minuti fa, Martin ha scritto:

LA domanda è se si possono ottenere reti elettriche stabili con alta prevalenza di generazione da fonti rinnovabili ? 

La risposta è SI.    La Germania ad esempio ci riesce benissimo per molte ore all'anno e con una potenza trattata e un grado di interconnessione/magliatura di ben altro ordine che la rete ispanoiberica. 

Il passaggio da rete tradizionale a rete "a generazione" diffusa prevede però la gestione di numerose complessità, anche perché il servizio elettrico non può venir meno (ovvero: Non si può "spegnere e rifare tutto in un altro modo") 

Si tratta di complessità che possono e devono essere gestite.

(Attenzione però che il gioco delle lobbies dei fossilisti-nuclearisti è prevedibilmente quello di paventare terribili conseguenze delle reti a generazione rinnovabile per "spingere" la politica verso cospicui investimenti sui settori che fanno comodo a loro, e l' opinione pubblica verso l'accettazione degli stessi come inevitabili.)

Questo post è semplicemente magnifico.

Qualche pollo in trappola già lo abbiamo in queste pagine.

Si pretende di giudicare un nuovo impianto di riscaldamento in una casa che ha e continua ad avere il riscaldamento con camino a legna ed il nuovo lo dovrebbe integrare…

.

Possibile che nessuno capisca che la produzione di energia rinnovabile passa per l’avvicinamento della generazione all’utilizzo? che la necessità di avere corrente alternata è legata alla struttura della rete pensata quando la gara la vinse Tesla (Nikola per gli ignoranti) su T.A. Edison e ci si risolse a produrre in grandi centrali e “spedire” lontano con le proprietà della CA.

La produzione in CC da rinnovabile, se fosse stata inventata all’ora, sarebbe stata distribuita con reti locali in CC. Se la CA 220V non fosse lo standard delle appliances io non avrei bisogno di perderne il 5-10% in trasformazioni “tetto-batterie-CA220V” avrei una casa a CC con adeguato voltaggio… 

Cosa voglio dire? 

Voglio dire che la tipologia delle reti di distribuzione della corrente VA ed SARÀ adeguata alle nuove forme di produzione che sono formidabili soprattutto se sono molto vicine all’utilizzo.

Si parla come se il camino a legna resterà per sempre tra i cog-lioni anche in presenza di sovrabbondante altra forma di energia.

Succederà che si adeguerà la casa alla nuova forma. Semplicemente, perché semplicemente è più conveniente.

La Resistenza Maniscalca è dura a morire, come per le auto elettriche, ma non hanno scampo, perchè il mondo è sempre andato verso l’ottimizzazione e la convenienza e succederà ancora una volta. 

È solo questione che si formino adeguate conoscenze anche tra gli utenti finali che alla fine sfanculano quelli che vogliono offrire vecchie soluzioni per mero interesse “personale”.

Augh

1 ora fa, Jack ha scritto:

Questo post è semplicemente magnifico.

Qualche pollo in trappola già lo abbiamo in queste pagine.

Si pretende di giudicare un nuovo impianto di riscaldamento in una casa che ha e continua ad avere il riscaldamento con camino a legna ed il nuovo lo dovrebbe integrare…

.

Possibile che nessuno capisca che la produzione di energia rinnovabile passa per l’avvicinamento della generazione all’utilizzo? che la necessità di avere corrente alternata è legata alla struttura della rete pensata quando la gara la vinse Tesla (Nikola per gli ignoranti) su T.A. Edison e ci si risolse a produrre in grandi centrali e “spedire” lontano con le proprietà della CA.

La produzione in CC da rinnovabile, se fosse stata inventata all’ora, sarebbe stata distribuita con reti locali in CC. Se la CA 220V non fosse lo standard delle appliances io non avrei bisogno di perderne il 5-10% in trasformazioni “tetto-batterie-CA220V” avrei una casa a CC con adeguato voltaggio… 

Cosa voglio dire? 

Voglio dire che la tipologia delle reti di distribuzione della corrente VA ed SARÀ adeguata alle nuove forme di produzione che sono formidabili soprattutto se sono molto vicine all’utilizzo.

Si parla come se il camino a legna resterà per sempre tra i cog-lioni anche in presenza di sovrabbondante altra forma di energia.

Succederà che si adeguerà la casa alla nuova forma. Semplicemente, perché semplicemente è più conveniente.

La Resistenza Maniscalca è dura a morire, come per le auto elettriche, ma non hanno scampo, perchè il mondo è sempre andato verso l’ottimizzazione e la convenienza e succederà ancora una volta. 

È solo questione che si formino adeguate conoscenze anche tra gli utenti finali che alla fine sfanculano quelli che vogliono offrire vecchie soluzioni per mero interesse “personale”.

Augh

Però Paolo il tuo è un post senza senso, non c’entra nulla il progresso tecnologico e l’economia dei maniscalchi che al tempo era il paradosso enunciato per ci si lamentava del fatto che alcuni lavori, con il progresso tecnologico, non necessitassero più. Quello che tu scrivi in astratto non fa una grinza ma la realtà è che tutto ciò che è presente ed è elettrico oggi funziona con la corrente alternata, dal domestico all’industriale, alla stessa rete di distribuzione, non si può ragionevolmente pensare di gettare oggi tutto al cesso perché in un futuro lontano, forse, tutta l’energia prodotta sarà a corrente continua.

@maurodg65 ma a te nella vita è mai capitato di pensare a 10, 20, 40 anni?

pensa che io lo faccio tuttora che non ho più questo tempo davanti. Ne usufruisco i miei figli fondendo con i loro questo modo di pensare. 
Questo è il primo motivo per cui mi alzo da molto tempo quando voglio io e non quando vogliono gli altri. 
Pensare a lungo termine è un’arte molto utile da coltivare. 
Adesso vai pure avanti a cianciare di cose di domattina che, tra l’altro manco hai l’alfabeto per leggerle, come me del resto. Qua l’unico che ne può parlare - dei tecnicismi per domattina - con cognizione è Martin e forse (ne ha parlato poco) Capitansensible

 

4 ore fa, maurodg65 ha scritto:

l’idroelettrico sia la fonte rinnovabile più simile nella gestione dei picchi e della stabilità di rete alle fonti tradizionali adesso è chiaro

L'idroelettrico, in particolare il "grosso" idroelettrico ad accumulo è tradizionalmente considerato ai fini dela stabilità della rete una fonte tradizionale* ed è di gran lunga la migliore nel far fronte alle improvvise variazioni della domanda. Nessuna altra macchina di pari potenza è in grado di avviarsi e prendere il carico più in fretta.

* La stessa definizione di "rinnovabile" per il grosso idroelettrico ad accumulo è messa in discussione, in cosiderazione degli investimenti necessari, delle opere in grado di mutare i paesaggi e infine della possibilità di attuare il "decommissioning" col totale rirpistino dei luoghi delle stesse alla fine della vita operativa (cmq lunghissima, ci sono  idroelettrici in servizio da oltre un secolo) -  per questo motivo alcuni (credo anche la Germania)  considerano l'energia da essi fornita come parzialmente rinnovabile, applicando un coefficiente correttivo che tiene conto degli aspetti sopra indicati.

  • Thanks 1

 

La Gran Bretagna potrebbe affrontare mesi di blackout a causa della strategia net zero.

 

Secondo quanto riportato da fonti ufficiali, la spinta di Ed Miliband verso l'obiettivo zero emissioni nette rischia di rendere la Gran Bretagna sempre più vulnerabile a un blackout in stile spagnolo.

 

Il gestore della rete ha espresso preoccupazione per il fatto che il passaggio dal gas affidabile all’energia eolica e solare intermittente “ridurrà la stabilità della rete”.
 

 

Stagione di blackout.


https://www.telegraph.co.uk/news/2025/05/10/britain-blackouts-net-zero-ed-miliband/

 

 

 

2 ore fa, claravox ha scritto:

La Gran Bretagna potrebbe affrontare mesi di blackout a causa della strategia net zero.

Ma come hanno ben 19 centrali "nuculari"! E ne hanno una nuovissima in costruzione da anni e che forse l'accenderanno nel 2031 se i francesi hanno fatto bene i conti 🤣

Fun fact, la GB era il paese UE con le maggiori riserve di energia fossile, quello con le maggiori risorse di energia eolica e quello con le minori pastoie burocratiche per le realizzazioni c.d "mini-idroelettriche" private. ("mini" in GB è fino a 3MW !) 

 

53 minuti fa, tomminno ha scritto:

Ma come hanno ben 19 centrali "nuculari"! E ne hanno una nuovissima in costruzione da anni e che forse l'accenderanno nel 2031 se i francesi hanno fatto bene i conti 🤣

Non mi pare che nel mix elettrico della UK il nucleare abbia tutta questa rilevanza, circa il 10% ad occhio nel grafico dell’articolo del link:

 

IMG_4968.thumb.png.655a53763d9b430dd20e43cf2c017517.png

 

 

 




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