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Come fermare la tragedia a Gaza?


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24 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Che vergogna.

Minacciare l'intervento armato non è una bella cosa, concordo. D'altra parte, se l'Armata Rossa non avesse vinto a Stalingrado dove sarebbero ora gli attuali israeliani?

Alle volte la guerra è il minore dei mali.

Tuttavia il topic "come fermare il genocidio?" non lascia grande scelta di opzioni, bisogna comprendere lo sfogo di chi si sente impotente di fronte a crimini tanto efferati.

Potrebbe aiutare una tua parola di compassione per gli innocenti che tutti i giorni sono uccisi in atti criminali per i quali nessuno pagherà. 

Posto che il genocidio si fermerà quando sarà ucciso l'ultimo bambino, sradicata l'ultima vite, demolita l'ultima catapecchia.

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@Roberto M

 

Roberto, lei mi pare dimostra di capire ben poco come si evince dalle tesi che scrive, peraltro.

Fosse solo un problema di comprendonio sarebbe affar suo, se invece mette in bocca a me parole non dette diventa un problema.

Io non ho mai scritto che la Francia dovrebbe usare la bomba atomica per distruggere Israele.

Faccio piuttosto riferimento ad un sogno, un'Europa libera e pensante , autonoma dagli Usa, che possa ,i n extrema ratio usare la DETERRENZA anche nucleare per mettere fine alle atrocità che lei difende: ossia sparare quotidianamente sulla folla già affamata in coda per il cibo. Vigliacchi assassini. Ben venga, in assenza di una diplomazia adeguata, l'equilibrio, basato sulla deterrenza nucleare, che ha garantito per 70 anni l'assenza di una guerra mondiale. 

 

 

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Eppure un modo ovvio per far finire subito la tragedia umanitaria a Gaza c’è.

Ed è anche l’unico.

Smetterla di “fare pressioni” su Israele e farle, al contrario, su Hamas, smettere di rilanciare la sua propaganda e trattare le dichiarazioni dei suoi “ministeri” come i ciclostilati delle Brigate Rosse, ed adottare in tutto il mondo la stessa politica USA verso i pro-pal sostenitori di Hamas.

E soprattutto evitare che questa banda di feroci nazi-islamisti possa controllare ancora la società civile palestinese, ad esempio con il controllo degli aiuti finanziari e umanitari.

Per far capire ad Hamas che non potrà mai più restare al potere.

Perche’ al contrario se quelli si illudono che, prima o poi, il mondo costringerà Israele a fermarsi e lasciarli al potere libero di ricominciare tutto da capo, non si arrenderanno mai.

Siccome questo, realisticamente, non succederà mai perché Israele non puo’ permettere più un altro 7 ottobre, la soluzione migliore per far finire la tragedia di Gaza e sostenere Israele e non Hamas.

Solo questo potrà convincere i capi di Hamas che la partita è persa e che non hanno nessuna chance di conservare il potere, per cui accetteranno di deporre le armi e sparire per sempre.

E la tragedia di Gaza finirà all’istante.

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3 ore fa, Roberto M ha scritto:

Smetterla di “fare pressioni” su Israele e farle, al contrario, su Hamas,

Perché Hamas che sta facendo: sai di estesi bombardamenti? Di migliaia di soldati israeliani morti?

A Israele non gli frega un pēnis di Hamas: gli frega di annettersi il maggior numero di territori possibiili e di cacciare più gente possibile.

Fine.

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12 minuti fa, Antoniotrevi ha scritto:

Si chiama deportazione   più che pulizia etnica.  

Potrei sbagliare ma a me pare li ammazzino sul posto.

Magari intendi quando gli dicono andate a sud che è sicuro e poi bombardano a sud e a quel punto gli dicono andate a nord che è sicuro e stranamente bombardano pure lì e via dicendo...

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Antoniotrevi
Adesso, UpTo11 ha scritto:

Potrei sbagliare ma a me pare li ammazzino sul posto.

Magari intendi quando gli dicono andate a sud che è sicuro e poi bombardano a sud e a quel punto gli dicono andate a nord che è sicuro e stranamente bombardano pure lì e via dicendo...

Si ho notato, anche io .

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Tra i «giovani delle colline», gli ortodossi più estremisti che vogliono cacciare tutti i palestinesi: «Abbiamo il diritto di ucciderli»

di Lorenzo Cremonesi

 

Viaggio fra i coloni di Metzad, sulle colline della Cisgiordania meridionale

Tra i coloni di Metzad che vogliono espellere ogni palestinese: «La forza è un diritto»

 

COLONIA DI METZAD (CISGIORDANIA) - Il sogno principale? «Distruggere le moschee della Roccia e Al Aqsa a Gerusalemme e costruire il Terzo Tempio ebraico, dove duemila anni fa stava quello abbattuto dalle legioni romane di Tito. Così garantiremo l’avvento del Messia». E che fare nell’immediato con la popolazione palestinese di Cisgiordania e Gaza? «L’eccidio di ebrei commesso da Hamas il 7 ottobre 2023 dimostra che non c’è spazio per alcun compromesso politico. O noi, o loro. I milioni di palestinesi che stanno nella nostra patria storica vanno espulsi, devono andarsene. I fatti dimostrano che non possiamo vivere assieme nella stessa terra. Se non se ne vanno con le buone, noi abbiamo il diritto di usare la forza, anche di ucciderli tutti».

 

Parlano proprio così i ragazzi e giovani uomini che abbiamo incontrato di fronte alla yeshivah, la scuola religiosa, e la sinagoga dell’insediamento di Metzad, sulle colline della Cisgiordania meridionale che separano la periferia della grande città araba di Hebron dalla depressione del Mar Morto. Arrivare è stato abbastanza semplice: negli ultimi 10-15 anni i governi israeliani dominati dalla destra nazionalista del Likud di Benjamin Netanyahu affiancato dal peso crescente dei partiti religiosi, hanno centuplicato lo sviluppo delle colonie ebraiche nei territori della Cisgiordania occupati sin dalla vittoria nella guerra del giugno 1967. Le colline coltivate dei palestinesi sono state parcellizzate in dedali di strade e di insediamenti ebraici difesi dalle postazioni militari.

 

La provinciale tra Gerusalemme e Hebron è irriconoscibile rispetto ai tempi dei negoziati di Oslo nel 1993: i nuclei urbani palestinesi sono come accerchiati, isolati, tagliati fuori. E gli stessi coloni ammettono che dal 7 ottobre 2023 gli attacchi della guerriglia palestinese, o semplicemente di giovani arabi esasperati che tirano le pietre contro le auto con la targa gialla di Israele, sono quasi spariti. Oltre mille palestinesi della Cisgiordania sono stati uccisi da soldati e coloni nell’ultima ventina di mesi. «Con loro vale la legge della forza. Se spari scappano e noi dobbiamo difenderci», dice Avraham, un diciassettenne originario di Gerusalemme che vive a Metzad da tre anni e mostra le zone brulle appena devastate da un incendio causato dalle bottiglie molotov, a suo dire tirate da alcuni giovani palestinesi due giorni fa, dopo che l’esercito li aveva fatti evacuare.

 

Si nota subito l’ambiguità della convivenza tra esercito regolare e coloni estremisti. Formalmente i militari sarebbero qui per garantire la sicurezza degli ebrei, ma anche per difendere gli arabi da eventuali soprusi. All’ordine del giorno ci sono le cronache di alcune tensioni scoppiate venerdì a nord di Ramallah, presso il villaggio arabo di Kfar Malik, tra i soldati e i «giovani delle colline» (No’ar HaGvaot in ebraico), che sono i più estremisti tra gli ortodossi determinati a scacciare tutti i palestinesi e prendere ogni lembo di terra. «Ad ora almeno 8 ragazzi ebrei sono in carcere, uno di loro è probabilmente ferito da uno sparo di un soldato mentre cercava di farlo sloggiare dalla cima della collina dove si erano arroccati», ci spiegano i portavoce dallo stato maggiore a Tel Aviv. Però vista qui direttamente sul campo la cosa appare molto più complicata. Il 22enne Ytzhak ci mostra le abitazioni abbandonate a poche centinaia di metri dai fili spinati esterni di Metzad del villaggio arabo di Jorat al Khill, che i coloni hanno già ribattezzato Kol Yakov. «Vedi? Un anno fa siamo riusciti a scacciare gli arabi che ci minacciavano. Loro vedevano cosa stava capitando a Gaza e sono andati via verso Hebron, adesso piano piano stiamo prendendo le loro case, che in realtà sono nostre da sempre per volere divino. Sta scritto sulla legge ebraica. E i soldati lasciano fare. Ovvio che chiudono un occhio e intanto con la nostra presenza noi facciamo comodo», spiega.

 

Ytzhak viene da una famiglia religiosa di Gerusalemme, lui e il padre si sono formati agli insegnamenti di Abraham Isaac Kook, un celebre rabbino vegetariano ortodosso, che già negli anni Trenta decise di fornire un’impalcatura teologica al sionismo per lo più laico e socialista che imperava tra i padri fondatori dello Stato ebraico. Mostra le catapecchie agricole dei palestinesi distrutte, i loro campi ormai incolti, indica con allegrie le tende dei «giovani delle colline», che con mogli e figli si sono trasferiti tra vecchi ulivi e terrazzamenti centenari per fare la guardie delle terre appena «ebraizzate». E commenta: «Qui pochi di noi pensano che lo Stato di Israele sia soltanto la difesa degli ebrei contro l’antisemitismo e la risposta a Hitler. No, in verità noi siamo qui perché Dio lo vuole, questa è la terra degli ebrei, che deve comprendere anche il Libano meridionale sino a Sidone, la Siria e buona parte della Giordania». Inutile controbattere, gli studenti della scuola religiosa escono dall’aula per dargli manforte. «I palestinesi potrebbero stare benissimo in Sudan, o magari venire da voi in Italia. L’ex premier laburista Ytzhak Rabin fu un pazzo o un illuso a credere nel compromesso territoriale. Per fortuna adesso c’è ancora Netanyahu, che dopo l’attacco all’Iran è tornato più popolare che mai», dicono quasi in coro. Ma anche Netanyahu avrà pur commesso qualche errore, no? La risposta raggela: «Sì. Dopo il 7 ottobre avrebbe dovuto dire alla gente di Gaza: avete una settimana di tempo per andarvene. Dopo bombarderemo ovunque senza sosta, non resterà nessuno in vita».

 

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1 ora fa, senek65 ha scritto:

Perché Hamas che sta facendo: sai di estesi bombardamenti? Di migliaia di soldati israeliani morti?

Ne sono morti più di mille dall'inizio del conflitto.

Ragazzi di 18, 19 anni.

Alcuni (quelli con la doppia cittadinanza) provenienti da altri paesi, potevano fregarsene ed invece hanno sentito il dovere di andare a difendere il loro paese da chi ha fatto il 7 ottobre e promette di rifarlo.

Solo ieri ne sono morti 8.

 

1 ora fa, gibraltar ha scritto:

E' addirittura possibile che qualcuno creda che tu creda veramente in quello che dici.

 

Lo dice la logica, lo credono tutti.

Una volta annientata Hamas o comunque completamente demilitarizzata, e rilasciati tutti gli ostaggi,  è ovvio che il conflitto finirebbe all'istante, per quale motivo dovrebbe continuare ?

Del resto prova a metterti nei panni di un israeliano che ha subito il trauma del 7 ottobre, ha visto i filmati diffusi da Hamas, ha visto (di nuovo) dei nuovi nazisti ammazzarli solo perchè ebrei, con tanto di promessa di farne altri e altri ancora di 7 ottobre fino all'annientamento totale.

Come fa a permettere che quella banda di nazi-islamisti, che ora controlla tutto, possa continuare a governare li per poi ricominciare da capo ?

E quale sarebbe la "tua" soluzione alternativa ?

Realistica però.

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1 minuto fa, Roberto M ha scritto:

Ne sono morti più di mille dall'inizio del conflitto.

Ragazzi di 18, 19 anni.

Alcuni (quelli con la doppia cittadinanza) provenienti da altri paesi, potevano fregarsene ed invece hanno sentito il dovere di andare a difendere il loro paese da chi ha fatto il 7 ottobre e promette di rifarlo.

Solo ieri ne sono morti 8.

E quanti palestinesi, bambini compresi, hanno ammazzato?

Così, per curiosità...

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