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Il conflitto sociale negli Stati Uniti


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Rilfessioni che condivido sul libro di Simenon, Maigret va dal Coroner, del 1949:

 

"Oggi stavo ascoltando una lezione sul quadro di Hopper I nottambuli e ciò che veniva detto mi ha riportato subito in mente questo libro. Infatti, la sua atmosfera è proprio quella del quadro.
Non l’ho riletto, ma ci sono delle immagini che mi sono rimaste impresse, come Maigret che per immergersi nella realtà americana e capirla va nei bar e scopre che ogni americano appartiene a un club, che dipende dal suo status sociale. Ognuno di loro vive in un modo di un’efficienza perfetta, ordinata, cristallizzata, lavora moltissimo e bene e a fine giornata va a vivere il suo momento d’evasione ben regolamentato, ordinato e cristallizzato bevendo nei bar, appartiene a un club per sentirsi parte di un gruppo, ma la realtà è che non è davvero parte di nessun gruppo, che tutta la retorica sulla comunità serve a coprire un vuoto dell’anima, un vuoto tra te e gli altri, perché in realtà quel mondo apparentemente sensato non ha senso perché non c’è l’emozione e la ricchezza dell’anima per viverlo, è come una routine perfetta di automi, non ha senso per gli automi, non c’è nessun ideale all’orizzonte a sostenerla. E’ il mondo di cui parla Calvino nel racconto “I cristalli” che cerca di ordinare il mondo e cancellare l’emozione ma così snatura il mondo, è il mondo in cui il valore dell’individuo viene definito da quanto produce, è questa classificazione da macchina che determina i rapporti sociali, in quale bar puoi andare a sfogarti nel tuo momento d’evasione, quali sono i beni che dovrai impegnarti ad acquisire. Vuol dire che stai nel bar in compagnia ma non c’è vera interazione o empatia, che vivi senza ricordarti perché vale la pena di vivere, meccanicamente, come meccanicamente vivi perfino il tuo programmato momento di evasione dalla società"

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briandinazareth
19 ore fa, mozarteum ha scritto:

a mia osservazione, successiva alla battuta del primo post, e’ che la laurea non e’ garanzia certa di maggiore comprensione della politica e degli assetti di una societa’.

 

siamo ancora alla non distinzione tra statistica e tendenze, in questo caso evidentissime, e casi singoli. dobbiamo uscire da questa ambiguità perché altrimenti arriviamo al solito: fumava 40 sigarette al giorno e non gli è venuto il tumore e a mio cugino che non ha mai fumato si.

 

19 ore fa, mozarteum ha scritto:

Anche se oggi i media possono influire molto sui convincimenti politici (in entrambe le direzioni aggiungerei), resto convinto che il voto sia espresso con riferimento alla personale esperienza di ogni giorno dei problemi.

 

questo è fattualmente falso e abbiamo una tonellata di dati a dimostrarlo. l'idea dell'elettore (o del consumetore) razionale è superata da almeno 40 anni. 

lo dimostra, ad esempio, la distribuzione geografica del voto e le motivazioni principali dello stesso. l'esperienza personale è talmente limitata che, tranne casi molto specifici (mi promettono di mettere la stazione della metro sotto casa) è totalmente falsa. 

un altro esempio tipico è quello fiscale, sul voto contro l'immigrazione ecc.

inoltre i social non spingono in tutte le direzioni in maniera simile, perché l'estrema limitatezza delle frasi e concetti tende inevitabilmente a pribilegiare il populismo. i discorsi non populisti molto difficilmente possono essere racchiusi in uno slogan o una battuta.

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briandinazareth
Il 06/07/2025 at 10:53, Savgal ha scritto:

Da quanto riportato dai servizi giornalistici la legge finanziaria imposta da Trump riduce le tasse per i redditi oltre 200.000 dollari e contestualmente taglia i servizi sanitari e sociali.

Gli autori del saggio evidenziano come nella distribuzione dei redditi siano stati avvantaggiati i laureati a discapito dei non laureati, i redditi dei primi sono costantemente aumentati, dei secondi si sono ridotti. I redditi oltre 200.000 euro sono dei professionisti e delle figure professionali di medio-alto livello delle grandi aziende, non certo dell'operaio a bassa qualificazione.

La working class che ha eletto Trump subirà i costi delle scelte, ha eletto il suo carnefice.

 

questo ha una lunga storia negli usa. 

gli enormi tagli delle tasse del periodo reagan (che tra l'altro non hanno portato crescita e non hanno diminuito l'evasione) sono stati concentrati nelle fasce più ricche della popolazione e i voti sono stati soprattutto quelli delle classi meno abbienti. 

e non è solo che molta gente non sappia fare di conto in modo anche banale come in casi simili, c'è dietro una potente spinta ideologica legata a quella cultura.

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MI ha colpito la diffusione degli oppiacei in USA.

Scrivono gli autori: "Nel 2017 gli oppioidi prescritti dai medici hanno provocato un terzo di tutti i decessi per oppioidi e un quarto dei 70.237 decessi di quell'anno. Complessivamente tale numero supera il picco annuale di decessi per Hiv, per armi da fuoco o per incidenti automobilistici, nonché il numero totale di caduti americani in Vietnam. Ed estendendo il conto all'intero periodo compreso dal 2000 al 2017, si supera il totale di caduti americani nelle due guerre mondiali"

Poco oltre "Tramontata la religione, gli oppiodi sono divenuti l'oppio dei popoli".

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La lettura mi ha fatto tornare alla memoria alcuni passaggi di A. Smith.

Scriveva A. Smith ne “La ricchezza delle nazioni”: Ma l’uomo ha un bisogno, quasi costante dell’aiuto dei suoi simili, ed invano se l’aspetterebbe soltanto dalla loro benevolenza. Potrà più probabilmente riuscirci se può indirizzare il loro egoismo a suo favore, e mostrare che per loro è vantaggioso fare ciò che egli richiede. (...) Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla considerazione del loro interesse personale. Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro egoismo, e parliamo dei loro vantaggi e mai delle nostre necessità.

In Smith appare scontato che l’egoismo fosse sempre contenuto, limitato, che il singolo fosse moralmente corretto e rispettoso delle leggi, del prossimo e della parola data. Per Smith era altresì scontato che la società fosse retta da modelli generali e schemi di comportamento, che vi fosse un complesso di aspettative comuni che regolavano i comportamenti reciproci tra le persone, una società in cui vi erano dei ruoli prescritti e generalmente rispettati benché non sempre fossero formalizzati. L’economia di mercato nella concezione di A. Smith, ampiamente condivisa nel mondo alglossassone, si fonda inoltre su convinzioni ed inclinazioni che non avevano connessione con l’esclusivo perseguimento del vantaggio individuale.

Il mercato e l’interesse individuale non garantiscono affatto l’elemento centrale di un sistema economico che mira al profitto, ossia la fiducia e il suo corrispondente giuridico della fiducia, ossia l’osservanza degli obblighi contrattuali, rispetto che oggi è garantito solo dalla forza dello Stato. L’egoismo e l’interesse del singolo condurrebbero a non rispettare gli obblighi contrattuali.

Smith riteneva la “abitudine a lavorare” fosse una delle motivazioni fondamentali del comportamento umano, al pari della disponibilità degli uomini a rinviare a lungo termine la gratificazione immediata, ossia a risparmiare e ad investire in prospettiva di ricompense non immediate, il costume dell’affidamento sulla fiducia reciproca e su altre attitudini che non sono coerenti con la massimizzazione razionale dell’utilità e del vantaggio individuale.

Le convinzioni A. Smith si fondano su una rettitudine puritana, quella dei Padri Pellegrini che fondarono gli Stati Uniti.

Nel secolo scorso E. Durkheim scriveva: "Ciò che è necessario perché l'ordine sociale regni è che maggior parte degli uomini si accontenti della propria sorte; ma ciò che è necessario perché se ne accontentino non è che posseggano più o meno, ma che siano convinti di non avere diritto ad avere di più." Per tanti Dio è morto e conseguentemente è quella rettitudine puritana si sta progressivamente dissolvendo.

 

 

  • Melius 1
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Negli Stati Uniti e in altri paesi avanzati esistono grandi società che forniscono manodopera — addetti alle pulizie, guardie giurate, addetti ai servizi di ristorazione o autisti —, lavoratori che un tempo sarebbero stati alle dipendenze delle aziende alle quali ora vengono somministrati e vi avrebbero percepito salari relativamente alti, mentre oggi non dipendono dalle strutture in cui lavorano. I loro salari sono relativamente bassi, e spesso privi dei benefici nonché delle piene tutele spettanti agli altri lavoratori. Ciò consente alle aziende high-tech, ad esempio Google, di ingaggiare solo persone laureate, mentre il personale di supporto circostante è fornito da un’altra società. Secondo quanto riferisce Bloodworth per la Gran Bretagna, e come appare in un resoconto pressoché identico per gli Stati Uniti”, pochi di quelli che lavorano nei magazzini Amazon sono propriamente dipendenti di Amazon. Nel caso americano, l’unica differenza visibile tra i pochi dipendenti di Amazon e i molti «interinali» che lavorano per Integrity Staffing Solutions è il colore dei loro badge, blu invece che bianco. Apparentemente non ci sono differenze, solo persone simili che svolgono lavori simili, ma le condizioni di lavoro degli esternalizzati — a volte ex dipendenti — sono spesso peggiori, con salari più bassi, minori benefici e possibilità di promozione limitate o assenti.

Il ragazzo di talento che, per un motivo o per l’altro, non ha potuto ricevere un’istruzione adeguata alle sue capacità, non può più costruirsi una carriera da custode ad amministratore delegato, visto che custodi e amministratori delegati lavorano per aziende diverse e vivono in mondi diversi”. Esiste un mondo dei più istruiti e uno dei meno istruiti; nessuno che viva in quest’ultimo mondo ha la speranza di entrare nel primo. Il fatto forse più cruciale è che i lavoratori esternalizzati non fanno più parte dell’azienda madre, non si identificano con essa e, nelle parole evocative dell’economista Nicholas Bloom, non sono più invitati alla festa. Non riescono a ricavare orgoglio, significato e speranza nell’essere parte — per quanto umile — di una grande azienda.

Il declino della classe lavoratrice bianca in America ha tuttavia un’altra dimensione: in molti luoghi e in molte aziende quella classe lavoratrice era bianca. Gli afroamericani ne erano esclusi e i bianchi godevano di un privilegio speciale sui neri, un privilegio durato molti anni. Tale privilegio si è attenuato o è svanito e, nelle parole del sociologo Andrew Cherlin, «in un ambiente in cui vanno riducendosi le opportunità complessive di lavoro per gli operai, i lavoratori bianchi percepiscono il progresso dei neri come un’ingiusta usurpazione delle opportunità a loro disposizione anziché come un indebolimento della posizione di privilegio razziale già detenuta»”. Secondo un sondaggio del Pew Research Center, oltre il 50% dei lavoratori americani bianchi crede che la discriminazione nei confronti dei bianchi sia divenuta un problema grave quanto la discriminazione nei confronti dei neri e di altre minoranze, mentre su questo dissente il 70% degli americani bianchi con istruzione universitaria.

La perdita simultanea di un universo lavorativo e della vita familiare che questo creava e supportava, e quanto meno la percezione di una perdita del privilegio razziale se non addirittura di una discriminazione inversa, costituiscono una combinazione tossica più potente di un declino reale, ma gestibile, dei redditi.

(pagg. 214-215)

 

  • Melius 1
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@senek65

Leggendo quei passaggi si comprende il consenso che Trump raccoglie nella working class statunitense. Per quali ragioni abbiano votato il loro carnefice è altra questione.

Il processo in cui nelle aziende abbondano i lavoratori interinali nelle basse qualifiche avviene anche in Europa, anche da noi il divario tra i lavoratori ad alta qualificazione e quelli a bassa diviene sempre più evidente (lo si percepisce anche negli interventi in questo forum). E' appunto un conflitto sociale, anche se non manifesto. 

 

  • Melius 1
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