Questo è un messaggio popolare. robem Inviato 9 ore fa Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 9 ore fa Il problema dei frutti di mare sta nel fatto che consumati crudi, sono molto pericolosi. E il punto più scomodo della questione non è il rischio in sé: è che le persone lo sanno, o lo intuiscono, e continuano a mangiarli lo stesso. La cozza cruda è uno di quegli alimenti per cui nessuna campagna di informazione ha mai funzionato davvero, perché il piacere che procura è immediato e concreto, mentre il rischio è remoto e statistico. Vince sempre il piacere. Questo rende il problema igienico dei frutti di mare crudi fondamentalmente diverso da altri rischi alimentari. Non si risolve con l’educazione del consumatore, perché il consumatore già sa — e sceglie comunque. Non si risolve nemmeno solo con i controlli sulla filiera, per ragioni che vedremo. Tra le malattie trasmesse dai frutti di mare crudi, l’epatite A occupa un posto speciale. Il virus che la causa — HAV — viaggia per via oro-fecale e trova nei molluschi bivalvi un vettore quasi perfetto. Le cozze, le vongole, le ostriche sono animali filtratori: si nutrono aspirando l’acqua marina e trattenendo tutto ciò che vi è disciolto, nutrienti e patogeni insieme. Se l’acqua in cui vivono è contaminata da scarichi fognari — e in molte zone costiere del Mediterraneo lo è, almeno periodicamente — i molluschi concentrano nel loro corpo il virus in quantità che nessun processo di depurazione standard riesce a eliminare completamente. Il limone non serve. L’aceto non serve. La “scottatura” veloce non serve. Come fare? Vediamolo insieme. L’unico modo per inattivare il virus è la cottura prolungata e uniforme fino a temperature molto alte al cuore del mollusco. Non basta che le cozze si aprano: l’apertura delle valve avviene a temperature troppo basse per uccidere il virus. Questo è un dato di fatto che la comunità scientifica ribadisce da decenni e che la maggior parte dei consumatori continua a ignorare, perché cuocendole si perde completamente il gusto. In questo contesto, due regioni del Sud Italia con tradizioni gastronomiche molto simili — Puglia e Campania — hanno scelto strade radicalmente diverse per affrontare il problema. E i risultati sono stati radicalmente diversi. La storia pugliese inizia con una catastrofe. Negli anni 1996 e 1997, la Puglia fu colpita da una delle più gravi epidemie di epatite A mai registrate in Italia in epoca moderna. Il virus, partito dalla provincia di Bari (ovviamente attraverso il consumo di frutti di mare), si diffuse progressivamente a tutte le province, raggiungendo un picco con oltre 4.600 casi notificati in pochi mesi. L’incidenza toccò valori che non si vedevano da decenni: oltre 130 casi ogni 100.000 abitanti in un anno. Ospedali sotto pressione, famiglie colpite, la Puglia con i suoi mercati del pesce e le sue tradizioni di frutti di mare crudi si trovò a fare i conti con una crisi sanitaria che non poteva essere ignorata. La risposta istituzionale fu pragmatica e, in retrospettiva, visionaria. La regione decise di non limitarsi a rinforzare i controlli sulla filiera dei molluschi o a fare campagne di sensibilizzazione — misure che erano già in vigore e che evidentemente non avevano impedito l’epidemia. Decise di vaccinare. Il vaccino contro l’epatite A fu inserito nel calendario vaccinale regionale e offerto gratuitamente a tutti i neonati e agli adolescenti. La logica era semplice: se non si può contare sul comportamento dei consumatori, e se i controlli sanitari non riescono a garantire la sicurezza assoluta dei molluschi, bisogna rendere la popolazione immune al virus. Non selettivamente, non solo per le categorie a rischio, ma in modo capillare, cominciando dai più giovani. La copertura vaccinale raggiunse punte molto elevate — in alcune coorti di adolescenti arrivò vicino al 90% — grazie anche all’effetto trainante della vaccinazione già in corso contro l’epatite B, che aveva abituato famiglie e medici a vaccinare i giovani contro i virus epatitici. Il risultato fu visibile con una velocità sorprendente. A partire dal 1998, appena un anno dopo l’avvio della campagna vaccinale di massa, l’incidenza dell’epatite A in Puglia cominciò a scendere in modo netto e bassa è rimasta. I casi continuano a esistere ma i focolai alimentati dai frutti di mare ai quali seguono le epidemie che si autosostengono attraverso la trasmissione interpersonale, sono diventati storia. Linea grigia, incidenza di epatite A in Puglia, linea nera, incidenza in Italia, linea tratteggiata (riferita all’asse sulla destra) copertura vaccinale negli adolescenti. Fonte La Puglia, regione in cui si consumano tradizionalmente cozze crude, ricci di mare, tartufi di mare — e in cui la pressione biologica del virus è rimasta presente — non ha più vissuto nulla di paragonabile all’epidemia del 1996-97. La Campania ha seguito un percorso diverso. Regione con una tradizione altrettanto radicata nel consumo di frutti di mare crudi — e con acque costiere in cui la contaminazione da scarichi fognari è un problema documentato da anni — ha puntato sul controllo della filiera e sulla vaccinazione selettiva. Il modello campano prevede il rafforzamento periodico dei controlli sugli allevamenti di cozze e vongole, la sorveglianza epidemiologica per individuare precocemente i casi, e la vaccinazione offerta ai contatti dei soggetti colpiti e alle categorie considerate più esposte. L’idea di fondo è che un buon sistema di controllo sanitario possa tenere sotto controllo il rischio, e che non sia necessario vaccinare l’intera popolazione quando si possono individuare e circoscrivere i focolai. In teoria è un approccio razionale. In pratica il risultato lo state vedendo questi giorni. Mentre la Campania affronta la sua emergenza, in Puglia non sta succedendo nulla di simile. La regione che trent’anni fa fu colpita più duramente, quella con le stesse abitudini alimentari e le stesse acque, quella in cui si mangiano frutti di mare crudi come in nessun altro posto d’Italia, non ha un focolaio. Non ha ordinanze di emergenza. Non ha ospedali pieni di itterici. Questo non è un caso. È il risultato di una scelta fatta decenni fa, quando qualcuno ha capito che i controlli sulla filiera, per quanto necessari, non bastano, e che l’unica protezione davvero affidabile è quella che si costruisce nella biologia del paziente, non nella rete di sorveglianza del mollusco. Un’epidemia come quella che sta colpendo Napoli in questi mesi, in Puglia sarebbe oggi praticamente impossibile. Non perché i pugliesi abbiano smesso di mangiare cozze crude — non lo hanno fatto. Non perché le acque pugliesi siano più pulite — non lo sono necessariamente. Ma perché una parte enorme della popolazione pugliese è immune: chi è stato vaccinato da bambino, chi è stato vaccinato da adolescente, chi ha sviluppato immunità naturale in anni di bassa circolazione del virus. Quando il virus incontra una popolazione in larga parte immune, non riesce a causare una epidemia. Si esaurisce prima di autoalimentarsi. È il principio dell’immunità di gregge applicato a una comunità specifica, ottenuto non con la fortuna ma con una politica sanitaria deliberata. L’epatite A si può prevenire quasi completamente con due dosi di vaccino. La protezione comincia a manifestarsi in un paio di settimane dalla prima dose e dura molti anni. Il vaccino è sicuro, ben tollerato, e disponibile gratuitamente in Italia per le categorie a rischio. Vaccinare i bambini e gli adolescenti che vivono in aree ad alta endemia — come il Sud Italia — non è una misura draconiana: è buon senso. Vaccinare chi consuma regolarmente frutti di mare crudi è ancora più opportuno. L’esperienza pugliese ha dimostrato che funziona. L’esperienza campana del 2026 ha dimostrato che cosa succede quando non lo si fa. Non ci sono molti casi in medicina pubblica in cui il confronto sia così netto, così geograficamente circoscritto, così leggibile nei dati. Due regioni confinanti, stesso mare, stesse abitudini alimentari, stessa cultura, stessa irresistibile passione per i frutti di mare crudi: una ha vaccinato, l’altra ha controllato. Una ha evitato il problema, l’altra si trova questa primavera a gestire un’emergenza. La vaccinazione non è una risposta a ogni problema sanitario, e non è mai saggio presentarla come tale. Ma per alcune malattie, in alcuni contesti, rimane lo strumento più efficace che abbiamo. Concludo con una precisazione: mangiare frutti di mare crude espone a molte altre infezioni, che non sono prevenibili con il vaccino. E’ quindi una pratica da evitare. 4 7 Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/ Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ferrocsm Inviato 9 ore fa Condividi Inviato 9 ore fa 2 minuti fa, robem ha scritto: L’unico modo per inattivare il virus è la cottura prolungata e uniforme fino a temperature molto alte al cuore del mollusco. E se l'acqua in cui vivono fosse pulita? Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1726989 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
robem Inviato 8 ore fa Autore Condividi Inviato 8 ore fa @ferrocsm In teoria nessun problema. Ma in pratica come fai a essere certo che l'acqua è sempre pulita, se l'epatite A insorge un mese dopo il contagio? Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1726998 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
robem Inviato 8 ore fa Autore Condividi Inviato 8 ore fa Per l'amministratore: se questi contenuti sono inappropriati, troppo lunghi, inopportuni li tolga pure. Altrimenti tolga questo messaggio. Grazie Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727000 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 5 ore fa Condividi Inviato 5 ore fa C'è da dire che, diversamente che in Puglia, in Campania i crudi non sono tradizionali, salvo le ostriche, e che fin dai tempi del colera nessuno mangia cozze crude. Resta il fatto che la cottura tradizionale non è sufficiente. Certo, il vaccino è l'arma letale. Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727135 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LeoCleo Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa 1 ora fa, appecundria ha scritto: Certo, il vaccino è l'arma letale. Pienamente d'accordo! 1 Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727186 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
PL-L1000 Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa @LeoCleo Nessuno ti vieta di provare a sviluppare immunità naturale. Buon appetito! Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727191 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LeoCleo Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa 3 minuti fa, PL-L1000 ha scritto: Nessuno ti vieta di provare a sviluppare immunità naturale. No la lascio sviluppare alle foche mangiatrici di cozze crude. 4 minuti fa, PL-L1000 ha scritto: Buon appetito! Grazie! Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727196 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa 5 minuti fa, LeoCleo ha scritto: No la lascio sviluppare alle foche mangiatrici di cozze crude. se pensi a quante tonnellate di frutti di mare si consumano se non crudi insufficientemente cotti e che questo negli anni ha causato "soltanto" la presente "epidemia" con qualche degente... è molto più pericoloso prendere il tram a Milano. Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727211 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Panurge Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa Cozze piemontesi 2 Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727217 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LeoCleo Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa @appecundria Ma certo, io d'estate mi sfondo di frutti di mare e pesce, mi è sempre andata bene, cerco di evitare le cozze crude per questione psicologica, mentre le ostriche... ogni anno ne provo una, una sola, e puntualmente mi disgusta. Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727219 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Moderatori BEST-GROOVE Inviato 3 ore fa Moderatori Condividi Inviato 3 ore fa certo è che non si spiega questa mania di mangiare molluschi crudi, zero testa proprio!! Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727245 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
PL-L1000 Inviato 3 ore fa Condividi Inviato 3 ore fa 1 minuto fa, BEST-GROOVE ha scritto: crudi Vale anche per il pesce, a meno di non essere certi sia stato correttamente abbattuto. Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727247 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Moderatori BEST-GROOVE Inviato 3 ore fa Moderatori Condividi Inviato 3 ore fa 2 minuti fa, PL-L1000 ha scritto: Vale anche per il pesce, certo ma in questi frangenti l'epatite che si sta diffondento è dovuta ai molluschi Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727251 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gustavino Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa 3 hours ago, appecundria said: che la cottura tradizionale non è sufficiente. ci vuole poco,basta alla tarantina Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727296 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. appecundria Inviato 1 ora fa Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 1 ora fa @Gustavino a 100 gradi per 5 minuti ci faccio i rigatoni. 2 ore fa, LeoCleo ha scritto: ostriche... ogni anno ne provo una, una sola, e puntualmente mi disgusta Sai a cosa somiglia... vero? 3 Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727310 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Gustavino Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 7 minutes ago, appecundria said: @Gustavino a 100 gradi per 5 minuti ci faccio i rigatoni. La Tarantina due minuti al vapore e passa la paura ...... oltre tutto praticamente asintomatica nei bimbi conferendo immunità permanente Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727325 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LeoCleo Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa @appecundria azz ecco perché vado a funghi! Link al commento https://melius.club/topic/28897-frutti-di-mare-epatite-e-vaccini-due-regioni-due-approcci-differenti/#findComment-1727327 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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