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Rai: megasvendita di palazzi storici e di pregio. Citofonare ore pasti.


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Leggo che dopo il Delle Vittorie la Rai sta per alienare anche il prestigiosissimo (per posizione, storia, architettura) Palazzo Labia di Venezia, la sede per il veneto, oltre a molti altri immobili di pregio.

 

Tutti beni pubblici acquistati o costruiti al tempo con i soldi dei cittadini italiani.

Beni che finiranno in mani private in cambio dei soliti 4 spicci come in ogni privatizzazione italica che si rispetti.

E non sappiamo nemmeno cosa farà la Rai di quegli spicci, visto che nulla ha scritto in merito.

Perchè un conto sarebbe destinarli alla cultura, un altro destinarli a pagare la monnezza corrente  e i mondezzai che propinano nel 70% dell'offerta h24.

Ipotizzavo che il punto più basso della Rai (per qualità, ascolti e squallido spettacolo di lottizzazione) si sarebbe toccato durante questo governo di inetti ma non immaginavo sarebbero addirittura arrivati a vendersi casa. 

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https://melius.club/topic/29478-rai-megasvendita-di-palazzi-storici-e-di-pregio-citofonare-ore-pasti/
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Sono di proprieta’ Rai e non piu’ utili alla stessa. Lo Stato ha il formidabile potere di vincolo -insistente su entrambi gli immobili seppure con declinazioni diverse, essendo il delle vittorie vincolato solo in ragione dell’appartenenza al pubblico da oltre 50 anni- che ne preserva il valore anche se sono di proprieta’ privata.

A Roma i palazzi piu’ belli sono tutti privati a parte il Quirinale e Palazzo Farnese. Chi compra sa questo. Ecco perche’ a volte si fa fatica a venderli al prezzo d’un immobile liberamente ristrutturabile. Costi di gestione elevatissimi e antieconomici, quindi fondamentalmente buoni per dimore private di tycoon (venezia) alberghi di lusso ma senza ristrutturazione “pesante” e poco altro.

il delle vittorie non vale niente ce l’ho a due passi da studio e’ un cinemone

Palazzo Labia è in vendita dal 2003 ma la rai non ha mai ottenuto offerte ritenute soddisfacenti. 

C'era stato anche un tentativo di cordata pubblica d'acquisto infrantosi, prima che sul prezzo comunque più basso di quel che avrebbe voluto Rai, sul muro compatto della redazione giornalistica  inorridita all'idea di trasferirsi in lochèscion meno pregiate (palazzo Labia è pure comodissimo stazione) 

Per quanto riguarda la parte monumentale pare che i restauri effettuati da Rai siano - a voler esser buoni - piuttosto discutibili.

(Nei piani "tecnici" che ho visto direttamente, a mio avviso  il palazzo è stato abbondantemente adattato senza troppo riguardo alla storicità) 

  • Melius 1
Enrico VIII
4 ore fa, Velvet ha scritto:

non immaginavo sarebbero addirittura arrivati a vendersi casa

Hai fatto i conti di quanto costa mantenere quegli immobili, oltretutto inutilizzati?

Se non sono ambiti, come leggo da alcuni commenti qui sopra, meglio regalarli che continuare a metterci denaro a fondo perduto

Allora, per spostare un attimo lo sguardo dal dito alla luna:

 

- La Rai dovrebbe spiegare dove allocherebbe eventuali fondi ricavati dalla vendita di quelli che sono stati beni pubblici di tutti così come la Rai è un'azienda che di privato ha solo il titolo ma non la sostanza.

Ad oggi nulla si sa in merito.

 

- La Rai odierna, quella degli ultimi 4 anni a trazione melonifera, dovrebbe porsi delle domande sul perchè le sue produzioni svuotano i palinsesti e gli ascolti (e di conseguenza i centri di produzione) anziché riempirli.

 

- La Rai incassa solo di canone pubblico obbligatorio quasi 2 miliardi di Euro l'anno. Senza contare il resto. Se qualcuno mi racconta che un'azienda con 2 miliardi di euro regalati non riesce a trovare fra le pieghe del bilancio gli spicci per manutenere le varie sedi è meglio non faccia il ragioniere.

 

- Per quanto riguarda Palazzo Labia l'annuncio pubblico di vendita è del 2024, non del 2005.

Quindi le decisioni vanno messe in capo all'attuale dirigenza.

Giova ricordare che all'interno del Labia, per chi non lo sapesse, c'è un formidabile ciclo di affreschi del Tiepolo.

Oltre a questa inezia ci sono opere del Canaletto, di Palma il Giovane, del Masucci e via andare. Oltre che una serie di arazzi dal valore inestimabile. 

Quanto alle presunte "modifiche" al palazzo da parte Rai, esso fu addirittura sede di un mobilificio/falegnameria industriale nel 1800 quindi stiamo parlando del nulla considerando che le modifiche sostanziali della parte interna, specie al pianterreno, partono già da epoche storiche. 

Piuttosto la Rai si è occupata, a partire dagli anni '60, di far eseguire importantissimi restauri sotto la supervisione della sovrintendenza, tesi a recuperare le opere d'arte e l'architettura originaria del palazzo.

Poi gli "al mercato si dice" possono anche raccontare altro, ma Goldoni lasciamolo un attimo fuori per il momento. 

 

 

 

Grodinsky

 

 

Non discuto sulla gestione della RAI: privo come sono di una televisione da almeno quindici anni, posso dire di conoscerne l'esistenza solo per sentito dire.

Vorrei però abbandonare la luna e tornare al dito.

Qui è stato accennato che uno dei problemi del nostro paese, emerso negli ultimi decenni e di cui si fa ancora fatica a prendere coscienza, è proprio la gestione del patrimonio storico, soprattutto quello immobiliare. Il problema investe in pieno i centri storici e in particolare i grandi palazzi nobiliari, gli edifici pubblici e quasi tutto ciò che è legato al culto.

Si tratta di un'edilizia che, anche in fase di ristrutturazione, pone problemi di riutilizzo quasi irrisolvibili. Con l'abbandono di questi palazzi da parte di uffici pubblici o privati — si pensi alle banche, alle assicurazioni, ecc. — essi tornano sul mercato, ma non è chiaro chi se li compri e per farne cosa, dato che spesso sono costituiti da grandi saloni o stanze di passaggio: strutture che difficilmente possono diventare abitazioni rispondenti ai canoni comuni.

 

 

 

Mi permetto di dire una cosa che probabilmente susciterà opinioni contrastanti: ma non è che si possa sempre preservare proprio tutto tutto, con l'immenso patrimonio che abbiamo. I Romani buttavano giù interi quartieri, templi, palazzi che ora avrebbero un valore storico inestimabile per ricostruirci sopra: noi abbiamo il Colosseo, ma prima lì c'era la favolosa "domus aurea" di Nerone; il Circo Massimo è stato per più di un secolo un campo abbandonato di pascolo libero per le greggi; le sue pietre e i suoi marmi venivano saccheggiati a piene mani per farne materiale da costruzione...

Avessimo dovuto evitare qualunque rimozione di materiale storico, a Roma sarebbe stato impossibile avere nemmeno una linea di metropolitana.



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