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Melius Club

Enorme blackout in tutta la Spagna, in Portogallo e in Francia


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3 minuti fa, jackreacher ha scritto:

Qualcosa la devono pur rifilare... :classic_biggrin:

Io ho già dato una mia opinione...

 

3 minuti fa, jackreacher ha scritto:

Qualcosa la devono pur rifilare... :classic_biggrin:

Io ho già dato una mia opinione...

Le solite panzanate ufficiali. ... cover up

  • Thanks 1
1 ora fa, dariob ha scritto:

Tu che te ne intendi non è una cosa da terzo mondo?

Un po' si, li puoi vedere persino a Washington (la Capitale !)e in quartieri che non sono proprio degli slums

Usano pali in legno in quantità anche per la media tensione, probabilmente per via del costo e di diverse normative sui trattamenti del legname (creosoti e/o arsine) ma su questo punto non ho certezza. 

 

Ecco un esempio appena trovato con facilità in un ameno quariere di Washington: Distribuzione in media tensione su palo e traversa in legno, con "pole transformer" di distribuzione e "power meter" appesi a grappolo e alla catso a base palo. image.thumb.png.7c6a48e95f8f24a8cfe105bddb6d4699.png 

 

Ecco un'altro esempio, zona che diremmo di villette, prevalentemente la borghesia dei "civil servant" della capitale. Tipica distribuzione "a ombrello" di power e fibra ftth

image.thumb.png.b5af95d636129e528ac111280f2a603a.png

 

Questo il livello di finitura del lavoro, incommentabile. 

 

image.png.f424f38bb87db3794f3fb362ce588c90.png

  • Thanks 1
1 ora fa, wow ha scritto:

Fine anni 60 inizio 70, c'è stato un periodo che la corrente andava via puntualmente ogni sera. Mia madre tirava fuori un paio di lumi a petrolio. Per noi ragazzini era una festa perché era un alibi per non finire i compiti.

Ma anche negli '80 mi ricordo che a volta andava via anche per qualche ora. E scattava la ricerca a tentoni di moccoli di candela in fondo ai cassetti. Per noi bambini era una figata incredibile, era uno dei nostri desideri inconfessabili.

.

 

Black-Out

 

La luce è andata ancora via, ma la stufa è accesa e così sia,
a casa mia tu dormirai, ma quali sogni sognerai
con questa luna che spaccherà in due le mie risate e le ombre tue,
i miei cavalli ed i miei fanti, il tuo Hesse sordo ed i tuoi canti,
tutti i ghiaccioli appesi ai fili, tutti i miei giochi e i tuoi monili,
i campanili, i pazzi, i santi e l'allegria.

E non andrà il televisore, cosa faremo in queste ore?
Rumore attorno non si sente, gochiamo a immaginar la gente,
corriamo a fare gli incubi indiscreti, curiosi d' ozi e di segreti,
di quei pensieri quotidiani che a notte il sonno fa lontani
o che nel sogno sopra a un viso diventan urlo od un sorriso,
il paradiso, inferno, mani, l' odio e amore.

Avessi sette vite a mano in ogni casa entrerei piano
e mi farei fratello o amante, marito, figlio, re o brigante
o mendicante o giocatore, poeta, fabbro, Papa, agricoltore.
Ma ho questa vita e il mio destino, e ora cavalco l'appennino
e grido al buio più profondo la voglia che ho di stare al mondo:
in fondo è proprio un gran bel gioco a far l'amore tanto e non bere poco.

E questo buio, che sollievo, ci dona un altro medioevo,
io levo dall' oscurità tutta la nostra civiltà,
velocità di macchine a motore, follia di folla e di rumore
e metto ritmi più lontani, di bestie, legni, suoni umani,
odore d'olio e di candele, fruscìo di canapi e di vele,
il miele, il latte, i pani e il vino vero.

Ma chissà poi se erano quelli davvero tempi tanto belli
o caroselli che giriamo per l' incertezza che culliamo
in questa giostra di figure e suoni, di luci e schermi da illusioni,
di baracconi in bene o in male, di eterne fughe dal reale
che basta un po' d' oscurità per darci la serenità,
semplicità, sapore, sale e ritornelli.

Non voglio tante vite a mano, mi basta questa che viviamo,
comuni giorni intensi o pigri, gli specchi ambigui dei miei libri,
le tigri della fantasia, tristezza ed ottimismo ed ironia.
Ma quante chiacchiere stavolta, che confusione a ruota sciolta,
lo so che è un pezzo che parliamo, ma è tanto bello, non dormiamo,
beviamo ancora un po' di vino, che tanto tra due sorsi è già mattino.

Su sveglia e guardati d' attorno, sta già arrivando il nuovo giorno,
lo storno e il merlo son già in giro, non vorrai fare come il ghiro...
Non c'è black-out e tutto è ormai finito e il vecchio frigo è ripartito,
con i suoi toni rochi e tristi scatarra versi futuristi...
Lo so siam svegli ormai da allora, ma qualche cosa manca ancora...
finiamo in gloria amore mio che dopo, a giorno fatto, dormo anch'io...

.

 

  • Melius 1
Adesso, Martin ha scritto:

ancora non vanno in produzione col nucleare.

Quello credo sia più lento da rimettere a regime se eran state avviate procedure di shut down.

E comunque gli è praticamente venuto giù tutto, una situazione forse senza precedenti negli ultimi decenni.

2 minuti fa, Martin ha scritto:

Il  power-recovery spagnolo è più lento del previsto, e ancora non vanno in produzione col nucleare.

image.png.c288dc3a88555b381e51d2e56f1db027.png

Manca il Portogallo e il sud della Francia...e poco attendibile...che poi sia come dici non discuto ma il fenomeno e più ampio

1 minuto fa, Martin ha scritto:

Ah... quelli stearici erano nel terzo cassetto, tra pezzi di spago, guarnizioni di caffettiera, manici di pentola spaiati, nastri di regali scartati, tappi in sughero resi ottagonali per ripiantarli sulla bottiglia, miserabili tappi-corona in plasita con anello di ritenuta, chiavi vecchie che-chi-si-ricorda-cosa-aprivano... 

Quello che a casa mia era il famoso "cassetto degl'imbrogli".

  • Haha 2
Adesso, UpTo11 ha scritto:

E comunque gli è praticamente venuto giù tutto

la quota minima che vedi nel grafico sopra corrisponde infatti ai sistemi isolati di canarie e baleari, oltre alla cogenerazione privata che si è portata "in isola sincrona".

Sono anche in ritardo con l'avvio delle turbogas, sono ora solo al  14% del carico e stanno usano solo l 8% della generazione potenziale tra turbogas e ciclo combinato.

Strano perché tra le termiche sono quelle più "agili". 

 

54 minuti fa, Martin ha scritto:

per via del costo e di diverse normative sui trattamenti del legname

@Martin ma ti è mai capitato di entrare dentro stabilimenti o laboratori statunitensi? Noi europei per esportare nostri prodotti elettrici o elettronici sui loro mercati dobbiamo sottostare alle loro normative e non è che basta una certificazione, no o tu invii il materiale ai loro laboratori oppure nel caso tu disponga di tutta l'attrezzatura provvederanno a mandarti loro personale accreditato e insieme si testerà tipologia per tipologia ogni prodotto, una volta superato i test poi ti verrà rilasciata la certificazione C UR US quella che una volta era ULCSA e potrai esportare la tua merce, in più una volta all'anno sarai soggetto a controlli sulle loro tipologie in maniera che possano accertare che tu rispetti tutte le loro procedure. Poi se appunto ti capita di entrare dentro i loro capannoni, vedi cose che neppure al largo dei bastioni di Orione. 




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