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Cosa sta succedendo all'auto elettrica e le nuove fabbriche


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Se vogliamo parlare di numeri seri:
Per ricaricare completamente un'auto elettrica di media potenza (con una batteria da circa 25-60 kWh), i tempi variano da circa 8-12 ore con una wallbox domestica (e ho preso la taglia “grande” da 7,4 kW), a circa 2-4 ore con le colonnine pubbliche AC (fino a 22 kW), fino a circa 30 minuti (per l'80%) con le stazioni di ricarica rapida in corrente continua (DC) da 50 kW o più. I fattori principali che influenzano il tempo sono la potenza della colonnina, la capacità della batteria e il livello di carica iniziale.

Quindi, pur ammettendo di dotarsi di un contratto in grado di gestire i 7kW e rotti di una wall box domestica (sempre su 230V monofase) i tempi per ricaricare una elettrica sono nell’ordine delle 8 e passa ore durante le quali, se si ha una unica utenza, a casa non puoi accendere altro…tipo quelli che di notte fanno la lavatrice o la lavastoviglie. Se vuoi scendere sotto questi tempi o fai un contratto monstre a casa oppure vai a qualche colonnina pubblica che, fortunatamente sono in aumento ma sono sempre poche. Non so voi fortunati ma vi assicuro che a Roma la stragrande maggioranza delle autovetture private sono parcheggiate per strada ( e di queste ii 36% in modo irregolare) e si perdono circa 12 ore al mese a cercare un posto. Quindi moltissimi non potrebbero caricare nel box che non hanno e già adesso, con una diffusione di veicoli elettrici ancora modesta, avrebbero difficoltà a trovare una stazione di ricarica libera. Insomma il problema esiste.

Quanto  alla potenza temo che la grande confusione la faccia il nostro amico @Jack che evidentemente non ha chiaro il concetto di cosa sia la contemporaneità in campo elettrico. Il consiglio è di iniziare a dare uno sguardo a qualche norma CEI. Brevemente…
Il concetto di contemporaneità nel campo elettrico si riferisce alla percentuale di utilizzo contemporaneo di più apparecchiature o utenze in un impianto elettrico, che non verranno utilizzate tutte contemporaneamente alla loro massima potenza. Questo concetto è fondamentale per il dimensionamento dei circuiti, poiché permette di calcolare la potenza effettivamente richiesta al circuito e non solo la somma delle potenze nominali di tutti gli apparecchi.

Ora, e concludo, dato che la maggior parte dei contatori di utenze domestiche in Italia sono ancora da 3 KW, anche ammesso che si abbia un box auto, dovendo installare una wall box che consenta ricariche abbastanza veloci dovremo cambiare contratto perché in questo caso la contemporaneità non ci aiuterebbe in quanto quando parte la wall la potenza la chiede tutta. Si è vero si potrebbe tarare  su assorbimenti inferiori tipo 6 o 5 kW per es. ma sempre dovresti cambiare contratto.

Ora Acea a Roma non sarebbe oggi in grado di cambiare, nei condomini con autorimessa, tutti i contratti da 3 in contratti da 6kW o peggio da 9 kW. Per non parlare di alimentare tante nuove colonnine, specie quelle ad alta potenza.

Quindi l’elettrico è una bolla? No, non l’ho mai detto, solo che ci vorrà tempo per adeguare le infrastrutture e nel frattempo la mobilità potrebbe ulteriormente evolversi. Buona serata.
 

 

  • Melius 2
7 ore fa, Aletto ha scritto:

la maggior parte dei contatori di utenze domestiche in Italia sono ancora da 3 KW

in tempi recenti, per varie ragioni che non sto qua a spiegare, ho abitato

in una casa con un contratto che seguiva lo standard precedente, ovvero 1.5 kw.

in pratica eri limitato in tutto, gli elettrodomestici grossi in funzione solo 1 per volta

altrimenti saltava il quadro. pensa quindi al rapporto odierno tra i 3 kw e i climatizzatori

quando li attaccano tutti + la quantità dei moderni elettrodomestici es. le asciugatrici +

le auto elettriche. ( siamo già al pelo con i clima ed il resto è in aumento, esempio io nel

mio garage laboratorio hobby center multifunzionale una volta avevo tutto manuale oppure

a benzina, adesso è tutto elettrico e consumano parecchio anche quelle robette li ).

il punto è che andrebbero rifatte le reti portanti che sono stracotte ma siamo indietro anche li.

@audio2 Esattamente, ma oltre alle reti c’è bisogno anche di produrre nuova energia. Il mondo moderno ha una richiesta sempre crescente di elettricità e si dovranno operare delle scelte strutturali di fondo se si vuole stare appresso a tale richiesta. 

 

 

Ancora numeri per ragionare su dati concreti tutti assieme.

Per stimare il fabbisogno di energia, consideriamo alcuni dati fondamentali:

Numero di veicoli in Italia: ~40 milioni (fonte: ACI).

Chilometri medi percorsi all’anno per auto: ~11.000 km.

Consumo medio di un’auto elettrica: ~15 kWh/100 km.

Da questi dati possiamo calcolare l’energia necessaria:

Fatti i conti, se tutte le auto fossero elettriche, il consumo annuo sarebbe circa 66 TWh. ( N.B. T sta per Tera ovvero 10 alla 12 o se preferite 1000 miliardi).

Proviamo a valutare questo come si traduce in termini di aumento di richiesta elettrica andando a confrontarlo con il fabbisogno elettrico italiano:

 

Consumo elettrico totale Italia (2022): ~316 TWh.

Quindi, dati alla mano, la transizione totale del parco auto all’elettrico aumenterebbe il fabbisogno di circa il 21% rispetto ai consumi attuali. Questo è un valore significativo, non proibitivo, ma impegnativo e comporterebbe una politica energetica in grado di soddisfare la nuova richiesta. Ma come ho già detto due cose, fra le tante, in Italia sono particolarmente difficili da costruire: discariche e centrali elettriche a combustibili fossili e/o nucleari. La popolazione vicina ai nuovi siti di impianto si allarma e ricorre a pratiche di ostruzionismo più o meno condivisibili. Morale i tempi di realizzazione per avere effettivamente la potenza disponibile in rete sono lunghi e comunque difficili da prevedere. Le rinnovabili, di cui si parla tanto, possono contribuire senz’altro ma anche loro lentamente. Il nucleare attualmente è ancora bloccato. Insomma ci vorrà tempo.

 

 

briandinazareth
43 minuti fa, Aletto ha scritto:

Fatti i conti, se tutte le auto fossero elettriche, il consumo annuo sarebbe circa 66 TWh. ( N.B. T sta per Tera ovvero 10 alla 12 o se preferite 1000 miliardi).

Proviamo a valutare questo come si traduce in termini di aumento di richiesta elettrica andando a confrontarlo con il fabbisogno elettrico italiano:

Consumo elettrico totale Italia (2022): ~316 TWh.

Quindi, dati alla mano, la transizione totale del parco auto all’elettrico aumenterebbe il fabbisogno di circa il 21% rispetto ai consumi attuali.

 

prima che quasi tutte le auto siano elettriche ci vorranno almeno 15 anni, se rimane il limite al 2035. 

anche se la crescita sulle rinnovabili in italia continuasse con il trend odierno, senza considerare miglioramenti tecnologici di vario tipo,  avremmo circa 380twh in più rispetto all'attuale, il consumo totale delle elettriche ne assorbirebbe circa un quinto. 

direi che non è questo il collo di bottiglia.

 

8 ore fa, Aletto ha scritto:

Quindi, pur ammettendo di dotarsi di un contratto in grado di gestire i 7kW e rotti di una wall box domestica (sempre su 230V monofase) i tempi per ricaricare una elettrica sono nell’ordine delle 8 e passa ore durante le quali, se si ha una unica utenza, a casa non puoi accendere altro…

 

considera che la media di km giornalieri percorsi per auto in italia è meno di 30km , il che significa che il fabbisogno concorrente è estremamente basso. anche se tutti avessero l'elettrica e caricassero in condominio è difficile pernsare che sia un limite strutturale importante.

significa intorno ai 4kw al giorno per auto, è veramente poco.

shoegazer_82

ma poi perché quando si parla di elettriche si finisce col parlare di massimi sistemi (di cui pochissimi hanno le competenze necessarie) come la produzione nazionale di energia elettrica e la sua distribuzione?

 

finora la strategia italiana per fare andare il parco veicoli (tra i più estesi in europa) al 100% a combustione qual era? perché sinceramente mi sfugge: era sperare che non si verificasse alcun shock petrolifero e che gli sceicchi dell'OPEC non si svegliassero una mattina decidendo di raddoppiare i prezzi? o che un vecchio scemo imperialista non riportasse la guerra in europa marciando su Kiev? considerate che la produzione nazionale di idrocarburi copre il 7% del fabbisogno nazionale ... a me pare che meno sarà il fabbisogno di idrocarburi e maggiore quello di energia elettrica (che a differenza dei primi può essere prodotta da n fonti, quindi di per se una diversificazione naturale utile ad una strategia energetica nazionale) non potrà che giovare al sistema paese

  • Melius 1

@briandinazareth Guarda io credo che bisogna tutti sforzarci di essere ottimisti e in quest'ottica ammiro la tua determinazione e il tuo ottimismo a riguardo. Staremo a vedere, ripeto io non ho nulla in contrario alle elettriche e anzi (non volevo dirlo prima) ho una ZEV dal lontano 2013...una delle prime in Italia tanto che quando sono andato ad assicurarla la prima volta la tizia dell'agenzia mi chiese i cavalli fiscali o la cilindrata io dissi che era elettrica e seguì un lungo silenzio...non sapeva che polizza farmi. Però si tratta di una microcar elettrica 2 posti che in città si è rivelata molto utile. Non pagava sulle strisce blu, e poteva entrare (fra l'invidia degli amici) nella ZTL che a Roma è particolarmente estesa. Il veicolo è andato bene, pochi guasti e poca manutenzione, unico limite il costo della batteria che per i primi anni era in comodato d'uso e mi veniva circa 600€ di canone annui il che andava ad azzerare il vantaggio del minor consumo, e l'autonomia. Non sono mai riuscito a farci più di 80-85 km e per farli si deve adottare una guida molto diversa da una termica, qualcosa che assomiglia al lift&coast delle moderne F1. La ricarico di notte, nel box, con una semplice presa a muro con una centralina che gli ho montato io con un timer in modo che quando torno a casa l'attacco subito ma la ricarica non parte; inizia dopo su comando del timer alle 2 e mezza di notte. Così non ho problemi con le utenze di casa che altrimenti potrebbero saltare. Assorbe allo spunto circa 2,3 kW e poi, via via che si carica l'assorbimento scende. Tempo di ricarica totale circa 3 ore. Ma è un piccolo Twizy, pur se nella versione 80 che a camminare cammina bene e si destreggia nel traffico senza essere impacciato.

Qualche volta, anni fa quando le colonnine erano davvero poche, mi sono trovato nel classico punto di non ritorno, ovvero lontano da casa più dell'autonomia che mi restava e che leggevo sul diplay. Ma la Renault mi ha salvato perché con mia sorpresa - non lo sapevo - quando la batteria arriva a livelli bassissimi si attiva una funzione di economy per cui il veicolo perde molte prestazioni ma l'autonomia aumenta e sono arrivato lentamente a casa.

Tutto ciò detto per quanto riguarda invece le auto per viaggiare al momento sono ancora con una Toyota termica diesel e una Toyota Yaris. In famiglia siamo tutti dei macinatori di chilometri, soprattutto io e mio figlio, e gli ho trasmesso questa visione un pò romantica dell'auto come mezzo di libertà assoluta e anche il piacere di guidare. Quindi mi rendo conto che siamo un pò anomali ma nessuno dei due, al momento, se la sente di rinunciare al cambio meccanico e al piacere della guida che ne deriva su strade di montagna o su una bella statale. Con la yaris al massimo prima di una curva - arrivando un pò allegri - butti dentro la marcia B e aumenti il freno motore, ma la sensazione resta quella che la macchina sta portando te e non viceversa...ma ripeto sono cose mie.

Per il discorso della libertà mi sento ancora più sicuro del buon caro vecchio diesel (che ultimamente rifornisco solo con gasolio diciamo ecologico tipo per es. Q8 HVO+ che è un gasolio biogenico di alta qualità di origine rinnovabile, prodotto da oli vegetali o animali, incluso scarti e residui, tramite un processo di idrogenazione). La sicurezza è dovuta al fatto che durante i numerosi viaggi abbiamo sempre certezza dei tempi e possiamo andare via tranquilli velocemente, mai una sosta lunga più di 10-15 minuti. D'altronde per chi abita a Roma è così...siamo una città bellissima ma isolati dal resto d'Italia, le prime città vere sono Firenze a nord a due ore e mezza e Napoli a sud a circa due. Quando saliamo in macchina per partire vogliamo arrivare rapidamente senza intoppi.

In ogni caso, ripeto, seguo con interesse l'evoluzione dell'elettrico e prima o poi...

 

briandinazareth
13 minuti fa, Aletto ha scritto:

La sicurezza è dovuta al fatto che durante i numerosi viaggi abbiamo sempre certezza dei tempi e possiamo andare via tranquilli velocemente, mai una sosta lunga più di 10 15 minuti. D'altronde per chi abita a Roma è così...

 

Con  quella che sarà la mia, standard range, andata e ritorno da Firenze richiede meno di 15 min di sosta,  e puoi ricaricarla quando fermi. Se considero che l'avrò a casa sempre carica ogni giorno risparmio tempo. 

Con una long range 

Se poi parliamo di piacere di guida ancora non so, difficile superare la Giulia,  anche per le bmw serie 5 che ho adesso.  Ma vedremo :) ma col baricentro così basso non mi è sembrata male neppure la tesla 3 che guidato qualche mese fa, ma non n come l'alfa... 

  • Melius 1
Il 07/10/2025 at 09:00, Aletto ha scritto:

Proviamo a valutare questo come si traduce in termini di aumento di richiesta elettrica andando a confrontarlo con il fabbisogno elettrico italiano:

Consumo elettrico totale Italia (2022): ~316 TWh.

Su questo Terna ha ipotizzato tra 20 anni un parco auto che passerà dagli attuali 40mln a 20mln. 

Per cui il fabbisogno energetico sarà minore.. 

Se sbaglia è pacifico che tutti i numerini che ha presentato per dire che riusciranno a stare dietro alla richiesta di energia saltano. 

E poi c'è il discorso adeguamento "ultimo miglio" che si spera avverrà gradualmente in 10 20 anni. 

1 minuto fa, criMan ha scritto:

Su questo Terna ha ipotizzato tra 20 anni un parco auto che passerà dagli attuali 40mln a 20mln. 

Per cui il fabbisogno energetico sarà minore.. 

Se sbaglia è pacifico che tutti i numerini che ha presentato per dire che riusciranno a stare dietro alla richiesta di energia saltano. 

E poi c'è il discorso adeguamento "ultimo miglio" che si spera avverrà gradualmente in 10 20 anni. 

Guarda, sempre a scanso di equivoci, la mia tesi è che in un paese "normale" e industrializzato  l'adeguamento non solo sarebbe possibile ma sarebbe pure tutto sommato abbastanza rapido per non creare disservizi. Il punto è ma l'Italia si può considerare un paese "normale"!? La maggior parte dei dubbi derivano da questo.

  • Melius 1
briandinazareth
2 minuti fa, Aletto ha scritto:

Il punto è ma l'Italia si può considerare un paese "normale"!? La maggior parte dei dubbi derivano da questo.

 

mi pare un'obiezione fondata. 

ma se tutta europa e pure la cina vanno in quella direzione difficile pensare di rimanere isolati

Guardate che l’Italia ha un sistema elettrico di prim’ordine nel panorama quantomeno europeo. 

In Italia ci sono 670 auto per 1000 abitanti (grazie Fiat del lascito 😡). 
Ma ci sono anche 8milioni di babyboomers che nei prossimi 20 anni diranno addio quantomeno alla guida… over 80 che guidano sono pochi e per qualche km al giorno.

Saranno sostituiti da 4 milioni di individui che hanno ora 0-20 anni.

Questo già massacra consumi elettrici e auto di proprietà.

L’auto in città, quantomeno, si trasformerà da mezzo privato a mezzo pubblico a guida autonoma. Si pagherà solo quando lo si usa e molto meno dei taxi non essendoci costoso umano a bordo.

Le case automobilistiche si trasformeranno in società di noleggio che producono i propri mezzi (è già in corso il processo). Quelle che sopravviveranno.

È ineluttabile.

Per chi vuole godere del piacere di guida elettrico e della sua economicità che non durerà molto il momento è adesso fino ai prossimi 6-8 anni. 

La corrente non più necessaria al trasporto si dovrà usare per le pompe di calore e buttare nei rottami le caldaie. Anche per questo il miglior momento è oggi. Chi può cominci subito.

Come detto 100 volte l’auto ed i mezzi elettrici non sono una sostituzione di trazione come passare da diesel a benzina. È il cambio di paradigma del trasporto su terra.




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