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La guerra ha cambiato gli equilibri geopolitici in Medio Oriente


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Lentamente, dopo due secoli circa, forse qualche decennio in più,  il baricentro si sta di nuovo spostando verso la parte del mondo con più abitanti, la superiorità dell'occidente dovuta a cannoni che sparavano più lontano ed ad altri parametri si indebolisce ogni anno di più, salvo nuovi salti schumpeteriani non prevedibili e localizzati, il fatto ha l'inesorabilità della deriva dei continenti, sara un processo non rapido, ma ci sarà.

  • Melius 1
Roberto M
55 minuti fa, Panurge ha scritto:

la superiorità dell'occidente dovuta a cannoni che sparavano più lontano ed ad altri parametri si indebolisce ogni anno di più


Nel contempo sempre più paesi, una volta feroci dittature comuniste o integraliste, stanno lentamente abbracciando il capitalismo, la democrazia, la libertà, il modello occidentale.

Quello che sta succedendo nei paesi del Golfo e’ paradigmatico, UAE, Bahrein, Arabia Saudita, Kuwait, hanno tutti abbracciato il modello capitalistico, si stanno laicizzando, hanno l’accesso totale ad Internet e ai network occidentali, guardano ad Israele non più come un nemico ma come un modello da imitare, e con cui raggiungere accordi commerciali.

Questo grazie anche alla fallimentare politica dell’asse del male, se prima i governanti illuminati potevano temere un malcontento interno per l’alleanza con Israele ora che l’IRAN li bombarda e’ caduto anche questo tabù e non esiste nessuna empatia verso i palestinesi, si vedono più bandiere palestinesi a Bologna che in tutta l’Arabia Saudita.

extermination

@Roberto M

Ci vuoi dire che ci sono tutte le premesse per un'era di prosperità solida e diffusa?  Niente più guerre, Capitali che si trasformeranno in infrastrutture civili, tecnologie e servizi disponili per tutti.

Ah che bello!

Roberto M

Interessante articolo del WSJ.


https://www.wsj.com/opinion/iran-war-middle-east-uae-qatar-syria-europe-ali-khamenei-85424c21

 

Per chi ha poca dimestichezza con l’inglese, o non ha l’abbonamento, ecco una sintesi dell’articolo.

 


L’Iran, colpendo i suoi vicini, ha finito per isolarsi e rafforzare la coalizione contro di sé.

 

La strategia dell’ayatollah Ali Khamenei era basata sull’uso di missili e droni per minacciare i Paesi circostanti e scoraggiare eventuali attacchi contro il regime. Tuttavia, questa strategia si è rivelata fallimentare: invece di intimidire i rivali, ha contribuito a unire contro Teheran un numero crescente di Paesi nella regione e oltre.

 

Gli attacchi iraniani non si sono limitati a Israele o agli Stati Uniti, ma hanno colpito anche i Paesi arabi del Golfo — inclusi Emirati Arabi Uniti, Qatar e altri — provocando danni e mettendo a rischio infrastrutture vitali. Questo ha avuto un effetto politico immediato: Stati che in passato erano cauti o neutrali hanno iniziato a percepire l’Iran come una minaccia diretta alla propria sicurezza.

 

In risposta, le monarchie del Golfo hanno rafforzato la cooperazione con gli Stati Uniti e, in modo sempre meno nascosto, anche con Israele. La paura di essere bersagli diretti ha superato ogni precedente prudenza diplomatica.

 

Anche l’Europa, inizialmente più esitante, ha iniziato a riconsiderare la propria posizione. Di fronte alla capacità dell’Iran di colpire indiscriminatamente e destabilizzare l’intera regione, diversi Paesi europei hanno mostrato maggiore disponibilità a sostenere azioni di contenimento contro Teheran.

 

L’effetto complessivo è stato quello di ampliare la coalizione che si oppone all’Iran. Quello che doveva essere un sistema di deterrenza si è trasformato in un boomerang strategico: invece di isolare Israele e dividere i suoi alleati, Teheran ha finito per spingere un numero crescente di attori — arabi ed europei — verso una posizione più allineata con Washington.

 

In questo contesto, la guerra ha reso evidente un dato: i Paesi del Golfo, pur con tutte le loro differenze, vedono sempre più l’Iran come una minaccia esistenziale. E questo sta cambiando in modo profondo gli equilibri geopolitici della regione.

 

 

Roberto M
10 minuti fa, extermination ha scritto:

Ci vuoi dire che ci sono tutte le premesse per un'era di prosperità solida e diffusa?  Niente più guerre,

Secondo me si.

Pero e’ cruciale la sconfitta della Russia e dell’Iran.

Bisogna dimostrare che le guerre di aggressione e i nazionalismi tossici non portano a nulla se non alla rovina di chi li promuove.

Trump, con la metà del budget, sta facendo più danni a Putin di quanti ne ha fatti Biden spendendo il triplo, per non parlare della vergognosa UE che e’ andata a scrocco e che anche oggi fa orecchie da mercante.

Semplicemente isolandolo e segandogli uno ad uno gli alleati e gli asset strategici. Ha cominciato con il Venezuela e Cuba, ha messo le cose in chiaro sullo stretto di Panama e sulla Groenlandia (assicurandosi, sostanzialmente, il controllo totale militare delle aree), ed ora sta eliminando la capacità militare dell’Iran, alleato chiave della Russia. Ed infatti la Russia cerca in tutti i modi di evitarlo, ma non ha gli strumenti per farlo.

Roberto M
2 minuti fa, Panurge ha scritto:

Le petroliere cinesi e le gasiere indiane continuano a passare ed i soldi ad entrare

In misura molto limitata, e non credo dietro pagamento di soldi all’Iran, perché sarebbe illogico.

Trump lo può impedire facilmente (sia con terrificanti sanzioni secondarie che con la forza, semplicemente con un blocco navale). Se lo consente e’ perché ha valutato che i danni provocati da queste “concessioni” sono inferiori a quelli inflitti al nemico.

E’ un po’ quello che succede con le petroliere ombra russe, con la differenza che in questo caso chi incassa 2 milioni per una petroliera che passa non puo’ investirli in nulla, perché eliminano chi incassa, e gli distruggono tutte le fabbriche e a breve anche gli impianti petroliferi ed energetici.

14 minuti fa, appecundria ha scritto:
48 minuti fa, Roberto M ha scritto:

UAE, Bahrein, Arabia Saudita, Kuwait, hanno tutti abbracciato il modello capitalistico

Non sono più un covo di comunisti?

E per di più hanno diminuito le vendite di petro-dollari per aumentare quelle in valuta cinese.

Quando ci saranno le prime code alle pompe di benzina o il primo aereo di vacanzieri borsellati sarà cancellato per mancanza di carburante capiremo meglio quale è il nuovo equilibrio geopolitico in medio oriente.

Ciao

D.

Roberto M

Semmai le poche petroliere che passano a pagamento sono un segno di debolezza dell’Iran, perché sono talmente tanto disperati al punto di dover rinunciare a quello che credevano fosse un loro “asso nella manica”.

 




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