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Il piano di pace di Trump per l'Ucraina (Rather than nothing, better rather)


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ascoltoebasta
1 ora fa, criMan ha scritto:

Ma vedi potrei anche essere d'accordo in questa visione romanzesca del povero duce sanguinario che da 20 anni

chiede vengano lasciate libere le colonie ex URSS.

E' un interpretazione "romantica" che ci puo' stare.

Non è una interpretazione romantica,è proprio una questione antichissima tra potenze e loro Stati confinanti,ho già scritto  che ha storia secolare l'utilizzo di piccoli Stati confinanti col nemico,per causare disordini,guerre,etc,ed è ancora una strategia in pieno uso.Il punto è che si è voluto continuare quell'accerchiamento anche dopo che il pagliaccio ubriaco manovrato dagli USA è stato sostituito e la russia iniziò un percorso differente da quella sorta di svendita che era iniziata dopo la guerra fredda.

Finchè non si comprenderà che le regole del "cortile di casa" non possono valere solo per gli USA,specialmente ora che c'è un nuovo e potente attore mondiale,se ci si comporterà in virtù di questa errata convinzione si verificheranno nuove situazioni simili a quella ucraina.

Quello di @audio2 non mi sembra affatto un "scendere di livello" ma esporre la realtà inconfutabile dei fatti,casomai è scendere di livello non riconoscere che è proprio così,anzi attualmente ci siamo,come occidente,impegnati a fondo e riuscendoci,a dimostrare di esser peggiori dato che ci siamo macchiati dell'attiva complicità nella pagina peggiore dal dopoguerra.

Poi tu,come altri,avete la convinzione che fare analisi senza tifo di parte corrisponda a esser filoputiniani,per me putin è un duce sanguinario e senza il "povero",ma ciò non deve fuorviare dal fare considerazioni basandosi sugli equilibri e le questioni di rapporti geopolitici tra le potenze,se si compie questo ragionamento si comprenderà che ciò che è successo non poteva non succedere,ripeto che gli USA sarebbero intervenuti molto prima,visto che bombardano senza alcun motivo e senza alcuna minaccia,eppure si sentivan minacciati e.....booom,e noi zitti dinanzi all'ennesima totale violazione di qualunque diritto internazionale. 

Quando fini la seconda guerra mondiale chi redatte il trattato di pace?

La Germania ebbe cio che desidera, soprattutto voleva essere divisa in due e la capitale annullata e divisa.

Ottima trattativa.

 

11 ore fa, ascoltoebasta ha scritto:

non mi sembra affatto un "scendere di livello" ma esporre la realtà inconfutabile dei fatti,casomai è scendere di livello non riconoscere che è proprio così,anzi attualmente ci siamo,come occidente,impegnati a fondo e riuscendoci,a dimostrare di esser peggiori dato che ci siamo macchiati dell'attiva complicità nella pagina peggiore dal dopoguerra.

Sono quei post che scrivi in cui ti si risponde sempre ni.

E' difficile dire che e' concettualmente sbagliato tutto ma non fai distinguo e alla fine ,a naso, sa sempre di

scusatio per l'operato del duce sanguinario.

Questo non rispetta i confini perche' super potenza come fanno gli americani allora lo giustifichiamo.

Ni.

A me non va bene ne il comportamento Americano ne quello russo.

 

 

 

 

 

 

 

Il patto occulto contro l’europa

AI SOVRANISTI EUROPEI I FONDI DEL THINK TANK VICINO A TRUMP SONO I GRUPPI DELL’ ULTRADESTRA CHE HANNO LEGAMI CON PUTIN PERCHÉ L’EUROPA DIVISA AVVANTAGGIA WASHINGTON E MOSCA

Corriere della Sera - 1 Dec 2025 Di Milena Gabanelli e Claudio Gatti

 

Uno spettro si aggira per l’Europa: è quello della disgregazione dell’unione europea. Nel suo recente non-paper intitolato «Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva», il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha parlato di «Stati autoritari» che agiscono in modo «subdolo», per delegittimare l’unione. E fa i nomi: Russia, Cina, Iran, Corea del Nord. Ma c’è un convitato di pietra che non viene mai citato: a minare l’ue, insieme a Putin c’è l’america di Donald Trump e dei suoi suggeritori strategici, a partire dalla Heritage Foundation, il think tank ultra conservatore che ha prodotto il «Project 2025», il documento programmatico che Trump ha adottato per affermare la supremazia presidenziale.

 

Lo smembramento dell’unione europea è da due decenni uno degli obiettivi strategici della Heritage Foundation, che in tempi più recenti ha sviluppato un’alleanza con quelle stesse associazioni e amministrazioni dell’ultradestra sovranista europea coltivate da Vladimir Putin.

 

Di fatto, Mosca e Washington sono oggi impegnate in campagne autonome ma parallele, entrambe intese a impedire una maggiore integrazione dell’unione Europea.

 

Indebolire l’europa

 

Per decenni Putin ha usato il gas per esercitare un’influenza politica sui singoli Stati membri dell’ue e, dopo l’invasione della Crimea, ha fatto leva sulla dipendenza della Germania da quel gas per spingerla ad opporsi a sanzioni più severe chieste dagli stati confinanti con la Russia. E oggi Putin sta usando la dipendenza dell’Ungheria dal suo petrolio per spingere Orbán a mettere i bastoni tra le ruote di una politica unitaria continentale.

 

Ma un’unione europea forte si scontra anche con la strategia dell’america First sostenuta da Donald Trump: un’Europa frammentata rafforza il presidente americano sul fronte della politica estera, economica e dei negoziati commerciali.

 

La miglior riprova di questa coincidenza di interessi tra Putin e Trump è stata fornita dalla Brexit. L’uscita dalla Ue della Gran Bretagna è stata infatti fortemente sostenuta da entrambi. Ed entrambi hanno usato lo stesso canale per favorirla: Nigel Farage, il politico inglese che il presidente americano continua ancora oggi a sponsorizzare, e il cui fedele luogotenente Nathan Gill è stato appena condannato a 10 anni per essere stato portatore della propaganda del Cremlino sulla guerra in Ucraina.

 

Per Donald Trump gli europei sono come i democratici: lo disprezzano, ostacolano i suoi obiettivi e truffano l’America. Lo ha dichiarato senza remore diplomatiche nel febbraio scorso, quando ha sostenuto che «l’unione europea è stata creata per fregare gli Stati Uniti: quello è il suo scopo», e di nuovo in aprile quando ha detto che «per decenni il nostro Paese è stato saccheggiato, depredato, violentato e spogliato dall’unione europea». Si potrebbero considerare esternazioni tipiche del personaggio, ma gli stessi promotori del manuale strategico di Trump ritengono l’ue un avversario da smantellare. E qui non si tratta di sospetti o supposizioni, è tutto esplicitamente dichiarato.

 

Heritage Foundation: il programma

 

Nel lontano dicembre 2006, in un rapporto intitolato «L’UE è amica o nemica dell’america?», il ricercatore della Heritage Foundation John Blundell scrive: «Il tentativo di realizzare un’unione sempre più integrata finirà per essere abbandonato (...) ma meglio che ciò avvenga prima piuttosto che dopo. E non c’è alcun motivo per cui gli Stati Uniti, che hanno fatto da levatrice alla nascita di questo neonato politico, non debbano svolgere un ruolo nella sua scomparsa».

 

A febbraio 2007 il dirigente Nile Gardiner scrive: «La crescente centralizzazione politica dell’europa rappresenta una minaccia fondamentale per gli interessi degli Stati Uniti (...) La spinta verso un’unione sempre più stretta può ancora essere fermata».

 

L’alleanza anti Ue

 

Nel 2020 il primo ministro ungherese Victor Orbán, grande nemico dell’integrazione europea, cede una quota del 10% della compagnia petrolifera ungherese Magyar Olaj (Mol) al Mathias Corvinus Collegium (Mcc), un think tank schierato su posizioni di chiaro euroscetticismo. Ed è soprattutto dagli utili della Mol, per lo più dovuti alla vendita di petrolio russo, che arrivano i finanziamenti annuali del Collegium. L’emittente tedesca Zdf ha calcolato che nel solo 2023 ha ricevuto da Mol 50 milioni di euro in dividendi.

 

Il 19 settembre 2024, l’heritage Foundation organizza una conferenza a Varsavia per contrastare il «pericoloso progetto» di consolidamento dell’ue assieme al think tank euroscettico polacco Ordo Iuris. Come il confratello ungherese, anche l’ordo Iuris ha legami con Mosca tramite il World Congress of Families, associazione finanziata dall’oligarca russo Konstantin Malofeev e legata al politologo putiniano antieuropeo Aleksandr Dugin. Lo stesso sito di Ordo Iuris scrive che «al termine della conferenza, i partecipanti si sono riuniti per discutere dell’eccessiva centralizzazione dell’unione Europea, e che sono state prese decisioni preliminari su possibili attività congiunte da intraprendere».

 

2025: si scoprono le carte

 

L’11 marzo l’heritage Foundation riunisce a Washington alcuni dei maggiori think tank euroscettici d’oltreatlantico per discutere di come riformare le attuali strutture dell’ue. In quell’occasione, in un «workshop a porte chiuse» si dibatte un rapporto prodotto da Mcc e Ordo Iuris. Intitolato: «Il Great Reset: ripristinare la sovranità degli Stati membri nel XXI secolo», il documento invoca «lo scioglimento dell’ue nella forma attuale».

 

Il 1° maggio Trump, a un mese dal ballottaggio delle elezioni presidenziali polacche, incontra nello Studio Ovale Karol Nawrocki, il candidato euroscettico e fermo oppositore di una maggiore integrazione europea, e invita i polacchi a votare per lui.

 

Pochi giorni dopo, l’agenzia stampa britannica Reuters rivela che una delegazione del Dipartimento di Stato Usa, guidata da Samuel Samson, incontra a Parigi alti funzionari del Rassemblement National di Marine Le Pen, il partito più euroscettico della Francia. Nella pagina Substack del Dipartimento, Samson scrive: «Un’europa che sostituisce le sue radici spirituali e culturali (...) e che centralizza il potere in istituzioni composte da funzionari non eletti è un’europa meno capace di resistere alle minacce esterne e al decadimento interno (...). Il regresso democratico dell’europa non solo ha un impatto sui cittadini europei, ma inficia la sicurezza e l’economia americana, oltre che i diritti di libertà di espressione dei cittadini e delle aziende americane».

 

Poche settimane dopo, in un’intervista a Fox News, il presidente dell’heritage Kevin Roberts dichiara: «Siamo all’inizio di un’era d’oro dell’autogoverno in tutto il mondo, e in particolare in Europa. Pensiamo a Nigel Farage, che probabilmente sarà il prossimo primo ministro del Regno Unito, pensiamo a Santiago Abascal in Spagna, il leader del partito Vox». Abascal è oggi tra i leader europei che più invocano «un cambiamento di rotta radicale nell’ue» nel nome della «sovranità nazionale».

 

Coincidenza di interessi

 

Consultando gli archivi dell’agenzia delle entrate americana e i documenti del Parlamento europeo Giorgio Mottola di Report ha scoperto che negli ultimi 5 anni i maggiori think tank conservatori statunitensi hanno investito in Europa 109, 8 milioni di dollari. Secondo Trasparency International e i più esperti analisti per Washington un’europa liberal-democratica unita e funzionante potrebbe essere di intralcio al modello americano sulla scena internazionale, mentre per Mosca limita la libertà di influenza sui suoi ex vicini sovietici. Per entrambi un’europa divisa consente di trattare da una posizione di forza con i singoli Paesi Ue.

 

* Claudio Gatti è un giornalista investigativo che vive a New York. Il suo ultimo libro «Noi, il popolo» sull’origine degli Stati Uniti è stato pubblicato il 7 novembre da Fuoriscena

 

 

  • Thanks 2
1 ora fa, criMan ha scritto:

A me non va bene ne il comportamento Americano ne quello russo.

Ma è così evidente che c'è una convergenza di obiettivi (cfr articolo Gabanelli) tra Usa e Urss nel contrastare, se non nello smantellamento, del progetto europeo ... 

Una interessantissima puntata di Tutta la città ne parla, specialmente l'intervista a Manlio Graziano, geopolitica, prof. alla Sorbona e a Milena Gabanelli 

.

Putin, Trump e la comune teoria del caos | Rai Radio 3 RaiPlay Sound
https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Tutta-la-citta-ne-parla-del-01122025-7df126f0-9a0c-4425-9f53-44208d1f8c53.html

ascoltoebasta
2 ore fa, criMan ha scritto:

A me non va bene ne il comportamento Americano ne quello russo.

Anche a me fan cagher entrambi,ma ripeto che se si vuol fare un ragionamento che non sia il "tu da che parte stai?",si devono tenere necessariamente ed esclusivamente in considerazione gli affari geopolitici,che sono stati il motore di tutto,sia nel creare consapevolmente le condizioni che han portato all'invasione,così come lo sono le richieste russe e le azioni contro gli stati minori al suo confine,effettuate sia dalla russia che dall'occidente,e saranno sempre gli interessi geopolitici a determinare le condizioni che conduranno,spero presto,ad accordi per porre fine a questa situazione.Davvero qualcuno crede che non siano gli interessi immediati e futuri ad essere l'ago della bussola? Si discuterà e concorderà relativamente a questi interessi.

Sono fonte di affari e vergognosi sorrisi soddisfatti,tra imprenditori, anche le tragedie come i terremoti e le ricostruzioni a venire,figuriamoci mega interessi planetari come le guerre,con fondi internazionali che speculano,lobby di armi che spingono per il prolungamento dei conflitti etc,questa è la cruda realtà,e se noi stiam qui a filosofare col piglio sentimentale e umanitario,saremo destinati ad una perenne alta marea senza mai giungere alla riva,perlomeno nelle discussioni tra di noi.

  • Thanks 2
6 ore fa, wow ha scritto:

Uno spettro si aggira per l’Europa: è quello della disgregazione dell’unione europea.

Se la UE farà una brutta fine la colpa andrà data in gran parte ai suoi governati attuali che la stanno portando verso il baratro. Per quanto riguarda gli USA é dal 1992 che operano per distruggerla, ma la Gabbanelli evidentemente l'ha scoperto ora…meglio tardi che mai 👎 

  • Melius 2
3 ore fa, ferdydurke ha scritto:

Se la UE farà una brutta fine la colpa andrà data in gran parte ai suoi governati attuali che la stanno portando verso il baratro. Per quanto riguarda gli USA é dal 1992 che operano per distruggerla, ma la Gabbanelli evidentemente l'ha scoperto ora…meglio tardi che mai 👎 

Lasciando perdere quando la Gabanelli ha scoperto cosa, l'articolo è comunque interessante. Come scritto, la UE, non solo è nel mirino delle fondazioni ultra conservatrici, che sovvenzionano, a suon di centinaia di milioni, partiti e movimenti sovranisti, euroscettici e neonazisti, i vari Orban (l'Ungheria si è ripresa grazie ai fondi UE) e Farage ma, ormai da diversi decenni, è  nel mirino delle intelighentia sovraniste russa (Dugin e compagnia) iraniana, nordcoreana ecc. Credo siano cose notissime, anche se non si leggono sul Fatto quotidiano. 

Peraltro, gli spigolatori del "l'avevamo previsto" fatalmente sfugge la profetica intervista di sei anni fa a Putin nella quale con il suo consueto e minaccioso fare paramafioso, proprio mentre vendeva migliaia di miliardi di euro in gas e petrolio alla UE, dichiarava che l'ideale liberale europeo era ormai obsoleto (per cui l'Europa e i suoi staterelli non hanno più ragione di esistere).

Comunque questa litania dei governanti attuali che stanno portando verso il baratro l'Europa, avrebbe anche stufato. I governanti attuali non arrivano da Marte e non ci sono imposti dai marziani, sono l'espressione dell'elettorato europeo (come detto ampiamente influenzato da potenze straniere) e  senza considerare che ci sta andando ancora bene perché vedrai cosa succederà se saliranno quelli che vogliono veramente distruggere o smembrare l'Europa.

La realtà è che l'Occidente ha vissuto relativamente bene in passato perché era il solo a sfruttare tutte le risorse del mondo e a dominarlo, provocando peraltro tutti i sensi di colpa che ci attanagliano, in misura differente, oggi.

Le risorse sono aumentate, ma sono aumentate proporzionalmente di più per i nuovi arrivati.

Vince la paura del futuro, è diffusa la sensazione che le cose andranno peggio di come stanno oggi. C'è bisogno di sicurezza, di protezione, ma non si capisce da che cosa bisogna essere protetti. Si accumula un'ansia che ha bisogno di capri espiatori. Si parla dei migranti ,di sostituzione etnica, di criminalità.  C'è la crisi, la colpa è dell'Europa, c'è disoccupazione, la colpa è dell'Europa, c'è l'inflazione, la colpa è dell'Europa, gli Usa , sotto il cui ombrello ci siamo sentiti tutto sommato protetti, ci abbandonano, la colpa è dell'Europa. Con l'aggravante che, in queste situazioni, come abbiamo visto in Europa e in USA, spunta inevitabilmente l'uomo forte ma imprevedibile che promette la luna.

  • Melius 1

Gli USA con la complicità di Putin, non c'entra niente chi è presidente, non hanno mai visto di buon occhio la UE fatta dall'Euro.

Da comunità EU gli importa ma fino ad un certo punto, da fastidio ma non muoverebbero un dito per impedirla, quello che a loro preoccupa ero una Europa unita politicamente e con una costituzione, ha fatto sì che i franciosi la bocciassero. Ma nonostante questa bocciatura ben vista dagli USA, gli europei sono andati avanti con l'Euro 

Se noi fossimo stati al loro posto avremmo agito allo stesso modo.

Non avremmo tollerato che la nostra moneta che è la moneta mondiale e che viene usata per gli scambi commerciali avesse una forte moneta che rischia di prendere piede negli scambi commerciali, cosa realmente accaduta.

Il problema degli USA non è la visione europea o la politica europea, ma l'Euro 

 

9 ore fa, wow ha scritto:

C'è la crisi, la colpa è dell'Europa, c'è disoccupazione, la colpa è dell'Europa, c'è l'inflazione, la colpa è dell'Europa, gli Usa , sotto il cui ombrello ci siamo sentiti tutto sommato protetti, ci abbandonano, la colpa è dell'Europa. Con l'aggravante che, in queste situazioni, come abbiamo visto in Europa e in USA, spunta inevitabilmente l'uomo forte ma imprevedibile che promette la luna.

La crisi c’è pure negli USA e molto più grave di quello che normalmente si pensa, un debito di 37 milion dollar fa tremare la Fed, senza considerare la sfida della Cina. La UE intanto non andava allargata ai paesi ex-URSS che creano solo casini e sono governati da regimi semi-totalitari e poi, sopratutto la UE dovrebbe fare i nostri interessi cosa che oggi non fa, basta pensare all'accordo capestro della VdL con Trump o a tutti i soldi nostri finiti nel buco nero dell'Ucraina. Insomma ci vuole un cambio di passo perché così la UE si fa del male da sola

  • Melius 1



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