Vai al contenuto
Melius Club

Puntuale arriva l'attentato a Trump


Messaggi raccomandati

C'è un filmato dove si vede il pistolero che passa come una freccia a poca distanza da un tizio della sicurezza che dopo un minuto impugna la pistola e probabilmente spara. Bastava allungare un piede per sgambettarlo.

Cmq Tram ci legge: "serve la sala da ballo".

https://tg24.sky.it/mondo/2026/04/26/trump-spari-gala-corrispondenti-giornalisti-casa-bianca

Link al commento
https://melius.club/topic/29286-puntuale-arriva-lattentato-a-trump/page/6/#findComment-1751487
Condividi su altri siti

Roberto M

Qui c’è l’ultimo messaggio-rivendicazione del terrorista.

La tesi complotti sta della messa in scena e’ semplicemente ridicola, perché non tiene conto del fatto che il fanatico, fomentato dal clima di odio scatenato dalla sinistra, ha di fatto sacrificato la sua vita, che trascorrerà in carcere.

E’ proprio da imbecilli credere che ha fatto questo “per fare un favore a Trump”

 

https://www.corriere.it/esteri/26_aprile_26/cole-allen-attentatore-manifesto-amichevole-assassino-ffaaf4ce-69ee-4f62-be4e-2fdf39d90xlk.shtml

 

….

 

Il suo manifesto, pubblicato dal New York Post, si apre con uno squillante «Hello everybody!» e con una serie di scuse (ai genitori, ai colleghi, agli studenti, alle eventuali vittime collaterali dell’azione che si apprestava a compiere) condite con qualche facezia. Poi continua indicando il movente («Non posso più permettere che un pedofilo, stupratore e traditore — il riferimento è probabilmente a Trump, ndr — insozzi di sangue le mie mani con i suoi crimini») e i suoi bersagli («I funzionari dell’amministrazione, escluso il signor Patel» — che è il capo dell’Fbi, ndr). Nelle righe seguenti, Allen pone cinque possibili obiezioni alle sue intenzioni, per poi confutarle. Infine, in un post scriptum, ironizza sulle misure di protezione dell’evento che gli sembrano carentissime, anche se tali non si sono poi rivelate.

 

Iscritto come elettore in California, senza indicazione della propria preferenza partitica, e autore di una donazione di 25 dollari per la campagna elettorale per le presidenziali della democratica Kamala Harris, secondo fonti citate dalla Cbs ultimamente Allen faceva affermazioni politiche radicali, aveva partecipato a proteste organizzate dal movimento No Kings e sarebbe stato vicino a The Wide Awakes, un gruppo che ha mutuato il suo nome da quello di un movimento giovanile abolizionista che nel 1860 sostenne l’elezione di Abraham Lincoln alla presidenza. Ma Allen è probabilmente un lupo solitario. Lo confermerebbe anche quello che scrive in calce al suo «manifesto»: «Davvero non posso consigliare ad altri (di fare quello che sto per fare io, ndr). Rimanete a scuola, ragazzi». 

 

 

Link al commento
https://melius.club/topic/29286-puntuale-arriva-lattentato-a-trump/page/6/#findComment-1751670
Condividi su altri siti

@extermination

Il controllo lo si fa all'ingresso, appare inverosimile che ci si possa introdurre con una borsa con un fucile nello stesso luogo in cui sarà ospitato il presidente USA. 

Infine, l'attentatore è riuscito ad entrare correndo nel locale senza che vi fossero ostacoli che potessero rallentare un soggetto che entrasse correndo. Se dietro di lui vi fosse stato qualcun altro armato avrebbe potuto far fuori tutti gli addetti alla sicurezza impegnati a bloccare il primo.

Non è il mio lavoro, ma manderei tutti coloro che si occupano della sicurezza del presidente a dirigere il traffico.

Link al commento
https://melius.club/topic/29286-puntuale-arriva-lattentato-a-trump/page/6/#findComment-1751687
Condividi su altri siti

 

«Non ci sono telecamere, qui»: lo stupore dell'attentatore di Trump e i controlli mancati (fino all'ultima «barriera»)

di Guido Olimpio - 27 apr 2026

 

 

Nel suo manifesto, Cole Allen ha sottolineato gli scarsi controlli che hanno accompagnato il suo tentativo di colpire Trump: le armi potrate in treno, l'assenza di verifiche in albergo, l'accesso alla sala della cena solo grazie a biglietti (non scansionati). Ma l'apparato di sicurezza replica: «Tutto ha funzionato a dovere, l'abbiamo preso in tempo»

 

È stato lo stesso sparatore, Cole Allen, a mettere in chiaro i buchi della sicurezza. Nel suo manifesto ha sottolineato gli scarsi controlli: dal momento in cui è salito, carico di armi, sul treno diretto a Est a quando si è registrato all’Hilton. Eppure, non è riuscito nel suo intento criminale perché lo hanno fermato in tempo.

 

Sono questi i due fronti del giorno dopo l’attacco al ricevimento di Washington alla presenza dei vertici americani. Le critiche al dispositivo di sicurezza sono bilanciate dal successo della reazione che ha evitato conseguenze serie. Ognuno tira la coperta dalla sua parte, indicando debolezze oppure efficacia di chi vegliava.

 

1. Tutti i principali dirigenti in un solo luogo

La prima accusa, rilanciata dal Washington Post, arriva da esponenti democratici: l’Homeland Security dove chiedere al Secret Service di designare la cena «National Special Security Event». Questo avrebbe potuto innalzare il livello di attenzione ed aumentare le risorse a disposizione. Non è stato fatto perché di solito la misura si applica a momenti spalmati su più giorni e non a cene dove non è certa la presenza del presidente. Contro-replica: al gala c’erano tutti i principali dirigenti del Paese, con l’eccezione del senatore repubblicano Chuck Grassley che ricopre la carica di terzo nella linea di successione d’emergenza. Un assalitore, in teoria, avrebbe potuto colpire Trump, il vice Vance e altre personalità. C’erano dunque tante buone ragioni per rinforzare lo scudo.

 

2. Nessun controllo sull'identità (né sulle prenotazioni)

Il secondo elemento critico è stato il filtro esterno affidato alla polizia. Alcune testimonianze affermano di essere entrate nell’albergo presentando la chiave della camera o il biglietto della festa ma non ci sarebbe stata la verifica di identità e neppure una scansione della prenotazione. L’Hilton era come un porto di mare, con una grande folla. La situazione ideale per mimetizzarsi. Ma i responsabili replicano affermando che comunque vi erano agenti in borghese o vestiti da camerieri che svolgevano una missione di osservazione.

 

3. Chi presidiava la «zona grigia»

Il terzo aspetto da considerare è la zona grigia, compresa tra il perimetro esterno e l’accesso alle scale che portavano al salone, settore presidiato dal Secret Service con metal detector, transenne, teste di cuoio. Tra le aree c’era una sorta di vuoto o forse una vigilanza minore. Qualcuno avrebbe visto Allen entrare in un vano dove avrebbe preso le armi, forse nascoste in precedenza. Da qui è uscito per poi superare di corsa il check point diretto verso i possibili bersagli. Le guardie schierate poco più avanti lo hanno bloccato: era comunque ancora lontano da dove si trovavano gli ospiti. Un particolare rimarcato dai dirigenti del servizio d’ordine.

 

4. I mancati controlli sulle armi in treno e in hotel: «Non ci sono telecamere, qui»

Infine, l’ultima fase. Lo sparatore ha lasciato la California in treno consapevole che non vi sarebbero stati controlli sul bagaglio e così ha potuto portare indisturbato fucile, pistola e coltelli. Armi acquistate legalmente e da tempo. Poi è arrivato all’Hilton, si è installato già dal giorno prima e in questo modo ha evitato di andare in giro con l’arsenale. Poteva essere notato e fermato. Sono ancora le testimonianze a indicare che gli agenti avevano svolto lo screening di ospiti e personale dell’albergo. Bisogna capire, viste le dimensioni del complesso e i numeri dei presenti, se hanno avuto la possibilità di farlo fino in fondo. Magari Cole Allen ha davvero piazzato il fucile da qualche altra parte temendo una perquisizione della sua camera. Oppure è passato indenne. Infatti, lo sparatore, sempre nel manifesto, si è meravigliato dell’assenza di telecamere. Magari ci sono ma non in quantità sufficiente a «coprire» il gigantesco palazzo.

 

L’attacco, però, è appena avvenuto e i giudizi si basano su considerazioni preliminari. Gli investigatori potranno valutare meglio errori o carenze per poi elaborare nuove tattiche. Il problema è che il Secret Service è stato chiamato a farlo troppo spesso da quando c’è The Donald alla Casa Bianca.

 

Link al commento
https://melius.club/topic/29286-puntuale-arriva-lattentato-a-trump/page/6/#findComment-1751816
Condividi su altri siti




  • Badge Recenti

    • Badge del Vinile Oro
      Felis
      Felis ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Oro
    • Ringraziamento dal Club
      Fabio Cottatellucci
      Fabio Cottatellucci ha ottenuto un badge
      Ringraziamento dal Club
    • Reputazione
      G.Carlo
      G.Carlo ha ottenuto un badge
      Reputazione
    • Reputazione
      PL-L1000
      PL-L1000 ha ottenuto un badge
      Reputazione
    • Membro Attivo
      simo15
      simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
  • Notizie

  • 91 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...