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L’astronomia, l’inesistenza di Dio, la morale e la tecnica


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briandinazareth
Adesso, widemediaphotography ha scritto:

Attenzione ad associare i tratti di personalità alla genetica, finiremo per postulare, come è noto per alcuni animali,  l'esistenza di  razze aggressive ed altre docili, indipendentemente dall'ambiente in cui si cresce.

 

i tratti della personalità sono associati in modo molto forte alla genetica, e un fatto non un'opinione. tutte le caratteristiche umane lo sono. a partire dall'intelligenza fino all'altezza.

oltre la genetica però ci sono anche fattori epigenetici, quindi come i geni vengono regolati, a partire dalla gestazione.

rimanendo la parte innata fondamentale ed il fattore più rilevante, il contesto e la cultura contano nel come questi si esprimono, questo significa anche quando possono essere considerati devianti oppure no. 
 

  • Melius 1
1 minuto fa, ferrocsm ha scritto:

Bon con due soli argomenti abbiamo esaurito quel poco che io potrei umilmente provare ad insegnarti

sei tu che ti sei messo a parlare di me… non io di te,

io parlavo del fatto, dell’affermazione,

Bastava confutare, se possibile, quanto dicevo io anziché inalberarsi confondendo il chi con il cosa. Fossi tu riuscito a confutare avrei imparato anche da te, perché no?

se però la si mette sul piano: l’ha quello allora è ok, l’ha detto quell’altro allora è una cog-lionata, si fa un pessimo servizio soprattutto a se stessi.

Io posso avere tranquillamente torto ma se confuti non se mi dai del sapientone e derivati.

Vabbeh santo non sono nemmeno io… mettiamola così 

2 ore fa, Jack ha scritto:

Ancora co sta fòla…

A proposito, anche Jago esclama al termine del terrificante monologo dell’Otello “e’ vecchia fola il Ciel” irridendo Dio e ogni forma di religione.

Risultato: trama inganni, non teme nulla, realizza i propri crimini.

 

Pero’ passando al vero tema, non credo che non vi sia nesso fra tecnologia ed etica. 
Ho fatto un esempio: se un giorno -possibilissimo- si potesse disegnare a tavolino un figlio, e molti genitori osservando al mattino allo specchio recchie a sventola e il naso di famiglia che si tramanda dagli avi, decidessero per un up grade, sarebbe morale immorale o neutro?

Si possono fare tanti esempi. Il giorno che si rendesse disponibile un elisir di lunghissima vita, sarebbe etico avvalersene, ingolfando il globo se cio’ non si accompagnasse a una riduzione delle nascite? E’ accettabile questo? Avrebbe ricadute positive o negative. E cosi’ via 

 

briandinazareth
25 minuti fa, mozarteum ha scritto:

non credo che non vi sia nesso fra tecnologia ed etica. 
Ho fatto un esempio: se un giorno -possibilissimo- si potesse disegnare a tavolino un figlio, e molti genitori osservando al mattino allo specchio recchie a sventola e il naso di famiglia che si tramanda dagli avi, decidessero per un up grade, sarebbe morale immorale o neutro?

Si possono fare tanti esempi. Il giorno che si rendesse disponibile un elisir di lunghissima vita, sarebbe etico avvalersene, ingolfando il globo se cio’ non si accompagnasse a una riduzione delle nascite? E’ accettabile questo? Avrebbe ricadute positive o negative. E cosi’ via 

 

non mi pare che qualcuno abbia detto che non ci sia un nesso tra tecnica ed etica. 
io sostengo che non è vero che la tecnica uccide l'etica.

nuove cose possibili necessitano di una nuova specifica parte di etica. 

c'è anche da considerare che pochissimo di quello che riteniamo morale o immorale in un particolare momento e luogo può essere considerato immutabile. 

in qualunque ambito cose considerate immorali sono divenute morali e accettabili e viceversa. 

quindi l'etica è continuamente in cambiamento e si estende alle nuove possibilità ogni volta che si presenta.

sulle ricadute siamo fuori dal concetto della morale ed entriamo in quello utilitaristico. 

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Si possono fare tanti esempi. Il giorno che si rendesse disponibile un elisir di lunghissima vita, sarebbe etico avvalersene, ingolfando il globo se cio’ non si accompagnasse a una riduzione delle nascite?

Mi torna in mente quello che affermò Richard Dawkins: "Partorire un bimbo down è immorale".

https://www.repubblica.it/esteri/2014/08/21/news/richard_dawkins_aborto_figli_down_polemica-94219330/

 

Il tentativo di delineare una morale che non si regge in ultima istanza sulla punizione divina ritengo l’abbia tracciata Kant nella “Critica della ragion pratica”.

Kant parte dall’assunto che una morale incondizionata implica necessariamente la libertà dell’agire, ossia la capacità dell’uomo di autodeterminarsi rispetto alle sollecitazioni dell’istinto, di decondizionarsi dalla sensibilità. Egli colloca la morale nel conflitto fra razionalità e sensibilità, che sono i due poli della natura umana, nel conflitto permanente fra la ragione e gli impulsi egoistici. La morale si manifesta nella ragione che chiede all’uomo di reprimere gli impulsi sensibili. La capacità dell'uomo di autodeterminarsi rispetto alle sollecitazioni dell'istinto e della sensibilità è ciò che fa di lui qualcosa di totalmente diverso dal resto della natura, l'uomo è libero.  

Kant sostiene che il fondamento dell’agire morale debba essere necessariamente posto direttamente nell’uomo, perché solo così è possibile salvaguardarne l’autonomia, la libertà. L’insistenza di Kant sulla “legge” non è affatto estraneo alla volontà dell'uomo, anzi nell’obbedienza ad essa altro non faremmo che obbedire a noi stessi, che è la massima libertà possibile.

Egli respinge le morali c.d. eteronome, che pongono il fondamento dell’agire etico al di fuori dell’uomo e della sua ragione. Per Kant se si agisce correttamente per timore della punizione, umana e divina, non si agisce moralmente.

L'uomo è un'eccezione della natura, per cui: “Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo”.

E' una delle ultime forme di utopia.

 

briandinazareth
4 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Empiricamente e banalmente, sarebbe sufficiente osservare quanta sofferenza possano procurare azioni non etiche.

 

non è banale per nulla, perché non esiste una condivisione ampia e duratura di cosa siano le azioni non etiche

2 ore fa, mozarteum ha scritto:

Il giorno che si rendesse disponibile un elisir di lunghissima vita, sarebbe etico avvalersene, ingolfando il globo se cio’ non si accompagnasse a una riduzione delle nascite?

Etico no, demenziale sì! 

Chiarisco: se mai ci fosse questo elisir, traformerebbe gradualmente e a pezzi la nostra identità: trapianti, protesi, ritocchi cardiaci e celebrali ci ridurrebbero a un fantoccio spersonalizzato e inutile. I sentimenti evaporerebbero con il tempo per noia e abitudine, e non riconoscremmo  più  i nostri amici e parenti che magari anch'essi hanno subito una trasmigrazione. Tutto sommato ciò che ci tiene vivi è sapere che siamo effimeri. Allora la domanda che mi pongo è: cui prodest? Io dovrei rinunciare ad essere io e sarei un altro io comunque vecchio: ritengo ciò una forma di egoismo non etica e preferisco immaginare di proseguire il mio cammino datomi dagli antenati e passare ai miei posteri il testimone senza interrompere la catena naturale.

Demenziale: sorrido pensando alla canzone di Venditti che recita:

"E quando penso che sia finita
È proprio allora che comincia la salita.... " 

😅

(IMHO)

@mozarteum Non vedo molto contrasto con quello che dicevo io...

la tecnologia è lì, la uso per cose migliori riguardo al tran tran della vita, se questo è eticamente non affine al mio sentire per non morire nel rimorso non uso la tal miglioria... se la uso comunque ne pagherò pegno interiore ma magari no, ma anche chissenefrega... scatta il compromesso tra materiale ed interiori...

Intendo che non c'è nesso nel senso che - senza il timor di dio...mettiamola così - una non impedisce l'altra, non basta. Fosse così basterebbe l'etica a render l'uomo meno bestia, in realtà manco il "timor di Dio" lo limita a sufficienza.. spesso nemmeno si considera: accoppiamo bambini in grembo, avendone la tecnologia sicura, pur di goderne vantaggi materiali... l'etica puuuffff, via, weg, ciaopepp... salvo che poi, a volte, riemerge appunto nel tormento del rimorso... e nel pensiero che magari in qualche modo, da qualche parte, chi lo sa, lo dovrai pure incontrare il bimbo... 

detto un po' a pane e salame, ma non così tanto :-)

39 minuti fa, Savgal ha scritto:

Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo”.

E' una delle ultime forme di utopia.

Praticamente un'anarchia Sabino? Ad esempio quell'anarchia di Malatesta che sosteneva essa dovesse avere come base di partenza l'eguaglianza delle condizioni, come faro la solidarietà e come metodo la libertà, arrivando poi a concludere paragonando lo Stato ad una religione che vale solo se la gente ci crede.    

briandinazareth
20 minuti fa, mom ha scritto:

Allora la domanda che mi pongo è: cui prodest? Io dovrei rinunciare ad essere io e sarei un altro io comunque vecchio: ritengo ciò una forma di egoismo non etica e preferisco immaginare di proseguire il mio cammino datomi dagli antenati e passare ai miei posteri il testimone senza interrompere la catena naturale.

 

non riferito a te ma in generale, penso che pochissimi alla prova dei fatti rinuncerebbero a qualcosa che rallenta in modo sostanziale o ferma l'invecchiamento. 
di fronte ai dolori, al declino e alle malattie penso che pochi sarebero così eroici di affrontarle per rispetto di un cammino presunto naturale. 

forse lo vedremo in atto. 

@ferrocsm

Perché un'anarchia? 

Per Kant la "santità" non è possibile, la moralità è qualcosa a cui si tende. 

Citando Kant «Da un legno così storto come quello di cui è fatto l’uomo, non si può costruire nulla di perfettamente dritto»




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