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Società e politica al tempo della morte di Dio


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Lasciando stare l'oppio e le sue sovrastrutture, la crisi della democrazia mi sembra più legata a mutate condizioni economiche. Da un lato la globalizzazione ha portato benessere economico per la prima volta in tempi storici al di fuori dell'occidente, ha portato pure ricchezza in occidente, ma è mancata completamente la redistribuzione di questa ricchezza ed il suo investimento sociale oltre che di produzione. Semplificando brutalmente l'aumento delle disuguaglianze, con relativa diminuzione del welfare, dell'istruzione, degli investimenti in occidente, ha portato alla progressiva incapacità di competere. I segnali che arrivano dagli USA con le nuove chiese evangeliche, tutt'uno con la politica, sono regressivi, pre rivoluzione francese, come se ci fosse il tentativo nemmeno tanto dissimulato di procedere ad una restaurazione per riorganizzare e continuare un ordine proponendo una società oligarchica fatta di principi, vassalli e follower in luogo di quella democratica in crisi profonda e incapace di rinnovarsi. Teocrazia? Non lo so, è una suggestione ma l'impressione che le popolazioni occidentali siano i nuovi palestinesi e che le disgregande democrazie europee/nord americane siano l'Israele in piena torsione autoritaria è sempre più forte.

  • Melius 2

Religiosità, o molto più probabilmente, religione strumentalizzata per fini politici e di potere...

Svilita in una sua caricatura e parodia 

In sintesi, viene ridotta a semplice e vuota ideologia politicizzata, al servizio dell'ego e potere personale

 

Ciò che diviene tematico è in ragione del fatto che è divenuto problematico.

Parlare sempre più spesso di Dio (nonostante il non nominare il nome di Dio invano) e di cristianità è un segno che si crede sempre meno ad entrambi.

In effetti, discuterne risulta spesso inutile 

Il Buddha in questo senso, ha colto perfettamente nel segno

Soprattutto, quando viene strumentalizzato per finalità politiche e di potere (molto spesso), possiamo affermare che viene nominato, per utilizzare un eufemismo, invano

1 ora fa, LUIGI64 ha scritto:

finalità politiche

strumentalizzare la religione non serve più.

l'incertezza invece è veicolata a piene mani dai entrambe le fazioni e dai fatti.

il clima di incertezza stressa.

I politici non paiono in grado di affrontare in maniera risolutiva le attuali sfide, ci possono credere al massimo percentuali risibili di appartenenti a entrambi gli schieramenti.

gli altri?

c'è chi reagisce con rabbia, indignazione, apatia, distacco...

questo anche verso le propaggini del potere, quindi verso i rappresentanti a livello più basso, cha paiono anche loro spesso non in linea con le attuali aspettative.

rispetto ad un secolo o mezzo secolo fa, in tanti hanno argomenti e mezzi dialettici per discutere, altri putroppo pensano di averli, come del resto succedeva in passato.

ciò può evincere facilmente guardando quanche fimato ormai d'epoca, con studenti dal lessico claudicante che sproloquiavano al tempo col microfono in mano.

tocca prendersela con chiunque abbia creato tali insostenibili aspettative e tocca pure prendersela con qualche politico e funzionario problem creator e sostituirlo con qualche  problem solver.... a trovarli.

in ogni caso:

 

 

“Un buon politico è colui che, dopo essere stato acquistato, rimane conveniente”.

-Winston Churchill-

 

ps

esercizio: 

provare a far nomi di convenienti e vedere i risultati.

 

 

Nella politica, la religione, è sempre strumentalizzata. Serve a due fondamentali scopi: il primo è intercettare quel target di credenti il secondo, appropriarsi di un valore più alto, per elevarsi al di sopra degli altri e far credere di essere incaricati di una missione che va oltre gli aspetti meramente materiali. Se lo fai per volontà di Dio, qualsiasi cosa tu faccia, allora va bene, é Dio che lo chiede, non l’uomo. 
Attribuirsi una più alta e ultraterrena sfera di appartenenza serve a giustificarsi e ripulirsi la coscienza degli  atti terreni. 
Questo modo di far politica, è tutt’ora largamente diffuso, gli USA, sono un chiaro esempio. Fede e politica, sono una commistione cieca e distorcente della realtà. 

  • Melius 2
10 minuti fa, iBan69 ha scritto:

Nella politica, la religione, è sempre strumentalizzata. Serve a due fondamentali scopi: il primo è intercettare quel target di credenti il secondo, appropriarsi di un valore più alto, per elevarsi al di sopra degli altri e far credere di essere incaricati di una missione che va oltre gli aspetti meramente material

Non viene fatto un buon servizio né dal punto di vista politico, né tantomeno nei confronti delle religioni coinvolte e stravolte...




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