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Ma davvero l'EEG culturale della destra è piatto?


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Il 25/12/2025 at 12:12, shoegazer_82 ha scritto:

perché in tre anni vi sono governi che cambiano sensibilmente lo stato di un paese?

Sarebbe un passo avanti non inondare il web, la tv e i giornali di trionfalismi da operetta. Non attaccare selvaggiamente le voci di dissenso sarebbe chiedere troppo. 

@garmax1

Grazie della stima che hai nei miei confronti.

Ma pensi che da quei quattro scritti che si fanno sul forum di conoscermi bene?

Un po’ presuntuoso sei.

Certamente con questi quattro cialtroni e cacciapalle al governo non c’entro proprio niente.

Con alle spalle una famiglia che di e’ prodigata  a scacciare i nazifascisti dall’Italia ,il mio pensiero non può essere positivo ,con un governo che tiene dentro una Santanche’ che è accusata di frode nel confronto dello stato ,poi nel periodo più difficile che sia l’Italia che il mondo ha passato al tempo del Covid.

Quindi datti una regolata quando mi menzioni .

Comunque ti auguro di passare non solo delle buone feste ,ma una buona vita ,o meglio una vita buona.

 

 

14 minuti fa, jedi ha scritto:

@garmax1

Grazie della stima che hai nei miei confronti.

Ma pensi che da quei quattro scritti che si fanno sul forum di conoscermi bene?

Un po’ presuntuoso sei.

Certamente con questi quattro cialtroni e cacciapalle al governo non c’entro proprio niente.

Con alle spalle una famiglia che di e’ prodigata  a scacciare i nazifascisti dall’Italia ,il mio pensiero non può essere positivo ,con un governo che tiene dentro una Santanche’ che è accusata di frode nel confronto dello stato ,poi nel periodo più difficile che sia l’Italia che il mondo ha passato al tempo del Covid.

Quindi datti una regolata quando mi menzioni .

Comunque ti auguro di passare non solo delle buone feste ,ma una buona vita ,o meglio una vita buona.

Tutto questo scritto dimostra (come ho scritto prima) poca comprensione dei post altrui. 

Cosa interessa a noi della tua gloriosa famiglia oppure della Santanché? 

Per gli auguri  ricambio, ma senza limitazioni. 

Quindi amore allo stadio più alto 

@garmax1

Lasciamo perdere della mia famiglia ,anche se in via indiretta dovrebbe interessati perché ha permesso a tutti noi di avere un pensiero libero ,anche se talvolta superficiale.

Ma no della Santanchè dovrebbe interessarti ,visto che tutti noi(oddio proprio tutto no) ,la paghiamo perché faccia il suo lavoro con disciplina e onore.

Queste sono le cose che dovrebbero contare ,e se vedi scrivo pochissimo per quello che riguarda hi-fi ,perché se anche ho una mia Igea ben precisa ,non è quello che mi può cambiare il mondo

extermination


I Jedi utilizzano solamente il lato chiaro della Forza e perseguono ideali di purezza, armonia, rispetto per tutte le forme di vita ed elevazione individuale. A tal fine seguono un rigido codice di condotta, che regola la vita comunitaria, il loro comportamento, la loro dottrina e il loro sistema di valori. Per i Jedi sono proibiti la ricerca di potere e di ricchezza personale, i legami affettivi come il matrimonio e le emozioni negative quali odio, rabbia e paura, che portano un individuo a cedere al lato oscuro della Forza. I loro nemici giurati sono i Sith, i quali adottano una visione polarmente opposta dell'individuo, della vita e della Forza.L'ordine è dedito prevalentemente allo studio e alla pratica della Forza, ma si occupa anche di mantenere la pace e la giustizia nella Repubblica Galattica

6 ore fa, Guru ha scritto:
8 ore fa, permar ha scritto:

si sentono offesi del fatto che la Cultura e' a sinistra eppoi nominano ministro uno come Giuli

Effettivamente questo chiude qualsiasi possibilità di replica.... Uno più puffone di Julie non esiste 

 

 

E a proposito di Veronesi mi pare abbia gioco facile sparando (solo" su certi aspetti dell'enturage culturale di destra governativa... 

https://www.raiplay.it/video/2021/09/Vitalia---Alle-origini-della-festa---Le-feste-popolari-dedicate-alla-Dea-della-Spiga---08092021-59a1794e-1187-4f92-98fa-93f076eb4514.html

 

Veronesi non mi pare  sia questo fiore all'occhiello dell'intellettualità della DX; l'ho incrociato qualche volta leggendo le sue assurdità su Pasolini il quale viene tirato per la giacchetta anche dai destri in modo mistificatorio pur di poter annoverare un grande nome della cultura, dell'arte, di tante altre cose umanistiche nelle loro pinghe liste. 

Facciamo così, almeno si capisce da dove è partita la polemica e, soprattutto, che non si tratta solo di uno scontro tra intellighenzie:

.

"Da quando è al governo la destra non è cambiato nulla nella nostra vita di italiani, di cittadini, di contribuenti e anche in quella di «intellettuali», di «patrioti» e di uomini «di destra». Tutto è rimasto come prima, nel bene, nel male, nella mediocrità generale e particolare. E perdura anche il clima di intolleranza e censura verso le idee che non rientrano nel mainstream.
Non saprei indicare qualcosa di rilevante che segni una svolta o che dica, nel bene o nel male, al Paese: da qui è passata la destra – sovranista, nazionale, sociale, patriottica, popolare, conservatrice o che volete voi – e ha lasciato un segno inconfondibile del suo governo.
Lo diciamo senza alcun piacere di dirlo, anzi avremmo più volentieri taciuto, occupandoci d’altro; lo scriviamo solo per non sottrarci, almeno a fine anno, a tentare un bilancio onesto, realistico e ragionato della situazione. Le campagne propagandistiche filogovernative e antigovernative raccontano trionfi e catastrofi che non ci sono, sceneggiano paradisi o inferni inverosimili: prevale il purgatorio della routine.
Mediocritas, plumbea o aurea, senza tracolli. Nulla di significativo e di sostanziale è cambiato nella vita di ogni giorno, negli assetti del Paese, nella politica estera ma anche sul piano delle idee, della cultura e degli orientamenti pubblici e perfino televisivi, eccetto l’inchino al governo; tutto è rimasto come prima, salvo le naturali, fisiologiche evoluzioni e involuzioni. E in Rai?
Ancora Vespa, Benigni e Sanremo, per dirla in breve.
Niente di nuovo, da nessuna parte.
Solo vaghi annunci, tanta fuffa, piccole affermazioni simboliche, del tipo «l’oro è del popolo italiano», un po’ di retorica comiziale e qualche ipocrisia.
Non è emerso alcun astro nascente, nessuna nuova promessa in ambito politico, mediatico, culturale o nella pubblica amministrazione. C’è lei, solo lei, il resto è contorno e comparse.
Chi assegna ancora qualche valore alle appartenenze politiche deve abituarsi a considerarle esattamente come le passioni sportive: puoi tifare per una squadra come per un partito, per un tennista come per un leader, ma sai che se vince o se perde non cambia nulla nella realtà, nella tua vita e in quella pubblica.
Non siamo delusi da questa assenza di svolta perché non ci eravamo mai illusi; sin da prima delle elezioni e poi quando s’insediò al governo la Meloni avvertimmo che non sarebbe cambiato nulla di sostanziale, nessuna svolta a destra era all’orizzonte né avrebbe mai potuto esserci; per andare al governo e per restarvi, la Meloni avrebbe seguito alcune linee obbligate e rinunciato ad altre battaglie politiche annunciate quando era all’opposizione, magari lasciandole balenare ancora solo nei comizi. Insomma avrebbe seguito e rispettato gli assetti interni e internazionali e le direttive, si sarebbe attenuta alla linea Draghi, e nei comportamenti avrebbe adottato uno stile mimetico di tipo democristiano. Così è stato.
Per mantenere il consenso ha giocato di rimessa, puntando sugli errori e le intolleranze della sinistra che creano ondate di rigetto e di solidarietà con chi ne è vittima. Del resto non c’era nemmeno una classe dirigente adeguata alla sfida e in grado di poter cambiare veramente il corso delle cose.
Ma anche chi oggi la contesta dall’opposizione non avrebbe fatto diversamente se fosse stato al governo, si sarebbe attenuto alle direttive dominanti, avrebbe seguito le stesse linee di fondo.
La Meloni ha governato con abilità, astuzia, prudenza e con una mimica verace e una verve passionale che suscitano simpatia. Si è affermata a livello interno e internazionale, aiutata dall’assenza di competitori adeguati all’opposizione e di alleati che potessero insidiare la sua leadership, e favorita all’esterno dal vuoto di leader europei, con capi di governo meno forti e meno popolari di lei.
L’unica vera novità politica deriva da un riflesso d’oltreoceano: l’elezione di Donald Trump nel bene e nel male ha ridisegnato il campo e gli scenari. A livello internazionale, quell’elezione ha aumentato il peso della Meloni, come sponda europea dell’Atlantico, e lei si è barcamenata a livello internazionale tra le due linee. Ma il peso dell’Italia resta relativo e permane la doppia dipendenza euroatlantica. Il margine di autonomia è tutto nel sapersi destreggiare tra le due sponde. Una sola raccomandazione: si tenga almeno lontana dallo scellerato eurobellicismo.
Per la Meloni è una situazione favorevole che non ha precedenti, che le garantisce la navigazione fino a conclusione della legislatura, durata e stabilità, salvo inciampi e imboscate; prima di lei i cicli politici non sono durati più di tre anni (Renzi, Conte, Draghi più altre più brevi meteore).
Mezza Italia non va a votare ma in quell’altra metà la Meloni con la sua coalizione riesce a prevalere. Tre quarti del popolo italiano, dice il Censis, non crede più alla politica.
È nato un nuovo populismo anti politico. È questo l’ultimo stadio del populismo, quello di chi diffida ormai della politica e se ne tiene alla larga. Ma questo malumore generale vive nella sua dimensione privata e individuale, senza sbocchi politici.
La politica tramonta, come è tramontata la religione, e pure l’amor patrio e ogni altra appartenenza significativa; il nuovo populismo anti politico si fa virale ma molecolare, miscredente e autoreferenziale.
Tutti lasciano la piazza, ognuno se ne va per conto suo. Non crediamo, come taluni sostengono, che la Meloni, appena varcata la soglia dei 50 anni, età minima per candidarsi, abbia in mente di puntare al Quirinale dopo il lungo regno di Mattarella; sarebbe un salto prematuro, quasi un prepensionamento precoce, che avrebbe senso solo con una riforma presidenzialista: ma non è alle viste, mentre l’ipotesi di rafforzare il premierato è concreta, trova consensi trasversali e conferma che il progetto meloniano sia quello di restare ancora a Palazzo Chigi, con maggiori poteri. Peraltro non è mai accaduto che un vero leader politico in Italia sia diventato capo dello Stato: nessuno nella decina di leader e premier forti che abbiamo avuto nella nostra storia repubblicana è mai diventato presidente della Repubblica.
Con questa analisi disincantata sappiamo di scontentare sia i lettori che sostengono con entusiasmo o quantomeno con fedeltà di schieramento la Meloni e il suo governo; sia quanti, viceversa, trovano troppo indulgenti e benevoli i nostri giudizi sul governo Meloni che ai loro occhi avrebbe invece tradito gli italiani e le sue promesse.
Questo dissenso bilaterale tra i lettori ci spinge ancor più a parlare sempre meno di politica e di governo; ma riteniamo che sia nostro primo dovere, una tantum, dire ciò che ai nostri occhi ci sembra essere la verità della situazione. Possiamo sbagliarci, naturalmente, ma ci rifiutiamo di fingere e di ingannare. Se poi ad altri fa piacere credere alle fiabe, fatti loro.
"

M.V.

  • Thanks 1
51 minuti fa, Guru ha scritto:

Per quanto mi riguarda spernacchiare un personaggio da fumetti come Giuli è cosa buona e giusta.

Certo, libero di farlo. 

Importante che non ti incazzi come gli anziani della sinistra che sono quasi peggio di quelli di destra 😂😂

chissà cosa potrebbe succedere chiudendovi tutti dentro una stanza buia

ma anche con quelli di dx che vorrebbero il velox pure nel corridoio tra camera e bagno

con le pattine obbligatorie e pure il geometra e le sue assurde perversioni 

a saperlo

  • Haha 1
3 ore fa, appecundria ha scritto:

tta. Non attaccare selvaggiamente le voci

Questo lo diamo per scontato anche se non lo è per tutti, ma secondo me è vero che è difficile vedere risultati a breve termine di un azione di governo, anche fosse piena zeppa di nuova legislazione. È più facile vedere gli effetti con l'esecutivo successivo, nel bene o nel male. 

Al netto del limite intrinseco dell'azione politica nelle attuali società complesse.




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