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La scelta del pavimento per la cucina: pro e contro


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2 ore fa, PL-L1000 ha scritto:

@appecundria, è la prima volta che sento il termine ''segati'', ma credo di no.

Da una rapida ricerca mi pare di capire che i segati siano le così dette ''marmette''; i pavimenti cui faccio riferimento sono agglomerati di vari materiali assemblati in loco e poi levigati e lucidati: un corpo unico quindi, al massimo diviso da giunti a filo per evitare fessurazioni, ma parliamo comunque di vaste superfici prive di fughe. Il cocciopesto è altra cosa ancora per aspetto, ma dalle caratteristiche simili. Se cerchi in rete esempi credo troverai molte foto, sono tecniche tradizionali antiche.

Voto anch'io per la veneziana, ce l'ho a casa dei miei, se un giorno non ti va di pulire lei provvede a nascondere tutto (non è ovviamente il caso di mia madre che la faceva lavare tutti i giorni e incerare due volte a settimana)

è un pavimento talmente mimetico che, se ti cade qualcosa di piccino, farai fatica a trovarlo senza aiutarti con una fonte di luce radente

Amedeo.R.

consiglio, il gres in ampio formato 60x60 60x120 120x120 120x280, rigorosamente rettificato. 

Duro come il marmo e lo puoi lavare anche con il napalm, non teme usura e detergenti. 

Esteticamente si può scegliere in tutte le declinazioni, dall'effetto marmo all'effetto legno, agli stili industrial design, con tutti i tipi di finitura che uno può immaginare dal liscio al nodoso, al ruvido, al lucido...se si cerca facilità di pulizia meglio liscio. 

Il grande formato permette di avere poche fughe, i modelli rettificati permettono di avere le fughe strette, solo 2mm che sono obbligatori per legge. 

  • Melius 1
neroacustico

se trovi chi te lo fa, il pavimento alla veneziana è posato e rodato in opera sul posto (graniglia fine). I marmittoni sono mattoni spessi 40x40 (graniglia media). Il segato sono marmittoni a graniglia molto grossa, a volte con i bordi lisci, segati appunto.  

A mio avviso il terrazzo alla veneziana è IL pavimento.  Si adatta ad ambientazioni classiche e moderne grazie alla possibilità di variare a piacere il colore della matrice e la tipologia della "semina": colori, pezzature, forme, etc.  In pratica è un tappeto di pietra tessuto in opera. 

I limiti sono solo la fantasia e il gusto del "designer" che si aggiungono alla bravura del terrazziere. 

6 ore fa, Martin ha scritto:

I limiti sono solo la fantasia

Diciamo che per le persone mortali i limiti sono anche i costi. Un buon terrazziere parte da 100/150 neuri a mq più il costo del materiale (a seconda della preziosità dello stesso) il che porta il costo finito su valori sensibili.

Comunque concordo che resti assieme al legno naturale che per ovvie ragioni uno difficilmente mette in cucina,  "il pavimento"

8 ore fa, Amedeo.R. ha scritto:

consiglio, il gres in ampio formato 60x60 60x120 120x120 120x280, rigorosamente rettificato. 

Duro come il marmo

Molto più del marmo, il gres porcellanato rettificato è perfetto, fughe minime se non praticamente nulle coi formati grandi. 

Io ho montato recentemente il 150 x 75, ma ce ne sono anche di molto più grandi, tipo il 300 x 100.

Ci si può fare anche il top della cucina e pure il lavello, o rivestirne i mobili, se si ha a disposizione un artigiano capace.

Colori quanti se ne vogliono, oppure disegni e repliche perfette di marmi e pietre narurali quante se ne vogliono.

 

  • Melius 1
  • Thanks 1
gibraltar

Ne approfitto per fare una domanda: ma l'ultima moda in fatto di posa dei pavimenti, quella praticamente senza fughe con elementi direttamente accostati tra loro, non rischia di far... "scoppiare" le mattonellone in caso di tensione e micro-movimenti della base sottostante? A me è successo proprio questo, in soggiorno: mattonelle classiche, accostate con fughe minime (diciamo, ad occhio, meno di un millimetro); ha cominciato con una e si è creata una "faglia" che ha attraversato tutta la stanza, con le mattonelle che si sollevavano proprio come una catena montuosa sotto due spinte opposte.

12 minuti fa, gibraltar ha scritto:

scoppiare" le mattonellone in caso di tensione e micro-movimenti della base sottostante?

Stando alla fisica si. La tensione è spesso provocata da dilatazioni termiche differenziali. Ho una casa in Calabria nella quale, se resta chiusa in estate, si arriva a temperature molto alte. E' la seconda volta che saltano i pavimenti. Occorre vedere come si comportano i piastrelloni in situazioni del genere.

E' cmq importante che siano rettificati e di primissima scelta.

@gibraltar allora è il fenomeno di cui ti parlavo per casa mia. Come se mettessi una carta da gioco su un tavolo e la spingessi alle due estremità (è il pavimento che si dilata o la base che si restringe). A un certo punto arriva la rottura fragile e si forma la cresta. Nel mio caso, la seconda volta, i pavimenti furono posati con i distanziali e fughe ampissime ed è successo.

Amedeo.R.
2 ore fa, nullo ha scritto:

Molto più del marmo, il gres porcellanato rettificato è perfetto, fughe minime se non praticamente nulle coi formati grandi. 

Io ho montato recentemente il 150 x 75, ma ce ne sono anche di molto più grandi, tipo il 300 x 100.

Ci si può fare anche il top della cucina e pure il lavello, o rivestirne i mobili, se si ha a disposizione un artigiano capace.

Colori quanti se ne vogliono, oppure disegni e repliche perfette di marmi e pietre narurali quante se ne vogliono.

 

Esattamente, i top in gres per le cucine oggi sono il benchmark per resistenza e praticità e li hanno in catalogo praticamente tutti i mobilifici, anche se poi li chiamano con nomi diversi. 




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