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La generazione Z


Panurge

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Savagal - da insegnante di lungo corso e preside e dunque osservatore anche dell’altrui- porta una esperienza di prima mano sulla differenza fra liceali ed altri.

Mi permetto qualche precisazione nata dall’osservazione: il liceo da solo non fa il monaco. 
Gli istituti professionali sono essenziali perche’ la societa’ non puo’ essere totodos caballeros e conseguire l’eccellenza nelle mansioni che vi si insegnano puo’ aprire porte a grandi successi anche economici.

A mio parere il valore aggiunto, soprattutto del classico, e’ che fornisce un compendio di “attrezzi” culturali e direi critico/filosofici che accompagna tutta la vita e la protegge mentalmente dai mille accidenti che la stessa attraversa. 
Questa attrezzatura in particolare dovrebbe tenere lontane le ossessioni personali (di qualunque natura) le paturnie, le piccole morali, le giaculatorie del tempo pubblico che si attraversa (gli -ismi in voga al momento).

Poi la cultura in generale -che non e’ prerogativa dei licei peraltro- aumenta  le chiavi di comprensione di tante cose  (arte, letteratura, musica ecc), fonti di autentica gioia intellettuale e quindi fisica, che durano fino a che morte non ci separi (diversamente da altre fonti di gioia, peraltro perfettamente compatibili,

che richiedono gioventu’ o colesterolo basso, o robusta nerchia).

E poi Signori: la padronanza della lingua (quella italiana poi), la capacita’ di fletterla e modellarla a misura di pensieri e sentimenti minuti, non esprimibili all’ingrosso se non con perdita di significato ed efficacia di comunicazione.

 

 

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1 ora fa, LUIGI64 ha scritto:

Proprio quelli che sono completamente diversi

Non a caso Recalcati utilizza il termine videocrazia

In passato, non esisteva nulla del genere

infatti, non a caso avevo citato l'auto ( o la moto se vuoi), pensa i commenti dei nonni o dei bis, come me, abituati al calesse.... quando vedevano passare i giovani.

mio Dio, dove arriveremo?

all'aero per tutti oggi si direbbe.

le opportunità di qualsivoglia tipologia, portano con loro anche controindicazioni, ma voltati indietro per vedere le controindicazioni del passato.

la videocrazia, se ho ben inteso, l'avevi anche una volta coi film di regime, rossi o neri, come tante altre maniere di condizionare la mente, per il popolino restio, il bastone.

infine...

non ho citato il personaggio Jorge a caso, per chi vuole indurre al pensiero unico e una forma di stabilità conservatrice, non importa quale, ogni forma di libertà è un pericolo.

pensa a cosa sia successo quando tutti hanno potuto finalmete leggere e "studiare" nel secolo scorso, strumenti prima riservati a pochi, una sbornia collettiva, con deliri ideologici conseguenti,  poi il tutto è tornato presto nell'alveo di una pseudo "normalità" per la stragrande maggioranza delle persone.

succederà anche per l'oggi, e pure per il domani.

ti dirò, confido più nella pluralità che oggi garantisce la rete, grazie alla quale le sbornie collettive difficilmente potranno raggiungere i livelli numerici critici del passato.

 

 

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29 minuti fa, nullo ha scritto:

infatti, non a caso avevo citato l'auto ( o la moto se vuoi), pensa i commenti dei nonni o dei bis, come me, abituati al calesse.... quando vedevano passare i giovani.

Ti sfugge la definizione assegnata a videocrazia...

 

...sovrastimolazione digitale sulle nuove generazioni. Un fenomeno sempre più diffuso che altera profondamente la qualità dell’esperienza mentale.

La cosiddetta videocrazia – un sistema di consumo compulsivo di contenuti audiovisivi, brevi e incessanti – mina alla radice la capacità di concentrazione, riduce lo spazio del pensiero critico, trasforma la relazione con il sapere e genera una vera e propria intossicazione cognitiva ed emotiva

 

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23 minuti fa, senek65 ha scritto:

i vegliardi vadano a fare il lavoro dei giovani e viceversa.

Tu scherzi ma in certi ambiti la capacita’ di lavoro e qualita’ dei senior e’ poco raggiunta dai giovani.

So di aziende che cercano senior. 

Ma basta guardare poi la qualita’ del linguaggio dei giornali web. L’uso del Gerundio ad cazzum, errori di ortografia, punteggiatura ecc. In parte si giustificano con la velocita’ con cui bisogna stare sul “pezzo” e che comporta qualche cedimento,come qui sul forum:classic_biggrin:, in parte pero’ e’ figlia della trasandatezza.

Mi diceva un amico magistrato che ha fatto parte della commissione di concorso in magistratura (gente laureata di generazione Z), che una buona percentuale dei temi difettava proprio di correttezza espressiva e di un minimo di logica.

 

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briandinazareth
31 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Mi diceva un amico magistrato che ha fatto parte della commissione di concorso in magistratura (gente laureata di generazione Z), che una buona percentuale dei temi difettava proprio di correttezza espressiva e di un minimo di logica.

 

Fai sempre la tara generazionale però,  con la sostanziale e profonda sopravvalutazione della propria classe di appartenenza. 

 

È probabile che quelli che hanno esaminato il concorso del suo annonon la pensassero molto diversamente.

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No gli ultimi anni sono i piu’ scarsi, su internet si trova lo storico.

in particolare nel concorso 2022 solo 220 ammessi all’orale su 310 posti messi a concorso il dato piu’ basso degli ultimi 37 anni.

questa e’ gente che puo’ rovinar vite se non e’ all’altezza.

 

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@mozarteum

Per l'operaio degli anni '50-'70 il figlio/a laureato era un valore importante. Il figlio professionista, ma anche insegnante, ripagava una vita spesso fatta di rinunce, ma anche di motivazioni quotidiane ai figli. Un percorso di studi impegnativo per chi non può fare affidamento sul capitale familiare lo è ancora di più. Oggi questo valore si è perso e con esso la mobilità sociale, ciò che più si avvicina all'idea di uguaglianza. Sentire ragazzi dire che la scuola non serve perché non si impara a far denaro mette una profonda tristezza.

Altro particolare che più volte mi ha colpito. Quando insegnavo andavo a piedi a scuola. Il mio liceo è su una strada su cui si affacciano due istituti professionali. Mentre le studentesse della mia scuola vestivano quasi tutte casual, con lo zaino Eastpak di "ordinanza", sul marciapiede opposto osservavo spesso ragazze vestite con cura e con la borsa invece dello zaino.

La concezione che il significato dell'esistenza sia nel soddisfacimento dei desideri individuali, quasi esclusivamente consumistici, mi pare che sia stata fatta propria soprattutto da coloro che molti di questi desideri non potranno soddifarli. L'istruzione, la cultura consente di vedere con le giuste proporzioni e distacco le cose e di quanto questi desideri oscillino tra il frivolo e il futile. Senza il dovuto distacco si inizia a pensare di aver subito un grave torto da una società che con una mano ti ha promesso di poter avere tutto e con l'altra te lo ha subito dopo negato.

Un sociologo ha scritto che i conservatori iniziano la delusione e i progressisti terminano con la delusione, i reazionari con una rabbiosa rassegnazione.

  • Melius 2
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1 ora fa, LUIGI64 ha scritto:

Ti sfugge la definizione assegnata a videocrazia...

...sovrastimolazione digitale sulle nuove generazioni. Un fenomeno sempre più diffuso che altera profondamente la qualità dell’esperienza mentale.

La cosiddetta videocrazia – un sistema di consumo compulsivo di contenuti audiovisivi, brevi e incessanti – mina alla radice la capacità di concentrazione, riduce lo spazio del pensiero critico, trasforma la relazione con il sapere e genera una vera e propria intossicazione cognitiva ed emotiva

no, continuo a pensare che l'uomo di oltre cento anni fa, potesse pensare cose simili dell Radio, del cinema, quello di cento, qualcosa di simile per la tv.

quello di cinquanta anni anni fa, lo stesso della radio è televisione commerciale...

e via di seguito.

dico, ma una chiacchierata con un po' di quindici/ventenni, ciò di quelli cresciuti bombardati, te li fanno sembrare davvero peggio della generazione del cioè anni '70?

io li vedo meglio e ne vedo tanti e ci parlo...

sarò fortunato.

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31 minuti fa, nullo ha scritto:

una chiacchierata con un po' di quindici/ventenni,

Non saprei

Io vedo i quindicenni attuali, anno più anno meno, con i loro schermi sempre accesi 24h su 24h

A me inquietano un poco, ma forse sarò io allarmista, che ti devo dire 

Poi, se tali preoccupazioni sono anche confermate da psichiatri...

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