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Referendum 2025. Una grande possibilità al dunque


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extermination

Come noto, le aziende entrano in crisi, chiudono, falliscono per molteplici ragioni; in tutto questo, il “capitale umano” gioca un ruolo fondamentale, ragion per cui, è fondamentale una buona gestione e sviluppo delle risorse umane ( a tutti i livelli) in un contesto in cui, di norma, il rapporto di forza è a favore dell’imprenditore che ci mette il capitale e che si assume i rischi.

Adesso, Gaetanoalberto ha scritto:

Dovessi per caso riferirti a me, ho avuto un'agenzia di assicurazioni e ho fatto l'avvocato 😀

No, non mi riferivo specificamente a te, il mio era un discorso generale per tutti, quindi se vuoi interpretalo come anche per te come per tutti, così la visione sui problemi ed i vantaggi sarebbe più completa.

Se tu hai potuto provarlo direi che sei nella condizione migliore per giudicare le due diverse realtà.

3 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Questa spesso nasconde inefficienza, che non è sempre dovuta, come sembra leggersi da alcuni tuoi interventi, al fatto che i lavoratori non producono.

Hai capito male o mi sono spiegato male, fai tu, perché la produttivà non indica sempre una responsabilità dei lavoratori, spesso è dovuta ad altro che non tocca l’impegno dei lavoratori, ma a causa di essa i lavoratori pagano spesso lo scotto ed alla fine la sostanza non cambia.

6 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Posso garantirti che tutti, questo governo compreso, non potendo permettersi un aumento dei redditi, si limitano ad aumentare i benefici di altro tipo.

Il problema e che per poterti permettere un aumento dei redditi senza zavorrare le imprese dovresti agire sulla riduzione del cuneo fiscale, se ricordo bene qualcosina è stato fatto, ma è ovvio e scontato che la situazione dei conti pubblici non permette certo minori entrate fiscali a meno di tagli draconiani del welfare o di impennate del PIL sopra i dati attuali che però non nascono dal nulla.

29 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Certo, che é un elemento distinto dal costo del lavoro, richiedendo capacità d'impresa ed investimenti.

Appunto, come sopra ho già scritto non era per indicare una mancanza dei lavoratori ma una conseguenza del tessuto manifatturiero nazionale composta da piccole e medie imprese non strutturare e spesso male capitalizzate.

 

17 minuti fa, extermination ha scritto:

Come noto, le aziende entrano in crisi, chiudono, falliscono per molteplici ragioni; in tutto questo, il “capitale umano” gioca un ruolo fondamentale, ragion per cui, è fondamentale una buona gestione e sviluppo delle risorse umane ( a tutti i livelli) in un contesto in cui, di norma, il rapporto di forza è a favore dell’imprenditore che ci mette il capitale e che si assume i rischi.

Le aziende son fatte di persone. Puoi investire tutto quello che vuoi in macchinari, tecnologie e quant'altro, ma se non hai le persone giuste non vai da nessuna parte: almeno fino a quando non esisteranno aziende a "guida autonoma".

E sempre riferito agli utili: se è vero che un'azienda non sopravvive senza un congruo margine, è altrettanto vero che può non sopravvivere anche nel caso il margine venga generato in modo, per così dire, artificioso o "creativo" e sopratutto dove questo margine viene impiegato.

Gaetanoalberto
22 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

No, non mi riferivo specificamente a te, il mio era un discorso generale per tutti, quindi se vuoi interpretalo come anche per te come per tutti, così la visione sui problemi ed i vantaggi sarebbe più completa.

Se tu hai potuto provarlo direi che sei nella condizione migliore per giudicare le due diverse realtà.

Hai capito male o mi sono spiegato male, fai tu, perché la produttivà non indica sempre una responsabilità dei lavoratori, spesso è dovuta ad altro che non tocca l’impegno dei lavoratori, ma a causa di essa i lavoratori pagano spesso lo scotto ed alla fine la sostanza non cambia.

Il problema e che per poterti permettere un aumento dei redditi senza zavorrare le imprese dovresti agire sulla riduzione del cuneo fiscale, se ricordo bene qualcosina è stato fatto, ma è ovvio e scontato che la situazione dei conti pubblici non permette certo minori entrate fiscali a meno di tagli draconiani del welfare o di impennate del PIL sopra i dati attuali che però non nascono dal nulla.

Appunto, come sopra ho già scritto non era per indicare una mancanza dei lavoratori ma una conseguenza del tessuto manifatturiero nazionale composta da piccole e medie imprese non strutturare e spesso male capitalizzate.

Ecco, mi fa piacere.

Per essere proprio franco: sono per il NO riguardo al ripristino del reintegro e l'abolizione del contratto a tutele crescenti. Sicuramente per il SI sul quesito dell'estensione della responsabilità per gli incidenti all'appaltante. Mi pare ragionevole chiedere la motivazione nel contratto a termine, per evitare una rotazione di lavoratori a 12 mesi che aggira  la stabilizzazione (devo approfondire perché ultimamente sono meno aggiornato). Mi pare ragionevole equiparare le indennità tra grande e piccola impresa: lascerei al giudice di determinarla. 
In ogni caso, quale che sia la posizione, andrei a votare: un atto di civiltà ed un segnale dell'importanza dei temi.

La produttività da incrementare è quella del sistema paese.

Si procede per passi impercettibili e spesso contraddittori, e non c'è chiarezza nella comunicazione verso gli elettori.

58 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Certo, che é un elemento distinto dal costo del lavoro, richiedendo capacità d'impresa ed investimenti.

Secondo me il "costo del lavoro" non è il problema delle aziende italiane. Sono parole che ho fatto mie da quando le ho sentite pronunciare da Sergio Marchionne che, in pubblico disse, "il costo del lavoro è l'ultimo dei problemi".

Il problema più grande da risolvere è l'evoluzione del lavoro: voler "pretendere" di lavorare come si faceva negli anni 60, 70 o 80, ma anche 90.

A maggior ragione per le piccole e piccolissime imprese, che sono la stragrande maggioranza. Che hanno il vantaggio di poter fare diventare "centrale" il lavoratore, specializzandolo e facendolo diventare bravo a produrre a Y x 3 euro l'ora, dove Y è il valore di riferimento dei primi anni del secolo. È anche chiaro che è più facile dire che "il costo del lavoro è il problema", perché per fare quello che dico io mette in gioco tutto il sistema, a partire dalla scuola. Ma l'imprenditore lungimirante integra quanto non viene offerto dalla formazione di base, con programmi dedicati che danno gli stessi risultati, forse migliori e soprattutto fanno sentire il lavoratore integrato al massimo nel meccanismo produttivo. 

Oggi, anzi ieri, c'è la più grande opportunità data dalla possibilità di vedere "nuove" modalità di "produzione". Gli imprenditori che ci vedono meglio hanno già introdotto modalità di lavoro supportate dalla tecnologia, oggi si chiama AI e, contemporaneamente, industria (o agricoltura X.0), specializzando i propri addetti all'apprendimento ed all'uso di quanto disponibile. Chi rimane indietro dirà che il costo del lavoro è alto e, contemporaneamente, che non trova lavoratori.

Per i referendum, io andrò a votare e saranno tutti si, a parte Jobs Act sul quale devo riflettere. Le aziende, anche prima del Jobs Act hanno sempre avuto la possibilità di licenziare il lavoratore (che è una cosa drammatica), quindi di fatto, è inutile. Credo che, alla fine voterò si, per spazzare per sempre il ricordo di Renzi, l'uomo che ha danneggiato per (quasi) sempre la sinistra italiana

Ciao

D.

  • Melius 1
extermination
32 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

produttivà non indica sempre una responsabilità dei lavoratori,

 

 

-modelli Organizzativi aziendali

-innovazione tecnologica

-Infrastrutture 

-Formazione e competenze

-clima aziendale

-Comunicazione chiara degli obiettivi
-Politiche aziendali e retributive

-Flessibilità e adattabilità dell’azienda ai cambiamenti del mercato

3 minuti fa, damiano ha scritto:

Secondo me il "costo del lavoro" non è il problema delle aziende italiane.

Insomma....

Forse non lo è per una azienda come la Fiat di Marchionne, o per qualsiasi azienda con processi fortemente automatizzati.

In assenza di ciò, in un'azienda che non ha queste possibilità, sopratutto se di piccole dimensioni il costo del lavoro ( che non è mica quello che paghi al dipendente) rischia di essere devastante... una cosa tipo : netto dipendente 23.000 € anno costo per l'azienda 45.000 €.

Gaetanoalberto
13 minuti fa, senek65 ha scritto:

costo del lavoro ( che non è mica quello che paghi al dipendente) rischia di essere devastante... una cosa tipo : netto dipendente 23.000 € anno costo per l'azienda 45.000 €.

I quesiti non influiscono su questo credo.

Purtoppo paghiamo anche un lunghissimo passato in cui essere piccoli è stato utile ad essere meno visibili e ad accumulare rendita non reinvestita in produttività, che oggi si è trasformata in ritardo.

I piccoli non devono essere l'alternativa al lavoro subordinato, che permette ad un soggetto di avere tre dipendenti ed un reddito quadruplo dei medesimi, in tal caso é un'impresa inefficiente che dovrebbe sparire.

Gaetanoalberto
26 minuti fa, damiano ha scritto:

Renzi, l'uomo che ha danneggiato per (quasi) sempre la sinistra italiana

Su questo non sarò mai d'accordo, la sinistra sa benissimo danneggiarsi da sola come ha sempre fatto, ma pazienza. 😘

3 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

permette ad un soggetto di avere tre dipendenti ed un reddito quadruplo dei medesimi

capiamola anche questa cosa qua, in proprio ci sono stato anche io.

avevo dei dipendenti da 1500 al mese puliti x 13, contratto 8 ore e tutto il resto, inizio anni 2000

cioè secondo te io titolare, orari,responsabilità e rogne infinite oltre a soldi investiti e rischio d' impresa

dovrei sobbarcarmi tutto questo per meno di un 5/6000 puliti al mese ?

ps: infatti visto e considerato tutto non me lo sono più sobbarcato.

extermination

 

12 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

accumulare rendita non reinvestita in produttività

Con tutto il rispetto per tutti gli imprenditori senza esclusione alcuna; per reinvestire in azienda bisogna avere chiari progetti di investimento che in soldoni vuol dire avere una vision e una mission ( per l’azienda e non per se stessi)

Gaetanoalberto
7 minuti fa, audio2 ha scritto:

cioè secondo te io titolare, orari,responsabilità e rogne infinite oltre a soldi investiti e rischio d' impresa

dovrei sobbarcarmi tutto questo per meno di un 5/6000 puliti al mese ?

Ah, non so, io ne prendo 3700. Poi per risponderti dovremmo capire di che attività si tratta, cioè se il valore è prodotto o meno dall'intensità di utilizzo del lavoro.

Naturalmente non si parla di singole e sempre meritevoli persone, ma non concordi che un sistema produttivo micro frazionato sia inappropriato?

Poi ti vai a confrontare con Shengzen che ha 200000 dipendenti e relative economie di scala.

Io Stato non é che ti deve per forza fare chiudere, ma agevolare a crescere. Noi non lo abbiamo fatto perché le dimensioni micro sono state volute e protette.

 

1 minuto fa, Gaetanoalberto ha scritto:

ma non concordi che un sistema produttivo micro frazionato sia inappropriato

non lo so, ma è quello che abbiamo adesso in italy

tanto male non stiamo andando, tieni presente che anche le grandi aziende al loro interno sono

plurifrazionate per gli ovvi motivi ( più o meno di 15 dipendenti e tutto il resto che ci va dietro )

invece se penso a quelle veramente grandi, non mi pare che abbiano risolto chissà che

fiat, acciaierie varie, eni e gli pfas, alitalie varie ecc ecc




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