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Melius Club

La vendetta contro la Corte dei Conti


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30 minuti fa, extermination ha scritto:
48 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

silenzio assenso, accompagnato da organici striminziti, é la strada verso la sostanziale rinuncia al controllo

Medesima mia opinione

Perché siete due peccatori malpensanti. 😁

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Batteranno una bella musata col referendum e questo frenerà un po' di ambizioni di smontare il sistema dei controlli (che non è il massimo ma meglio di niente).

Poi dico: una riforma così epocale approvata fra natale e capodanno...la dovevano pubblicizzare di più perché i cittadini ne beneficeranno quasi come dalla rimodulazione delle accise o dal superamento a destra della fornero.

 

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Il danno è fatto

Angelo Canale * | 27 dicembre 2025

 

La riforma della Corte di conti approvata dal Parlamento. Sono discutibili le motivazioni che hanno portato al provvedimento sia il contenuto

 

È il caso di dirlo: il danno è fatto… Mi riferisco alla riforma della Corte di conti appena approvata dal Parlamento.

Intendiamoci: non si discute sul fatto che il Legislatore possa, anzi debba, intervenire per migliorare il servizio reso alla collettività dalla Corte dei conti, a maggior ragione considerando che alla Corte è affidato, dalla Costituzione, il compito di garantire il corretto impiego della risorse pubbliche.

La riforma di un organo di garanzia e di rilevanza costituzionale andava però seriamente valutata, con il coinvolgimento non dei soli «plaudentes», che si trovano sempre, ma soprattutto delle altre Istituzioni, dell’Accademia, del Foro e degli stessi magistrati: le eventuali motivate osservazioni, anche le critiche, potevano aiutare a migliorare il testo.

Discutibili sono le motivazioni e il contenuto della riforma.

Nelle prime, come nel secondo, spicca una superficialità che desta perplessità, sembra cogliersi una carenza di analisi preventive dell’impatto delle nuove regole sul complessivo sistema di tutela delle pubbliche risorse.

Sembra che la riforma sia stata ispirata pressoché esclusivamente dagli obiettivi di contrastare la c.d. paura della firma, che paralizzerebbe i dirigenti pubblici, e di sollevare da responsabilità soprattutto gli amministratori locali.

A tali obiettivi sembrano mirare, ad esempio, le nuove regole che fissano un tetto alla risarcibilità del danno (la maggior parte del quale resterà pertanto a carico della collettività degli onesti cittadini contribuenti), quelle che incidono sull’elemento psicologico della responsabilità, quelle che prevedono la presunzione di buona fede degli amministratori pubblici per gli atti eventualmente dannosi a loro imputabili.

Anche l’estensione della funzione di controllo preventivo o la previsione di una generalizzata funzione consultiva hanno l’obiettivo palese e dichiarato di evitare al funzionario o amministratore pubblico di incorrere in responsabilità patrimoniali.

Emblematica al riguardo è la previsione del «silenzio assenso», che scatta  –  con effetti esimenti sui profili di responsabilità – dopo trenta giorni dalla richiesta del parere!

Non bisogna essere dei geni per capire che questa norma spingerà inevitabilmente tutti i soggetti pubblici, tutte le migliaia e migliaia di stazioni appaltanti, a «cautelarsi» richiedendo un parere sulla cui prevedibile strumentalità non si potranno nutrire dubbi.

È evidente che gli uffici centrali e regionali della Corte dei conti non potranno mai dare un serio e circostanziato parere nei pochi giorni previsti: è allora naturale prevedere che il «silenzio assenso» sarà generalizzato e generalizzata sarà la conseguente esimente per eventuali atti dannosi.

Con buona pace per il principio di responsabilità.

C’è di più.

Il Legislatore ha introdotto le nuove regole (come detto, limitazione del risarcimento del danno al 30% del danno o comunque addebito non superiore a due annualità di stipendio) calibrandole sul pubblico funzionario o, soprattutto, sull’amministratore pubblico: si è reso conto, o qualcuno gli ha fatto osservare, che soggiacciono alla medesima responsabilità risarcitoria anche le persone giuridiche private, come i concessionari? come gli istituti bancari che svolgono funzioni di tesoriere? come i soggetti privati che a vario titolo concorrono all’attuazione di piani e programmi finanziati con risorse pubbliche? Le nuove regole si applicheranno anche a costoro, che pur avendo responsabilità gestorie, con la burocrazia difensiva o la paura della firma non sembra che abbiano nulla a che fare.

Si poteva, si doveva fare meglio; nell’interesse della collettività.

 

*Presidente onorario della Corte dei conti

(già Procuratore generale della Corte dei conti dal 2020 al 2023)

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extermination
5 minuti fa, appecundria ha scritto:

Perché siete due peccatori malpensan

 

Perché in determinati ambiti particolarmente delicati ( edilizia in primis) lo trovo inadeguato ancorché velocizzi le procedure amministrative - senza escludere il rischio di trasformare l'inerzia in assenso.

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6 minuti fa, newton ha scritto:

dovevano pubblicizzare di più perché i cittadini ne beneficeranno quasi come dalla rimodulazione delle accise o dal superamento a destra della fornero.

In realtà lo snellimento burocratico, la certezza del diritto e la sostanziale fine della “paura della firma” potranno sicuramente portare un grosso beneficio per tutti i cittadini.

Certo, non come la proverbiale “scarpa”, gli 80 euro in busta paga di Renzi o i 200 miliardi tra reddito di cittadinanza, bonus e super bonus da far pagare ai governi successivi e alle generazioni a venire.

Queste sono riforme strutturali, a largo respiro, tipiche degli statisti e non dei politicanti di mezza tacca, destinate a migliorare nel complesso l’economia ed a portare vantaggi per tutti.

Cosa che già ora ci è riconosciuta dalle agenzie di rating e dalla stampa indipendente economica di tutto il mondo (da ultimo il Financial Times).

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24 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Ripeto l’obiezione.

Per quale motivo un dipendente pubblico (il giudice)

Quindi è sempre la solita guerra ai giudici? Capisci perché poi nessuno vi crede più? Ogni parola ha sempre un retropensiero.

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@Gaetanoalberto

Noi lo sperimentiamo nel nostro piccolo. In alcuni momenti immagino il lavoro di un dirigente  pubblico di una città.

P.S.: a pranzo con la cugina di mia moglie, dirigente di una ASL che si occupa degli acquisti. Le chiedo la sua retribuzione, è di un terzo inferiore alla mia e in una ASL le gare per milioni di euro sono la norma.

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Questo Tweet è di Marattin, di un’ora fa.

Marattin è di sinistra, campo largo, lato centro-liberale riformista.

La SX per fortuna non è solo quella estrema e populista espressa dai 5stelle e dalla Schlein.

C’e’ ancora molta gente, a sinistra,  che ragiona.
 

La riforma della Corte dei Conti stabilisce che d’ora in poi se un amministratore  pubblico sarà condannato per colpa grave, dovrà risarcire al massimo una somma pari a DUE ANNI del suo stipendio.

Parte dello schieramento politico da giorni urla allo scandalo.

Prima di entrare merito della norma, in questo momento mi interessa sapere cosa pensino costoro del fatto che, da decenni, se ad magistrato succede la stessa cosa (una responsabilità per colpa grave, che tuttavia magari riguarda la galera inflitta ad un innocente) può risarcire al massimo una somma pari alla METÀ del suo stipendio.

Mi piacerebbe capire se pure quello è uno scandalo, oppure no.

Grazie a chi vorrà rispondere.

 

 

 

 

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10 minuti fa, Roberto M ha scritto:

dalle agenzie di rating e dalla stampa indipendente economica di tutto il mondo (da ultimo il Financial Times).

quelle che tesero l'imboscata a Berlusconi e alla ministra della gioventù?

Di Urso dicono niente? perché entriamo nel quarto anno di calo della produzione industriale, auguri a tutti!

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