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Anchorage: bluff o è davvero arrivato il momento di riscuotere?


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  • Amministratori
7 ore fa, widemediaphotography ha scritto:

Mai visto bannare qualcuno dopo aver etichettato odiosamente e sommariamente  altri forumer

Non hai mai visto bannare proprio nessuno perché i provvedimenti della moderazione non sono pubblici. Ormai dovrebbe essere noto.

7 ore fa, widemediaphotography ha scritto:

Manco le conto più le volte che sono stato escluso da certe discussioni... mentre 

la lista dei forumer a cui sembra essere consentito tutto é sotto gli occhi di tutti.

Il segreto potrebbe essere quello di esporre le proprie idee nel rispetto del regolamento?

  • Amministratori
7 ore fa, widemediaphotography ha scritto:
8 ore fa, LeoCleo ha scritto:

Mai successo, ha il patentino. Per questo l'unica possibilità è metterlo tra gli ignorati, anche perchè non ha nulla di interessante da dire. 

Sospetti che il pluralismo qui a volte sia "ingombrante" a  tal punto da postulare l'esistenza di un velato "circolo protetto"? 

Stai cercando l'espulsione? Basta chiederlo in Parla con lo staff, non occorre lanciarsi a kamikaze contro il regolamento. 

7 minuti fa, Gustavino ha scritto:

non avevo dubbi

Quindi, sai già di non essere credibile sull’argomento Russia e Vaccini? 

Allora, perché stai sempre ad insistere? 
Ti pagano a cottimo o è una forma di masochismo idiologico? 

6 minutes ago, iBan69 said:

Quindi, sai già di non essere credibile sull’argomento Russia e Vaccini? 

Allora, perché stai sempre ad insistere? 
Ti pagano a cottimo o è una forma di masochismo idiologico? 

neanche comprendi la risposta !  quello non credibile sei tu
@Mighty Quinnincontro si farà ,stammi bene

  • Haha 1

Gli Usa comunque stanno uscendo molto bene ( fin troppo) da un affare sporco. È pur vero che non è una guerra di Trump e che il presidente americano sta gestendo la cosa con una certa capacità.

Gli esiti non sono ancora scontati.

Perché? Perché in Europa ci sono dei guerrafondai che pagano le armi con i soldi dei contribuenti. Armi americane pagate da paesi europei usate per uccidere soldati e civili.

E ritorna la questione più delicata per la Russia. Se la situazione non si sbloccasse e continuassero a morire soldati a quel punto perché non valutare l'utilizzo di qualche ordigno tattico? Chiaro che si conoscono i contro, non dico che sarebbe auspicabile ne' utile per gli stessi obiettivi russi. Ma quanti soldati è disposta a perdere la Russia? D'altro canto l'Ucraina ha grossi problemi di reclutamento e la popolazione è stanca e desiderosa di nuove elezioni per un cambio di rotta.

Quindi sì,  credo che nel giro di qualche settimana sia possibile un cessate il fuoco.

https://www.lafionda.org/2025/08/19/lalaska-e-il-cambiamento-climatico-politico/


Mi unisco all’irresistibile voglia di commentare alcuni punti in merito all’incontro fra Putin e Trump in Alaska. Vertice che sembra aver cambiato il clima riguardante la guerra in Ucraina.

In effetti, il primo aspetto che risalta è l’isteria della Troika europea: Francia, Germania e Regno Unito, e dei loro media. Tutti lì a sbraitare contro Trump che ha perso e Putin che ha vinto. Questo comportamento è proseguito anche nell’ambito dell’incontro successivo alla Casa Bianca. Il cancelliere Mertz, in particolare, sembra un ufficiale del battaglione Azov.

Ma davvero stanno così le cose?

Trump, come più volte è stato detto, deve gestire e uscire da una sconfitta: l’ennesima degli Usa. Ha ottenuto di impostare la trattativa. Era ciò che per lui contava. Dunque ha vinto. Inoltre ha il vantaggio che i fanatici politici europei tengono sotto pressione la Russia con le armi comprate dagli americani. Altri due punti a favore di Trump. Usa–Unione 3 a 0.

Putin davvero ha vinto? Se guardiamo tutta la vicenda, Putin non può vincere ma solo risalire la china. Infatti, come sa chi vuol sapere, alla guerra è stato costretto da decenni di provocazioni della Nato. Provocazioni che si sono accelerate dal Maidan in poi.

L’invasione dell’Ucraina è stata una necessità ed è costata molto alla Russia. Lo afferma Adriana Cerrettelli sul Sole 24 Ore del 17 agosto. La giornalista ne fa un elenco: l’ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia con i relativi problemi nel Mar Baltico, l’indebolimento nel mercato energetico verso l’Unione, le innumerevoli sanzioni, un rapporto “di vassallaggio” – dice lei – verso la Cina, l’economia centrata sulla guerra, il riarmo della Germania. Cosa, quest’ultima, da non sottovalutare affatto. Aggiungerei anche la perdita della Siria, dove è riuscito a mantenere le basi ma in un territorio ostile. La giornalista scrive ciò con il solito livore antirusso, ma le affermazioni sono di un certo peso. Ovviamente, a fronte delle affermazioni che fa, non si domanda perché Putin, che non poteva non prevedere una serie non piccola di reazioni negative, abbia alla fine deciso – se non obtorto collo – di muovere guerra, se non per il fatto che la questione della sicurezza si poneva in modo fondamentale.

Non sarà dunque facile recuperare questi gravi aspetti collaterali.

Né si chiede come abbia potuto non solo sopravvivere a tante negatività, ma anche cominciare a vincere sul terreno militare. Anche in questo caso meglio non farsi questa domanda, poiché la risposta sarebbe impietosa: il mondo è cambiato. Non c’è solo l’Occidente. Ci sono i Brics che si allargano e si strutturano.

Un accordo che tenga conto della sicurezza della Russia sarebbe sicuramente un’inversione di tendenza. Cosa che in sé è certo un grande risultato, ma il terreno da recuperare è tanto e in parte nemmeno possibile; almeno in una lunga fase. La vittoria, invece, è del tutto politica. Consolida non di poco il ruolo che la Russia ha nel resto del mondo, vale a dire la capacità e volontà di tener testa all’ormai insopportabile Occidente.

Questo per l’Unione è una sconfitta. Soprattutto per la Troika: Macron, Mertz e Stammer. Ed è per questi motivi che Putin ha apertamente e preventivamente denunciato i possibili tentativi di sabotaggio da parte di costoro.

C’è poi Giorgia nostra che tiene i piedi in tre staffe: Trump, armi all’Ucraina e la triade. È una politica che più democristiana di così non si può. Ma è anche un modo per non contare nulla se non essere nelle foto di gruppo. Sarebbe meglio per l’Italia una collocazione apertamente e strategicamente neutralista, come vado dicendo da un po’ di tempo.

C’è un’ultima considerazione da fare. Le elezioni per il Parlamento Europeo dell’anno scorso hanno visto la partecipazione del 50,74% dei cittadini dell’Unione. Tenuto conto che c’è un certo numero di schede bianche, annullate o nulle – Italia 1,5%, Francia 3%, Romania 5%, ma anche 0,7% in Germania – questo significa che i cittadini che hanno espresso un voto valido sono meno della metà. Se a questo aggiungiamo che von der Leyen ha ottenuto poco più del 51% dei voti del Parlamento, ci troviamo con una Commissione che rappresenta appena il 25% degli europei. Ma l’ineffabile von der Leyen si aggiunge a formare la nefasta quadriga. Per non parlare dell’innominabile vicepresidente Kallas, che rappresenta un paese – l’Estonia – con una percentuale di votanti, udite udite, del 37,64%, pari a 368.000 votanti. Vale a dire che non rappresenta nulla.

Costoro, solo pochi mesi dopo, hanno virato dal Green Deal al War Deal: il piano di riarmo. Una politica guerrafondaia e pericolosa. Se ci fosse un’internazionale anti-unionista, sarebbe proprio il caso di pretendere elezioni anticipate. E questo dovrà essere fatto a maggior ragione se Trump e Putin riusciranno ad arrivare a un accordo valido per tutti. A quel punto l’Unione non avrebbe più una politica – per fortuna. E sarebbe venuto il tempo di un altro progetto per i popoli europei.

Di: Ugo Boghetta




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