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Droni...su base nucleare Francese


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ascoltoebasta

Già,sarebbe curioso scoprire se davvero da 60 anni e più non son stati sottratti illegalmente territori ai palestinesi,se non son stati avvelenati i campi,se non son stati uccisi migliaia di innocenti in attesa di cibo,poi sarebbe anche curioso sapere se a chi ha commesso questi crimini l'europa ha mosso qualche sanzione o se ha finanziato e venduto armi,ah già è vero qui molti danno credito ai giornalai che negavano il genocidio,a chi raccontava menzogne,chiare a chiunque,e rivelatesi tali,chi ha avuto la libertà e l'onestà di chiamare le cose col loro nome da un po' fastidio perchè le ha fin da subito chiamate con l'unico nome che avevano.

Ma si sa che la propaganda pretende i fubini,i mieli,i severgnini,i parenzo,giornalai che riescono a raccontare (con schiena dritta eh),l'esatto opposto (dimostrato dai fatti) di quel che sta accadendo.

  • Melius 1
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ascoltoebasta

Comunque ci si ostina a non capire che qui è geopolitica e i suoi interessi,la russia ha i suoi,la NATO ha i suoi,è arrivata ad avere basi militari in ogni parte del mondo e ai confini della potenza da sempre nemica,si deve esser proprio ciechi e sordi per non capire e prevedere che gli equilibri eran già stati pericolosamente alterati da tempo,alla russia con i nuovi accordi con la cina,dell'europa importa davvero poco,ma importa agli USA che la russia non sia totalmente legata alla cina,quindi ci lascia nella melma in cui ci siamo calati e si preoccupa di un affare ben più urgente.

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ascoltoebasta

Ricordatevi sempre dei pagliacci che ci han detto che dovevamo scegliere tra condizionatori e pace,una minkiata come questa il dibba non la direbbe neanche da straciucco,e poi ci sarebbero le pale dei russi,i microchip rubati dagli elettrodomestici,le dita usate dai russi come baionette,i missili russi ormai terminati già tre anni fa,etc,etc,etc,il guaio è che questa vergogna di giornalisti mezze calzette campano con i finanziamenti di tutti noi,così come le TV propagandiste che danno loro spazio e visibilità......e che negavano il genocidio.

  • Melius 2
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Dibba stasera ha ripetuto le stesse minchiate: i condizionatori, il Messico, il cane che abbaia, le zone di influenza, le pale, le lavatrici, le baionette. 

Ormai sai benissimo come rispondono. 

Lui però si fa pagare. 

Qui sono tutti geostrateghi di scuola brezinskiana.

Federico Bretellini però lo ha messo un po' in ridicolo.

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Meno male che ci andate voi in TV a presentare i vostri libri.

Avete capito tutto e gli altri o sono putiniani, ricordo che putiniani lo eravate voi anche quando le cose di cui lo accusate erano già successe a parte la guerra attuale contro l'Ucraina 

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Gaetanoalberto
5 minuti fa, loureediano ha scritto:

ricordo che putiniani lo eravate voi anche quando le cose di cui lo accusate erano già successe

What ?

Comunque, visto che da un bel pezzo la UE si é liberata dalle guerre ed ha stabilito un sistema costituzionale rispettoso delle libertà, per quanto imperfetto, penso i suoi cittadini abbiano titolo per criticare le invasioni e gli autoritarismi.

Le continue repliche sugli eventuali sbagli storici non legittimano mica quelli presenti..

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Un articolo dell'ondivago (fino a ieri innamorato di Tramp) Federico Bretellini per l'amico @ascoltoebasta

 

PARADOSSI GEOPOLITICI

 

I due alleati, dal sostegno al disprezzo

Bacchettate agli amici, pragmatismo con le autocrazie

Corriere della Sera7 Dec 2025Di Federico Rampini

 

Che cosa c’è di veramente nuovo, nell’ingerenza di Donald Trump nella politica europea? Nell’ultimo documento strategico della Casa Bianca il Vecchio continente viene definito a rischio di decadenza (economica, demografica, morale), nonché esposto a una degenerazione illiberale.

 

Per quanto l’esercizio sia faticoso, è utile metter da parte l’amor proprio offeso, la ripicca emotiva, e provare un’analisi di taglio storico. Dalla fine della Seconda guerra mondiale, gli 80 anni dei rapporti transatlantici pullulano di interferenze, trame, macchinazioni, segrete o alla luce del sole. Durante la Guerra fredda le interferenze americane furono giustificate dal fatto che l’unione sovietica faceva altrettanto da parte sua: finanziava partiti e sindacati di sinistra, manovrava movimenti pacifisti a senso unico (sempre contrari a un solo riarmo, quello occidentale), nutriva forze fiancheggiatrici nel mondo intellettuale. L’america, fin dall’epoca di presidenti democratici come Truman e Kennedy, repubblicani come Eisenhower, praticò le intromissioni nella politica interna degli alleati. Per l’italia la storia ebbe inizio con gli aiuti alla Democrazia cristiana di De Gasperi: dall’uso «politico» del Piano Marshall per la ricostruzione fino ai finanziamenti occulti. Nei momenti più bui della Guerra fredda, quando si temeva un’invasione sovietica dell’europa occidentale che la Nato forse non avrebbe saputo contrastare, ci fu la stagione delle organizzazioni clandestine di «resistenza», in cui vennero ingaggiati servizi segreti deviati, forze neofasciste, organizzazioni criminali. Il cosiddetto «fattore K» — il veto implicito di Washington contro l’ingresso dei comunisti al governo — durò fino agli anni Settanta: il timore che l’america potesse orchestrare qualcosa di analogo al golpe cileno contro Allende (1973) ispirò il «compromesso storico» di Berlinguer, l’alleanza con la Dc doveva anche rassicurare gli Usa.

 

Forme di ingerenza più benevole e trasparenti, ci furono vent’anni dopo quando il democratico Bill Clinton guidò la Terza Via, movimento liberal-progressista che coinvolse Tony Blair, Gerhard Schröder, Romano Prodi, Massimo D’alema. Il rapporto fra Barack Obama e Matteo Renzi ne era l’ultima versione.

 

In che misura Trump può essere descritto come la versione di destra, o di estrema destra, di questi 80 anni di intromissioni? L’analisi del documento strategico copia quella che il vicepresidente JD Vance fece all’inizio dell’anno alla conferenza di Monaco. Tra i pericoli che individua in Europa ci sono l’immigrazione e la censura «woke». Per il mondo Maga (Make America Great Again) l’ostilità verso Israele e l’ondata di antisemitismo nel Vecchio continente sono la conseguenza dell’immigrazione da Paesi islamici, che condiziona la politica estera oltre a minacciare i valori della civiltà europea. La libertà di espressione è limitata da regole che dietro l’imparzialità burocratica tradiscono la stessa intolleranza «woke» delle élite progressiste in America. Ha fatto scalpore negli ambienti Maga l’arresto di un noto autore di satira in Inghilterra, per aver offeso la comunità transgender. Questa deriva illiberale nell’ottica di Trump, Vance e Musk si intreccia con la stagnazione demografica ed economica dell’europa, la poca innovazione tecnologica, l’ipertrofia burocratica, e sfocia nella cupa previsione di un declino terminale.

 

Questa visione è condivisa da forze di destra o di estrema destra in Europa. Segna una rottura rispetto agli ultimi 80 anni e ha dei punti deboli evidenti. Una contraddizione interna è il confronto con l’approccio pragmatico verso Cina, Russia, Medio Oriente: in queste parti del mondo l’america trumpiana si libera da ogni residuo di «missione civilizzatrice», non pretende di esportare valori, non entra nel merito dei modelli politici. A Putin, Xi Jinping e Mohammed Bin Salman si applica la realpolitik secondo l’eredità di Henry Kissinger, agli europei invece si impongono dettagliate pagelle sulle loro scelte interne.

 

La seconda debolezza è tattica. Durante la Guerra fredda la sponda per gli americani erano partiti come la Dc, con largo consenso e radici profonde nella cultura nazionale. Oggi Trump e Vance giocano a favore di forze ai margini dello spettro politico come l’afd tedesca o Farage a Londra. Washington imbarazza partiti conservatori come la Cdu di Merz, che pure è vicino all’america Maga su tanti temi: vuole ridurre l’immigrazione e annacquare l’agenda Green; avvia il riarmo tedesco; è protezionista contro la Cina; non è anti-israele. Kissinger fu segretario di Stato di un presidente repubblicano molto anti-europeo, Nixon; però avrebbe condannato il documento di Trump come un autogol: indebolisce gli amici dell’america e rafforza i suoi nemici.

 

 

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ascoltoebasta

@wowD'accordissimo su tutto,come sempre ho scritto, si tratta di interessi geopolitici,che a volte vengon mascherati con la scusa di voler esportare o preservare libertà e democrazia,altre volte si palesano in modo differente,il fatto che gli equiliibri (sempre precari in geopolitica) siano stati costantemente alterati con un accerchiamento continuo fino ai confini di quello che è sempre stato dichiaratamente il nemico,potevano portare solo ad un tipo di risultato,e infatti proprio lì si è arrivati.

Agli USA ora preoccupa di più una solida e duratura alleanza cina/russia rispetto ad una europa con tendenze autodistruttive e ormai lontana da una valida competitività internazionale,e il peggio temo debba ancora arrivare.

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Basterebbe finirla con il abbiamo bisogno di armarci e destinare tutti i soldi che abbiamo noi e dedicarli alla ricerca, siamo in fortissimo ritardo ma se tutta l'Europa fa quadrato e non parla più di armiamoci e partite, possiamo farcela, unico problema, ci sono i franciosi.

Quindi Europa super unita ma Francia se ne torna con il franco.

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