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Bush e Putin: documenti desecretati di un dialogo mancato (2001–2008)


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@ascoltoebasta raccomandi sempre di studiare, ma se i risultati sono la profonda incoerenza che ti porta a giustificare qualsiasi mossa di Putin perché ci sono sempre gli inevitabili precedenti degli USA, direi che è tempo perso. Trump, similari e un secolo di unione sovietica, nelle sue molteplici manifestazioni, sono lo stesso cancro per l'umanità. Almeno lasciamo perdere questo doppio pesismo.

  • Melius 2
ascoltoebasta
2 ore fa, wow ha scritto:

raccomandi sempre di studiare, ma se i risultati sono la profonda incoerenza che ti porta a giustificare qualsiasi mossa di Putin

Anche a te devo chiedere di prestare attenzione quando leggi,non ho mai una sola volta giustificato putin,anche perchè ho un profondo senso di schifo per chi agisce, anche in politica interna,come fa lui, ho sempre e solo sostenuto la verità,che si sta manifestando proprio in questo periodo,se in geopolitica tra superpotenze si violano certe regole non scritte,il risultato può essere uno solo,e questo lo sanno tutti,infatti come da file di wikileaks,tutti sapevano cosa sarebbe accaduto nel proseguire quel folle piano dopo il golpe del 2014.Se poi per te evidenziare l'ovvio,cioè che non poteva esserci nessun epilogo diverso significa giustificare,purtroppo la differenza con mauro65 si fa quasi impalpabile.

2 ore fa, wow ha scritto:

Trump, similari e un secolo di unione sovietica, nelle sue molteplici manifestazioni, sono lo stesso cancro per l'umanità.

Esatto,Kakkio l'avrò scritto 100 volte che in politica estera sia russia che USA sono e sono stati un cancro,con la differenza che gli USA raccontavano di agire per il bene dei popoli che invadevano,vedi tutta l'america latina e le milionate di morti tra Vietnam e Iraq.

  • Melius 1
maurodg65
11 ore fa, ascoltoebasta ha scritto:

Studia  e capirai qualcosa di geopolitica,altrimenti continuerai a far figure di melma come con i tuoi amici nazisti e genocidi  israeliani,già i file di wikileaks avevano svelato che poteva finire in un solo modo,e che tutti, dai governi USA a quelli europei,lo sapevano,se guardiamo cosa hanno fatto gli USA col Venezuela (Stato sovrano anch'esso),in cui le interferenze straniere sono forse un cinquantesimo di quelle che per anni son state quelle USA in Ucraina,abbiam la conferma che a ruoli invertiti gli USA non avrebbero atteso quasi 20 anni a chiedere di negoziare. I fatti son fatti e il tuo tifo non può cambiarli.

Tu non capisci una beneamata mazza di nulla e non solo di geopolitica, l’Ucraina dalla dissoluzione del URSS era diventato uno stato sovrano, non bastasse questo con la firma del Memorandum di Budapest l’URSS si era impegnata, con la restituzione dell’arsenale atomico sovietico rimasto in Ucraina, a rispettare la sovranità ed i confini del Paese, USA ed UK anch’esse firmarono impegnandosi a garantire l’accordo.    
Gli USA con il Venezuela, in sfregio del diritto internazionale, hanno arrestato o rapito il presidente Maduro e la moglie, non hanno invaso il paese o bombardato i civili come da tre anni sta facendo la Russia con gli Ucraini, non bastasse la popolazione ucraina è unita e decisa a resistere per respingere l’invasione russa, la popolazione venezuelana é in festa per l’eliminazione di un feroce dittatore ed ha oggi la speranza di ritrovare parte della sua libertà ed uscire da una condizione di povertà estrema. 
 

 

11 ore fa, ascoltoebasta ha scritto:

Tu devi aver seri problemi di comprensione,così si spiegherebbe la negazione d'un genocidio confermato da tutti gli studiosi e istituti di ricerca sul genocidio,a livello mondiale,se così fosse non sarebbe neanche colpa tua.

Qui stiamo parlando di altro, dell’Ucraina e non di Gaza, quando vorrai potremo parlare anche di quello ma non qui e non ora perché non c’entra nulla con l’argomento.


 

maurodg65

https://kommander61.substack.com/p/il-baltico-nel-mirino-tra-retorica?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F67d92719-2d55-49ef-86ff-71c98034b9c5_1121x1200.jpeg&open=false

 

Il Baltico nel Mirino: Tra Retorica dell'Escalation e Realtà Strategica

Analisi delle recenti dichiarazioni di Andrei Fedorov e delle implicazioni per la sicurezza europea

KOMMANDER61

GEN 9

Nel complesso scacchiere delle relazioni tra la Federazione Russa e l’Occidente, l’attenzione mediatica e strategica tende a focalizzarsi sul fronte terrestre ucraino. Tuttavia, recenti dichiarazioni provenienti da ambienti vicini al Cremlino suggeriscono uno spostamento del baricentro della tensione verso il Mar Baltico, delineando uno scenario in cui la sicurezza energetica e le norme del diritto internazionale marittimo rischiano di entrare in collisione con una “linea rossa” russa sempre più marcata.

L’analisi che segue integra le prospettive emerse da un’intervista concessa da Andrei Fedorov — figura di spicco della politica russa — alla BBC durante il programma “World at One”, trasmesso alle 13 GMT di mercoledì 7 gennaio, con una valutazione critica e contestualizzata delle capacità reali di Mosca, offrendo una visione d’insieme sulle dinamiche di deterrenza e guerra ibrida in corso.

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L’Ultimatum del Baltico: La Minaccia Cinetica

Le dichiarazioni di Fedorov, caratterizzate da una franchezza inusuale per la diplomazia moscovita, identificano il Mar Baltico come il flashpoint più pericoloso per un potenziale conflitto diretto tra Russia e NATO. Il messaggio è perentorio: un incidente in quest’area non porterebbe a un’escalation nell’arco di giorni o ore, ma di “minuti”.

Il fulcro di tale tensione è geoeconomico. Il porto di Ust-Luga, situato in prossimità del confine estone, rappresenta un asset vitale per il Cremlino, gestendo circa il 60% delle esportazioni petrolifere russe. Questo snodo è fondamentale non solo per i volumi trattati, ma per la sua capacità di bypassare le rotte tradizionali, garantendo il flusso di idrocarburi verso i mercati asiatici.

Fedorov delinea uno scenario preoccupante riguardante la cosiddetta “flotta ombra”: petroliere che battono bandiera russa senza l’approvazione esplicita di Mosca (spesso come misura difensiva degli equipaggi) vengono ora considerate dal Cremlino come “proprietà di stato” da difendere militarmente. Qualsiasi tentativo di interdire queste rotte o interferire con tali imbarcazioni verrebbe interpretato come un attacco diretto alla sovranità russa, legittimando una risposta militare immediata.

La Variabile Americana e il “Grande Gioco” Energetico

Oltre al teatro baltico, l’analisi russa si estende alle implicazioni del possibile ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Le illusioni di Mosca su Trump come “alleato” sembrano essersi dissipate. Le preoccupazioni del Cremlino sono duplici:

-L’Arma del Prezzo del Petrolio: Si teme che l’amministrazione statunitense possa manipolare i prezzi del greggio — anche attraverso pressioni sul Venezuela, storico partner russo ora percepito come vulnerabile — per colpire l’economia russa e minare accordi strategici come quello con il Pakistan.

-La Difesa Missilistica: L’interesse statunitense per la Groenlandia è visto come una minaccia esistenziale, poiché il posizionamento di sistemi di difesa aerea in quell’area interferirebbe con le traiettorie balistiche dei missili russi diretti verso gli Stati Uniti.

-Decostruire la Narrativa: Intimidazione o Realtà Operativa?

Sebbene le parole di Fedorov evochino scenari apocalittici, un’analisi distaccata impone di filtrare la retorica attraverso la lente del realismo storico e militare.

È fondamentale sottolineare che la rilevanza strategica di Kaliningrad, San Pietroburgo e Ust-Luga non è un fenomeno recente, ma una costante della geografia russa preesistente al conflitto ucraino. La minaccia di un’escalation “in minuti” appare, più che una previsione operativa, uno strumento di guerra psicologica volto a testare la coesione degli alleati occidentali.

Diversi fattori ridimensionano la probabilità di un conflitto cinetico immediato nel Baltico:

-Logoramento Convenzionale: Le forze armate russe sono pesantemente impegnate in Ucraina, dove hanno subito un’attrizione significativa. Aprire un secondo fronte convenzionale contro la NATO nel Baltico sarebbe strategicamente insostenibile.

-Diritto Internazionale: Le acque tra Estonia e Finlandia sono spazi internazionali regolati da norme consolidate. Sebbene la Russia utilizzi la retorica delle “linee rosse”, è consapevole che le azioni cinetiche in quest’area innescherebbero l’articolo 5 della NATO.

La Vera Minaccia: Il Dominio Ibrido

La dicotomia tra le minacce verbali di Fedorov e la realtà sul campo suggerisce che il vero pericolo per l’Europa non risieda tanto in uno scontro navale aperto, quanto nell’intensificazione della guerra ibrida.

Mosca continua a investire in strumenti asimmetrici che richiedono meno risorse e comportano rischi minori rispetto al conflitto aperto:

-Attacchi cibernetici alle infrastrutture critiche.

-Operazioni di sabotaggio (es. cavi sottomarini e gasdotti).

-Interferenze elettorali e campagne di disinformazione volte a dividere l’opinione pubblica europea.

Conclusioni: L’Imperativo della Coesione Europea

Le dichiarazioni russe, pur nella loro aggressività retorica, non alterano la mappa strategica fondamentale, ma ne evidenziano la fragilità politica. Con gli Stati Uniti sempre più orientati verso il teatro indo-pacifico (”Pivot to Asia”), l’Europa non può più permettersi di affidare la propria sicurezza esclusivamente all’ombrello americano.

La risposta alle provocazioni russe nel Baltico non deve essere l’allarmismo, ma una deterrenza coerente. L’unità politica, militare ed economica dell’Unione Europea e della NATO è l’unico argine efficace contro una strategia russa disegnata per confondere, distrarre e frammentare il fronte occidentale. Il Baltico rimane dunque un mare in tempesta, non necessariamente per l’imminenza di una guerra, ma come teatro principale di una competizione tra la forza del diritto internazionale e la politica di potenza.

 

ascoltoebasta
5 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Tu non capisci una beneamata mazza di nulla e non solo di geopolitica

Tu non sai miinimamente nulla di quali siano i rapporti geopolitici tra superpotenze e quali reazioni inneschino determinate azioni,in barba a qualunque diritto internazionale o diritto all'autodeterminazione,se neanche i file di wikileaks,che provano in modo indiscutibile che tutti sapevano quale sarebbe stato l'epilogo,vuol semplicemente significare che non vuoi comprendere.Se in Messico,per esempio,la Russia avesse fatto ciò che per anni han fatto gli USA in Ucraina,gli USA non avrebbero atteso anni e anni a chieder negoziati,sempre rifiutati,da chi si crede il padrone del mondo.

5 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Qui stiamo parlando di altro, dell’Ucraina e non di Gaza,

Se uno nega un genocidio riconosciuto a livello mondiale da studiosi e istituti di ricerca sul genocidio,e avvalorato da dichiarazioni di ministri e generali nazisraeliani,difficilmente può comprendere la situazione ucraina,che come è stato dimostrato,poteva finire solo in questo modo.Qua non dovrebbe trattarsi di tifare per l'uno o l'altro ma di prendere atto che il folle "progetto Ucraina" iniziato a metà anni '90,sapevano tutti quali conseguenze avrebbe avuto,rifiutandosi di dialogare,ignorando e destoricizzando la situazione.

maurodg65
Adesso, ascoltoebasta ha scritto:

Tu non sai miinimamente nulla di quali siano i rapporti geopolitici tra superpotenze e quali reazioni inneschino determinate azioni,in barba a qualunque diritto internazionale o diritto all'autodeterminazione,se neanche i file di wikileaks,che provano in modo indiscutibile che tutti sapevano quale sarebbe stato l'epilogo,vuol semplicemente significare che non vuoi comprendere.Se in Messico,per esempio,la Russia avesse fatto ciò che per anni han fatto gli USA in Ucraina,gli USA non avrebbero atteso anni e anni a chieder negoziati,sempre rifiutati,da chi si crede il padrone del mondo.

Non provano nulla i file di wikileaks come non prova nulla ciò che riporta il post iniziale con i documenti desecretati, nulla di diverso da quanto si sapeva e nulla di diverso dai saliti di chi, nella foga di difendere l’operato di Putin, ritiene di avallare teorie che non hanno alcun fondamento logico prima che legato al diritto e che minerebbero l’autonomia di uno Stato sovrano sulla base di un supposto pericolo che viene percepito come tale solo dal paese confinante, vedi l’ipotesi di adesione alla NATO dell’Ucraina e della Georgia che viene riportato in quei documenti, vista  la fine fatta dalla Georgia e di quella che ha fatto l’Ucraina prima nel 2014 e poi ai giorni nostri, direi che non servirebbe dire altro.

6 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

Se uno nega un genocidio riconosciuto a livello mondiale da studiosi e istituti di ricerca sul genocidio,

La richiesta di riconoscere come Genocidio fatta dal Sud Africa alla Corte di Giustizia Internazionale é ancora una richiesta, non c’è alcuna sentenza emessa, non bastasse si potrebbe continuare ma, come già scritto, non ne possiamo parlare qui adesso perché è OT, apri un thread ad hoc se vuoi.
 

ascoltoebasta
2 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Non provano nulla i file di wikileaks

Allora fai apposta a non capire,i file di wikileaks provano che i rischi certi erano a conoscenza di tutti,infatti biden nel 97 dichiarò che se si voleva indurre la russia ad una violenta reazione si doveva far avanzare la NATO a Est,e l'ucraina da sempre è stata riconosciuta,fin dai tempi di Brzezinski e kennan, come la scintilla che avrebbe innescato la bomba,se non comprendi l'ovvio non ci son speranze.

5 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

La richiesta di riconoscere come Genocidio fatta dal Sud Africa alla Corte di Giustizia Internazionale é ancora una richiesta, non c’è alcuna sentenza emessa,

Tutti gli studiosi esperti in genocidio l'hanno riconosciuto come tale,anche i più illustri esperti di genocidio israeliani,ma non vuoi comprrendere quindi le speranze sono a zero.




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