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L'attacco della Russia alla Polonia, all'Europa e alla NATO.


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4 minuti fa, alexis ha scritto:

il bello…. è che il popolo bue dei suoi „sostenitori“ creda davvero alla favoletta che lui lavori al servizio del paese e del benessere del suo popolo…

Certo, ma in fin dei conti siamo un po' tutti presi in giro,pensa che c'è gente convinta che l'occidente faccia guerre per difendere democrazia,diritti e giustizia.

 

Tra una balla e l’altra

Di Marco Travaglio

 

A leggere Repubblica, la tanto sospirata terza guerra mondiale è finalmente scoppiata: “La battaglia dei cieli”, “caccia Nato respingono incursioni di jet russi sull’Alaska e al confine lettone”, “allarme delle capitali” per il “rischio aeroporti in tilt e incidenti ad alta quota… Gps accecati, voli civili coinvolti in azioni belliche”. Segue la mappa dei ben 9 “sconfinamenti russi” in 15 giorni. Poi l’unica frase sensata: “L’obiettivo è spaventare la popolazione”. Sì, ma della Nato e dei suoi trombettieri, visto che nulla di tutto ciò è mai accaduto. Così come i war game di Corriere (“Jet russi, altri sconfinamenti”), Stampa e Sole (“Jet russi intercettati in Alaska”), Messaggero (“Caccia russi nei cieli Nato”) e Foglio (“Putin invade i cieli Nato”).

 

Cos’è successo nel mondo reale? Lo spiega Analisi Difesa: quattro F-16 russi hanno raggiunto altrettanti velivoli “nell’area di identificazione aerea in Alaska, dove Russia e Usa monitorano da sempre i movimenti aerei militari, ma all’esterno dei rispettivi spazi aerei. Nessuna violazione russa dello spazio aereo Usa”. Intanto due caccia ungheresi schierati in Lituania identificavano (non “intercettavano” né “respingevano”) cinque aerei russi: che, secondo lo stesso comando Nato, “non hanno violato lo spazio aereo lettone”. Volavano anche lì nel corridoio consentito. Zero sconfinamenti, zero battaglie.

 

La stessa miseranda fine hanno fatto i falsi allarmi dei Paesi Ue che da un mese si danno il cambio per inventare un attacco russo al giorno. Il sabotaggio al Gps dell’aereo della Von der Leyen non è mai esistito. Il Mig-31 russo che, secondo Varsavia, ha sorvolato una piattaforma petrolifera nel Baltico non ha violato alcuno spazio aereo: parola delle stesse autorità militari polacche. Il famoso sconfinamento di Mig russi nei cieli estoni, secondo il comandante supremo Nato in Europa, gen. Grynkewich, è stato probabilmente accidentale, visto l’esiguo spazio aereo consentito nell’area. I droni, apoditticamente russi, sugli aeroporti di Oslo e Copenaghen sono decollati dalle vicinanze dei due scali: non dalla Russia. Per i cyberattacchi russi agli aeroporti del Nord Europa hanno fermato un hacker inglese a caccia di soldi. I 19 droni finiti in Polonia erano, nella migliore delle ipotesi, uno sciame lanciato dai russi su obiettivi ucraini e deviati oltre confine (involontariamente o apposta) dai jammer di Kiev; nella peggiore, un collage di pezzi di velivoli abbattuti in Ucraina e incollati col nastro isolante per la messinscena polacca. E il famoso drone russo che ha sfondato il tetto della casa in Polonia era un missile Usa lanciato da un jet polacco. Fortuna che quel giorno la Nato non aveva ancora deciso di abbattere i jet russi: appena lo farà, si sparerà nelle palle.

 

  • Melius 1

E io che dopo una montagna colossale di pericolosissime balle scritte da giornali e giornalisti inetti e da politici infami,mi aspettavo un coro che dicesse o scrivesse:"ma in mano di chi siamo?",ah il tifo da stadio trasmutato in politica.

 

  • Melius 1

 

14 minuti fa, Revenant ha scritto:

per creare nella popolazione il terrore della guerra

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Siamo a un passo dalla guerra globale, scrive Maurizio Molinari su Repubblica.

Il tono è allarmato, ma non è il grido di chi agita lo spettro della guerra per spingere i contendenti verso la pace.
È, piuttosto, l’allarme di chi chiede all’Europa di avere “lo stomaco per combattere” (parole sue!).
Sempre secondo la logica addizionale dei più: più emergenzialismo, più austerità, più armi, che tanto a pagare il conto sono sempre gli altri, cioè quelli che stanno più in basso.

Siamo davanti a una riedizione, in salsa più fanatica, della dottrina Bush della guerra preventiva, quella che portò all’invasione dell’Iraq: al posto delle presunte armi di distruzione di massa, il fantasma dell’invasione russa.

Insomma: guerra totale oggi per “evitare” la guerra domani.

Certo, ci vuole stomaco per sorbirsi gli editoriali di Molinari.
Ma ne vale la pena: sono rivelativi del clima bellicista che agita le coscienze piccole piccole dell’establishment europeo.



 




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