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Un idillio finito male


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L'offesa è a tutta l'Italia ma il fallimento è tutto suo e della sua politica estera degli ultimi due anni. Dividiamo le cose per favore.

Solidarietà alla presidenza del consiglio ma un errore politico che non si può coprire con l'onore, l'orgoglio etc...a destra ora lo sanno.

La pacchia finita è la sua come era prevedibile. Ora vada in europa e faccia quello che c'è da fare, a partire dal voto a maggioranza. Vediamo se la lezione è servita a qualcosa

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1 ora fa, Velvet ha scritto:

 

Che il sottoproletariato sia per logica conseguenza dedito alla violenza ed alla criminalità  mi sembra una condanna morale un po' fuori luogo.

In fondo anche i precari che tirano a campare sono per definizione sottoproletari in quanto esclusi dall'economia stabile.

Mica per questo sono dei gangster al livello di Trump. Magari non andranno a sentire i Berliner  (a sentirli  magari c'è più di qualche trafficante d'armi o d'esseri umani in vena di socialità d'alto bordo) e ascolteranno Ivan Granatino su Youtube ma non per questo sono necessariamente violenti e criminali, non trovi?

Mi trovi completamente d'accordo ma il commento di Savgal non mi stupisce. 

Già in altre occasioni ha avuto modo di esprimere il suo pensiero su operai, classi meno istruite e cose simili.

Poi il paragone con i Berliner è desolante. 

Una visione della musica classica stereotipata e completamente slegata dalla realtà 

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"Quando Trump diceva che ci sono immigrati che mangiano i cani, paesi popolati da gente inutile, giustificava gente che vestita in modo carnevalesco assaltava il Campidoglio, mandava la sua milizia a sparare a donne e uomini inermi, insultava continuamente Capi di Stato non accondiscendenti, istituzioni del suo paese, rapiva un presidente in carica con la moglie, minacciava la Groenlandia e il Canada, si compiaceva di uomini e donne in catene, copriva e incentivava un genocidio, attaccava un paese illegalmente, faceva video dove scaricava mera sui manifestanti e costruiva riviere col suo nome sul teatro di una tragedia immane, Giorgia Meloni si faceva firmare la prefazione del suo libro dal suo vicepresidente, partecipava alla convention Maga, assecondava in tutto e per tutto il suo padrone, non alleato, pronunciava le più dure parole con la formula “non condanno e non condivido”, dopo averlo candidato al Nobel per la Pace.

Per non parlare di tutto quello che politicamente abbiamo accettato dagli Stati Uniti, dai dazi al gas alle armi.

Se ti comporti così, poi tocca anche a te."

 

-

Questo è Ricciardi dei 5s.

Poi ci sarebbe da capire che avrebbe fatto Giuseppi al suo posto, ma vabbè, ogni giorno la sua pena

 

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Gaetanoalberto

Il tema è politico, indipendentemente dalle questioni personali.

Le frequentazioni contano anche più delle parentele: magari coi distinguo si è sperato a lungo di svolgere il ruolo di "ponte", disallineandosi dai francotedeschi.

Scelta sbagliata, risultato opposto al desiderabile.

Mo' siamo fuori dai "ponti di comando" ed un filo giustamente perculati dai francesi.

Il Macron, tanto inviso alle nostre cheerleaders, al confronto pare un Nobel.

Leggerò con interesse i commenti sulla fermezza

dimostrata dalla nostra mentre vola giù dal ponte...

Magari evitare in futuro di alimentare e far parte dei gruppuscoli antieuropei ...

Sembra continuare a sfuggire l'unica

politica sensata possibile, ovvero, senza se e senza ma,

rafforzare la UE e presentarsi uniti...

 

 

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Gaetanoalberto
8 minuti fa, audio2 ha scritto:

ma se leuropa non è unita su niente

Eh, pota, per fürsa...! Prova a sentire le frecciatine con cui i nostri si divertono a criticarla...

Immagina un forum in cui tutti, appena posti qualcosa, si divertono a percularti con un audiodiquà ed un audiodilà... 

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mariovalvola
9 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Il tema è politico, indipendentemente dalle questioni personali.

Le frequentazioni contano anche più delle parentele: magari coi distinguo si è sperato a lungo di svolgere il ruolo di "ponte", disallineandosi dai francotedeschi.

Scelta sbagliata, risultato opposto al desiderabile.

Mo' siamo fuori dai "ponti di comando" ed un filo giustamente perculati dai francesi.

Il Macron, tanto inviso alle nostre cheerleaders, al confronto pare un Nobel.

Leggerò con interesse i commenti sulla fermezza

dimostrata dalla nostra mentre vola giù dal ponte...

Magari evitare in futuro di alimentare e far parte dei gruppuscoli antieuropei ...

Sembra continuare a sfuggire l'unica

politica sensata possibile, ovvero, senza se e senza ma,

rafforzare la UE e presentarsi uniti...

 

 

 

Sì, proviamo a fare un discorso che vada oltre lo storytelling facile. Ho l'impressione  che l'enfasi mediatica sui "sovranismi periferici" sia spesso un modo per non guardare dove il problema è più scomodo da affrontare: dentro il nucleo duro dell'Unione.

Il diversivo del "piccolo sovranista cattivo"

Il racconto mediatico dominante individua il blocco dell'integrazione europea nei veti di Ungheria, Polonia (in certe fasi), o nelle resistenze "populiste" di paesi piccoli e periferici. È una narrazione comoda perché:

personalizza il problema su figure facilmente impopolari (Orbán in testa quando contava), permette ai paesi "core" di presentarsi come vittime ragionevoli bloccate da irresponsabili, evita di guardare ai veri nodi strutturali, che riguardano proprio i paesi che si autorappresentano come il motore dell'Unione.

È vero che i veti dei piccoli esistono e contano (unanimità su fiscalità, politica estera, allargamento). Ma sono per lo più veti tattici su dossier specifici, non il motivo per cui dal 2010 a oggi l'UE non ha un'unione fiscale, non ha completato l'unione bancaria, non ha una difesa comune credibile, non ha un mercato dei capitali integrato. Quella paralisi ha un'origine diversa.

Il vero asse del conflitto è riconducibile a visioni incompatibili tra Berlino, Parigi e il Nord.

È vero. I veti ci sono di paesi marginali e su alcuni temi si finisce in stallo.

Ma quei veti funzionano proprio perché l'unanimità resta in vigore, e l'unanimità resta in vigore perché i grandi non si sono mai accordati per riformarla. Quindi, non sono la malattia sono un sintomo che si innesta su una causa più profonda (la paralisi franco-tedesco-nordica), non un fenomeno indipendente.

 

 

 

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